Raccontare Artemio Franchi è una piccola impresa: è stato il più importante dirigente calcistico italiano e uno dei più influenti in assoluto. Uomo arguto, ironico e dalla battuta facile, ricopriva i ruoli di Presidente UEFA e vicepresidente FIFA; durante i mondiali di Spagna del 1982 rappresentava, insieme a Joao Havelange e Herman Neuberger, il vero gotha del pallone mondiale. Nonostante il grande rispetto, la sua posizione lo esponeva spesso all'invidia e a frecciate polemiche da parte della stampa, specialmente in un momento in cui l'Italia si era qualificata alla fase finale per il rotto della cuffia, finendo poi in un girone decisamente alla portata con Polonia, Perù e Camerun.
Proprio nella conferenza stampa di apertura a Madrid, un giornalista cercò di metterlo in difficoltà con una domanda intrisa di perfidia, chiedendogli come spiegasse il fatto che Massimo Della Pergola, segretario della stampa sportiva internazionale, fosse riuscito a indovinare un sorteggio così favorevole per gli Azzurri. Franchi, assolutamente ineffabile, scelse di rispondere con una controdomanda, chiedendo al cronista se conoscesse Della Pergola; al cenno di assenso di quest'ultimo, il dirigente chiuse il discorso con una battuta fulminea e memorabile: "Quindi sa che è stato l’inventore del Totocalcio… secondo lei, per uno che ha inventato la schedina, che cosa vuole che sia indovinare il girone dell’Italia…".
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