Con la fine del campionato lo stadio resta libero fino a Ferragosto: accelerano i lavori e si apre la partita sul project financing per finanziare la seconda fase del restyling

Con la conclusione del campionato della Fiorentina si apre una finestra di quasi tre mesi senza partite al Franchi, periodo considerato fondamentale per accelerare il cantiere del restyling dello stadio. Gli operai potranno lavorare senza interruzioni fino a Ferragosto, quando la squadra dovrebbe tornare a giocare in casa per i trentaduesimi di Coppa Italia. La Fiorentina punta inoltre a disputare al Franchi anche la gara di campionato del 29 agosto, in occasione delle celebrazioni del centenario viola.

I lavori nelle ultime settimane hanno registrato un’accelerazione evidente. In curva Fiesole è stata montata una nuova trave destinata a sostenere la futura copertura, segnale concreto dell’avanzamento del progetto. L’obiettivo prioritario resta rispettare la scadenza del 30 aprile 2027, data entro cui la nuova Fiesole dovrà essere completata. Successivamente partirà il secondo lotto dei lavori con il ribaltamento del cantiere.

Parallelamente si gioca una partita decisiva sul piano economico e amministrativo. Comune e Fiorentina devono definire il project financing necessario a coprire i costi della seconda fase dell’intervento e a sostenere la candidatura di Firenze per Euro 2032. La data chiave è il 31 luglio 2026: entro allora dovrà essere presentata alla Figc una candidatura completa, pena la perdita dei circa 10 milioni del fondo ministeriale destinato agli stadi strategici.

Tre settimane fa la Fiorentina ha avanzato una proposta da 55 milioni di euro in cambio della gestione completa dei lavori e di una concessione dello stadio per almeno cinquant’anni. Restano però da chiarire diversi aspetti normativi, tra cui l’eventuale necessità di una gara pubblica o di una conferenza dei servizi. Palazzo Vecchio sta valutando anche la possibilità di un affidamento diretto, ma la procedura potrebbe scontrarsi con le norme europee sulla concorrenza e sulla trasparenza negli appalti pubblici. Lo scrive la Nazione. 

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