La bonifica e lo sgombero dell’area sotto il viadotto dell’Indiano rappresentano un tassello importante per la realizzazione del futuro Parco Florentia, il grande progetto di riqualificazione ambientale dell’estrema periferia ovest di Firenze, tra Arno, Greve e Argingrosso. L’obiettivo è trasformare una zona storicamente segnata da degrado, discariche abusive e marginalità in un enorme sistema verde integrato dedicato ad ambiente, sport e mobilità sostenibile.
Il Parco Florentia dovrebbe estendersi su circa 250 ettari, diventando il secondo parco urbano più grande della città dopo le Cascine. Il progetto punta a creare una rete di connessioni ciclopedonali tra diversi poli verdi: le Cascine e i Renai di Signa a nord, il parco dell’Argingrosso e la Montagnola a est, San Bartolo a Cintoia a sud e il parco di Mantignano a ovest. Sono previste anche passerelle ciclopedonali verso le Piagge e Mantignano.
Negli ultimi anni alcuni interventi sono già stati realizzati, tra cui aree giochi, spazi picnic, percorsi fitness, orti urbani, il Teatro dell’Acqua e la riqualificazione del lago. Un passaggio decisivo era stato anche lo sgombero del campo rom del Poderaccio nel 2020.
Ora il Comune sta portando avanti la seconda fase del progetto, finanziata con un intervento da 5,4 milioni di euro. L’assessora all’ambiente Paola Galgani ha spiegato che è in corso la gara europea per l’affidamento della progettazione e che i tempi dipendono dalle procedure amministrative previste.
Nel frattempo proseguono anche gli interventi per contrastare nuove occupazioni abusive nelle aree appena bonificate: saranno installati cancelli per limitare gli accessi, telecamere collegate alle centrali operative e nuova illuminazione pubblica. Più complessa invece la situazione nella boscaglia tra via del Poderaccio e via dell’Argingrosso, dove la presenza di numerosi proprietari privati rende più difficile intervenire in modo strutturale. Lo scrive la Nazione.
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