Un tavolo con Regione Toscana, Comune di Firenze e Autorità di bacino per riqualificare la sponda sinistra dell'Arno a Firenze: "Speriamo che a metà giugno si possa iniziare questo ragionamento e chiuderlo molto in fretta, perché non possiamo perdere questa straordinaria opportunità", ha affermato Gaia Checcucci, segretaria generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale, oggi in visita alla società Canottieri Comunali insieme al presidente della Regione Eugenio Giani.
"C'è la possibilità di non soltanto di recuperare - ha spiegato - ma addirittura di prevedere su tutta la sponda sinistra, partendo ovviamente da quello che c'è già, un'idea di città che si riavvicina al fiume, anche con locali, anche con delle strutture che sono di interesse sociale, culturale: lo abbiamo previsto all'interno delle nostre norme di gestione, del piano di rischio idraulico".
Per Checcucci "il problema qui non è il rischio idraulico, il problema qui è sempre stata la distanza" dall'Arno, "per dei cavilli, per norme di un altro periodo, di un altro mondo, che devono e possono essere superate attualizzandole nell'ambito della gestione del rischio. Questo garantiamo noi e lo abbiamo inserito nella nostra norma. Lo diciamo semplicemente alla Regione, al presidente Giani che si è già espresso in passato attestando, credo, lo stesso concetto, e la sua presenza qui stamane mi pare lo riaffermi con grande chiarezza".
Giani, che ieri ha partecipato a Pisa ad un evento dal titolo 'Il batticuore: l'Arno che verrà e il mare', organizzato del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, ha spiegato che insieme a Checcucci "abbiamo ribadito il 'patto per l'Arno', che rientra nei cosiddetti contratti di fiume", accordi volontari che riuniscono enti pubblici (Regione, Comuni, Consorzi di Bonifica), università e cittadini per tutelare, riqualificare e gestire in modo sostenibile i bacini idrografici.
Il governatore toscano ha osservato che "in una prima fase vorremmo riunire attorno ad un tavolo i soggetti istituzionali, ovvero Regione, Comune, Autorità di Bacino e Consorzio di Bonifica, per poi allargarsi a tutte le associazioni che svolgono attività nel e col fiume per tornare a viverlo e riavvicinarlo ai cittadini. In altre grandi città europee, come Parigi e Londra, s'intensificano confronti e dibattiti per tornare ad una piena fruibilità dei corsi d'acqua, anche dal punto di vista della balneazione".
Un obiettivo che, secondo Giani, "potremmo porci anche rispetto all'Arno, partendo anzitutto dal rendere pienamente fruibili le sponde e cercando poi di completare tutti i progetti per la depurazione delle acque".
"C'è la possibilità di non soltanto di recuperare - ha spiegato - ma addirittura di prevedere su tutta la sponda sinistra, partendo ovviamente da quello che c'è già, un'idea di città che si riavvicina al fiume, anche con locali, anche con delle strutture che sono di interesse sociale, culturale: lo abbiamo previsto all'interno delle nostre norme di gestione, del piano di rischio idraulico".
Per Checcucci "il problema qui non è il rischio idraulico, il problema qui è sempre stata la distanza" dall'Arno, "per dei cavilli, per norme di un altro periodo, di un altro mondo, che devono e possono essere superate attualizzandole nell'ambito della gestione del rischio. Questo garantiamo noi e lo abbiamo inserito nella nostra norma. Lo diciamo semplicemente alla Regione, al presidente Giani che si è già espresso in passato attestando, credo, lo stesso concetto, e la sua presenza qui stamane mi pare lo riaffermi con grande chiarezza".
Giani, che ieri ha partecipato a Pisa ad un evento dal titolo 'Il batticuore: l'Arno che verrà e il mare', organizzato del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, ha spiegato che insieme a Checcucci "abbiamo ribadito il 'patto per l'Arno', che rientra nei cosiddetti contratti di fiume", accordi volontari che riuniscono enti pubblici (Regione, Comuni, Consorzi di Bonifica), università e cittadini per tutelare, riqualificare e gestire in modo sostenibile i bacini idrografici.
Il governatore toscano ha osservato che "in una prima fase vorremmo riunire attorno ad un tavolo i soggetti istituzionali, ovvero Regione, Comune, Autorità di Bacino e Consorzio di Bonifica, per poi allargarsi a tutte le associazioni che svolgono attività nel e col fiume per tornare a viverlo e riavvicinarlo ai cittadini. In altre grandi città europee, come Parigi e Londra, s'intensificano confronti e dibattiti per tornare ad una piena fruibilità dei corsi d'acqua, anche dal punto di vista della balneazione".
Un obiettivo che, secondo Giani, "potremmo porci anche rispetto all'Arno, partendo anzitutto dal rendere pienamente fruibili le sponde e cercando poi di completare tutti i progetti per la depurazione delle acque".
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