AGGIORNATA - "La strage di via dei Georgofili resta una ferita aperta nella memoria di Firenze e della Toscana - ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani -. Trentatré anni fa, quella notte segnò per la nostra regione un punto di non ritorno: capimmo che la mafia non era un fenomeno lontano, ma era in mezzo a noi, con i suoi tentacoli fatti di colletti bianchi, infiltrazioni economiche e silenzi complici.
Per questo ricordare è un dovere delle istituzioni".Giani ha poi evidenziato che "quest'anno c'è una cosa in più, è stato importante il segnale che è venuto da Firenze, nel senso della partecipazione popolare che ha scelto di intitolare il nuovo ponte sull'Arno alle sorelle Nencioni, un segno che la città non dimentica".
"La Toscana non dimentica - ha spiegato la vicepresidente della Regione Mia Diop - perché ricordare è il primo passo per non abbassare la guardia contro i fenomeni mafiosi e per costruire una cultura diffusa della legalità democratica. In questo senso fare Memoria costituisce un impegno civile e politico che questa Regione vuole rinnovare ogni anno con convinzione. La strage di via dei Georgofili non deve restare solo storia.
È qualcosa che dobbiamo fare nostra, sentire nostra, e dobbiamo lavorare con le giovani generazioni, che come emerge anche da una recente ricerca Irpet sulla popolazione studentesca toscana, sanno poco della strage dei Georgofili, visto che solo il 33% dei ragazzi ha dichiarato di conoscerla. Anche per questo il calendario di iniziative parte da un confronto con i più giovani e dà segno della scelta chiara di una Regione che sta dalla parte della legalità, della verità e della giustizia".
Invitando la cittadinanza a partecipare, il vicepresidente dell'associazione 'Tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili' Daniele Gabbrielli ha evidenziato che "la partecipazione immunizza contro il fatto che certi episodi possano ripetersi".
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"Ricordare la strage dei Georgofili significa non dimenticare una ferita ancora aperta nella storia di Firenze e dell'Italia. In quella notte la mafia colpì vite innocenti, a cominciare dalle sorelline Nencioni, Nadia e Caterina, a cui la città ha deciso di intitolare il nuovo ponte appena realizzato tra Bellariva e Gavinana; ferì il patrimonio culturale della città e i valori democratici su cui si fonda la nostra comunità". Queste le parole della sindaca di Firenze Sara Funaro in occasione della presentazione del programma di iniziative per il 33/mo anniversario dell'attentato mafioso Firenze.
Il 26 maggio, alle 21.30 sull'arengario di piazza della Signoria, si terrà 'Aspettando le 1.04', appuntamento di dialogo, memoria e riflessione dedicato a quanto accaduto nel cuore di Firenze il 27 maggio 1993. Interverranno Pietro Grasso, già presidente del Senato ed ex procuratore nazionale antimafia, che ricorderà anche Gabriele Chelazzi, il pubblico ministero che coordinò le indagini sulle autobombe, scomparso nel 2003, insieme alla magistrata e scrittrice Annamaria Frustaci.
A seguire, in attesa del corteo che raggiungerà via dei Georgofili, ora dell'esplosione, sarà proposto lo spettacolo teatrale 'Noi ai vivi, ma ai morti', di e con Matteo Pecorini e Marta Materassi, insieme ad 'Alba', il concerto del duo Madera Balza con Monica Demuru e Natalio Mangalavite. La serata sarà presentata dall'attrice Giulia Weber. Alle 1,04 si terrà la deposizione della corona di alloro, accompagnata dal suono della Martinella. Il 27 maggio nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio si svolgerà poi il convegno 'Strage e attentati: il mosaico incompiuto della verità giudiziaria', dedicato al tema della ricerca della verità e della giustizia sulle stragi mafiose. Tra gli interventi quello del sostituto procuratore presso la direzione nazionale antimafia Nino Di Matteo.
"La memoria dei Georgofili non appartiene soltanto al passato, ma continua a interrogare il nostro presente - commenta l'assessora alla cultura della memoria e della legalità Benedetta Albanese. "Invitiamo tutti i fiorentini, che già hanno dimostrato vicinanza con l'attribuzione del nome di Nadia e Caterina Nencioni al nuovo ponte sull'Arno a prendere parte insieme a noi alle iniziative di celebrazione del prossimo anniversario della strage", esorta il presidente dell'Associazione familiari vittime della strage dei Georgofili Luigi Dainelli.
Per questo ricordare è un dovere delle istituzioni".Giani ha poi evidenziato che "quest'anno c'è una cosa in più, è stato importante il segnale che è venuto da Firenze, nel senso della partecipazione popolare che ha scelto di intitolare il nuovo ponte sull'Arno alle sorelle Nencioni, un segno che la città non dimentica".
"La Toscana non dimentica - ha spiegato la vicepresidente della Regione Mia Diop - perché ricordare è il primo passo per non abbassare la guardia contro i fenomeni mafiosi e per costruire una cultura diffusa della legalità democratica. In questo senso fare Memoria costituisce un impegno civile e politico che questa Regione vuole rinnovare ogni anno con convinzione. La strage di via dei Georgofili non deve restare solo storia.
È qualcosa che dobbiamo fare nostra, sentire nostra, e dobbiamo lavorare con le giovani generazioni, che come emerge anche da una recente ricerca Irpet sulla popolazione studentesca toscana, sanno poco della strage dei Georgofili, visto che solo il 33% dei ragazzi ha dichiarato di conoscerla. Anche per questo il calendario di iniziative parte da un confronto con i più giovani e dà segno della scelta chiara di una Regione che sta dalla parte della legalità, della verità e della giustizia".
Invitando la cittadinanza a partecipare, il vicepresidente dell'associazione 'Tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili' Daniele Gabbrielli ha evidenziato che "la partecipazione immunizza contro il fatto che certi episodi possano ripetersi".
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"Ricordare la strage dei Georgofili significa non dimenticare una ferita ancora aperta nella storia di Firenze e dell'Italia. In quella notte la mafia colpì vite innocenti, a cominciare dalle sorelline Nencioni, Nadia e Caterina, a cui la città ha deciso di intitolare il nuovo ponte appena realizzato tra Bellariva e Gavinana; ferì il patrimonio culturale della città e i valori democratici su cui si fonda la nostra comunità". Queste le parole della sindaca di Firenze Sara Funaro in occasione della presentazione del programma di iniziative per il 33/mo anniversario dell'attentato mafioso Firenze.
Il 26 maggio, alle 21.30 sull'arengario di piazza della Signoria, si terrà 'Aspettando le 1.04', appuntamento di dialogo, memoria e riflessione dedicato a quanto accaduto nel cuore di Firenze il 27 maggio 1993. Interverranno Pietro Grasso, già presidente del Senato ed ex procuratore nazionale antimafia, che ricorderà anche Gabriele Chelazzi, il pubblico ministero che coordinò le indagini sulle autobombe, scomparso nel 2003, insieme alla magistrata e scrittrice Annamaria Frustaci.
A seguire, in attesa del corteo che raggiungerà via dei Georgofili, ora dell'esplosione, sarà proposto lo spettacolo teatrale 'Noi ai vivi, ma ai morti', di e con Matteo Pecorini e Marta Materassi, insieme ad 'Alba', il concerto del duo Madera Balza con Monica Demuru e Natalio Mangalavite. La serata sarà presentata dall'attrice Giulia Weber. Alle 1,04 si terrà la deposizione della corona di alloro, accompagnata dal suono della Martinella. Il 27 maggio nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio si svolgerà poi il convegno 'Strage e attentati: il mosaico incompiuto della verità giudiziaria', dedicato al tema della ricerca della verità e della giustizia sulle stragi mafiose. Tra gli interventi quello del sostituto procuratore presso la direzione nazionale antimafia Nino Di Matteo.
"La memoria dei Georgofili non appartiene soltanto al passato, ma continua a interrogare il nostro presente - commenta l'assessora alla cultura della memoria e della legalità Benedetta Albanese. "Invitiamo tutti i fiorentini, che già hanno dimostrato vicinanza con l'attribuzione del nome di Nadia e Caterina Nencioni al nuovo ponte sull'Arno a prendere parte insieme a noi alle iniziative di celebrazione del prossimo anniversario della strage", esorta il presidente dell'Associazione familiari vittime della strage dei Georgofili Luigi Dainelli.
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