Le condizioni del carcere di Sollicciano tornano al centro del dibattito politico cittadino. A sollevare il caso sono Dmitrij Palagi e Giulia Marmo di Sinistra Progetto Comune, che chiedono un intervento deciso e immediato da parte della sindaca di Firenze, Sara Funaro, di fronte a una nuova emergenza che riguarda la gestione idrica e la salute all'interno dell'istituto penitenziario.
Secondo quanto denunciato dagli esponenti della sinistra, tra diversi detenuti sarebbero comparsi sintomi quali febbre ed eruzioni cutanee, con il forte sospetto che la causa sia da rintracciare nella scarsa salubrità dell'acqua dei rubinetti delle celle. La segnalazione, già trasmessa agli organi competenti e alla sanità regionale dal Garante Giuseppe Fanfani, si inserisce in un quadro strutturale già critico: una carenza cronica di acqua calda d'inverno e fredda d'estate, a cui si sommano i dati drammatici dell'ultima relazione annuale (sovraffollamento al 158%, cinque suicidi e oltre milletrecento atti di autolesionismo nel 2025).
«Sollicciano fa parte del Comune di Firenze e la salute di chi ci vive va tutelata da Palazzo Vecchio», dichiarano Palagi e Marmo, respingendo l'idea che l'amministrazione comunale sia estranea alla vicenda. I consiglieri ricordano infatti come l'ente sia ampiamente presente all'interno della struttura attraverso numerosi progetti sociali e culturali, ma soprattutto sul piano sanitario: la Sindaca presiede la Società della Salute di Firenze, consorzio pubblico che governa la sanità territoriale e che gestisce, tramite l'ASL Toscana Centro, i servizi medici interni al carcere.
Per questo motivo, l'opposizione di sinistra non chiede un commissariamento del Ministero della Giustizia, ma sollecita la prima cittadina a esercitare le proprie prerogative statutarie attraverso tre richieste precise:
Analisi urgenti: attivare subito, tramite SdS e ASL, una verifica sulla potabilità dell'acqua con il coinvolgimento di ARPAT, rendendone pubblici i risultati;
Aggiornamento del Piano di Salute: convocare l'Assemblea dei Soci della Società della Salute per ridefinire i fabbisogni sanitari della popolazione detenuta;
Pressione istituzionale: farsi portavoce nelle sedi di coordinamento dei sindaci per un intervento strutturale sul complesso penitenziario, sul quale pende anche un pronunciamento della Corte Costituzionale per trattamento inumano e degradante.
«Il diritto alla salute non finisce ai cancelli di un carcere», concludono i rappresentanti di Sinistra Progetto Comune, invitando la cittadinanza e le istituzioni a rifiutare l'assuefazione e il disinteresse davanti al degrado della struttura.
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