Tra ZTL, turismo e pochi stalli: il capoluogo toscano resta a metà tra il modello restrittivo milanese e quello più morbido di Bologna

A Firenze parcheggiare l’auto è diventato sempre più costoso e complesso, trasformandosi in una vera e propria voce di spesa della vita quotidiana. Tra ZTL, cantieri, carenza di stalli e pressione turistica, la città continua a muoversi in equilibrio tra politiche restrittive e necessità di accessibilità.

Negli ultimi anni Firenze ha investito nei parcheggi di struttura, soprattutto intorno all’area Unesco, ma le tariffe sono ormai molto elevate. Nel parcheggio sotterraneo di Santa Maria Novella si arriva a circa 4 euro l’ora e oltre 30 euro al giorno. Situazioni simili si registrano anche nei parcheggi San Lorenzo e Fortezza-Fiera, molto utilizzati da turisti e visitatori.

Più economici ma comunque centrali sono i parcheggi come Parterre, Beccaria e Sant’Ambrogio, con tariffe tra 1,70 e 2 euro l’ora, mentre nell’Oltrarno e nei garage privati si possono comunque raggiungere cifre giornaliere fino a 35 euro.

Il confronto con altre città evidenzia differenze nette. A Milano il sistema dei parcheggi di interscambio è pensato per disincentivare l’uso dell’auto in centro, con tariffe basse nelle periferie collegate alla metropolitana e costi molto elevati nelle aree centrali. A Bologna, invece, il modello è più graduale, con prezzi mediamente più contenuti.

Firenze prova a seguire un approccio simile a quello milanese con la tramvia e i parcheggi di interscambio come Villa Costanza e Guidoni, ma su scala più ridotta. Villa Costanza, ad esempio, offre tariffe più accessibili (circa 7 euro per 24 ore) ed è il caso più vicino ai modelli di mobilità integrata delle grandi città del Nord.

Anche Bologna si colloca in una posizione intermedia, con parcheggi centrali generalmente meno costosi rispetto a Firenze e Milano e un sistema più equilibrato tra accesso al centro e trasporto pubblico.

Intanto cambia anche il modo di utilizzare i parcheggi: sempre più strutture fiorentine adottano sistemi digitali come Telepass per automatizzare accesso e pagamento, segno di una progressiva trasformazione della mobilità urbana.

Il quadro generale resta però politico prima ancora che tecnico: Firenze oscilla tra il modello restrittivo di Milano, che scoraggia fortemente l’auto privata, e quello più flessibile di Bologna, mentre migliaia di automobilisti continuano a cercare parcheggio tra i viali, spesso a costi sempre più elevati. Lo scrive la Nazione. 

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