'Disagi in coincidenza con sessione esami. Cfu necessari a borsa studio e posto alloggio'

“L’Ardsu si adoperi per garantire una proroga della scadenza per il conseguimento dei CFU (Crediti formativi universitari) necessari al mantenimento della borsa di studio e del posto alloggio, alla luce dei disagi vissuti dagli studenti a causa del disservizio verificatosi in coincidenza con l’inizio della sessione estiva d’esami. Questa misura rappresenta per noi il minimo che l’Ardsu possa fare di fronte alla sua negligenza e reticenza”, chiedono gli studenti della residenza universitaria Calamandrei di Firenze, rimasta senz’acqua da oltre dieci giorni, tanto che circa 270 studenti hanno accettato il trasferimento temporaneo in altre strutture.

Ieri una delegazione è stata ricevuta dall’assessora regionale all’università Cristina Manetti: dall’incontro sono emerse le tempistiche per la riparazione del guasto idrico, con una stima fino a 18 giorni come termine massimo, e la promessa della convocazione di un tavolo entro l’8 giugno 2026 con le istituzioni coinvolte nella garanzia del diritto allo studio in Toscana.

Per gli studenti, però, non è sufficiente. “Chiediamo l’elaborazione di un indirizzo politico da parte della Regione Toscana e delle altre istituzioni coinvolte che voglia realmente investire nel diritto allo studio e sia in grado di garantire un diritto sancito costituzionalmente. Non è più accettabile tentare di scaricare le responsabilità puntando il dito sulla mancanza di fondi”.

Secondo gli studenti della residenza Calamandrei, la soluzione proposta per la ristrutturazione — che prevede l’utilizzo dei 4 milioni di euro di avanzo del bilancio ARDSU 2025, insufficienti a coprire meno della metà delle risorse necessarie — insieme all’ipotesi di un partenariato pubblico-privato, è in contrasto con le loro richieste. “La privatizzazione del diritto allo studio in Toscana non sarà mai un’opzione istituzionalmente accettabile”.

Nel frattempo gli studenti annunciano un pranzo collettivo domenica prossima presso la residenza Calamandrei, seguito da un’assemblea per decidere le prossime iniziative di mobilitazione.

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