Permettono di gestire smaltimento rifiuti ricorrendo a impianti di altri territori toscani

AGGIORNATA - Durante il lungo dibattito in Consiglio regionale, Alessandro Tomasi (Fdi), portavoce dell'opposizione, ha calcolato che "con questa proroga circa mezzo milione di tonnellate di rifiuti saliranno su un camion per essere portati altrove o finiranno sottoterra nelle discariche o in un termovalorizzatore che funzionicchia". Per Massimiliano Ghimenti (Avs) "molto spesso si parla di procedure, ma si deve stare sul merito delle questioni.

È semplice buttare la palla in calcio d'angolo, la situazione è questa e dobbiamo uscirne. Purtroppo, gli impianti hanno bisogno di attente valutazioni e richiedono tempo per essere realizzati". Alessandro Franchi (Pd) ha commentato che "le difficoltà ci sono, ci dobbiamo dire che l'autosufficienza la raggiungiamo se gli impianti vengono realizzati e i territori spesso si sono messi di traverso". Per Francesco Casini (Cr), "l'autosufficienza impiantistica va raggiunta, anche se non è un percorso rapido, ma richiede scelte adeguate e chiare strategie.

Ed è in questo contesto che si inserisce il voto di proroga delle convenzioni fino al 31 dicembre 2028, per dare continuità ed equilibrio gestionale, non per rallentare la realizzazione degli impianti". Luca Rossi Romanelli (M5s), dopo essersi espresso favorevolmente sia sulla delibera che sull'ordine del giorno ha detto che "è da venti anni che siamo irrisi sul tema della decrescita felice, tutto ci porta ad affrontare un cambio di stile di vita, con la Regione che può attivamente intervenire, trasformando le filiere da economiche in eco-economiche, e noi seguiremo con attenzione lo sviluppo dei prossimi mesi".

Il consigliere di Casa riformista Federico Eligi, esprimendo il suo voto contrario, ha detto che "prima di dare copertura a una fase transitoria difficile che condanna un territorio di questa Regione a sobbarcarsi tutto e pagare il prezzo più alto, perché sappiamo benissimo dove andranno le 130mila tonnellate di rifiuti che Firenze e la parte centrale della Toscana producono, questa sarebbe stata l'occasione per dire, noi ce la prendiamo questa responsabilità, ma prima lo faccia il soggetto indicato dalla normativa vigente".

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Sono prorogati fino al 31 dicembre 2028 gli indirizzi regionali per la sottoscrizione di convenzioni tra le autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani che permettono, in pratica, ai tre Ato della Toscana di programmare lo smaltimento dei rifiuti potendo fare affidamento anche sugli impianti di altri territori. Lo prevede la proposta di delibera della Giunta approvata con 22 voti a favore di Pd, Cr, Avs e M5s. 13 i voti contrari del consigliere di Cr Federico Eligi e dei gruppi di Fdi e Fi.    

L'aula ha anche votato un ordine del giorno firmato dai capigruppo della maggioranza, che impegna l'esecutivo regionale a trasmettere in tempi celeri alla competente commissione consiliare un quadro aggiornato e organico degli investimenti programmati dalle Ato, comprensivo delle relative priorità, tempistiche di attuazione e finalità perseguite, compresi gli obiettivi di riduzione della produzione di rifiuti. Anche in questo caso 22 i voti a favore della maggioranza, eccetto il consigliere Eligi di Casa riformista che ha votato contro insieme a Forza Italia. Fdi ha deciso invece per l'astensione.

L'assessore regionale all'ambiente David Barontini, ha spiegato che "il piano regionale dei rifiuti individua un percorso chiaro. Entro il 2028 si devono completare le approvazioni dei piani di ambito e la parte relativa agli impianti. La scelta della data risponde quindi a una coerenza tecnica e programmatoria che consente di allineare le convenzioni con la piena operatività degli elementi strutturali, in un accompagnamento ordinato che assicura la continuità di servizio".

La proroga, ha aggiunto, è "uno strumento per garantire l'autosufficienza regionale nel suo complesso ed evitare situazioni di emergenza o criticità nella gestione degli impianti, senza vuoti normativi o interruzioni operative, in una fase come quella attuale che vede i nuovi Piani ambito dei tre Ato in corso di redazione".
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