Lo studio della Sapienza fotografa la pressione turistica quartiere per quartiere. Funaro: «Priorità ai piccoli proprietari, stop ai grandi investitori»

Firenze può contare oggi su quasi 90mila posti letto legati agli affitti brevi, tutti ricavati in abitazioni private: una capacità ricettiva pari a quella dello stadio di San Siro pieno, con altre 15mila persone. È il dato più significativo emerso dal rapporto realizzato dal dipartimento Memotef della Sapienza, coordinato dal professor Filippo Celata, utilizzato dal Comune per monitorare l’impatto dell’overtourism e definire nuove limitazioni agli affitti turistici fuori dall’area Unesco.

Lo studio divide Firenze in 74 zone e utilizza quattro indicatori per misurare la pressione turistica, tra cui il rapporto tra case destinate ai visitatori e abitazioni per residenti. Le aree più sotto pressione risultano quelle del centro storico e dei quartieri più turistici, come Michelangelo, Boboli, Santa Croce, Sant’Ambrogio e Santo Spirito, dove il peso degli affitti brevi supera o sfiora il 100% rispetto alla residenzialità.

Più contenuta, invece, la situazione in periferia: quartieri come Brozzi-Piagge, Galluzzo e Careggi registrano valori molto bassi, anche se il fenomeno è in crescita. Nei primi cinque mesi del 2026, infatti, le nuove autorizzazioni per affitti brevi sono già raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2025.

La sindaca Sara Funaro ha annunciato che il monitoraggio sarà continuo e che, terminato il periodo di moratoria previsto dalla legge regionale, Palazzo Vecchio potrà intervenire con nuovi criteri per il rilascio delle autorizzazioni. L’obiettivo dichiarato è favorire i piccoli proprietari residenti rispetto ai grandi gruppi immobiliari.

«Vogliamo limitare i grandi investitori che acquistano centinaia di appartamenti e svolgono un’attività simile a quella alberghiera senza le stesse regole fiscali», ha spiegato Funaro, ipotizzando corsie preferenziali per chi affitta una sola casa o pochi immobili come integrazione al reddito familiare.

Restano escluse, almeno per ora, alcune aree come Novoli e Careggi, dove il Comune ritiene troppo esteso l’impatto di eventuali restrizioni. Tuttavia, anche queste zone vengono considerate a rischio di futura espansione del fenomeno.

Sul piano politico, il provvedimento divide il Consiglio comunale. Le opposizioni contestano la procedura d’urgenza scelta dall’amministrazione e chiedono maggiore coinvolgimento dei quartieri. La maggioranza, invece, difende la necessità di accelerare per evitare un’ulteriore crescita degli affitti turistici prima dell’entrata in vigore delle nuove regole.

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