Il tecnico del Sassuolo pronto a diventare il nuovo allenatore viola. Intanto si chiude con correttezza il rapporto con Paolo Vanoli, destinato a ripartire da un altro progetto in Serie A

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La Fiorentina è pronta a voltare pagina. Fabio Grosso sarà con ogni probabilità il nuovo allenatore viola e la sua ufficialità appare ormai soltanto una questione di tempo. Si avvia così alla conclusione il primo vero tormentone dell’estate gigliata, nato già nei mesi scorsi e sviluppatosi sottotraccia attraverso una serie di contatti e valutazioni che hanno progressivamente portato il club a puntare con decisione sull’attuale tecnico del Sassuolo.

Dietro la scelta c’è soprattutto la convinzione di Fabio Paratici, che considera Grosso uno dei profili ideali per inaugurare il nuovo corso viola. I primi contatti indiretti tra i due risalgono addirittura a marzo, quando la Fiorentina stava ancora lottando per mettere al sicuro la permanenza in Serie A. In quel periodo il club aveva iniziato a guardarsi attorno, valutando anche nomi di alto profilo come Maresca, De Zerbi, Farioli e Iraola. Tuttavia Grosso è sempre rimasto in cima alla lista delle preferenze del dirigente, legato all’ex campione del mondo da un rapporto di stima nato ai tempi della Juventus, quando nel 2014 Paratici gli affidò la panchina della Primavera bianconera, dando il via alla sua carriera da allenatore.

Da allora il percorso di Grosso è stato fatto di crescita graduale, culminata con l’ottimo lavoro svolto a Sassuolo: la promozione dalla Serie B e la successiva salvezza conquistata con tranquillità hanno rafforzato ulteriormente la sua candidatura. Adesso manca soltanto il confronto finale con il club neroverde per definire la separazione, nonostante un altro anno di contratto ancora in essere. Poi arriveranno firma e ufficialità: pronto per lui un accordo biennale con opzione per la terza stagione e un ingaggio superiore al milione di euro.

Grosso erediterà una situazione non semplice. La Fiorentina ripartirà infatti in un clima di forte contestazione e sfiducia da parte della tifoseria, come dimostrato anche dalle recenti prese di posizione del Centro di Coordinamento dei Viola Club. Al nuovo tecnico verrà chiesto non soltanto di rilanciare la squadra sul piano tecnico, ma anche di ricostruire entusiasmo e identità. Il punto di partenza dovrebbe essere il suo tradizionale 4-3-3, sistema di gioco che ha accompagnato gran parte della sua esperienza in panchina.

Parallelamente all’accelerazione decisiva su Grosso, la società ha definito anche il congedo con Paolo Vanoli. Una separazione maturata senza tensioni, nel rispetto reciproco. Vanoli avrebbe voluto proseguire il proprio lavoro a Firenze, ma da tempo aveva compreso che la società avrebbe intrapreso una strada diversa. Anche le sue recenti dichiarazioni, nelle quali aveva rivendicato il lavoro svolto e l’eredità lasciata alla squadra, erano sembrate andare proprio in questa direzione.

Paratici, fino all’ultimo, ha comunque protetto e sostenuto Vanoli, sia durante il periodo più delicato della stagione sia dopo il raggiungimento della salvezza. Un atteggiamento che potrebbe rivelarsi importante anche per il futuro dell’allenatore, già seguito con interesse da club come Bologna e Parma. La sensazione è che il suo percorso possa ripartire presto da un nuovo progetto in Serie A, con la consapevolezza di aver lasciato Firenze mantenendo professionalità e dignità fino all’ultimo giorno.

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