Primo via libera istituzionale a Palazzo Vecchio per la delibera che estende il blocco dei nuovi affitti turistici brevi oltre i confini del centro storico (l'area Unesco). Nella seduta odierna, la commissione sviluppo economico ha approvato il provvedimento con i voti favorevoli dei consiglieri di Pd, Alleanza Verdi Sinistra e della Lista Funaro. Contrari i rappresentanti di Fratelli d'Italia, mentre si sono registrate numerose assenze tra le file delle altre forze di opposizione.
Il provvedimento, per il quale la sindaca Sara Funaro ha attivato la procedura d'urgenza, punta a frenare l'esplosione delle locazioni turistiche nei quartieri periferici e semicentrali della città. Tra le zone direttamente interessate dal blocco figurano Campo di Marte, Gavinana, San Jacopino, Statuto, Rifredi, Libertà, Oberdan, Savonarola, Bronzino, Pier Vettori, Fonderia, Petrarca, Pignoncino e Paolo Uccello. Dopo questo passaggio, l'atto è atteso nell'aula del Consiglio comunale per il voto definitivo, programmato per il prossimo 4 giugno.
La seduta della commissione è stata segnata da momenti di forte tensione politica. Il consigliere di Fratelli d'Italia, Giovanni Gandolfo, ha contestato duramente l'atto definendolo un provvedimento inaccettabile che lede la libertà dei proprietari di casa, accusando inoltre lo studio scientifico del professor Filippo Celata (collegato durante la seduta) di essere stato utilizzato come "impalcatura ideologica" dal Partito Democratico.
A stretto giro è arrivata la replica dei rappresentanti del Pd. Luca Milani ha richiamato l'articolo 78 del Testo unico degli enti locali sull'obbligo di astensione degli amministratori in caso di potenziali conflitti di interesse, affermando che Gandolfo avrebbe interessi diretti sulla materia e stigmatizzando i toni usati contro l'esperto.
Sul tema della regolamentazione turistica è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle, non presente al voto in commissione, che per bocca di Lorenzo Masi ha invocato una linea di equilibrio, sottolineando che Firenze ha bisogno di regole ma anche di scelte proporzionate e sostenibili per evitare approcci troppo semplicistici o eccessivamente punitivi verso i proprietari immobiliari.
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