Detenuto fino al 2030, oggi ha un contratto a tempo indeterminato e sogna di riabbracciare la madre che non vede da vent’anni

La storia di Kamal è quella di una seconda possibilità conquistata dopo anni trascorsi tra emarginazione, violenza e carcere. Marocchino, 36 anni, detenuto nell’Istituto a Custodia Attenuata Gozzini, oggi lavora con un contratto a tempo indeterminato nel ristorante McDonald's Italia di via Cavour a Firenze. Ogni mattina lascia il carcere per raggiungere il posto di lavoro e ogni sera rientra in cella, grazie a un percorso di reinserimento che gli ha permesso di ricostruire la propria vita.

Arrivato giovanissimo in Europa dal Marocco con il sogno di aiutare la famiglia, Kamal ha attraversato anni difficili segnati da criminalità, dipendenze e detenzione. Dopo esperienze nelle carceri di Sollicciano, Porto Azzurro e Gozzini, e dopo aver vissuto momenti di profonda sofferenza personale, la svolta è arrivata grazie a una relazione affettiva e alla volontà di cambiare. Determinante anche il supporto dell’associazione Seconda Chance, che ha favorito il contatto con l’azienda disposta ad assumerlo.

Oggi Kamal divide le sue giornate tra il lavoro nel fast food, attività di manutenzione del verde presso il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria e l’allenamento sportivo. Una parte dello stipendio viene regolarmente inviata alla madre rimasta in Marocco, che non vede da circa vent’anni. Nonostante il fine pena sia fissato al 2030, guarda al futuro con speranza. «Ero arrivato a perdere fiducia in tutta l’umanità, adesso l’ho ritrovata», racconta. E quando gli si chiede quale sia il suo desiderio più grande, la risposta è semplice: poter riabbracciare sua madre dopo una vita trascorsa lontano da lei. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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