Sta per cominciare una nuova era per la Fiorentina. O almeno questa è la speranza. Qui c’è da invertire un trend che sta iniziando a spazientire: altrove vincono e/o vanno in Champions, la Fiorentina fa passi indietro.
Per altrove, ovviamente, non s’intendono le solite, ma realtà che fino a quando è arrivata la proprietà Commisso erano stabilmente dietro alla Fiorentina nelle gerarchie del calcio italiano. C’è chi ha vinto Scudetti, come il Napoli (due campionati, più una Coppa Italia e 1 Supercoppa), chi ha vinto una Conference come la Roma e chi un’Europa League come l’Atalanta, chi una Coppa Italia come il Bologna e chi una Supercoppa come la Lazio. C’è chi ha fatto e/o farà la Champions, come ha fatto il Bologna e come farà il Como, ma anche la stessa Roma. La Fiorentina, invece, dopo aver fatto tre finali tra Conference League e Coppa Italia, l’anno prossimo ripartirà da una gerarchia che, ai nastri di partenza, la vede dietro ad una caterva di realtà: Inter, Napoli, Juventus, Milan, Roma, Como, Atalanta sicuramente, da vedere Lazio e Bologna. Una gerarchia da riscrivere.
PARATICI AND CO. Almeno fossero stati spesi pochi soldi…No, il problema è che la Fiorentina ha pure investito diversi milioni di euro per ritrovarsi al palo. Basti pensare ai 27 milioni spesi per Piccoli, più altrettanti sborsati per Fabbian e Brescianini, cifra con cui la Roma ci ha preso Malen. Vabbè, meglio non ri-fare il listone dei flop. E’ cambiata la squadra mercato, è teoricamente cambiato anche il proprietario. Difficile pensare che Joseph Commisso segua orme differenti da quelle del padre Rocco. Auspicabile, invece, sperare che Paratici faccia cose decisamente diverse rispetto a quello che ha fatto Pradè. Poi, attenzione, Paratici non è un mago né una divinità. Può sbagliare, sicuramente, ma col suo avvento è logico attendersi canali di mercato diversi, modi di operare nuovi e, appunto, un vento differente.
GROSSO. Incassati diversi no per alcuni nomi più altisonanti rispetto a Grosso, alla fine si ripartirà dall’ex Sassuolo. C’era di meglio? Forse sì. Ma Paratici ha scelto Grosso, Grosso allenerà la Fiorentina, evviva Grosso! Il compito che attende allenatore, dirigenza e giocatori è chiaro: riscrivere le gerarchie del calcio italiano, risalire rapidamente una scala di valori in cui la Fiorentina ha fatto enormi passi indietro, provando intanto a vincere un maledetto/benedetto trofeo che possa confermare le ambizioni importanti di una squadra che non può e non deve accontentarsi di fare la Conference League come traguardo massimo a cui poter arrivare.
Il viaggio in America in programma tra qualche giorno ne dirà di più. Quel che è certo è che c’è bisogno di un vento di cambiamento, un vento d’estate. Perché di vedere sempre gli altri vincere e o godere, ci saremmo anche un po’ rotti le scatole.
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