La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale del Riesame che, lo scorso gennaio, aveva disposto la scarcerazione di Raed Al Salahat, 48enne originario del Kuwait e residente a Firenze, arrestato nel dicembre 2025 con l’accusa di far parte del comparto estero di Hamas. La Suprema Corte ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura di Genova contro il provvedimento che aveva annullato la custodia cautelare in carcere.
Al centro dell’inchiesta vi erano le attività dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (ABSPP), di cui Al Salahat è referente per Firenze e la Toscana. Secondo l’accusa, parte delle somme raccolte a fini umanitari sarebbe stata destinata a Hamas o ad associazioni ritenute a essa collegate. Tra queste figurava la European Palestinians Conference, organizzazione della quale Al Salahat faceva parte del consiglio di amministrazione.
Sia il Riesame che la Cassazione hanno però evidenziato criticità negli elementi utilizzati dagli investigatori. In particolare, le contestazioni si basavano in larga misura su documentazione proveniente da una fonte israeliana indicata con la sigla “Avi”, considerata dai giudici una fonte anonima e quindi non sufficiente a dimostrare in modo univoco il legame tra la European Palestinians Conference e Hamas. Inoltre, è stato escluso che Al Salahat avesse accesso diretto alla contabilità dell’associazione o che fosse consapevole di eventuali collegamenti tra i fondi raccolti e l’organizzazione palestinese. La sua posizione giudiziaria risulta quindi significativamente ridimensionata rispetto alle accuse iniziali. Lo scrive la Nazione.
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