Dai nuovi semafori ai lavori ancora da completare: il primo ponte sull’Arno realizzato a Firenze negli ultimi cinquant’anni entra in funzione e ridisegna la viabilità del quadrante sud

Il nuovo Ponte delle Sorelle Nencioni, progettato dall’architetto Fabrizio Rossi Prodi, è entrato in funzione come infrastruttura strategica collegata alla futura linea tramviaria per Bagno a Ripoli. Si tratta del primo ponte veicolare costruito sull’Arno a Firenze dopo quasi mezzo secolo. Realizzato in cemento armato e acciaio, l’opera è destinata a modificare profondamente i collegamenti tra Bellariva e Gavinana.

Tra i principali cambiamenti ci sono le modifiche alla viabilità: via Lapo da Castiglionchio è tornata a doppio senso di marcia, mentre nell’ultimo tratto di via Minghetti è stato introdotto il senso unico verso il lungarno. Sono inoltre entrati in funzione nuovi impianti semaforici agli accessi del ponte. Resta però l’incognita legata alla gestione del traffico, con il rischio di rallentamenti dovuti alla presenza di più semafori consecutivi tra il nuovo ponte, il ponte da Verrazzano e i lungarni.

L’opera non è ancora completata del tutto. Attualmente lungo i percorsi ciclopedonali sono presenti parapetti temporanei in rete metallica, che saranno sostituiti nei prossimi mesi da quelli definitivi insieme al rivestimento esterno, all’illuminazione permanente e alle sistemazioni a verde sulle due sponde. Anche il caratteristico colore ruggine è provvisorio: la struttura sarà successivamente rivestita con pannelli in cemento rinforzato e balaustre grigie in acciaio.

Sotto il ponte resteranno percorsi di servizio per i mezzi di manutenzione e soccorso, mentre nell’area dell’Albereta è previsto uno skate park al posto di un vecchio campo da tennis già trasferito. Il ponte risulta inoltre più alto rispetto al vicino ponte da Verrazzano per rispettare le più recenti normative idrauliche: una scelta progettuale che consente di favorire il deflusso delle acque dell’Arno in caso di piena e ridurre il rischio di ostacoli al corso del fiume. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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