Appello rivolto a presidenti e assessori all'ambiente delle Regioni

La Coalizione Tess, che riunisce 160 tra associazioni, comitati territoriali e realtà civiche in Italia, ha rivolto un appello ai presidenti e agli assessori ambiente delle Regioni "affinché le nuove normative sulle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili non si trasformino nell'ennesimo via libera alla devastazione del territorio italiano".
   
 Secondo la Coalizione, "la deriva della speculazione energetica sta avanzando in modo sempre più aggressivo, arrivando oggi a minacciare luoghi unici che il mondo ci invidia": "Interi territori rischiano di essere trasformati in distretti industriali energetici dominati da distese di silicio e gigantesche pale eoliche alte fino a 200 metri". "Se per 'salvare il pianeta' ricopriamo le campagne di pannelli industriali e i crinali di torri eoliche gigantesche, allora non stiamo proteggendo la natura: la stiamo cancellando". Tess esprime inoltre "forte preoccupazione per il fatto che alcune storiche associazioni ambientaliste stiano oggi chiedendo alle Regioni di allargare ulteriormente le maglie normative per favorire la diffusione indiscriminata dei grandi impianti industriali" parlando di "un vero e proprio 'fuoco amico', rappresentato da organizzazioni come Wwf, Legambiente e Greenpeace".

    
Alle Regioni Tess chiede "di definire criteri rigorosi capaci di impedire trasformazioni irreversibili del territorio" e in particolare "la tutela integrale dei paesaggi storici e dei crinali; la drastica limitazione dell'utilizzo dei terreni agricoli per finalità energetiche industriali; la priorità alle aree industriali dismesse, ai tetti e alle superfici già compromesse; il contrasto alla speculazione fondiaria; maggiore trasparenza nelle procedure autorizzative; il rispetto del principio europeo 'Energy efficiency first', privilegiando il risparmio energetico e l'efficientamento prima della nuova occupazione di suolo". "Il paesaggio italiano non è una risorsa sacrificabile - conclude -: è la nostra identità, la nostra storia e una delle poche grandi ricchezze che ci sono rimaste".
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