Adottato dalla Giunta regionale il nuovo Piano faunistico venatorio della Toscana, che definisce le linee guida per la gestione e la tutela della fauna selvatica e per la pianificazione dell'attività venatoria sul territorio regionale.
Il recente passaggio in Giunta, si spiega in una nota, dà avvio alla seconda parte del percorso del piano, dopo l'adozione avvenuta in prima battuta nel 2025 in Giunta e in Consiglio regionale. In seguito aveva avuto luogo una fase partecipativa, seguita dalle osservazioni al testo. La pianificazione faunistico venatoria viene attuata dalla Regione Toscana considerando le caratteristiche ambientali e socioeconomiche del territorio, con l'obiettivo di garantire la tutela e conservazione della fauna selvatica, il mantenimento degli equilibri ecologici e una regolamentazione sostenibile del prelievo venatorio. Il Piano organizza il territorio in comprensori omogenei e definisce la localizzazione e l'estensione degli istituti faunistici, degli appostamenti fissi, delle aree vocate e non vocate per gli ungulati, oltre a tutte le ripartizioni necessarie alla gestione dell'attività venatoria.
Il piano è stato illustrato oggi dal presidente della Regione Eugenio Giani insieme al sottosegretario alla presidenza Bernard Dika. "Il nuovo Piano faunistico venatorio rappresenta un esempio concreto di equilibrio - ha osservato Giani - tra tutela dell'ambiente, gestione responsabile della fauna selvatica e regolamentazione dell'attività venatoria. La Regione Toscana ha costruito uno strumento che integra conoscenze scientifiche, esigenze del territorio e contributi a seguito di un ampio percorso partecipativo. La suddivisione in comprensori omogenei, l'individuazione puntuale degli istituti faunistici e la definizione delle aree vocate e non vocate garantiscono una gestione attenta e proporzionata, capace di coniugare conservazione della biodiversità e sostenibilità delle attività umane". Per Dika "il Piano è frutto di un lavoro rigoroso e condiviso finalizzato ad armonizzare la salvaguardia degli ecosistemi e la regolamentazione sostenibile del prelievo venatorio".
Il recente passaggio in Giunta, si spiega in una nota, dà avvio alla seconda parte del percorso del piano, dopo l'adozione avvenuta in prima battuta nel 2025 in Giunta e in Consiglio regionale. In seguito aveva avuto luogo una fase partecipativa, seguita dalle osservazioni al testo. La pianificazione faunistico venatoria viene attuata dalla Regione Toscana considerando le caratteristiche ambientali e socioeconomiche del territorio, con l'obiettivo di garantire la tutela e conservazione della fauna selvatica, il mantenimento degli equilibri ecologici e una regolamentazione sostenibile del prelievo venatorio. Il Piano organizza il territorio in comprensori omogenei e definisce la localizzazione e l'estensione degli istituti faunistici, degli appostamenti fissi, delle aree vocate e non vocate per gli ungulati, oltre a tutte le ripartizioni necessarie alla gestione dell'attività venatoria.
Il piano è stato illustrato oggi dal presidente della Regione Eugenio Giani insieme al sottosegretario alla presidenza Bernard Dika. "Il nuovo Piano faunistico venatorio rappresenta un esempio concreto di equilibrio - ha osservato Giani - tra tutela dell'ambiente, gestione responsabile della fauna selvatica e regolamentazione dell'attività venatoria. La Regione Toscana ha costruito uno strumento che integra conoscenze scientifiche, esigenze del territorio e contributi a seguito di un ampio percorso partecipativo. La suddivisione in comprensori omogenei, l'individuazione puntuale degli istituti faunistici e la definizione delle aree vocate e non vocate garantiscono una gestione attenta e proporzionata, capace di coniugare conservazione della biodiversità e sostenibilità delle attività umane". Per Dika "il Piano è frutto di un lavoro rigoroso e condiviso finalizzato ad armonizzare la salvaguardia degli ecosistemi e la regolamentazione sostenibile del prelievo venatorio".
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