Il direttore del consorzio meteorologico: “Giugno sopra la media. Probabile un settembre ancora estivo”

Dopo il caldo record registrato a fine maggio, la Toscana si prepara a un’estate caratterizzata da temperature elevate alternate a temporali intensi e improvvisi. A delineare il quadro è il direttore del Consorzio Lamma, Bernardo Gozzini, che invita a prestare attenzione agli effetti del cambiamento climatico.

Secondo Gozzini, negli ultimi giorni la regione è stata interessata da un anticiclone di origine tropicale che ha portato temperature fino a 34-35 gradi, circa dieci gradi oltre la media stagionale. Un evento eccezionale per il mese di maggio, tanto che valori simili a Firenze, fino a pochi decenni fa, si registravano soltanto alla fine di giugno. La persistenza del caldo per cinque o sei giorni consecutivi ha consentito di classificare il fenomeno come la prima vera ondata di calore del 2026.

Dopo il picco delle temperature, l’indebolimento dell’alta pressione e l’arrivo di aria più fresca dall’Atlantico hanno favorito piogge e temporali. Nei prossimi giorni il tempo resterà variabile, mentre nel fine settimana è previsto un miglioramento con temperature inferiori ai 30 gradi, pur rimanendo leggermente sopra la media del periodo.

Per l’estate le indicazioni dei principali modelli meteorologici parlano di mesi generalmente più caldi della norma, intervallati però da episodi di forte instabilità. Un elemento da monitorare è la temperatura del Mar Tirreno, già superiore di circa due gradi rispetto alla media. Una condizione che aumenta il rischio di fenomeni estremi come nubifragi, grandinate, forti raffiche di vento e intense attività temporalesche.

Il direttore del Lamma sottolinea inoltre come il cambiamento climatico stia modificando la durata delle stagioni. Negli ultimi anni, infatti, si è registrato un progressivo allungamento dell’estate verso l’autunno. Per questo motivo anche il prossimo settembre potrebbe presentare caratteristiche pienamente estive, con temperature superiori alla media e condizioni simili a quelle osservate nelle stagioni più recenti. Lo scrive la Nazione. 

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