Nei primi giorni dopo l’inaugurazione, il nuovo ponte Nencioni è stato meta di numerosi cittadini curiosi di scoprire da vicino il collegamento tra Bellariva e Gavinana. Complice il ponte festivo del 2 giugno e la città semivuota, però, non è stato ancora possibile valutare il reale impatto dell’opera sulla circolazione.
Il primo vero test arriva oggi, con il ritorno alla normalità: scuole aperte, pendolari nuovamente in movimento e traffico cittadino ai livelli abituali. Una giornata che permetterà di capire come i flussi veicolari si distribuiranno tra il nuovo ponte e il ponte da Verrazzano, che per il momento resta ancora aperto in attesa delle verifiche e dei successivi lavori collegati alla tramvia.
Secondo le prime valutazioni, a Bellariva i cambiamenti dovrebbero essere limitati. L’unica novità significativa riguarda il nuovo semaforo installato in corrispondenza del ponte sul lungarno Aldo Moro, che potrebbe rallentare leggermente la circolazione in entrambe le direzioni. Situazione simile per chi percorre abitualmente via Villamagna verso il centro.
Diverso il quadro sul versante di Gavinana. Già nei primi giorni è stata registrata una parziale riduzione della pressione sul ponte da Verrazzano grazie alla nuova possibilità di accesso offerta dal ponte Nencioni. Tuttavia l’attenzione è puntata soprattutto sull’area di piazza Gualfredotto e via Datini, dove potrebbe concentrarsi una parte consistente del traffico diretto verso viale Europa.
Proprio via Datini rappresenta uno dei punti più delicati. La strada è già interessata da mesi dal passaggio di numerosi mezzi pubblici deviati a causa dei cantieri della tramvia in viale Giannotti e l’arrivo di nuovi flussi automobilistici potrebbe aumentare ulteriormente le criticità.
Accanto alle questioni legate al traffico, non mancano le polemiche. Alcuni residenti e frequentatori della zona contestano l’assenza di una separazione tra il percorso pedonale e quello ciclabile sul ponte, una convivenza ritenuta da molti potenzialmente problematica soprattutto nelle ore di maggiore affluenza.
Tra le osservazioni emerse in questi giorni c’è anche quella relativa alla pendenza della struttura, giudicata impegnativa da diversi cittadini. Una caratteristica che, spiegano i tecnici, è stata resa necessaria dalle esigenze di sicurezza idraulica e dalla necessità di garantire il corretto deflusso delle piene dell’Arno.
Con il ritorno alla piena attività cittadina, le prossime ore offriranno dunque indicazioni più concrete sull’effettiva capacità del nuovo ponte di alleggerire il traffico nella zona sud di Firenze e sulla tenuta della nuova organizzazione della mobilità tra Bellariva e Gavinana. Lo scrive la Nazione.
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