Il sindacato denuncia un sistema allo sbando, lo spostamento continuo dei detenuti problematici e l'assenza dei vertici dell'amministrazione penitenziaria.

L'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (Osapp), per voce del segretario generale Leo Beneduci, ha lanciato un duro atto di accusa sulla situazione delle carceri toscane. Secondo il sindacato, le aggressioni nei confronti di infermieri, educatori e poliziotti penitenziari negli istituti della regione sono ormai diventate quotidiane, trasformandosi nel simbolo di una più ampia crisi nazionale dell'amministrazione. Le criticità maggiori si concentrano nelle strutture di Pisa, Prato, Massa, Livorno e Firenze-Sollicciano, dove i dipendenti si trovano a operare senza tutele reali e in un contesto in cui i circuiti detentivi previsti per i detenuti più violenti e pericolosi non vengono attivati. A questo si aggiunge l'assenza, contraria a quanto imporrebbe la legge, di una direzione regionale stabile.

L'Osapp denuncia in modo particolare l'operato del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), accusando il capo del dipartimento De Michele di essere completamente assente nella gestione del territorio e di non monitorare l'attività dei provveditorati. Questo vuoto di direzione finisce per spingere i provveditori ad abbandonare il campo, privando gli istituti di un coordinamento e di una linea amministrativa definita. La conseguenza diretta di tale gestione è il fenomeno ribattezzato dal sindacato come il "quadrilatero del flipper": un continuo rimbalzo di criticità e di detenuti problematici tra le carceri di Pisa, Prato, Livorno e Sollicciano, all'interno del quale i problemi di ordine pubblico non trovano soluzione ma vengono semplicemente spostati da una struttura all'altra.

Il segretario generale ha precisato che non si tratta di una mancanza imputabile a singoli individui, bensì di una precisa responsabilità d'apparato. Nel quadro descritto da Beneduci, il provveditorato evita di esercitare il ruolo che la legge gli assegna e il Dap non mette in atto i controlli di sua competenza, lasciando che il personale sanitario, educativo e di polizia subisca quotidianamente gli effetti di questa assenza istituzionale. Realtà regionali come la Toscana, ma anche il Piemonte, la Calabria e il Veneto, diventano così l'emblema di un sistema allo sbando in cui i lavoratori sono lasciati in totale solitudine.

A fronte di un'amministrazione pubblica ritenuta priva di indirizzo e di prospettive, a dispetto dell'altissimo livello di spesa e con un livello centrale concentrato esclusivamente su logiche e giochi di poltrona interni, l'Osapp ritiene indispensabile un tempestivo intervento politico. Secondo il sindacalista, l'onere di un'azione risolutiva dovrebbe ricadere direttamente sul ministro della Giustizia, ma la possibilità di un cambio di rotta con l'attuale guardasigilli Carlo Nordio viene definita, in conclusione, come una pia illusione.

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