Il presidente della Commissione Matteo Biffoni ha giudicato "esaustiva" la relazione di Fanfani, con "numerosi spunti su cui la Commissione potrà lavorare nei prossimi mesi", evidenziando come"non ci sia un istituto in Toscana dove il numero previsto degli agenti penitenziari corrisponda a quello dei lavoratori effettivamente in servizio". Sulle carceri, ha detto Biffoni, "la politica deve avere coraggio, perché non è un tema che porta consenso".
Il portavoce dell'opposizione Alessandro Tomasi, ha espresso apprezzamento, "al di là delle riflessioni che uno può fare, per una relazione molto ampia e ben fatta. Per Lorenzo Falchi (Avs), l'opinione pubblica ha "una visione sempre peggiore sul ruolo del carcere" e "dovremmo gestire meglio la funzione di recupero sociale, la società ne avrebbe un giovamento incredibile".
Serena Spinelli (Pd) ha affermato che "occorre che i servizi territoriali riescano a farsi carico delle fragilità anche in carcere, oltre che fuori. Poi le realtà territoriali devono essere incrociate con la volontà degli istituti penitenziari di intraprendere percorsi perché non si riescono a fare politiche sul carcere senza il carcere". La consigliera si è detta molto preoccupata dei minori in carcere "perché il decreto Caivano ha fatto lievitare il numero senza accompagnarli in un percorso di recupero". Per Luca Rossi Romanelli (M5s) "colpisce il dato che le misure alternative fanno diminuire drasticamente le recidive, e, altrettanto che spesso ci siano difficoltà ad accedere a questo tipo di misure". Secondo Andrea Vannucci (Pd)" è frustrante parlare di carcere perché è difficile scorgere dei miglioramenti nonostante il grande impegno di chi ci lavora". "non sono ottimista, assistiamo a un imbarbarimento nell'opinione pubblica. Per me in carcere ci si dovrebbe andare il meno possibile".
Il consigliere regionale di FdI e vicepresidente del Consiglio regionale, Diego Petrucci, ha osservato che "la figura del Garante dei detenuti non dovrebbe limitarsi a una visione parziale, ma dovrebbe occuparsi integralmente di tutto il mondo che ruota attorno al carcere, a partire proprio dai lavoratori che ne garantiscono sicurezza e gestione". Petrucci ha annunciato di andare in visita al carcere 'Don Bosco' di Pisa "per incontrare e portare la mia vicinanza a poliziotti penitenziari, educatori e personale sanitario e ascoltare le loro esigenze".
I dati ufficiali nella relazione del Garante riportano che al 31 dicembre 2025, il 'Don Bosco' ospitava 272 detenuti nonostante che dovrebbe averne massimo 193; ben 154 sono stranieri per una percentuale del 57% ben al di sopra della già critica media nazionale. Tra la popolazione straniera si registra inoltre una forte presenza di extracomunitari". "A questo - prosegue Petrucci - si aggiunga che la complessità della gestione è gravata dalle problematiche connesse alla tossicodipendenza e alla criminalità legata agli stupefacenti".
-------------------------------------------------------------------------------------
Sovraffollamento e salute mentale sono i grandi problemi che in questa fase emergono dallo stato dei penitenziari in Toscana secondo la relazione del Garante regionale dei detenuti, Giuseppe Fanfani, presentata alla Commissione Sanità del Consiglio regionale. La relazione riguarda l'attività del 2025 ed ha ricevuto il parere favorevole, a maggioranza, da parte della Commissione. "Una situazione drammatica", ha commentato Fanfani.
Il dato più allarmante è il sovraffollamento, in costante aumento nonostante i provvedimenti legislativi adottati dal Governo. In Toscana ci sono 16 istituti per adulti, 2 Istituti penali minorili e 2 Rems. Al 31 dicembre 2025 i detenuti adulti erano 3.382 (103 donne e 3.279 uomini), di cui 1.612 stranieri (circa il 47,6% del totale — quasi la metà, a fronte di una presenza straniera sul territorio regionale stimata al 12,5%). Il sovraffollamento medio effettivo in Toscana è del 134,8%.
Estremamente preoccupanti anche i dati riguardanti la salute mentale in carcere. "I suicidi - riporta una nota - continuano a rappresentare un fenomeno grave e significativo all'interno degli istituti penitenziari". Nel 2025 a livello nazionale ce ne sono stati 80, mentre le morti per altre cause sono state 174. In Toscana nel 2025 sono stati registrati cinque suicidi (tre a Firenze Sollicciano, uno a Massa, uno a Pistoia; di questi due erano extracomunitari); 133 tentati suicidi; 1.053 atti di autolesionismo (erano 832 nel 2024, 608 nel 2023, "quindi un aumento costante e preoccupante"), 354 scioperi della fame.
Invece, i detenuti in carico ai servizi della salute mentale in tutta la Toscana, al 31 dicembre 2025 erano 347, pari al 10,26%. In totale 831 detenuti (24,31%) sono in carico al SerD per tossicodipendenze.
Riflettori accesi anche sulle due Rems (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza) esistenti in Toscana, a Volterra e ad Empoli, nate dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Katia Poneti, dell'Ufficio del Garante, ha spiegato che al 31 dicembre 2025 le due strutture erano al completo e che in generale risultano sempre sature.
Volterra registra 30 presenze ed Empoli 19, per un totale di 49 persone (44 uomini e cinque donne). Sempre al 31 dicembre 2025 erano 66 le persone in attesa di un posto in Rems in Toscana. La lista era scesa a 60 nel marzo 2025 grazie all'attivazione del PUR (Punto Unico Regionale), ma ha poi ripreso a crescere.
Il portavoce dell'opposizione Alessandro Tomasi, ha espresso apprezzamento, "al di là delle riflessioni che uno può fare, per una relazione molto ampia e ben fatta. Per Lorenzo Falchi (Avs), l'opinione pubblica ha "una visione sempre peggiore sul ruolo del carcere" e "dovremmo gestire meglio la funzione di recupero sociale, la società ne avrebbe un giovamento incredibile".
Serena Spinelli (Pd) ha affermato che "occorre che i servizi territoriali riescano a farsi carico delle fragilità anche in carcere, oltre che fuori. Poi le realtà territoriali devono essere incrociate con la volontà degli istituti penitenziari di intraprendere percorsi perché non si riescono a fare politiche sul carcere senza il carcere". La consigliera si è detta molto preoccupata dei minori in carcere "perché il decreto Caivano ha fatto lievitare il numero senza accompagnarli in un percorso di recupero". Per Luca Rossi Romanelli (M5s) "colpisce il dato che le misure alternative fanno diminuire drasticamente le recidive, e, altrettanto che spesso ci siano difficoltà ad accedere a questo tipo di misure". Secondo Andrea Vannucci (Pd)" è frustrante parlare di carcere perché è difficile scorgere dei miglioramenti nonostante il grande impegno di chi ci lavora". "non sono ottimista, assistiamo a un imbarbarimento nell'opinione pubblica. Per me in carcere ci si dovrebbe andare il meno possibile".
Il consigliere regionale di FdI e vicepresidente del Consiglio regionale, Diego Petrucci, ha osservato che "la figura del Garante dei detenuti non dovrebbe limitarsi a una visione parziale, ma dovrebbe occuparsi integralmente di tutto il mondo che ruota attorno al carcere, a partire proprio dai lavoratori che ne garantiscono sicurezza e gestione". Petrucci ha annunciato di andare in visita al carcere 'Don Bosco' di Pisa "per incontrare e portare la mia vicinanza a poliziotti penitenziari, educatori e personale sanitario e ascoltare le loro esigenze".
I dati ufficiali nella relazione del Garante riportano che al 31 dicembre 2025, il 'Don Bosco' ospitava 272 detenuti nonostante che dovrebbe averne massimo 193; ben 154 sono stranieri per una percentuale del 57% ben al di sopra della già critica media nazionale. Tra la popolazione straniera si registra inoltre una forte presenza di extracomunitari". "A questo - prosegue Petrucci - si aggiunga che la complessità della gestione è gravata dalle problematiche connesse alla tossicodipendenza e alla criminalità legata agli stupefacenti".
-------------------------------------------------------------------------------------
Sovraffollamento e salute mentale sono i grandi problemi che in questa fase emergono dallo stato dei penitenziari in Toscana secondo la relazione del Garante regionale dei detenuti, Giuseppe Fanfani, presentata alla Commissione Sanità del Consiglio regionale. La relazione riguarda l'attività del 2025 ed ha ricevuto il parere favorevole, a maggioranza, da parte della Commissione. "Una situazione drammatica", ha commentato Fanfani.
Il dato più allarmante è il sovraffollamento, in costante aumento nonostante i provvedimenti legislativi adottati dal Governo. In Toscana ci sono 16 istituti per adulti, 2 Istituti penali minorili e 2 Rems. Al 31 dicembre 2025 i detenuti adulti erano 3.382 (103 donne e 3.279 uomini), di cui 1.612 stranieri (circa il 47,6% del totale — quasi la metà, a fronte di una presenza straniera sul territorio regionale stimata al 12,5%). Il sovraffollamento medio effettivo in Toscana è del 134,8%.
Estremamente preoccupanti anche i dati riguardanti la salute mentale in carcere. "I suicidi - riporta una nota - continuano a rappresentare un fenomeno grave e significativo all'interno degli istituti penitenziari". Nel 2025 a livello nazionale ce ne sono stati 80, mentre le morti per altre cause sono state 174. In Toscana nel 2025 sono stati registrati cinque suicidi (tre a Firenze Sollicciano, uno a Massa, uno a Pistoia; di questi due erano extracomunitari); 133 tentati suicidi; 1.053 atti di autolesionismo (erano 832 nel 2024, 608 nel 2023, "quindi un aumento costante e preoccupante"), 354 scioperi della fame.
Invece, i detenuti in carico ai servizi della salute mentale in tutta la Toscana, al 31 dicembre 2025 erano 347, pari al 10,26%. In totale 831 detenuti (24,31%) sono in carico al SerD per tossicodipendenze.
Riflettori accesi anche sulle due Rems (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza) esistenti in Toscana, a Volterra e ad Empoli, nate dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Katia Poneti, dell'Ufficio del Garante, ha spiegato che al 31 dicembre 2025 le due strutture erano al completo e che in generale risultano sempre sature.
Volterra registra 30 presenze ed Empoli 19, per un totale di 49 persone (44 uomini e cinque donne). Sempre al 31 dicembre 2025 erano 66 le persone in attesa di un posto in Rems in Toscana. La lista era scesa a 60 nel marzo 2025 grazie all'attivazione del PUR (Punto Unico Regionale), ma ha poi ripreso a crescere.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














