Primo incontro ufficiale tra studenti e istituzioni sul futuro dello studentato Calamandrei di viale Morgagni, finito al centro delle proteste nelle scorse settimane dopo i gravi disservizi causati dal guasto di una pompa che aveva reso inutilizzabili numerosi bagni della struttura.
Al tavolo di confronto erano presenti, tra gli altri, l’assessora regionale all’Università Cristina Manetti, l’assessore comunale Dario Danti, la rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci e i vertici dell’Azienda regionale per il Diritto allo Studio.
Uno dei temi principali affrontati durante il confronto è stato quello delle conseguenze dei disagi sulla preparazione degli esami. Gli studenti avevano chiesto una proroga dei requisiti di merito necessari per mantenere il diritto all’alloggio, sostenendo che le difficoltà vissute nelle settimane precedenti alla sessione estiva avessero compromesso lo studio. Come risposta, le istituzioni hanno prospettato l’attivazione di un appello straordinario estivo per consentire agli studenti di recuperare eventuali esami.
Sul fronte degli interventi strutturali, la Regione Toscana ha annunciato uno stanziamento iniziale di 3,6 milioni di euro provenienti dagli utili di bilancio del Dsu. Le risorse saranno destinate a una prima fase di lavori che riguarderà infissi, impianti di climatizzazione e servizi igienici.
Il direttore generale del Dsu, Enrico Carpitelli, ha spiegato che l’obiettivo è procedere gradualmente con il rinnovo degli impianti, mentre il presidente dell’ente, Marco Del Medico, ha assicurato la volontà di avviare i lavori nel più breve tempo possibile.
Gli studenti, pur apprezzando l’apertura al dialogo, giudicano gli impegni ancora insufficienti. Secondo le loro stime, per una riqualificazione completa del Calamandrei sarebbero necessari circa 25 milioni di euro e chiedono la creazione di un fondo dedicato con risorse garantite nel tempo.
Durante l’incontro sono stati richiamati anche altri casi problematici del sistema delle residenze universitarie toscane, come lo studentato Salvemini di Firenze e il collegio 24 Maggio di Siena, chiuso per lavori di adeguamento antisismico.
Nonostante le distanze ancora evidenti, tutte le parti hanno concordato sulla necessità di proseguire il confronto. «Un tavolo di questo tipo non c’era mai stato prima», ha sottolineato Manetti, annunciando nuovi incontri nei prossimi mesi. Per gli studenti si tratta di un primo passo importante, anche se giudicato ancora lontano dalle risposte richieste. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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