La chiusura del viadotto dell’Indiano dopo il tragico incidente mortale ha provocato una vera e propria paralisi della viabilità fiorentina, con disagi che si sono riversati anche sui social network, trasformati per ore in una sorta di centrale operativa spontanea dove cittadini e pendolari hanno condiviso aggiornamenti in tempo reale sul traffico.
Nei gruppi Facebook dedicati alla viabilità cittadina si sono moltiplicate segnalazioni, sfoghi e richieste di informazioni. Tra le testimonianze più frequenti, quelle di automobilisti rimasti bloccati per decine di minuti o addirittura ore nel tentativo di raggiungere il lavoro, la scuola o semplicemente attraversare la città.
Dall’Isolotto a Scandicci, passando per Porta Romana e le Bagnese, numerosi utenti hanno raccontato una mattinata segnata da code interminabili e percorsi alternativi rivelatisi inutili. C’è chi ha riferito di essere partito con largo anticipo senza riuscire comunque ad arrivare in tempo a destinazione e chi ha impiegato oltre due ore per raggiungere il viadotto dell’Indiano.
Particolarmente critica la situazione nella zona sud-ovest della città. Via Pisana, viale Talenti, Ponte alla Vittoria, via Livorno e via San Carlo sono state tra le arterie maggiormente congestionate. Ma gli effetti del blocco si sono estesi rapidamente anche ad altre zone, coinvolgendo Le Cure, via Bolognese, via Faentina e via Salviati.
Molti cittadini hanno lamentato tempi di percorrenza eccezionali, con attese di diversi cicli semaforici prima di riuscire a superare un incrocio. Altri hanno segnalato difficoltà nel reperire percorsi alternativi efficaci, mentre sui social non sono mancate critiche all’organizzazione della mobilità cittadina e al sistema viario fiorentino già normalmente sotto pressione.
Accanto alle proteste, sono comparsi anche messaggi più riflessivi e richiami al rispetto per quanto accaduto. Diversi utenti hanno infatti ricordato che all’origine dei disagi c’era una tragedia costata la vita a un giovane di 28 anni e che ha provocato il grave ferimento di un motociclista.
La gestione dell’emergenza da parte della Polizia Municipale è stata invece difesa dall’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, che ha sottolineato il lavoro svolto dagli agenti e dalla centrale operativa per limitare gli effetti della chiusura del viadotto.
Una mattinata che molti fiorentini difficilmente dimenticheranno e che ha mostrato ancora una volta quanto il sistema della mobilità cittadina sia vulnerabile quando una delle sue principali arterie viene improvvisamente interrotta. Lo scrive Repubblica Firenze.
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