L’annuncio dell’Onu e dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale sulla possibile formazione di un forte episodio di El Niño ha riacceso il dibattito sulle prospettive climatiche dei prossimi mesi. Secondo le stime internazionali, esiste infatti una probabilità dell’80% che il fenomeno si sviluppi con intensità elevata, alimentando il timore di una nuova estate caratterizzata da temperature eccezionalmente alte.
Ma quali potrebbero essere le conseguenze per la Toscana e per Firenze, già alle prese negli ultimi anni con ondate di calore sempre più frequenti?
A fare chiarezza è Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma, che invita a distinguere tra gli effetti globali di El Niño e le possibili ripercussioni sul clima locale.
«El Niño è un fenomeno climatico che si verifica quando le acque superficiali dell’Oceano Pacifico si riscaldano in modo anomalo», spiega Gozzini. «Questo modifica la circolazione atmosferica su scala mondiale e può influenzare temperature e precipitazioni in molte aree del pianeta».
Gli effetti più marcati si registrano soprattutto nelle regioni che si affacciano sul Pacifico, come Perù, Ecuador, Nord America e Australia. Tuttavia, un evento intenso può contribuire a innalzare la temperatura media globale.
«Quando El Niño è particolarmente forte, la temperatura media del pianeta tende ad aumentare», sottolinea il meteorologo. «Per questo la seconda parte del 2026 e probabilmente anche il 2027 potrebbero risultare molto calde a livello mondiale».
Secondo Gozzini, però, non esistono evidenze scientifiche che consentano di collegare direttamente un forte El Niño a un’estate eccezionale in Toscana.
«Non possiamo affermare che un Super El Niño provocherà automaticamente una super estate nelle nostre regioni», chiarisce. «Basti pensare che lo scorso anno Firenze ha registrato temperature vicine ai 40 gradi per diversi giorni consecutivi durante una fase climatica dominata da La Niña, il fenomeno opposto a El Niño e teoricamente associato a condizioni più fresche».
Per il capoluogo toscano non si prospetta quindi alcuno scenario estremo legato direttamente al fenomeno che si sta sviluppando nel Pacifico. Questo non significa però che l’estate sarà mite.
Le previsioni stagionali indicano infatti una stagione caratterizzata da temperature superiori alla media sia nel mese di giugno che in quello di luglio. Firenze dovrà dunque fare nuovamente i conti con il caldo, ma senza che il possibile “Super El Niño” rappresenti necessariamente la causa diretta di eventuali picchi estremi.
La parola d’ordine, secondo gli esperti, resta quindi prudenza: monitorare l’evoluzione del fenomeno a livello globale senza trasformare previsioni climatiche di lungo periodo in allarmi immediati per il territorio toscano. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














