Dopo l'archiviazione dell'inchiesta su Dell'Utri, l'Associazione delle vittime di Firenze chiede che le indagini non si fermino e lancia un appello a chi sa per rompere il muro del silenzio.

A trentatré anni dal tragico attentato che ha ferito nel cuore Firenze, l'Associazione tra i Familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili fa sentire la propria voce con una nota dura e accorata. La presa di posizione arriva a seguito del provvedimento di archiviazione dell'inchiesta a carico di Marcello Dell'Utri. I parenti delle vittime esprimono il profondo timore che dietro questa decisione possa celarsi il tentativo di giungere a una ricostruzione dei fatti parziale e di comodo, dichiarando apertamente di temere che sia in atto l'ennesima trattativa finalizzata a far emergere una verità normalizzata e addomesticata, studiata appositamente per non arrecare danno al sistema politico.

L'auspicio espresso dall'Associazione è che si tratti esclusivamente di un atto formale e di un'archiviazione di natura puramente tecnica, un percorso del resto già visto in passato per altre figure, come nel caso di Bellini. I familiari chiedono con forza che il filone investigativo avviato dall'ex procuratore aggiunto Luca Tescaroli possa riprendere e proseguire il suo corso, sottolineando come a Firenze vi siano ancora procedimenti aperti all'interno dei quali continuano a emergere fatti e circostanze di notevole rilevanza giudiziaria. L'appello si rivolge direttamente alla Commissione parlamentare antimafia e alle procure competenti, affinché approfondiscano ogni elemento utile per consentire la celebrazione di dibattimenti pubblici a garanzia di tutti i cittadini.

La nota si conclude con una richiesta forte e accorata alla società civile e a chiunque possa essere a conoscenza di dettagli utili. I familiari delle vittime invocano una presa di coscienza concreta e responsabile, invitando chiunque sia in grado di rompere il muro dell'omertà e del silenzio a farsi avanti. L'appello è diretto anche a chi possiede una testimonianza o un singolo elemento di cui finora, magari incolpevolmente, non aveva percepito l'effettiva importanza. Quel dettaglio trascurato potrebbe rivelarsi il tassello mancante e decisivo per ricostruire in modo definitivo la verità storica e giudiziaria sui tragici fatti della notte tra il 26 e il 27 maggio 1993.

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