Ci sarà da fare cassa in estate

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Il ‘faraonico’ mercato dello scorso anno presenta il conto alla Fiorentina. Non solo in termini economici, ma anche sportivi. Gli investimenti fatti nella sessione di dodici mesi fa da Daniele Pradè hanno provocato un impoverimento economico e sportivo che, dal canto suo, Paratici ha pure incrementato con un mercato invernale in cui sono stati messi all’anima del bilancio viola altri 27 milioni per Fabbian e Brescianini, due che hanno dimostrato pochissimo. Sicuramente non quelle cifre sborsate. Impoverimento tecnico, perché la Fiorentina ha visto la propria posizione nelle gerarchie del calcio italiano tracollare, con conseguente calo di appeal per la ripartenza, ma anche meramente economica. Difficile trovare un giocatore acquistato di recente che non si sia deprezzato. Forse Ndour, Parisi e Fagioli.
 
Poi ci sono quei giocatori che dovranno essere sacrificati perché eccessivamente pesanti sul bilancio per via di ingaggi non corrispettivi alla dimensione attuale della Fiorentina. Kean, De Gea, Gosens, terzetto da 20 milioni lordi all’anno di stipendi, potrebbero essere ceduti. Loro, ma anche Dodo, Gudmundsson, forse Pongracic più vari ed eventuali. Senza dimenticare una schiera di esuberi che faranno ritorno al Viola Park tra qualche giorno, gente come Beltran, Sohm e Richardson, terzetto da 47 milioni di spesa, che andranno ricollocati.
 
Arriva Grosso, evviva Grosso. Lo ha scelto Paratici, che se avesse ricevuto dei sì da altri profili più altisonanti in precedenza, forse forse…Ma la decisione è ricaduta su Grosso, e così sia. Intanto per Paratici c’è da rifare quasi in toto una rosa, avvicendando quelli che venivano considerati big, reduci da un’annata flop (qualcuno, come Gud, anche un biennio flop), sfoltendo e ridimensionando i costi fissi, sostituendoli con intuizioni che possano permettere in breve tempo di risalire la classifica. La via sembra tracciata. I danni fatti ieri hanno presentato il conto tutto assieme oggi. E non si possono ignorare.


 
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