Una donna di 49 anni racconta i momenti di terrore vissuti davanti al Freeland-Uci Cinema. L’aggressore è stato rintracciato e arrestato dalla polizia poco dopo

Momenti di paura ieri mattina nella zona del Freeland-Uci Cinema di via del Cavallaccio, dove una donna di 49 anni è stata vittima di una violenta aggressione e di un tentativo di rapina in pieno giorno.

La vittima, Debora, fiorentina, racconta di essere ancora sotto shock per quanto accaduto intorno alle 9 del mattino. «La paura che ho provato è stata indescrivibile», spiega con voce ancora scossa.

Secondo il suo racconto, un uomo descritto come alto, tra i 30 e i 40 anni, con le treccine, avrebbe iniziato a urlarle contro senza alcun apparente motivo mentre lei si trovava al telefono con un’amica. «Continuava a ripetere: “Che cosa guardi?” mentre io nemmeno lo stavo guardando», racconta. Poco dopo l’uomo avrebbe tentato di strapparle la borsa.

«D’istinto mi sono girata verso una colonna e mi sono protetta la testa. Lui aveva la bava alla bocca e continuava a minacciarmi urlando: “Ti ammazzo”», ricorda la donna.

Riuscita a sottrarsi all’aggressione, Debora ha attraversato la strada e ha trovato rifugio in un bar della zona. «I baristi sono stati straordinari. Mi hanno accolta, rassicurata e fatta sentire al sicuro mentre tremavo come una foglia», racconta, ringraziando anche i clienti presenti per il sostegno ricevuto.

Più amaro il giudizio sui passanti. «Nessuno è intervenuto. La cosa che mi lascia più amareggiata è l’indifferenza totale. Vedere una persona in difficoltà e voltarsi dall’altra parte è forse la cosa più brutta», afferma.

Dopo aver contattato il numero di emergenza 112, sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia, che hanno rintracciato il presunto aggressore poco dopo in via Canova, procedendo al suo arresto. Secondo quanto riferito dalla vittima, si tratterebbe di una persona già conosciuta nella zona per precedenti episodi di disordine.

L’episodio riaccende l’attenzione sui problemi di sicurezza nell’area commerciale del Cavallaccio, dove negli ultimi anni residenti e commercianti hanno più volte segnalato furti, risse e aggressioni.

«Potevo essere con mia figlia, oppure al mio posto poteva esserci una persona anziana o più fragile», riflette Debora. «Mi è andata bene, molto bene. Ma adesso la paura è tanta. Nonostante questo non voglio vivere da prigioniera: devo essere libera di uscire, camminare per strada, andare al lavoro e vivere la mia città senza il terrore di guardarmi continuamente alle spalle».

Parole che raccontano non solo il trauma di un’aggressione, ma anche il crescente senso di insicurezza percepito da molti cittadini in alcune zone della città. Lo scrive la Nazione. 

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