Le società sportive chiedono chiarezza sulla gestione del tratto fluviale. In attesa del tavolo tra Comune, Regione e Demanio cresce la preoccupazione per sicurezza e convivenza tra le attività

Il tratto dell’Arno compreso tra Ponte alle Grazie e Ponte Santa Trinita continua a vivere in una sorta di limbo amministrativo. Un’area frequentata ogni giorno da società sportive, canottieri e attività turistiche, ma sulla quale non appare chiaro chi debba esercitare il controllo e la regolamentazione delle attività che si svolgono in acqua.

La questione è aperta da tempo e, come spiegato nelle scorse settimane dall’assessora allo sport del Comune di Firenze, Letizia Perini, Palazzo Vecchio aveva annunciato la convocazione di un tavolo con Genio Civile, Regione Toscana e Demanio per fare chiarezza. Un incontro che però non è ancora stato fissato.

Nel frattempo le società che operano sul fiume continuano a muoversi in un quadro di incertezza. «Non abbiamo avuto risposte da nessuno», denuncia Michele Nannelli, presidente della Società Canottieri Firenze. «Abbiamo scritto a tutti, compresa la Prefettura, perché non si capisce di chi sia la competenza».

A rendere la situazione ancora più delicata ci sono i prossimi lavori di manutenzione ai piloni di Ponte Vecchio. Secondo Francesco Risaliti della Piacenti Spa, una delle aziende incaricate dell’intervento, il cantiere dovrebbe avere un impatto limitato sulle attività sportive grazie a una programmazione per singole campate.

Le preoccupazioni delle società restano però elevate. «Quando verrà chiusa la campata centrale si potrà transitare soltanto lateralmente, dove è più facile incontrare ostacoli come le alghe», osserva Nannelli. Una situazione che potrebbe complicare ulteriormente la convivenza tra le diverse attività presenti sul fiume.

Il presidente della Canottieri ha coinvolto anche il numero uno del CONI, Luciano Buonfiglio, che avrebbe evidenziato la necessità di una regolamentazione per evitare possibili incidenti e garantire la sicurezza degli utenti.

Alla base del problema c’è un vero e proprio vuoto normativo. Il Comune sostiene di essere competente soltanto per gli aspetti amministrativi legati all’avvio delle attività. La Regione, attraverso il Genio Civile e gli uffici della Difesa del Suolo, gestisce invece le autorizzazioni relative agli attracchi. Ma per quanto riguarda la disciplina delle attività sul fiume, nessun ente sembra avere competenze dirette.

Per questo motivo, negli anni, le società sportive hanno sviluppato forme di autogestione. «Abbiamo creato un gruppo Whatsapp su impulso della precedente amministrazione e per ora andiamo avanti così», racconta Nannelli. «Ma non è normale che siano i cittadini a doversi assumere questo compito. Vorremmo sapere chi è responsabile della sicurezza e quali regole valgano davvero».

Tra i nodi da sciogliere c’è anche quello relativo alla presenza di piccole imbarcazioni turistiche a motore elettrico, come Arno Boat, che operano in un tratto di fiume formalmente non navigabile. Una questione che rende ancora più urgente l’apertura del tavolo istituzionale richiesto dalle società sportive, chiamato a definire competenze, responsabilità e regole di convivenza lungo uno dei tratti più frequentati e simbolici dell’Arno fiorentino. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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