Niente ritiro in altura per il nuovo tecnico viola: raduno attorno al 10 luglio. Ferrari e Paratici volano da Commisso per budget, mercato e futuro

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La nuova Fiorentina di Fabio Grosso nascerà sotto il sole di Firenze. E non è solo un modo di dire, perché il primo grande cambiamento rispetto alle abitudini del nuovo tecnico sarà proprio questo: niente altura, niente aria fresca della Val di Non, niente ritiro lungo in montagna come ai tempi del Sassuolo o del Frosinone. Grosso ripartirà dal Viola Park, con il raduno previsto attorno al 10 luglio e almeno due settimane di lavoro continuativo a Bagno a Ripoli.

Una bella novità per lui, abituato a costruire le sue squadre tra Fiuggi, Ronzone, boschi, temperature più umane e ossigeno abbondante. Stavolta invece troverà la canicola fiorentina, i campi del Viola Park e probabilmente anche qualche allenamento in cui più che il GPS servirà il termometro. Però è anche un segnale: la Fiorentina vuole centralizzare tutto nel proprio centro sportivo, vuole far nascere lì la nuova stagione e lì Grosso dovrà mettere le prime fondamenta.

Anche perché la sfida tecnica sarà enorme. Non basterà cambiare allenatore per cancellare una stagione deludente. Grosso arriverà con pochi collaboratori fidati, al massimo quattro, mentre il resto del gruppo di lavoro sarà quello già presente al Viola Park. Dovrà adattarsi a una struttura nuova, a una squadra da ricostruire e a un ambiente che, dopo l’ultima annata, non è esattamente nella fase “fiducia incondizionata e abbonamento al sorriso”.

Prima però c’è un altro ritiro, molto più politico e molto meno atletico. Non in montagna, ma oltreoceano. Perché la vera partita della Fiorentina, in questi giorni, si gioca tra New York e il New Jersey, negli uffici Mediacom e nelle stanze della famiglia Commisso. Alessandro Ferrari e Fabio Paratici sono volati negli Stati Uniti per incontrare Giuseppe e Catherine Commisso. E lì, più che correre sui campi, bisognerà correre sui numeri.

Budget, mercato, monte ingaggi, stadio, organigramma, comunicazione, scouting: sul tavolo c’è praticamente tutta la Fiorentina che verrà. È un passaggio storico, anche perché siamo alla vigilia dell’anno del Centenario e il club non può permettersi un’altra stagione vissuta navigando a vista. Giuseppe Commisso ha chiesto fiducia, ha detto di non pensare in piccolo. Ora però bisogna capire quanto grande potrà essere davvero questa Fiorentina.

L’annuncio di Fabio Grosso è ormai pronto: contratto biennale con opzione per la terza stagione, stipendio da circa 1,2 milioni l’anno. La presentazione, invece, dovrebbe slittare ai primi di luglio, quando sarà più vicino il raduno e quando, almeno si spera, qualche linea di mercato sarà già più chiara. Perché il punto è proprio questo: Grosso arriva, ma poi bisogna dargli una squadra coerente. Non una collezione di buone intenzioni, mezzi esuberi e casi aperti.

E infatti Paratici avrà davanti un lavoro enorme. C’è la questione Kean, c’è il futuro di Gudmundsson, c’è De Gea da capire, ci sono Piccoli e Gosens, ci sono i rinnovi complicati di Dodo e Fortini. E poi c’è il monte ingaggi, salito molto nella scorsa estate senza che questo si traducesse in risultati sul campo. Tradotto: la Fiorentina ha speso tanto, ma non abbastanza bene. E adesso dovrà alleggerirsi senza indebolirsi, che è un po’ come pretendere di dimagrire mangiando la schiacciata con la finocchiona tutti i giorni. Bello, ma serve un certo talento.

Ferrari, dal canto suo, avrà in mano anche la partita dello stadio. Il Franchi resta un tema centrale, soprattutto nell’anno del Centenario e in una fase in cui il rapporto tra città, tifosi e proprietà ha bisogno di segnali forti. Non basteranno le parole. Serviranno scelte, investimenti, presenza.

E non è un dettaglio che questo viaggio si chiuda anche con una visita al Maryrest Cemetery and Mausoleum, dove è sepolto Rocco Commisso. Un momento simbolico, certo, ma anche profondamente concreto: perché la Fiorentina sta entrando in una fase nuova, dopo mesi difficili, pieni di vuoti, passaggi di consegne e decisioni delicate.

Alla fine tutto torna lì: Grosso lavorerà sotto il sole di Firenze, ma la sua Fiorentina verrà decisa in gran parte oltre l’Atlantico. Il paradosso è servito: il futuro viola nasce al Viola Park, però prima deve passare dal New Jersey. E adesso, dopo tanti proclami, il tempo delle bozze è finito. Bisogna scrivere la squadra. Possibilmente non a matita.
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