Commisso rompe il silenzio e richiama tutti all’unità

Il presidente viola torna a parlare dopo mesi: conferma fiducia a dirigenti e tecnici, esclude scosse e rilancia l’unità con i tifosi

Dopo un lungo periodo lontano dai riflettori, Rocco Commisso è tornato a parlare della sua Fiorentina. Un intervento atteso, dettato sia dalla volontà di frenare alcune voci insistenti, sia dalla necessità di far sentire la presenza della proprietà in un momento particolarmente difficile per la squadra. Il presidente viola ha respinto con decisione le indiscrezioni sulla possibile cessione del club, ribadendo l’impegno assunto nel 2019 quando rilevò la società dalla famiglia Della Valle. Le sue ultime dichiarazioni pubbliche risalivano alla nota e contestata uscita su Palladino; da allora solo messaggi brevi e comunicati ufficiali. Stavolta, invece, Commisso ha scelto di intervenire in maniera chiara attraverso un’intervista concessa a La Nazione, per dare un segnale diretto all’ambiente.Continuità totale: nessuna svolta immediataNel suo messaggio, Commisso conferma pienamente l’operato della dirigenza e dei responsabili tecnici. Ha chiesto scusa ai tifosi per la pesante caduta di Reggio Emilia, ma non ha lasciato intendere l’arrivo di cambiamenti drastici, come ipotizzato da alcuni. Il presidente ha rinnovato la fiducia sia a Ferrari sia al direttore sportivo Goretti, quest’ultimo subentrato a Pradè sull’onda dei risultati della scorsa stagione. Un elemento che emerge con chiarezza è il rapporto di stretta collaborazione - quasi di rappresentanza tecnica - che Ferrari intrattiene con la proprietà, fungendo da diretto tramite anche nei confronti dell’allenatore.Il sostegno alla struttura societariaPur riconoscendo la gravità della situazione sportiva, Commisso non sembra intenzionato a intervenire personalmente sulla gestione quotidiana. Nessun terremoto interno, nessuna decisione express: tutto verrà valutato solo a stagione conclusa, quando però i margini per raddrizzare la rotta potrebbero essere ridotti. La presa di posizione del patron rafforza ulteriormente il ruolo dei dirigenti, chiamati ora a trovare le soluzioni necessarie senza modificare l’impostazione con cui hanno lavorato finora.La salvezza passa da chi è già dentro al progettoIl club riparte dunque dalla continuità, convinto che ci sia ancora il tempo per risalire dall’ultimo posto in classifica. Vanoli resta il riferimento tecnico sul campo e continuerà a interfacciarsi principalmente con Ferrari, mentre la squadra è chiamata a ritrovare energie, concentrazione e spirito di sacrificio. Commisso, dal canto suo, ha ricordato l’importanza del sostegno dei tifosi in un momento tanto delicato. Resta da capire se questo rinnovato appello all’unità basterà a innescare la reazione attesa: sarà il campo, come sempre, a dare la risposta definitiva.

Fiorentina, ultimo posto e caos totale: ora serve una scossa vera

Viola ultimi in classifica, società smarrita e squadra senza reazione: contro il Verona è già una finale

La Fiorentina è ultima. La sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo non è solo un passo falso: è il simbolo di una squadra alla deriva e di un ambiente che non riesce più a trovare appigli. Vanoli, a fine gara, ha parlato apertamente di miracolo per raggiungere la salvezza. Un termine che fotografa perfettamente l’emergenza.Società assente, dirigenza in affannoIl problema non è solo tecnico. L’assenza prolungata del presidente Commisso lascia un vuoto che nessuno, in società, sembra in grado di colmare. A metterci la faccia a Sassuolo è stato  il ds Goretti, unico uomo di calcio rimasto in dirigenza, costretto a fare da parafulmine in un momento dove servirebbe una guida forte. E le dichiarazioni troppo ottimistiche del dg Ferrari, che parlava di “bella atmosfera” in squadra, smentite dal campo pochi giorni dopo, non fanno che aumentare la confusione.La sensazione è chiara: la Fiorentina è una società ricca, ma distante. E in un momento così, la distanza pesa come un macigno.Tifosi impeccabili, squadra senza rispostaA Reggio Emilia il settore ospiti era pieno, i cori incessanti. I tifosi hanno risposto all’appello di Dzeko e compagni e hanno sostenuto la squadra per 90 minuti. La squadra, però, non ha risposto. Nessun segnale, nessuna reazione. E al fischio finale è scoppiata la contestazione: inevitabile, vista la prestazione e la classifica.Verso il Verona: dentro o fuoriDopo l’impegno di Conference contro la Dinamo Kiev, arriverà al Franchi il Verona, penultimo ma con tre punti in più. Solo un anno fa questa sfida valeva l’Europa; oggi vale la sopravvivenza.I numeri non lasciano spazio alle illusioni: 11 gol subiti da palla inattiva, 73 tiri in porta concessi (peggior dato della Serie A), 16 punti evaporati da situazione di vantaggio e appena 37 conclusioni nello specchio in tutto il campionato. Numeri da squadra in piena crisi, opposti a un Verona più cinico, più solido e più continuo.Il tempo è finitoVanoli l’ha detto chiaramente: «Il tempo degli alibi è finito». La Fiorentina deve ritrovare identità, coraggio e orgoglio. Domenica non si gioca solo una partita: si gioca la possibilità di restare attaccata alla Serie A.Il miracolo evocato dall’allenatore non può arrivare da fuori. Deve iniziare qui, adesso, da una squadra che smetta di guardarsi intorno e inizi finalmente a lottare.

Fiorentina, allarme rosso: Vanoli studia la svolta ma il tempo stringe

Il tecnico pensa al 4-3-1-2 per ridare solidità e fiducia a una squadra bloccata dalla paura e senza esterni offensivi di ruolo

La Fiorentina si trova forse nel punto più critico della sua storia recente. La squadra non riesce a vincere, l’ambiente vive ormai tra ansia e paura e Paolo Vanoli, arrivato per rimettere insieme i pezzi, è consapevole che il vero avversario adesso è il tempo. Tredici giornate senza successi in Serie A: un dato che pesa più di qualunque altra considerazione.La scossa iniziale e i limiti evidentiL’arrivo del tecnico ha portato una scossa emotiva. Vanoli ha chiesto subito umiltà, spirito di sacrificio e mentalità da squadra che deve lottare per salvarsi. Il messaggio, in parte, è passato: contro Juventus e Atalanta la squadra ha mostrato compattezza e applicazione, pur nei suoi limiti.Ma questo non è bastato. Accanto a una crescita mentale è emersa una fragilità nuova, figlia della classifica e della paura di sbagliare che accompagna ogni partita.Il precedente che spaventaSu tutto incombe un dato storico: nell’era dei tre punti, nessuna formazione è mai riuscita a salvarsi senza aver vinto una delle prime tredici gare. Le eccezioni risalgono alla Triestina degli anni ’40 e al Varese del 1970/71. Episodi isolati in oltre un secolo di Serie A. Non servirà un miracolo, ma poco ci manca.Una salvezza possibile, ma a ritmi doppiUno spiraglio però c’è: il ritmo salvezza, quest’anno, sembra più basso. Negli ultimi dieci campionati la quota si è mossa tra 31 e 39 punti; oggi potrebbe stabilizzarsi attorno ai 35. Per la Fiorentina significa doverne raccogliere 30 in 25 partite: una media di 1,2 punti a gara, il doppio di quanto fatto finora.Le prossime settimane diventano così decisive. Sassuolo, Verona, Udinese, Parma e Cremonese: cinque scontri diretti che non ammettono passi falsi. Da qui alla Befana serviranno almeno 9-10 punti, per arrivare a quota 15 e tornare a respirare.Modulo da cambiare: il 3-5-2 non funzionaPer invertire la rotta servirà intervenire anche sul piano tattico. Il 3-5-2 finora non ha dato risposte: la difesa a tre soffre, i braccetti non accompagnano, i centrali non costruiscono. E gli esterni che il sistema dovrebbe valorizzare – Dodô e Gosens – stanno vivendo una delle stagioni più difficili della loro carriera.Il resto non va meglio: Kean e Piccoli spesso occupano le stesse zone, Fagioli non convince in regia e Nicolussi Caviglia non ha cambiato passo alla manovra. Dzeko offre esperienza ma non garanzie fisiche, mentre Gudmundsson resta intermittente. È un malessere collettivo, non dei singoli.Vanoli prepara la difesa a quattroPer questo Vanoli sta preparando una svolta: passare alla difesa a quattro. Al Viola Park si lavora sul 4-3-1-2, con Dodô e Gosens (o Fortini e Parisi) più bassi, un centrocampo a tre compatto e un trequartista dietro Kean e Piccoli. L’obiettivo è chiaro: maggiore solidità e più rifornimenti agli attaccanti. In prospettiva, possibile anche un 4-4-1-1 con Gosens avanzato, ma il tedesco deve ritrovare condizione.L’assenza di esterni pesa ancoraIl vero limite resta però strutturale: la rosa non ha esterni offensivi. Una scelta fatta un anno fa e confermata in estate, che oggi riduce drasticamente le alternative. Lo scorso anno, pur tra alti e bassi, c’erano Ikoné, Colpani, Sottil, Folorunsho, Zaniolo: profili che garantivano almeno ampiezza e soluzioni dalla panchina. L’unico esterno puro oggi è Kouamé, appena rientrato dopo otto mesi per la rottura del crociato. La sua presenza, già a Bergamo, è quantomeno un segnale positivo.Gennaio può aiutare, ma non bastaIl mercato di gennaio potrà offrire qualche appiglio: la società valuta l’arrivo di un difensore centrale esperto, un leader che aiuti a sistemare una retroguardia in evidente difficoltà. Ma è evidente che non sarà il mercato a risolvere problemi così profondi.Vanoli al centro: la Fiorentina non può più aspettareE così tutto torna a Paolo Vanoli. Arrivato nel momento più complicato, sa che non esistono soluzioni perfette né miracoli tecnici. Ma il cambio di rotta deve arrivare subito. Perché oggi le partite più pericolose non sono quelle contro le big, ma proprio quelle che la Fiorentina “deve” vincere: gli scontri diretti che decideranno se la squadra riuscirà davvero a risalire dal fondo di una classifica che, oggi, fa paura.

Vanoli e il crollo Fiorentina: la salvezza è lontana, i problemi sempre gli stessi

Nessuna vittoria in campionato, scelte tattiche discutibili e una rosa inadatta: il cambio di guida non ha invertito la rotta viola

C’è un punto in cui il crollo sembra non poter andare oltre, eppure ogni settimana la sensazione è che questa Fiorentina possa scendere ancora più in basso. L’arrivo di Vanoli ha dato una scossa, sì, ma insufficiente: siamo a dicembre e il campionato non ha ancora regalato una vittoria. Le due sconfitte più recenti – contro AEK in Europa e Atalanta in Serie A – obbligano l’allenatore a guardarsi allo specchio e interrogarsi sul reale stato della sua squadra.UNA MENTALITÀ CHE REGGE SOLO A METÀVanoli ha tentato subito un ribaltamento culturale: squadra bassa, operaia, concentrata sul minimo indispensabile per restare nella massima serie. La squadra ha risposto per atteggiamento, almeno nelle sfide con avversari più forti, ma è bastato un contesto diverso – come la Conference – per rivedere una Fiorentina svuotata, lenta, simile a quella dell’ultimo periodo pre-esonero di Pioli. L’ossessione salvezza ha prosciugato energie mentali, e il risultato è una formazione che combatte ma non convince, insicura, fragile, paralizzata dall’assenza di risultati. Un successo in campionato servirebbe più di qualsiasi seduta tecnica: senza di quello il progetto rischia di evaporare.VANOLI RISCHIA DI RIPETERE I VECCHI ERRORISul piano tattico, le novità sono poche: alcune scelte ricordano da vicino quelle che già non avevano funzionato con il precedente allenatore. Fagioli continua a essere utilizzato in regia, ma non riesce a gestire i ritmi; Kean e Piccoli in coppia si annullano; la difesa a tre inghiotte certezze anziché garantirle. Cambiare guida tecnica doveva significare voltare pagina, ma il materiale a disposizione non consente rivoluzioni facili né immediate.LE ALTERNATIVE NON PORTANO SOLUZIONIIl tifoso guarda alla panchina sperando di trovare la svolta, ma chi entra finisce per deludere quanto chi parte titolare. In attacco, dietro a Kean non ci sono certezze: Dzeko, appesantito dal passare degli anni, sembra un’ombra; Gudmundsson alterna buio a timidi lampi; Fazzini, che era stato uno dei meno negativi, è improvvisamente scivolato in fondo alle gerarchie. A centrocampo l’unico possibile sostituto naturale di Fagioli sarebbe Nicolussi Caviglia, ma anche lui fatica a dare velocità e qualità alla manovra.Il reparto arretrato è il problema più evidente: i centrali non sembrano tagliati per una linea a tre, né in uscita con il pallone né in fase difensiva pura. Per funzionare, questo sistema necessita di difensori in grado di accompagnare l’azione e di esterni capaci di spingere – ma Ranieri è l’unico che ci prova con continuità, mentre Dodo e Gosens non stanno offrendo ciò che ci si aspettava da loro.CAMBIARE SERVE, MA COME?Modificare l’impianto tattico appare inevitabile. Il passaggio alla difesa a quattro è il primo pensiero logico: permetterebbe di recuperare Comuzzo, più a suo agio in una linea più tradizionale. Il vero problema è che la squadra non possiede ali naturali, scelta azzardata già mesi fa e oggi pagata a caro prezzo. Senza giocatori di fascia alti e tecnici, anche il 4-3-1-2 o il 4-3-2-1 rischiano di offrire poca ampiezza e ancor meno imprevedibilità. Forzare adattamenti è possibile – Gudmundsson, Fazzini o persino qualche terzino riadattato – ma sarebbero compromessi più che soluzioni.Vanoli, dunque, ha margini ristretti e nessuna bacchetta magica. Tuttavia qualcosa deve cambiare: aspettare che il calendario diventi clemente non basterà. Le partite più semplici saranno proprio quelle che metteranno la squadra più alla prova.Se la Fiorentina vuole davvero risalire, il primo passo è smettere di pensare di aver già toccato il fondo. Il tempo per reagire non è infinito.

Ma come li fate questi lavori?!

Tra via della Torretta e viale De Amicis la seconda toppa è peggio del buco. Il caso delle strisce pedonali

Sono passati solo pochi giorni dal rifacimento delle strisce pedonali tra via della Torretta e viale De Amicis, ma la scena che si presenta oggi è fin troppo simile a quella che avevamo documentato nel nostro precedente articolo: la vernice è già tornata a sollevarsi, screpolarsi e staccarsi dall’asfalto.Il ripristino era avvenuto poco dopo la nostra segnalazione – senza che questo significhi attribuirci direttamente il merito dell’intervento - ma la coincidenza temporale aveva fatto sperare molti residenti in una soluzione definitiva. Una speranza che, tuttavia, è durata pochissimo.A qualche giorno dal nuovo passaggio dei tecnici, infatti, le strisce mostrano già crepe, bolle e lembi pronti a staccarsi, riproponendo lo stesso problema denunciato la prima volta.«È scoraggiante - racconta una residente -. Hanno rifatto tutto e dopo qualche giorno è già come prima. Ci chiediamo che senso abbia intervenire se poi il risultato non dura neanche una settimana».È vero: si tratta di un problema minore se confrontato con i cantieri infiniti che da mesi assediano la città, da via Lungo l’Affrico ad altre zone messe a dura prova da lavori prolungati. Tuttavia, il punto è proprio questo: se nemmeno gli interventi più semplici vengono eseguiti con cura, come si può pretendere fiducia nei cantieri più complessi e costosi?La qualità percepita passa anche da questi dettagli: strisce pedonali che dovrebbero garantire sicurezza e decoro urbano, e che invece si sbriciolano dopo pochi giorni, trasmettono un’immagine di approssimazione difficile da ignorare.Il timore dei residenti è che il problema sia strutturale: materiali non idonei, superficie stradale non preparata correttamente o tecniche applicate in modo frettoloso. Qualunque sia la causa, il risultato non cambia: due interventi, stesso esito negativo.Nel frattempo, i pedoni continuano ad attraversare tra residui di vernice e tratti sdrucciolevoli, mentre la domanda rimane sospesa: quanto durerà questa volta?Noi di Firenzedintorni.it continueremo a monitorare la situazione, perché anche le piccole cose - quando fatte male - finiscono per raccontare molto della qualità di ciò che dovrebbe essere fatto in grande.

Via della Torretta, strisce pedonali già distrutte dopo pochi giorni: simbolo di lavori fatti “alla buona”

A pochi giorni dalla nuova verniciatura, l’attraversamento si sta già sgretolando. I residenti: “Non bastano i disagi, ora anche i lavori fatti male”

A Firenze, all’angolo tra via della Torretta e viale De Amicis, si presenta uno spettacolo che lascia poco spazio ai commenti: le nuove strisce pedonali, appena rifatte, si stanno già sfaldando e staccando dall’asfalto.A pochi giorni dalla loro “stesura”, i segni bianchi che dovrebbero garantire sicurezza ai pedoni sono ridotti a frammenti di vernice e pezzi staccati che si sgretolano sul marciapiede. Il passaggio resta visibile, ma è potenzialmente pericoloso perché si scivola sui residui di vernice e materiale sgretolato.“È assurdo – commenta una residente – dopo settimane di lavori e deviazioni ci ritroviamo con risultati del genere. Se si fanno le cose, che almeno si facciano per bene”.Il disagio si inserisce in un contesto urbano già complicato: tra cantieri infiniti, transenne e lavori stradali che procedono a rilento lungo via Lungo l’Affrico, la zona è da mesi un dedalo di deviazioni e restringimenti di carreggiata.Il malumore cresce, e in molti chiedono al Comune più attenzione e controlli sulla qualità dei lavori pubblici. Rifare le strisce è un’operazione semplice e di poco costo – ma se il risultato dura meno di una settimana, diventa l’ennesimo simbolo di inefficienza e spreco.Intanto, i pedoni continuano ad attraversare con cautela, tra asfalto sconnesso e segnaletica a brandelli, in attesa che qualcuno – stavolta – faccia un lavoro destinato a durare più di qualche giorno.

Plures Alia ottiene il rating BBB con outlook stabile da Standard & Poor’s Gestione prudente e flussi solidi

Il giudizio colloca l’azienda nella fascia ‘investment grade’. ‘Risultato possibile grazie alla diversificazione dei business’

Standard & Poor’s Global Ratings ha assegnato a Plures Alia il rating ‘BBB’ con outlook stabile. Il giudizio, reso pubblico oggi, colloca Plures Alia nella fascia investment grade e conferma la solidità patrimoniale e la resilienza del suo modello di business.L’assegnazione del rating avviene al termine di un processo di valutazione condotto sulla base di un’analisi approfondita dei principali indicatori economici, industriali e di governance, secondo i criteri di business risk e financial risk adottati da S&P. Il rating ottenuto è il più alto tra le società toscane con rating pubblico e risulta in linea con i valori assegnati alle principali multiutility nazionali del settore ambientale e dei servizi pubblici locali.Secondo Standard & Poor’s, la valutazione riflette la forza del profilo di business di Alia, sostenuto da un sistema regolatorio stabile e prevedibile e da una solida capacità di generare flussi di cassa operativi ricorrenti. L’agenzia sottolinea inoltre la prudenza della politica finanziaria e l’adeguatezza del profilo di liquidità, elementi che contribuiscono a mantenere un outlook stabile nel medio periodo.Il posizionamento di Plures Alia nella categoria ‘investment grade’ consentirà alla multiutility di ampliare le proprie fonti di finanziamento, ridurre significativamente il costo del debito, con un risparmio che sull’attuale esposizione finanziaria è stimabile nell’ordine di euro 7-8 milioni, e agevolare l’esecuzione del proprio piano industriale 2025–2029, che prevede un rilevante programma di investimenti.Lorenzo Perra, presidente di Plures, commenta: ‘Il giudizio assegnato si fonda largamente sulla diversificazione dei business che compongono la multiutility. La varietà dei settori, e non la singola forza di uno in particolare, riduce la volatilità dei rischi e consente il riconoscimento BBB. È un riconoscimento che appartiene a tutta la comunità dei territori serviti e ai nostri soci, che hanno creduto in un disegno di sviluppo condiviso’.Alberto Irace, amministratore delegato di Plures, aggiunge: ‘La valutazione di Standard & Poor’s conferma che la strategia industriale e finanziaria adottata dal gruppo è solida e coerente con le migliori pratiche del settore. Avere un rating ‘investment grade’ significa poter accedere ai mercati del debito con maggiore efficienza e flessibilità, garantendo condizioni migliori per gli investimenti in impianti, innovazione e servizi ai cittadini. È un passo fondamentale nel percorso di crescita di Plures, che rafforza la fiducia dei nostri partner e del sistema finanziario nel progetto multiutility’.Il processo di valutazione del credit rating si è svolto con l’assistenza di Intesa Sanpaolo (Divisione IMI CIB) in qualità di ‘credit rating advisor’ a partire dalla primavera 2025, per concludersi con l’emissione in data 24 ottobre 2025 del rating, oggi reso pubblico, da parte di Standard & Poor’s.

Pioli resta alla Fiorentina, ma contro il Lecce si gioca tutto

Il tecnico viola confermato dalla società: con il Lecce è sfida decisiva per il futuro. Niente dimissioni: 'Mai pensato di lasciare'

Pioli resta alla guida della Fiorentina, ma il futuro è appeso a un filo. Dopo la sconfitta con l’Inter, il club ha scelto di proseguire con il tecnico emiliano, che però si giocherà tutto domenica al Franchi contro il Lecce. Serve vincere, altrimenti il cambio in panchina potrebbe avvenire prima della trasferta contro il Genoa.La fiducia è stata confermata pubblicamente: prima della gara di San Siro il dg Alessandro Ferrari ha ribadito la stima per Pioli, mentre il ds Daniele Pradè – osservato speciale dai tifosi – ha sottolineato come la gara col Lecce sia «vita o morte». Intanto circolano già alcuni nomi per un’eventuale sostituzione: da De Rossi a Mancini, passando per Thiago Motta e Vanoli, ma al momento sono solo voci.Pioli, però, non molla e ribadisce il suo impegno totale: «Non ho mai pensato alle dimissioni. Mi considero parte del problema, ma anche della soluzione. A Firenze sono arrivato con grandi promesse, ora affrontiamo la realtà. Dobbiamo restare uniti». E ancora: «La sfida col Lecce è cruciale, va vinta a tutti i costi. Il calendario non ci ha aiutati, ma serve cambiare mentalità e giocare per la salvezza. Non credo di avere una squadra inconsapevole del momento».

Viale Europa, un addio dietro l’altro: storie di negozi che resistono e serrande che si abbassano

ElenaSoniaConsuelo, Bomber Firenze e altri simboli del quartiere costretti ad abbassare la saracinesca tra affitti alle stelle, cantieri e clienti in fuga

In viale Europa, ogni cartello di chiusura è più di una comunicazione: è un colpo al cuore del quartiere. Non si parla solo di negozi che chiudono, ma di punti di riferimento che spariscono, di volti familiari che svaniscono dietro una saracinesca abbassata per sempre.Negli ultimi mesi, la strada che per anni ha rappresentato il commercio fiorentino di prossimità sta cambiando volto. Il cantiere per la nuova linea tramviaria è attivo, rumoroso, invasivo. I disagi sono già concreti: accessi limitati, parcheggi scomparsi, calo dei clienti. E nel frattempo, l’inflazione sugli affitti e la concorrenza online accelerano la fuga.Il quartiere perde pezzi di sé. Non solo vetrine, ma storie, presenze, abitudini. Il piccolo commercio, quello fatto di relazioni e fiducia, sta scomparendo sotto i colpi della modernità, dell’incertezza e di una pianificazione che, secondo molti, è mancata.Elena, Sonia e Consuelo: “Abbiamo dato tutto. Ma non basta più”Tra le ultime a mollare in ordine di tempo ci sono le titolari dello storico negozio di moda femminile ElenaSoniaConsuelo, un punto fermo del viale per 16 anni.“È stato un viaggio bellissimo, ma adesso ci fermiamo”, si legge in un messaggio diffuso sui loro profili social e affisso alla vetrina del negozio. Non è un addio leggero, ma una scelta obbligata.“Negli ultimi tre mesi abbiamo perso il 40% degli incassi. I cantieri ci hanno tagliato fuori. Le clienti non riescono nemmeno ad avvicinarsi. E l’aumento dell’affitto è stata la mazzata finale”, racconta Consuelo Carotti. “Abbiamo provato a vendere, ma nessuno vuole subentrare con questa situazione.”Testimonianze dal quartiere: “Così muore una comunità”Luciano, 68 anni, ex postino e cliente di zona: “Ogni volta che chiude un negozio, perdiamo un volto familiare. Non era solo fare compere, era una rete di rapporti, un senso di casa. Adesso c’è solo il rumore dei lavori e il deserto.”Marta, 31 anni, si è trasferita in zona da due anni: “Viale Europa mi sembrava un bel compromesso: servita, viva, piena di negozi. Oggi mi sento in un quartiere che si svuota. Le transenne sono ovunque, e la sensazione è che tutto stia scivolando via, in silenzio.”Giorgia, 45 anni, cliente affezionata di Bomber Firenze: “Era il mio negozio di fiducia per i regali di Natale. Mi conoscevano, mi consigliavano. Ora quel negozio è chiuso. E con lui, se ne va un pezzo della mia storia.”Una lista che si allunga: chi ha già chiuso e chi resisteOltre a ElenaSoniaConsuelo, anche Bomber Firenze infatti ha deciso di chiudere dopo 34 anni. “È stato un piacere vestire i vostri momenti speciali”, si leggeva sul cartello che annunciava la liquidazione totale.Prima ancora avevano detto basta Orlandini, aperto dal 1969, Vidocq Sport e l’edicola davanti alla Coop, attiva da 27 anni. Tutti nomi che hanno segnato la quotidianità del quartiere. Una scia di addii che ha lasciato spazi vuoti e cartelli di “affittasi” che nessuno prende.Viale Europa era una zona vivace, costruita intorno alle persone, ai negozianti che conoscevano nome e gusti dei clienti. Oggi quei volti si stanno spegnendo uno alla volta, in silenzio, senza clamore. La tramvia passerà, sì. Ma a che prezzo?Finché non si troverà un modo per accompagnare davvero i commercianti in questa transizione, il rischio è che quando i binari saranno finiti, i negozi saranno finiti da tempo.

Gudmundsson si sveglia con l’Islanda. Ora la Fiorentina aspetta risposte

Dopo un avvio spento in maglia viola, l’attaccante islandese ritrova brillantezza con la Nazionale: San Siro può essere il crocevia della sua stagione

Albert Gudmundsson ha rialzato la testa. Dopo settimane opache con la Fiorentina, l’attaccante islandese ha ritrovato ritmo e incisività con la sua nazionale: due gol contro l’Ucraina e un assist pesante nella sfida contro la Francia, che ha portato al pareggio. Tre lampi che potrebbero segnare una svolta nella sua stagione, finora in chiaroscuro sotto la maglia viola.UN INIZIO IN SALITAL’impatto con la nuova realtà viola non è stato semplice. In cinque presenze tra Serie A e coppe, l’ex Genoa non ha ancora lasciato il segno come ci si attendeva: nessun gol e un solo assist (nel pari contro il Cagliari), a fronte di numeri offensivi decisamente inferiori a quelli a cui aveva abituato in rossoblù. Solo nel preliminare di Conference League contro il Polissya è riuscito a trovare la via del gol, ma troppo poco per parlare di un inizio convincente.Nel sistema di Pioli, che punta su una trequarti mobile e piena di rotazioni, Gudmundsson sembra ancora un corpo estraneo: fatica a trovare continuità nel gioco, resta spesso ai margini dell’azione e perde lucidità nei momenti chiave. La società ha sempre mostrato fiducia – come confermato anche dalle parole del ds Pradè che aveva sottolineato quanto fosse stato forte il volere di tutti nel trattenerlo – ma la scintilla, per ora, non si è accesa.SERVE UNA SVOLTAChe il talento non manchi è evidente. I guizzi mostrati con la maglia dell’Islanda lo confermano: dribbling secco, velocità d’esecuzione, senso del gol. La speranza, per Pioli e per tutta Firenze, è che quelle prestazioni possano rappresentare il preludio a un’inversione di marcia anche in campionato. Il prossimo test, contro il Milan a San Siro, è una vetrina importante: serviranno coraggio, lucidità e, soprattutto, concretezza.Con una Fiorentina in difficoltà nel trovare sbocchi offensivi continui, il contributo di Gudmundsson può fare la differenza. San Siro può diventare il suo trampolino. La Nazionale gli ha restituito fiducia: ora tocca a lui dimostrare di poter essere decisivo anche con la maglia viola. Firenze lo aspetta.

Il peso degli investimenti: una rosa da 92 milioni che non ingrana

Tanti milioni spesi, poche risposte in campo: tra acquisti deludenti e leader smarriti, la Fiorentina fa i conti con un progetto che per ora non decolla

L’estate scorsa a Firenze è stata all’insegna dell’ambizione: 92 milioni spesi per dare a Pioli una squadra competitiva, con l’obiettivo di fare il salto di qualità. E invece, dopo poche giornate, l’investimento rischia di trasformarsi in un boomerang per società e allenatore. Da oltreoceano il presidente Commisso continua a difendere il gruppo dirigente, direttore sportivo Pradè incluso, ma il malcontento è palpabile. L’impressione è che la montagna abbia partorito un topolino.Acquisti che non incidonoIl mercato estivo era stato salutato con entusiasmo, tra elogi degli addetti ai lavori e sogni europei ventilati anche dallo stesso Pioli. Ma alla prova del campo, le aspettative sono rimaste appese. Il problema non sembra legato al sistema di gioco, bensì al rendimento dei singoli: molti dei nuovi arrivi non hanno portato alcun valore aggiunto, e alcuni sembrano persino aver destabilizzato ciò che di buono era stato costruito nella stagione precedente.Piccoli è l’investimento più importante, con 25 milioni più bonus, ma il suo apporto è stato minimo. Anche il centrocampista Sohm, pagato 16 milioni, finora non ha convinto, complici anche alcuni problemi fisici. Tra i riscatti, la situazione non migliora: Gudmundsson e Fagioli, costati quasi 27 milioni in due, dovevano essere colonne tecniche della squadra, ma stanno faticando a trovare continuità. Fagioli era un riscatto obbligatorio, ma questo non cambia la realtà dei fatti.Coesistenze difficili e prestazioni sotto tonoLa convivenza tra Kean e Piccoli in attacco è un nodo che Pioli non ha ancora sciolto. I due faticano a integrarsi, e l’ex Juventus ha mostrato segnali positivi solo quando schierato come unica punta, come contro la Roma. Anche Gosens, riscattato dall’Union Berlino per 7 milioni, non è riuscito a ripetere le prestazioni della scorsa stagione. E poi c’è il caso Lamptey: infortunato, non ha potuto ancora giustificare i 6 milioni investiti.Su Nicolussi Caviglia, riscattabile dal Venezia per 6 milioni in caso di 50% delle presenze stagionali, il giudizio è ancora sospeso. L’unico acquisto che al momento sta dando risposte positive è Fazzini, arrivato dall’Empoli per 10 milioni. Il resto del pacchetto, tra cui Viti (prestito con diritto di riscatto dal Nizza), Kospo per la Primavera, e gli svincolati Dzeko e Lezzerini, ha inciso poco o nulla.Il conto non tornaNel calcio, spendere tanto non garantisce automaticamente risultati, ma è evidente che a fronte di un mercato da quasi 60 milioni in passivo, da questa Fiorentina ci si aspettasse ben altro. I numeri, almeno fino a oggi, parlano chiaro: il progetto ambizioso si è trasformato in una scommessa ad alto rischio. E a pagarne il prezzo, se la situazione non cambia, potrebbero non essere solo i giocatori.

Fiorentina, cresce il malcontento: Pioli resta saldo, ma il crocevia è vicino

Clima rovente attorno alla Fiorentina: la squadra non decolla, il tifo è in fermento, ma la società conferma piena fiducia in Pioli

A Firenze, il termometro del tifo segna febbre alta. Il pareggio senza reti nel derby con il Pisa, pur salvando la squadra da una sconfitta potenzialmente esplosiva, ha lasciato intatta una sensazione di crescente disagio, ormai difficile da ignorare. Lo testimoniano gli umori delle curve: a Pisa, la squadra è stata praticamente respinta dal settore ospiti, invitata a rientrare negli spogliatoi senza il consueto saluto finale. Un gesto che ha il sapore della rottura, più che della protesta occasionale.E non si tratta più di mugugni isolati. Già dopo la gara interna con il Como, fischi e malumori avevano coinvolto anche la dirigenza, con il direttore sportivo Daniele Pradè nel mirino. A rendere più teso il clima, anche l’assenza della Fiesole a Pisa, rimasta a Firenze per protestare contro il caro biglietti. Eppure, dietro le quinte, si mormora che in caso di sconfitta nel derby, alcuni esponenti del tifo organizzato fossero pronti a radunarsi al Viola Park per consegnare alla squadra una simbolica “sveglia”.Il pareggio ha evitato la scintilla, ma la brace resta accesa. E i prossimi 180 minuti saranno decisivi: prima il ritorno europeo contro il Sigma Olomouc, poi la sfida con la Roma in un Franchi che si preannuncia infuocato. Due partite che potranno dire molto non solo sul futuro immediato della squadra, ma anche sul rapporto ormai compromesso tra ambiente e squadra.Nonostante il clima pesante e i risultati ben al di sotto delle aspettative — solo tre punti raccolti in cinque giornate, peggior avvio nell’era dei tre punti — la società fa quadrato attorno a Stefano Pioli. Il tecnico, deluso e arrabbiato quanto il resto dell’ambiente, non è in discussione. Da parte del club, filtrano segnali chiari: avanti insieme, convinti del progetto triennale costruito attorno alla sua esperienza e al valore della rosa, peraltro costata quasi 100 milioni di euro nell’ultima estate.Pioli ha provato a cambiare rotta sul campo, ma finora senza esiti: moduli alternati, rotazioni negli interpreti, esperimenti tattici, ma la squadra appare ancora spaesata. Il pari di Pisa, più per inerzia che per qualità, ha confermato un gruppo in crisi d’identità e sfiduciato nei suoi uomini chiave. Dodo e Gudson hanno deluso, Gosens non è ancora il motorino devastante visto altrove, De Gea non trasmette sicurezza e Kean, terminale offensivo designato, è ancora a secco dopo sette gare ufficiali. Persino veterani come Dzeko sono stati impiegati in ruoli estemporanei, più per disperazione che per strategia.Le difficoltà coinvolgono anche i nuovi acquisti: Sohm e Piccoli, pagati complessivamente oltre 40 milioni, non hanno ancora trovato una collocazione tattica stabile. Fagioli resta ai margini, Comuzzo è scivolato nelle gerarchie, e Nicolussi Caviglia, appena alla seconda da titolare, appare ancora acerbo. Una crisi trasversale che non può più essere archiviata come un semplice passaggio a vuoto.Pioli, però, resta al timone. Il confronto serrato avuto al Viola Park tra staff e squadra ne è la prova: si vuole uscire insieme dalla crisi. Ma la sensazione, sempre più forte, è che la pazienza della piazza sia prossima al limite. Le prossime due partite potrebbero segnare il punto di svolta: o l’inizio di una risalita, o il collasso definitivo di un progetto nato con ambizioni europee e che ora rischia di trasformarsi in un boomerang.Il tempo per invertire la rotta c’è ancora, ma il margine d’errore si è assottigliato. Firenze aspetta risposte, sul campo e non solo.

La truffa delle finte multe arriva a Firenze: era già successa a Pisa, Napoli e nel Catanese

Finti verbali con QR code ingannevoli e dati falsi: come proteggersi da una truffa sempre più diffusa

Dopo aver fatto tappa in città come Pisa, Napoli e nel Catanese, la truffa delle finte multe lasciate sui parabrezza è arrivata anche a Firenze. A confermarlo è stato direttamente il Comune, che nei giorni scorsi ha pubblicato un comunicato ufficiale per mettere in guardia i cittadini.La segnalazione è partita da decine di automobilisti che hanno trovato sul parabrezza un presunto verbale per infrazione al Codice della Strada, completo di ogni dettaglio: numero del verbale, articolo violato, targa, firma e QR code per il pagamento. Peccato che si tratti di documenti falsi, creati ad arte per estorcere denaro a chi, fidandosi dell’aspetto ufficiale, effettua il pagamento senza ulteriori verifiche.Il trucco: tutto sembra vero, ma non lo èIl Comune di Firenze è stato chiaro: nessuno di questi falsi verbali è stato emesso dalla Polizia Municipale. Sono tentativi di truffa che imitano in modo sempre più sofisticato l’aspetto dei veri preavvisi di contravvenzione.Eppure, qualche dettaglio per riconoscerli c’è: nel falso, ad esempio, il formato dei numeri è diverso (più grande), il QR code rimanda a siti non ufficiali, e la multa “scontata” viene indicata con scadenza a 15 giorni, mentre in realtà sono solo 5. Anche la violazione riportata non sempre corrisponde all’articolo di legge indicato.In alcuni casi, la firma del presunto verbalizzante è autografa e difficilmente riconducibile a un agente reale. Ma soprattutto, la grafica generale non rispecchia quella in uso nei verbali originali del Comune, dove non compare il giglio, bensì la dicitura "Corpo Polizia Municipale – Comune di Firenze", accompagnata da QR code ufficiali che rimandano alla piattaforma PagoPA, mai a siti esterni.Non è la prima città a essere colpitaFirenze non è un caso isolato. Episodi simili sono stati segnalati a Pisa, dove i falsi verbali comparsi in centro riportavano il logo del Comune ma mancavano di targa, via e altri elementi essenziali. Anche lì i QR code puntavano a pagine amatoriali, piene di errori ortografici.Stesso copione nel Catanese, con notifiche farlocche intestate a un inesistente "Land Salzburg", e a Napoli, dove la Polizia Locale ha smentito l’autenticità di diversi verbali apparsi sulle auto in sosta, spiegando che si trattava di moduli contraffatti con indicazioni di pagamento false.Il consiglio? Fermarsi e controllareIl Comune di Firenze, insieme alle associazioni dei consumatori come Codacons e Aeci, invita chiunque riceva una multa sospetta a non usare i contatti riportati sul foglio e a rivolgersi direttamente alla Polizia Municipale o agli sportelli ufficiali del Comune. In alternativa, si può fare una verifica tramite l'app IO o il portale PagoPA, dove è possibile risalire alle sanzioni effettivamente emesse.5 segnali per riconoscere una multa falsaQR code sospetto: se non rimanda a PagoPA, è molto probabile che sia falso.Errori di battitura: parole sbagliate o sintassi troppo schematica sono un campanello d’allarme.Dati incompleti o incoerenti: mancano la targa, il modello del veicolo, la via o l’orario.Logo e intestazione errati: il vero verbale a Firenze non ha il giglio, ma la dicitura “Corpo Polizia Municipale – Comune di Firenze”.Scadenze e importi strani: attenzione ai 15 giorni per il pagamento scontato (devono essere 5) e al formato dei caratteri, spesso più grandi nei falsi.In caso di dubbio, è sempre meglio fermarsi e chiedere conferma. Una verifica può evitare una truffa.

Pioli, serve una svolta: la Fiorentina delude e il Franchi resta un cantiere

Contro il Napoli crollo fisico e mentale: difesa fragile, attacco sterile e nessun gol dagli attaccanti in tre giornate

All’ingresso al Franchi, molti tifosi si aspettavano un colpo d’occhio diverso, convinti che i lavori di ristrutturazione fossero già a uno stadio più avanzato. La stessa delusione è riaffiorata dopo Fiorentina-Napoli, chiusa sul 3-1 per gli azzurri: un match che ha avuto un padrone chiaro fino a quando la squadra di Conte ha deciso di accelerare, salvo poi gestire senza affanni nella fase finale.L’esordio casalingo dei viola, soprattutto dopo le dichiarazioni estive, avrebbe dovuto mostrare ben altro volto, soprattutto al primo vero confronto con una big del campionato. Invece, per oltre un’ora, la Fiorentina è apparsa svuotata: fragile dietro, senza idee in mezzo e sterile davanti.Il reparto arretrato è stato ancora una volta il punto debole. Comuzzo non sembra mentalmente pronto a caricarsi addosso questa maglia, Pongracic ha dato la sensazione di essere un corpo estraneo. Ma nemmeno la mediana ha offerto solidità, e in avanti l’incisività è rimasta pressoché nulla.Il dato più sorprendente? Kean e Dzeko hanno trovato la via del gol con le rispettive nazionali, mentre in tre giornate nessun attaccante viola ha ancora segnato in Serie A. Un dettaglio che, seppur casuale, racconta bene la serata storta contro il Napoli: una batosta inattesa che però deve far riflettere e riportare la squadra alla realtà.Adesso la palla passa a Pioli, chiamato a dare struttura e identità a un gruppo che sembra ancora confuso e troppo legato a vecchi schemi. L’allenatore dovrà diventare il vero valore aggiunto di questa Fiorentina, trasmettendo idee e carattere. Perdere con una corazzata come il Napoli è comprensibile, ma farlo senza lottare e regalando due reti per disattenzioni difensive brucia molto di più.Il centrocampo chiede un faro e, al momento, l’unico nome spendibile resta Nicolussi Caviglia, in attesa che anche Fagioli ritrovi la condizione. Troppi giocatori non rendono come dovrebbero, e il tempo per trovare soluzioni è poco, perché il calendario non farà sconti.La stagione è lunga e nulla è compromesso, ma il segnale che arriva da questo avvio è inequivocabile: così la Fiorentina non può andare lontano.

Bove ringrazia la Fiorentina: 'Sei stata due volte rinascita'

Il classe 2002 saluta società, tifosi e Firenze: 'Mi piace pensare che la nostra storia non finisca qui'

“Cara ACF Fiorentina…”. Così si apre il messaggio che Edoardo Bove ha voluto dedicare alla Fiorentina. Il centrocampista classe 2002, attraverso i propri profili social, ha scelto di salutare il club viola al termine della sua esperienza. Ora è tornato a vestire i colori della Roma, società che continua a seguirlo da vicino, ma il suo legame con la Toscana resterà profondo."Ti ringrazio dal profondo del cuore. Mi sei stata vicina nel momento più difficile della mia vita e questo non lo dimenticherò mai. Ci abbiamo provato in tutti i modi… Mi piace pensare però, che la nostra storia insieme non finisca qui!”. Queste le prime righe della lettera, rivolte alla Fiorentina. Subito dopo, il centrocampista ha esteso il suo pensiero a tifosi e cittadini."Cari Fiorentini, in così poco tempo, siete riusciti ad occupare un posto speciale nel mio cuore. Porterò sempre con me il vostro amore incondizionato. Il nostro spirito guerriero mai sarà domato!".Nella giornata di ieri, 11 settembre, Bove è passato dal Viola Park per salutare compagni e staff. Infine, le sue parole si sono concentrate sulla città che lo ha accolto: "Cara Firenze, sono arrivato in un momento di debolezza e mi hai fatto subito sentire a casa. Poi sono caduto, e mi hai dato la forza di Rialzarmi. Te ne sarò per sempre grato! Firenze sei stata due volte Rinascita".Un addio che porta con sé riconoscenza, affetto e la speranza di un futuro ancora intrecciato con i colori viola.

Il Porcellino assediato: Firenze non può tollerare questo scandalo

Ogni giorno decine di monete sottratte alla beneficenza: la storica fontana diventa simbolo di degrado e indifferenza

C’è un luogo a Firenze che, più di altri, racchiude la magia della tradizione popolare e l’incanto della superstizione turistica: la Fontana del Porcellino, sotto la Loggia del Mercato Nuovo. Qui, ogni giorno, migliaia di visitatori si fermano per accarezzare il muso lucido del cinghiale di bronzo e lanciare una monetina, affidando al caso la speranza di un ritorno in città. Un rito antico, un gesto di buon auspicio che negli anni è diventato parte dell’identità fiorentina. Ma soprattutto, un atto che non ha solo valore simbolico: le monete raccolte servono a sostenere l’Opera della Madonnina del Grappa, storica realtà benefica che da sempre aiuta i bambini in difficoltà.Eppure, questo piccolo miracolo di tradizione e solidarietà è da tempo sotto assedio. Accanto al Porcellino, giorno e notte, ci sono individui che non esitano ad appropriarsi delle monete lasciate dai turisti. Li si vede chini sulla grata, pronti a infilare mani, pinze, calamite o qualsiasi arnese utile per tirare fuori gli spiccioli. Lo spettacolo è indegno, e ciò che dovrebbe essere un simbolo di fortuna e generosità si trasforma in un triste teatrino di furbizia e degrado.Residenti e commercianti della zona lo denunciano da anni. “Passo di qui ogni giorno e vedo sempre le stesse persone che frugano nella fontana” – racconta un abitante –. “È una vergogna, perché quei soldi sono destinati a chi ne ha davvero bisogno, non a chi vive di espedienti sotto gli occhi di tutti.” A condividere questa frustrazione sono anche i turisti, che spesso assistono attoniti alla scena subito dopo aver lanciato la loro monetina. Non c’è nulla di più svilente che vedere un gesto di fiducia trasformarsi in un furto banale.E non si tratta di episodi isolati. Negli ultimi anni più volte le cronache hanno raccontato di persone sorprese in flagranza dalla polizia. Interventi ce ne sono stati, denunce anche, ma il problema non è mai stato risolto. Al contrario, col passare del tempo si è trasformato in un’abitudine consolidata, tanto che i social sono pieni di video che immortalano la scena: qualcuno accarezza il muso del Porcellino, getta la moneta e, neanche il tempo di girarsi, ecco una mano che già la raccoglie dal fondo della vasca. Immagini che fanno il giro del web e che danno di Firenze un volto ben diverso da quello che la città merita.Questo spettacolo quotidiano non colpisce solo l’occhio del turista, ma intacca profondamente l’immagine stessa di Firenze. Una città che si presenta al mondo come capitale d’arte, di civiltà e di ospitalità non può permettersi di tollerare una simile scena di degrado. Qui non si parla soltanto di monetine rubate, ma di un gesto tradito: quello dei visitatori che affidano un pensiero a un simbolo secolare e di un’opera di beneficenza privata del suo sostegno.È per questo che l’appello al Comune non può più essere rimandato. Servono controlli più frequenti, soprattutto nelle ore serali e notturne. Serve una presenza più costante della polizia municipale in piazza del Mercato Nuovo. Serve un’azione decisa per restituire dignità a un luogo che dovrebbe raccontare il lato migliore della città.Perché in gioco non ci sono soltanto pochi euro sottratti con destrezza, ma l’immagine di una Firenze che agli occhi del mondo rischia di apparire complice della propria incuria.Il Porcellino merita rispetto. I turisti meritano rispetto. E soprattutto lo meritano i bambini e le famiglie che da quelle monetine ricevono un aiuto concreto.Il furto delle monete della Fontana del Porcellino non è un episodio folkloristico, ma un vero e proprio scandalo civico. Firenze deve dirlo chiaramente: basta.

Pioli: “Kean sta lavorando molto. Tra qualche mese capiremo le nostre ambizioni”

Il tecnico della Fiorentina elogia l’impegno di Moise Kean e invita alla calma: servirà tempo per valutare il vero potenziale della squadra

Nel corso di un’intervista concessa a Sportmediaset, il tecnico della Fiorentina, Stefano Pioli, ha parlato del suo ritorno nel capoluogo toscano, commentando l’accoglienza ricevuta, l’avvio di stagione e la crescita di Moise Kean: “Sto vivendo questa nuova avventura con grande entusiasmo ed energia. Ho percepito tanto calore nei miei confronti, e questo mi spinge a dare il massimo. Moise si sta impegnando molto, stiamo lavorando su alcuni aspetti specifici per metterlo nelle condizioni di avere più opportunità. Siamo ancora alle battute iniziali, dobbiamo proseguire su questa strada, concentrandoci su ogni singola partita. Solo tra qualche mese potremo avere un’idea più chiara delle nostre reali ambizioni“.

Ufficiali anticipi e posticipi fino alla 12ª giornata: il calendario completo della Fiorentina

La Lega Serie A ha definito date e orari: tra le sfide più attese Roma, Milan, Inter e Juventus, tutte da segnare in agenda

La Lega Serie A ha reso noto il calendario di anticipi e posticipi fino alla 12ª giornata, e per i tifosi della Fiorentina è arrivato il momento di segnare le date chiave della stagione. Le prossime settimane vedranno i viola impegnati in una serie di match di alto livello, tra cui spiccano gli scontri contro Roma, Milan, Inter e Juventus.Ecco il programma completo dei prossimi impegni della Fiorentina:21 settembre (domenica), ore 18:00 – Fiorentina vs Como (DAZN/SKY)28 settembre (domenica), ore 15:00 – Pisa vs Fiorentina (DAZN)5 ottobre (domenica), ore 15:00 – Fiorentina vs Roma (DAZN)19 ottobre (domenica), ore 20:45 – Milan vs Fiorentina (DAZN)26 ottobre (domenica), ore 18:00 – Fiorentina vs Bologna (DAZN/SKY)29 ottobre (mercoledì), ore 20:45 – Inter vs Fiorentina (DAZN/SKY)2 novembre (domenica), ore 15:00 – Fiorentina vs Lecce (DAZN)9 novembre (domenica), ore 15:00 – Genoa vs Fiorentina (DAZN)22 novembre (sabato), ore 18:00 – Fiorentina vs Juventus (DAZN)

Fiorentina, mercato verso lo sprint finale: priorità all’attacco, poi difesa ed esterno destro

Pioli vuole rinforzi di qualità: Ioannidis resta l’obiettivo, ma si valuta anche il mercato estero

La Fiorentina si prepara alle ultime tre settimane di mercato con un obiettivo chiaro: completare la rosa con un attaccante, un difensore e un esterno destro, in quest’ordine di priorità, senza escludere un centrocampista in caso di cessioni. Stefano Pioli ha ribadito che i nuovi innesti dovranno alzare il livello tecnico e portare esperienza internazionale.Il primo nome in lista per l’attacco è Fotis Ioannidis del Panathinaikos, classe 2000, valutato 30 milioni. La strategia viola è attendere il momento giusto per formulare un’offerta sostenibile. Alternative: Cristian Shpendi (Cesena), profilo giovane e promettente, e lo svedese Harder dello Sporting Lisbona, che potrebbe liberarsi ad agosto a costi contenuti.In difesa, serve un vice Comuzzo: sfumato Itakura (ora all’Ajax), l’obiettivo resta un centrale rapido e con esperienza. Sulla fascia destra, il futuro di Fortini è incerto: se partirà in prestito, si cercherà un sostituto affidabile, con nomi come Zortea (Cagliari) e Zanoli (Napoli, verso Bologna) nel mirino.A centrocampo non sono previsti arrivi, a meno di cessioni come quella possibile di Mandragora, che aprirebbe la strada a un nuovo acquisto.

Gosens: “Mi sento un leader e voglio aiutare giovani e nuovi arrivati. Il livello sta salendo”

Il laterale viola parla di ritiro, ruolo da leader e arrivo di Pioli: “Gruppo carico, vogliamo alzare l’asticella e farci trovare pronti per la Conference”

L’esterno della Fiorentina, Robin Gosens, ha parlato ai microfoni di Radio Bruno direttamente dall’Inghilterra, alla vigilia della sfida di domani contro il Manchester United. Ecco le sue considerazioni su ritiro e match: “Non vedo l’ora di scendere in campo domani all’Old Trafford. È uno stadio che mi manca ancora, nonostante abbia avuto la fortuna di giocare in tanti impianti splendidi. Sarà un test importante per capire a che punto siamo e per dare un segnale a noi stessi: dobbiamo dimostrare di poter competere anche contro squadre del calibro dello United”.Sul ritiro, Gosens ha raccontato: “Sta procedendo bene, tra di noi si è creato un ottimo rapporto. Penso che sia proprio ciò che un allenatore desidera: senza la famiglia vicino, passiamo molto tempo insieme, parliamo e ci conosciamo meglio, anche con conversazioni più profonde. Qui abbiamo lavorato bene e domani cercheremo di alzare ulteriormente l’asticella, prima dell’ultima fase della preparazione”.Riguardo al suo ruolo nello spogliatoio: “Quando ero giovane avrei voluto ricevere un messaggio come quello che ho mandato a Fazzini. Ora che ho più esperienza, sento una responsabilità diversa. L’ho fatto anche con Mattia Viti: sono piccoli gesti che possono fare la differenza. Mi considero un leader, ma in modo spontaneo, perché lo sento dentro. Sono felice che venga percepito così”.Sull’arrivo di Pioli: “Ci troviamo bene con lui, anche se ha idee differenti rispetto a Palladino. La base resta la difesa a tre, un modulo in cui mi esprimo al meglio. Pioli ci lascia forse un po’ più di libertà, ma stiamo lavorando tanto sulla fase difensiva perché vogliamo difendere a uomo. Stiamo alzando il livello, anche se non siamo ancora al massimo. Guardando le partite dopo, ci accorgiamo degli errori, ma vedo il gruppo carico e pronto a fare una grande stagione".Parlando del compagno Dodo: “Stiamo dialogando molto. È un giocatore che interpreta il ruolo in modo eccezionale, ma stiamo lavorando con il mister per farlo arrivare di più in zona gol. Serve essere nel posto giusto al momento giusto e stiamo curando gli inserimenti. Se posso aiutarlo, lo faccio sempre volentieri”.Sul playoff di Conference League: “L’anno scorso arrivai il giorno dopo il passaggio del turno. Sono partite difficili perché si incontrano squadre già più avanti nella preparazione. Noi ci faremo trovare pronti: teniamo molto alla Conference e dobbiamo preparare queste gare alla perfezione”.

Mandragora in bilico: futuro incerto alla Fiorentina, distanza sull’ingaggio

Dopo la sua miglior stagione, il centrocampista rischia l’addio: c’è un gap economico e possibili offerte da 7-8 milioni

Rolando Mandragora, reduce dalla stagione più brillante della sua carriera, potrebbe lasciare la Fiorentina. Nonostante fosse considerato un punto fermo per il nuovo ciclo viola, il futuro del centrocampista è ora in bilico. La partenza di Palladino, l’allenatore che più lo aveva valorizzato, e il contratto in scadenza nel 2026, complicano il quadro.Nei mesi scorsi c’era stato un tentativo del Betis, respinto. Poi il silenzio della dirigenza viola, seguito solo di recente dai primi contatti per il rinnovo. Tuttavia, le parti sono distanti: la Fiorentina propone un biennale con opzione per il 2029, leggermente migliorativo rispetto all’attuale contratto da 1,5 milioni netti. Mandragora, forte del rendimento dell’ultima stagione, chiede oltre 2 milioni. Il divario salariale è attorno ai 500mila euro e colmarlo sembra tutt’altro che semplice.Nessun incontro imminente è previsto, mentre dal fronte Mandragora emergono i primi segnali di malcontento. Il giocatore si sente legato a Firenze, ma l’arrivo di Sohm, il riscatto di Fagioli e la probabile virata tattica verso un centrocampo a due potrebbero ridurne lo spazio. Inoltre, nel ritiro estivo, non si è ancora allenato con la squadra per problemi fisici non meglio specificati.In questo contesto, un’offerta da 7-8 milioni sarebbe presa seriamente in considerazione dalla società. In caso di addio, la Fiorentina punterebbe su Hans Nicolussi Caviglia, in uscita dal Venezia.

Fiorentina-Nottingham Forest, test di prestigio con l’11 titolare: spazio al tridente pesante

Alle 20:45 amichevole al City Ground: Pioli lancia De Gea e Fagioli, in attacco Kean-Dzeko-Gudmundsson

Questa sera alle 20:45 al City Ground di Nottingham, la Fiorentina affronta il Nottingham Forest in un’amichevole di livello che potrebbe segnare una svolta nella preparazione estiva dei viola. Dopo il 2-0 subito dal Leicester, Stefano Pioli è pronto a puntare sull’11 titolare, dando così un primo assaggio della squadra che vedremo a inizio stagione.Tra i pali esordirà De Gea, mentre in difesa ci saranno Comuzzo, Pongracic e Ranieri. Sulle fasce agiranno Dodô e Gosens, con Ndour e Fagioli in mediana. In avanti, spazio al tridente pesante con Gudmundsson e Dzeko alle spalle di Kean, una soluzione offensiva che Pioli vuole testare con attenzione per aumentare concretezza sotto porta.Il tecnico viola si aspetta una maggiore solidità difensiva e fluidità di gioco a centrocampo, elementi mancati contro il Leicester. La sfida sarà anche l’occasione per vedere all’opera Nikola Milenkovic, ex capitano della Fiorentina oggi al Nottingham, che sarà uno dei protagonisti più attesi della serata.Dall’altra parte, il Nottingham Forest di Nuno Espírito Santo è ancora alla ricerca della prima vittoria in pre-season, con tre pareggi, due sconfitte e ben quattro gare senza segnare. Il debutto in Premier League è fissato per il 17 agosto, e anche per gli inglesi il match rappresenta un test importante. In tribuna, oltre al dg Ferrari, potrebbe esserci anche Simon Sohm, nuovo acquisto viola.Per Pioli, questa è una tappa chiave per definire gerarchie e assetti tattici in vista dell’inizio ufficiale della stagione.

Firenze saluta Celeste Pin: l’ultimo abbraccio al difensore viola

L’addio commosso di Firenze a Celeste Pin, storico difensore viola: in chiesa tifosi, amici e campioni del calcio italiano

Una folla commossa ha riempito la basilica della Santissima Annunziata per l’ultimo saluto a Celeste Pin, ex difensore della Fiorentina degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta, trovato senza vita nella sua abitazione lo scorso 22 luglio. Un dolore improvviso, che ha colpito Firenze come un fulmine a ciel sereno. Pin, originario del Veneto, aveva scelto Firenze come casa e cuore. E Firenze oggi ha risposto con una presenza forte, calda, affettuosa. Fiori, striscioni, lacrime. Sull’altare, una cascata di viola. Sulla bara, la sciarpa della Fiorentina, quella che non aveva mai smesso di amare. In tanti, tantissimi, hanno voluto esserci. Gente comune e grandi nomi del calcio viola: Giancarlo Antognoni, Giovanni Galli, Alberto Di Chiara, Moreno Roggi, Gianmatteo Mareggini, Alberto Malusci, Roberto Galbiati. Presente anche una delegazione ufficiale della Fiorentina con il direttore generale Alessandro Ferrari e il direttore sportivo Daniele Pradè. Celeste Pin aveva continuato a vivere il calcio da vicino anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, dedicandosi ai giovani e ricoprendo ruoli dirigenziali in diverse squadre toscane. Un impegno discreto ma costante, sempre nel solco della sua grande passione per questo sport. La chiesa era gremita, carica di silenzio e memoria. I ricordi si rincorrevano tra chi lo aveva visto giocare, tra chi lo aveva conosciuto fuori dal campo, tra chi lo aveva semplicemente incrociato a Firenze, dove era diventato una presenza familiare. Oggi Firenze ha perso un pezzo della sua storia calcistica. Ma l’affetto che si è visto alla SS. Annunziata dice che Celeste Pin, per questa città, resterà sempre un uomo di casa.

Tre carte e zero regole: la truffa resiste in barba ai divieti del Comune

Nonostante ordinanze e sanzioni, il gioco delle tre carte continua a ingannare turisti nel pieno centro di Firenze

Chi vive o lavora nel centro di Firenze lo sa bene: il gioco delle tre carte non è mai sparito. Anzi, resiste. Invisibile per chi dovrebbe fermarlo, ma ben visibile a chi passa ogni giorno in piazza Duomo, via Calzaioli o intorno al mercato di San Lorenzo. I truffatori sono lì, in pieno giorno, in mezzo ai turisti. E il meccanismo è sempre lo stesso.Un uomo mescola rapidamente tre carte su un cartone. Due complici fanno finta di vincere. Un passante si convince di poterci riuscire anche lui. Punta. Perde. I truffatori spariscono in un attimo. Quando la situazione si calma, tornano. È una truffa ciclica, organizzata, a tratti quasi rituale. Eppure siamo nel 2025.Su Firenzedintorni.it ne abbiamo parlato più volte, documentando casi, raccogliendo testimonianze, raccontando l'esasperazione dei commercianti e l'incredulità dei visitatori. Ogni volta la stessa domanda: com’è possibile che questa truffa da quattro soldi sia ancora parte della quotidianità del centro storico fiorentino?Le istituzioni non sono rimaste a guardare. A inizio anno, Palazzo Vecchio ha rinnovato il divieto per giochi d’azzardo di questo tipo su tutto il territorio comunale. L’ordinanza vieta non solo l’organizzazione, ma anche la partecipazione fittizia e la collaborazione in qualsiasi forma. Sanzione prevista: 400 euro.La sindaca Sara Funaro ha promesso tolleranza zero, lodando il lavoro delle pattuglie della Municipale. E alcuni risultati sono arrivati: decine di sanzioni, denunce, sequestri. Ma il punto è che non basta. Perché il gioco continua, con disarmante regolarità.Secondo Federconsumatori Toscana, il fenomeno potrebbe avere legami con ambienti criminali strutturati. Non sorprende: ci sono movimenti sincronizzati, ruoli precisi, e una capacità logistica che va oltre l’improvvisazione.L’ex sindaco Nardella, lo scorso anno, aveva tentato un’azione esemplare fermando personalmente uno di questi “spettacoli”. Ma anche quel gesto – per quanto forte – non ha messo fine al problema.Il fatto che nel 2025 ci siano ancora bande che truffano turisti con tre pezzi di cartone e due complici in scena è un paradosso che Firenze non può più ignorare. Non è solo una truffa: è un’offesa alla città, alla sua reputazione e a chi ogni giorno cerca di lavorare onestamente in mezzo a un turismo sempre più esposto a questo tipo di inganni.Serve più controllo. Ma soprattutto serve la volontà concreta di chiudere il sipario su una truffa che va avanti da troppo tempo, sotto gli occhi di tutti.

Campo di Marte, transenne abbandonate all'ingresso del giardino. I residenti: “Tra stadio e incuria, siamo circondati dai cantieri”

Davanti al giardino pubblico da quasi un anno stazionano transenne e segnali di pericolo. Tra i disagi del cantiere dello stadio Franchi e il degrado, i cittadini denunciano l’inerzia delle istituzioni

All’ingresso del giardino pubblico di Campo di Marte, a pochi passi dal fontanello d’acqua, da quasi un anno stazionano transenne metalliche e segnali di pericolo. Delimitano una piccola area di terreno dissestato, dove alcune pietre divelte hanno reso instabile il passaggio. Nulla di nuovo, se non fosse che da mesi nessuno è intervenuto per sistemare la situazione.L’area transennata non si trova all’interno del giardino, ma proprio davanti, nel punto di accesso più frequentato da famiglie, anziani e ragazzi. Una sorta di benvenuto all’incuria, che stride ancora di più in una zona già messa a dura prova da lavori ben più invasivi.Il riferimento è ai cantieri per la ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi, distante solo poche decine di metri. Polvere, deviazioni, rumore e restringimenti stanno trasformando il quartiere in un labirinto poco vivibile. E il giardino, uno degli ultimi spazi di respiro, ora si presenta con un altro ostacolo fisso davanti all’ingresso.«Ogni volta che passo mi domando quanto ci voglia a sistemare quattro pietre. Qui non si vede nessuno da mesi», racconta Elisa T., residente in zona e madre di due bambini piccoli. «Ci siamo rivolti anche al Quartiere, ma non è cambiato nulla».Francesco M., pensionato che ogni mattina passeggia lungo viale Malta, è diretto: «Firenze è un cantiere continuo. Ma almeno le cose semplici sistematele. Tra lo stadio e queste transenne dimenticate, sembra che il quartiere sia stato abbandonato».Il rischio, temono i residenti, è che anche questa piccola criticità venga inghiottita nel rumore di fondo delle grandi opere. Intanto, la recinzione resta lì, come una cartolina dell'inefficienza.

Dodo e la Fiorentina, da addio imminente a nuova linfa: il clima è cambiato

Dal rischio addio alla prospettiva di un nuovo contratto: Dodo ritrova il sorriso e la Fiorentina pensa al rinnovo

Nel mondo del calcio, le situazioni possono ribaltarsi nel giro di poche settimane, specialmente quando si parla di mercato. E il caso di Dodo non fa eccezione. Dopo settimane in cui il suo futuro sembrava lontano da Firenze, l’atmosfera attorno al laterale brasiliano è completamente mutata. Fin dai primi giorni del ritiro, Dodo è tornato a mostrare il suo solito sorriso, coinvolgente e solare, scherzando davanti ai tifosi durante il Viola Carpet, dove ha raccontato ironicamente di aver trascorso le vacanze a spese dell’amico Moise Kean. Un gesto semplice, ma significativo, che ha riacceso l’entusiasmo intorno alla sua figura.Il tira e molla del rinnovoAppena un mese fa, tutto lasciava presagire una separazione imminente. L’ipotesi di un addio era più concreta che mai, complici le voci di mercato e l’assenza di segnali positivi sul fronte contrattuale. Ma l'assenza di offerte soddisfacenti per la Fiorentina e il nuovo corso tecnico con Stefano Pioli in panchina hanno cambiato le carte in tavola. Quella che sembrava una situazione ormai compromessa si è trasformata in una rinnovata apertura, fino a sfociare in nuovi contatti per un possibile prolungamento del contratto. Un’altalena emotiva che ha visto Dodo passare, nel giro di pochi mesi, dalla quasi firma in inverno, alla freddezza di fine stagione, fino alla ritrovata armonia di oggi.Pioli lo vuole, la società ci pensaLa volontà della società viola è ora quella di riaprire il dialogo con l’entourage del giocatore, accantonando le recenti tensioni. E la spinta arriva anche dalla panchina: Pioli considera Dodo una pedina fondamentale per il suo progetto tecnico. Un eventuale rinnovo potrebbe toccare cifre superiori ai 2,5 milioni a stagione, ma l’investimento viene visto in ottica strategica. Il nuovo corso ha riportato entusiasmo e ambizione, e per Dodo reinserirsi in questo contesto è stato naturale.Radici fiorentine e stabilitàC’è poi un altro elemento, personale ma non meno rilevante, che spinge verso la permanenza: la recente nascita di Aurora, la secondogenita di Dodo, fiorentina come il fratellino. Un dettaglio che rafforza il legame con la città e rende più plausibile una scelta di stabilità per il futuro. Per la Fiorentina, confermare il brasiliano significherebbe aggiungere un’altra certezza al mosaico costruito in questa prima parte d’estate. Un segnale forte, in vista di un agosto che la squadra viola affronterà con una serenità rara e preziosa, elemento chiave per inaugurare con slancio l’era Pioli, con obiettivi sempre più alti all’orizzonte.

Fiorentina, Simon Sohm è il nome caldo per la mediana: trattativa in corso col Parma

Il centrocampista svizzero è l’obiettivo più concreto per la Fiorentina: valutazione alta del Parma, ma margini per trattare. Restano più complicate le piste Kessie, Asllani e Larsson

La Fiorentina continua a cercare rinforzi per il centrocampo, e il profilo più concreto al momento è quello di Simon Sohm, classe 2001 del Parma. Il club viola considera lo svizzero il target più accessibile, a fronte di alternative più complesse sul piano economico.Il Parma parte da una valutazione superiore ai 15 milioni, mentre l’offerta gigliata non dovrebbe superare i 10-12 milioni. Una distanza che va colmata, ma con margini di trattativa: il giocatore è in uscita e la Fiorentina, consapevole di questo, non ha fretta.Restano sullo sfondo i nomi di Kessie, Asllani e Larsson, operazioni che però si scontrano con ostacoli di natura economica. In particolare, Kessie percepisce un ingaggio molto alto in Arabia Saudita, e anche con una riduzione sarebbe un’operazione difficile da sostenere.Per ora, la pista più calda resta quella che porta a Sohm, considerato il rinforzo ideale per il centrocampo di Palladino.

Kospo alla Fiorentina: il difensore svizzero lascia il Barcellona e rinforza la Primavera viola

Il classe 2007 arriva per circa 500mila euro: giocherà in Youth League ma resta nel radar della prima squadra

Eman Kospo, difensore centrale svizzero classe 2007, è pronto a vestire la maglia della Fiorentina. Il giovane talento arriverà a Firenze nelle prossime ore dopo la scadenza del contratto con il Barcellona, che ha comunque mantenuto un interesse economico sul suo futuro: i viola pagheranno circa mezzo milione di euro per il trasferimento, mentre i blaugrana conserveranno una percentuale tra il 15% e il 20% su una futura rivendita.Kospo si unirà inizialmente alla Primavera di Daniele Galloppa, che disputerà la prossima Youth League, competizione che il difensore ha vinto nell’ultima edizione con il Barça Atlètic. Il suo contributo fu importante, con nove presenze da titolare e minutaggio pieno nelle gare decisive, segno di affidabilità e maturità tattica.Il Barcellona, tuttavia, ha scelto di non includerlo nella rosa per la preparazione estiva della prima squadra, anche per via dell’overbooking di difensori centrali a disposizione di Flick. Kospo, da parte sua, non era disposto a proseguire con la squadra B in Segunda RFEF, preferendo un progetto più competitivo come quello offerto dalla Fiorentina.Il centrale elvetico – che possiede anche passaporto bosniaco – sarà un elemento chiave per la formazione giovanile ma verrà monitorato anche in ottica prima squadra, pronto a inserirsi nel gruppo di Pioli in caso di necessità. La Fiorentina, infatti, lo considera un investimento a lungo termine, con margini di crescita importanti e già inserito nel giro delle nazionali giovanili svizzere.

Moise Kean e la clausola rescissoria: attesa a Firenze per la mezzanotte del 15 luglio

La Fiorentina resta ottimista sulla permanenza dell’attaccante, nonostante l'interesse di top club e l'ingaggio monstre offerto dall'Arabia Saudita

Firenze si prepara a un’estate bollente anche sul fronte mercato. Nella notte tra il 15 e il 16 luglio, in città potrebbe scattare una sorta di “secondo Capodanno”: è questa, infatti, la data chiave in cui scade la clausola rescissoria di Moise Kean, fissata a 52 milioni di euro da pagare in un’unica soluzione. Un passaggio decisivo per il futuro dell’attaccante classe 2000, reduce da una stagione da 25 gol.Nonostante l’incognita sul suo futuro, l’ex Juventus non ha mai espresso il desiderio di lasciare Firenze. Anzi, chi lo conosce assicura che nella città toscana abbia ritrovato serenità e fiducia, grazie anche al ruolo centrale che la Fiorentina gli ha garantito. Proprio per questo, il club viola guarda alle prossime settimane con moderato ottimismo.Sia la società che il giocatore vogliono definire la situazione entro il termine della clausola. Dopo il 15 luglio, la possibilità che Kean lasci la Fiorentina diminuirebbe notevolmente, anche se non è esclusa del tutto. In ogni caso, il giocatore ascolterà eventuali offerte che arriveranno nei prossimi giorni.Il talento di Kean ha attirato l’interesse di molti club, ma la clausola da 52 milioni limita il numero dei potenziali acquirenti. In Italia, solo il Napoli sembrerebbe in grado di sostenerne l’acquisto, ma resta forte su Lukaku. Dunque, la Premier League appare l’ipotesi più concreta: Manchester United e Arsenal, impegnati su altri obiettivi (Gyokeres e Sesko), hanno comunque effettuato sondaggi preliminari per Kean.C'è poi l’offerta stratosferica dell’Al-Qadsiah, che propone un ingaggio da 15 milioni a stagione, ma il giocatore sembra intenzionato a rimanere in Europa per giocarsi le sue carte in vista del prossimo Mondiale.

La carrozzina elettrica si blocca sotto il sole: due ore di incubo nell’indifferenza generale

Nel cuore di Firenze, in via Alamanni, Marco Becattini è rimasto fermo per oltre due ore sotto il sole cocente, con la sua carrozzina elettrica in panne

Era il primo pomeriggio del 24 giugno quando Marco Becattini, presidente dell’associazione ‘Liberamente abile sport e viaggi’ e figura nota per il suo impegno nella tutela dei diritti delle persone con disabilità, ha vissuto un’esperienza difficile che pone interrogativi profondi sull’empatia e sull’assistenza in città. Becattini, che in passato ha anche ricoperto il ruolo di coordinatore regionale per la disabilità per Forza Italia, si stava spostando in carrozzina elettrica come ogni giorno, attraversando via Alamanni dopo essere uscito dalla galleria commerciale della stazione di Santa Maria Novella, diretto verso via della Scala.Ma proprio in quel momento, nel pieno di un’ondata di calore che stringeva Firenze in una morsa di afa e temperature sopra i 40 gradi, la carrozzina ha avuto un blackout. Immobilizzato in mezzo alla strada, Becattini si è trovato in grave difficoltà: “Improvvisamente si è bloccata la carrozzina e mi sono ritrovato in mezzo alla strada senza sapere come fare. Ho avuto molta paura”, ha raccontato a La Nazione. Due ore sotto il sole e nell’indifferenzaInizia così un’odissea durata oltre due ore, sotto un sole impietoso e nella totale indifferenza dei passanti. “Ho chiesto aiuto, ma era come se fossi invisibile. Nessuno si è fermato se non una persona, un uomo, che dopo avermi aiutato a salire sul marciapiede mi ha pure chiesto dei soldi”, racconta Becattini. Rimasto sul marciapiede ma ancora bloccato, ha tentato disperatamente di trovare qualcuno in grado di far ripartire la carrozzina, ma nessuno si è fermato ad aiutarlo.Anche i tentativi via telefono si sono rivelati vani. Il 118, contattato da Marco, non aveva in quel momento né ambulanze né auto attrezzate disponibili. “Mi sono visto perso. Alla fine ho chiamato un’amica che, fortunatamente, è riuscita a liberarsi e a correre da me”. Solo grazie a lei l’incubo si è concluso.Un appello alla città: non restate indifferentiBecattini ha voluto condividere quanto accaduto non solo per denunciare l’accaduto, ma anche per lanciare un messaggio forte alla città: “Stare solo, bloccato, senza poter fare nulla per uscire da quella situazione non è stato semplice per me, peraltro è una brutta zona, sarebbe potuto accadere qualcosa di veramente brutto. Voglio invitare le persone a riflettere sul fatto che le difficoltà possono capitare a chiunque, non bisogna girarsi dall’altra parte, bisogna offrire il proprio aiuto con gentilezza a chi ne ha bisogno”. Una riflessione che parte dalla sua esperienza ma che riguarda tutti: la disabilità non deve essere un elemento di invisibilità sociale.La risposta del Comune: “Firenze non abbassi la guardia”A seguito del suo racconto, l’assessore al Welfare del Comune di Firenze, Nicola Paulesu, ha voluto esprimere personalmente la sua vicinanza a Marco Becattini. L’assessore ha già fissato un incontro con lui per approfondire quanto accaduto e per raccogliere proposte su come migliorare la risposta cittadina in casi simili. “Il lavoro da fare sulla sensibilizzazione della comunità è sempre molto e siamo impegnati su questo fronte. Firenze è una città attenta e solidale ma non dobbiamo abbassare la guardia e non possiamo non dare il giusto valore a episodi come questo”, ha dichiarato Paulesu.Un monito importante: Firenze, che ambisce a essere una città sempre più inclusiva, deve continuare a investire nell’accessibilità e nella cultura della solidarietà. Episodi come quello vissuto da Becattini ci ricordano che non bastano le infrastrutture se manca l’attenzione umana.

Dzeko e Kean, tra esperienza e incognite: la nuova Fiorentina di Pioli prende forma

Con Pioli in panchina, la Fiorentina cambia volto: Dzeko leader esperto, Kean tentato dall'Arabia Saudita

La Fiorentina si prepara a vivere un'estate di profondi cambiamenti. Con l'arrivo di Stefano Pioli in panchina, il club viola sta ridisegnando il proprio volto, a partire dal centrocampo fino all'attacco, dove l'intreccio tra Edin Dzeko e Moise Kean potrebbe diventare uno degli snodi più interessanti del mercato.Dzeko, il Cigno che non smette di volareEdin Dzeko, a dispetto dei suoi 38 anni, continua a stupire. I numeri parlano chiaro: nella stagione appena conclusa ha collezionato 53 presenze con il Fenerbahçe, segnando 21 gol e confermandosi uno dei centravanti più continui d'Europa. Sommando le due annate in Turchia, il “Cigno di Sarajevo” ha realizzato 46 reti e servito 13 assist, superando persino Mauro Icardi del Galatasaray nello stesso arco temporale.Dietro a questa longevità non c'è solo talento, ma una cura quasi scientifica del corpo. Dzeko ha adottato negli anni un regime meticoloso, tra alimentazione personalizzata, riposo ottimizzato e allenamenti mirati. E il risultato si vede: la Fiorentina lo vuole non come semplice alternativa a Kean, ma come partner potenziale in un attacco a due, previsto dal 3-5-2 di Pioli. La coesistenza tra i due non è utopia, ma strategia: Dzeko, già regista offensivo all'Inter, può agire da catalizzatore per l'ex bianconero, formando un tandem inedito ma promettente.Kean tra clausole, riflessioni e tentazioni arabeMa proprio Moise Kean è oggi al centro di una tempesta di mercato. Il classe 2000, rilanciatosi con la maglia viola, è entrato nel mirino dell'Al Qadsiah, club saudita disposto a pagare la clausola da 52 milioni valida fino al 15 luglio. L'offerta è economicamente irrinunciabile, ma il giocatore non ha ancora deciso. Kean è grato alla Fiorentina per la fiducia ricevuta, ma davanti ha forse l'opportunità finanziaria della vita.Oltre ai sauditi, anche il Manchester United osserva con interesse: la Premier League affascina e l'esperienza all'Everton potrebbe rappresentare un vantaggio. Sullo sfondo, anche il Fenerbahçe di José Mourinho, che stima l'attaccante ma difficilmente potrà permettersi la clausola imposta dai viola.Tutto dipenderà da Kean, che resta artefice del proprio destino. La Fiorentina attende, pronta a trattenere oa ricostruire.Centrocampo da rifare: rivoluzione in medianaSe in attacco regna l'incertezza, il centrocampo viola è già un cantiere aperto. Dopo l'addio a Folorunsho, Bove, Adli e Cataldi, restano solo Mandragora, Fagioli, Ndour e Richardson a comporre la base per il ritiro al Viola Park. In entrata, Pioli cerca un regista in grado di dettare i tempi. I nomi in cima alla lista sono tre: Ismael Bennacer (più vicino a Pioli per motivi tattici e affettivi), Morten Frendrup del Genoa e Samuele Ricci del Torino.Tutti e tre rappresentano soluzioni valide, ma con ostacoli diversi: ingaggio alto per Bennacer, valutazione elevata per Frendrup (almeno 20 milioni) e concorrenza spietata per Ricci, seguito da Inter, Milan e Napoli.

Pioli verso la Fiorentina, la FIGC valuta alternative per la Nazionale

Il tecnico resta in corsa per il ruolo di commissario tecnico, ma l’interesse per la Fiorentina e il contratto con l’Al Nassr complicano tutto

Stefano Pioli non sembra più essere la prima opzione della FIGC per il ruolo di commissario tecnico della Nazionale, dopo l’addio a Luciano Spalletti e il rifiuto di Claudio Ranieri. Le voci emerse da Roma nelle ultime ore suggeriscono un possibile cambio di rotta da parte della federazione, anche se nulla è ancora definitivo.Due i fattori che starebbero influenzando la situazione: da un lato, l’interesse concreto di Pioli per la Fiorentina, con cui è in contatto da settimane e verso cui avrebbe mostrato una certa preferenza; dall’altro, la volontà del presidente Gravina di valutare profili alternativi, tra cui si fanno i nomi di Roberto Mancini (per un clamoroso ritorno), Daniele De Rossi e Fabio Cannavaro.Nonostante ciò, Pioli non è ancora fuori dai giochi. Al momento è impegnato in una trattativa avanzata con la Fiorentina, che gli avrebbe proposto un triennale da circa 3 milioni di euro a stagione, cifra che la FIGC difficilmente potrebbe uguagliare. Tuttavia, il tecnico è ancora legato all’Al Nassr con un contratto in vigore fino al 2026, dettaglio che potrebbe rallentare ogni sviluppo.Nel frattempo, i vertici federali continuano a riflettere sul profilo giusto per la guida tecnica della Nazionale. Pioli resta una possibilità, anche se meno probabile rispetto a qualche giorno fa, in attesa che si chiariscano del tutto i suoi impegni e le intenzioni future.

Panchina Fiorentina, Pioli rimane in pole: contatti in corso per il ritorno a Firenze

L’ex tecnico viola è pronto a una nuova avventura: trattative in fase avanzata, si lavora su durata del contratto e aspetti fiscali

Stefano Pioli sembra ormai chiuso aver chiuso il capitolo Al-Nassr e guarda avanti, pronto a tornare protagonista in Serie A. Dopo l’esperienza in Arabia Saudita, che rifarebbe ma che considera ormai conclusa, l’allenatore sarebbe entusiasta di un ritorno a Firenze, città dove ha vissuto emozioni contrastanti ma intense, e che non ha mai dimenticato.La Fiorentina lo considera da tempo la prima scelta per la panchina, nonostante nelle ultime ore siano emersi altri nomi come Baroni (da oggi ufficialmente tecnico del Torino), Gilardino, Vieira e Vanoli. In realtà, il club viola ha sempre puntato su Pioli, lavorando sotto traccia per trovare un accordo che lo liberi e gli consenta di tornare in Toscana.Il nodo principale resta la durata del contratto, che potrebbe essere biennale con opzione per un terzo anno, oppure direttamente triennale. Le trattative vanno avanti da giorni, concentrate su aspetti fiscali e contrattuali. Rocco Commisso, patron viola, non è direttamente coinvolto nella trattativa, ma la società è determinata a chiudere l’operazione.Pioli ha già dato disponibilità al ritorno: ora manca solo l’intesa definitiva per il via libera.

Clima incandescente: la tifoseria alza la voce e chiede rispetto

Dopo le dimissioni di Palladino e le tensioni interne, tifosi e viola club uniti chiedono ascolto e rispetto

Firenze torna ad accendersi. Non per una vittoria o per una notte magica al Franchi, ma per l’ennesimo strappo tra società e tifoseria organizzata. Dopo le dimissioni di Raffaele Palladino, arrivate all’indomani di una conferenza stampa dai toni tesi, la Curva Fiesole ha lanciato un messaggio forte e inequivocabile: serve un cambio di rotta, e serve subito.Al centro della contestazione ci sono nomi e volti ben precisi. Daniele Pradè è finito nel mirino della Curva, che ne ha chiesto senza mezzi termini l’allontanamento. Ma non è l’unico. Anche il presidente Rocco Commisso è stato duramente criticato: i tifosi pretendono maggiore rispetto, soprattutto quando si parla pubblicamente della passione che anima i gradoni dello stadio ogni settimana.Due anime, un solo messaggioAccanto alla Curva, anche il Centro di Coordinamento dei Viola Club ha preso posizione. Con uno stile più misurato ma altrettanto chiaro, ha manifestato il proprio dissenso nei confronti della gestione dirigenziale, ribadendo al contempo che ogni scelta strategica resta di competenza della proprietà. Tuttavia, entrambi i gruppi hanno ribadito una richiesta semplice ma potente: ascolto.Non si tratta di una polemica passeggera, ma di un malcontento radicato e condiviso da chi vive la Fiorentina giorno per giorno, sugli spalti, nelle trasferte, nei circoli e nei bar di quartiere. Ignorare questo malessere, in un momento tanto delicato, rischia di portare a una frattura insanabile.La risposta deve arrivare dal campoCon l’estate ormai alle porte, il club viola è chiamato a scelte decisive per il futuro. La nomina del nuovo allenatore e la costruzione di una rosa competitiva saranno i primi banchi di prova per riconquistare una piazza sempre più distante. La pazienza della tifoseria non è infinita, e la storia recente dimostra come i momenti di contestazione profonda raramente si ricompongano senza una svolta concreta.Il tempo delle parole è finito: adesso servono i fatti. Non basterà un comunicato o una conferenza ben calibrata. Servirà un segnale tangibile, forte, che restituisca credibilità alla dirigenza e fiducia alla gente.Un rapporto da ricostruireDopo sei anni di presidenza, Commisso conosce ormai pregi e spigolosità della piazza fiorentina. Ma comprendere davvero l’anima del tifo viola resta un’impresa ardua. La passione che avvolge questa squadra è un fuoco difficile da domare, ma impossibile da ignorare.Perché la Fiorentina non è solo una società di calcio. È un simbolo, una voce collettiva, un’identità che va oltre il risultato del weekend. Ricucire il legame con i tifosi, oggi più che mai, non è un optional: è la base per costruire un futuro meno instabile e più ambizioso.

Dodò e la Fiorentina: l’ultimo tango in viola?

Due anni di corse, sorrisi e silenzi: la parabola (quasi) perfetta del terzino che aveva stregato Firenze

Dodò arrivò a Firenze nell’estate del 2022. Non uno sconosciuto, anzi: chi seguiva il calcio sapeva che quel terzino brasiliano, classe 1998, aveva piedi buoni, corsa infinita e una tendenza pericolosa a farsi voler bene. Il tempo di capire da che parte tramontava l’Arno e già la fascia destra era tutta sua. Non fu uno di quelli che ci mettono mesi ad ambientarsi: giocava, sgassava, dribblava, sorrideva, si prendeva la scena e i cuori del Franchi. Uno che se lo guardavi dicevi: questo, con la maglia viola, ci stava già da una vita.In due stagioni diventò un simbolo. Sulla fascia destra correva come se avesse sempre una playlist di samba nelle orecchie e un motorino sotto i tacchetti. Le sgasate diventano virali, i contrasti sono precisi come un passaggio di Pirlo, le incursioni valgono quasi quanto un gol. E quando il gol arriva davvero – come quel tiro a giro contro la Samp, capelli tinti di viola e gioia sotto la Fiesole – l’ovazione è da brividi. Ma Dodò non è solo estetica: è uno che gioca dopo un’appendicite, uno che si prende la Conference con la garra e la grinta da veterano, altro che uccello estinto. L'anno scorso è stato fra i protagonisti di una Fiorentina che ha accarezzato l'Europa, portando a casa semifinali, una finale e un po' di rimpianti, ma anche tanti applausi. E se vi sembra poco, chiedete a chi ha visto Dodò pressare anche all'ultimo minuto del supplementare come se avesse appena iniziato il riscaldamento.E infatti, per un po', è sembrato destinato a restare a Firenze a vita. Le sue parole erano chiare: "Qui sto benissimo, vorrei restare a lungo." E i tifosi? In delirio: è raro trovare un brasiliano che non solo ama il giglio, ma lo porta in testa. Letteralmente. In campo è un esterno basso, ma fuori un estroverso alto: tra video social, gag con i compagni e selfie con i tifosi, Dodò diventa un piccolo show man viola.Poi arriva il capitolo rinnovo. Le trattative? Un valzer a passo di lumaca. La società ci pensa, ci ripensa, alla fine mette sul tavolo un'offerta seria. Rinnovo fino al 2030, ingaggio più alto, tutto bello. Peccato che Dodò non risponde. Non dice sì, non dice no: non dice nulla. E in certi casi, il silenzio vale più di mille tweet. Qualcuno dice si è stufato di aspettare, qualcun altro parla di offerte estere. La verità? Sta nel mezzo, come sempre. Sta in un contratto che forse arriva tardi, e in un cuore diviso tra gratitudine e ambizione.Da lì, l'inizio della fine. La Fiorentina osserva, aspetta, spera in un segnale. Dodò invece continua a giocare, corre, dribbla, fa il suo. Ma sotto la superficie, qualcosa cambia. I sorrisi social si fanno più rari, i post enigmatici più frequenti. C'è chi interpreta, chi spia, chi spera. Ma il rinnovo non arriva, e allora si fa strada l'ipotesi più indigesta: addio. Magari a giugno, magari prima. Magari già domenica contro l'Udinese.E così, domenica potrebbe essere l'ultima. Ultima in viola, ultima al termine di due anni di sgroppate e capelli pazzi. Un addio senza lacrime (forse), ma con tanti applausi. Perché chi ha visto Dodò volare sulla fascia, chi l'ha visto rialzarsi dopo l'intervento e rientrare in tempo record, sa che non si dimentica facilmente. Se davvero sarà ciao, allora grazie. Grazie per ogni corsa, per ogni tackle, per ogni sorriso. Per ogni volta che hai fatto sembrare semplice l'inferno del Franchi in un giorno di pioggia.E se invece ci ripensassi? Dai Dodò, almeno una tinta nuova per tenerci sulle spine. Una che dica: non è finita qui.

Campo di Marte, l’ostello della discordia: mesi di promesse, ma il disagio resta

Tra ventole incessanti, valigie ovunque e cortei turistici, la vita dei residenti è sempre più difficile

Nel quartiere Campo di Marte, a ridosso della stazione ferroviaria e lungo le trafficate direttrici di via Mannelli e viale Mazzini, si trova una corte interna circondata da edifici residenziali. Fino a pochi mesi fa, quest’area rappresentava un raro spazio di tranquillità, lontano dai rumori del traffico cittadino. Una situazione che è drasticamente cambiata con l’apertura dell’A&O Hostels, una grande struttura ricettiva con 121 camere e 470 posti letto.A partire da fine gennaio, poco prima dell’inaugurazione ufficiale, l’attivazione di un imponente impianto di climatizzazione ha provocato forti disagi tra i residenti. Il sistema, composto da otto ventole collegate a doppi termoconvettori posizionati nella corte, è in funzione continuativamente per garantire riscaldamento e raffrescamento agli ospiti dell’ostello. Il risultato è un rumore di fondo costante, percepibile anche a finestre chiuse, che ha compromesso la vivibilità per molti abitanti.Il disagio si manifesta su più fronti. Alcuni residenti faticano a lavorare da casa per l’impossibilità di concentrarsi, altri lamentano disturbi del sonno dovuti al ronzio ininterrotto. La situazione ha anche alimentato preoccupazioni economiche: molti temono che l’impatto acustico possa svalutare gli immobili, acquistati proprio per la relativa tranquillità offerta dalla corte, nonostante la vicinanza ai trasporti pubbliciLe prime proteste e l’intervento del ComuneGià a febbraio, dodici condomini del civico 121 avevano inoltrato una segnalazione formale alla polizia municipale ambientale, chiedendo controlli sulla legittimità e la conformità acustica dell’impianto. Le autorità, tramite la Direzione Ambiente di Palazzo Vecchio, avevano richiesto ad A&O Hostels l’installazione di un “cappotto” fonoassorbente per mitigare le emissioni sonore. L’ostello aveva promesso un intervento entro il 15 aprile, ma la scadenza è passata senza che nulla fosse fatto, esasperando ulteriormente la situazione.A supportare i residenti è intervenuto anche il consigliere comunale Francesco Casini (Italia Viva), che ha sottolineato come “la qualità della vita in quella corte si sia fortemente deteriorata”. Il problema non riguarda solo l’impianto: la presenza del maxi ostello ha modificato la fisionomia del quartiere, tradizionalmente poco turistico. Il via vai continuo di trolley e bus turistici, soprattutto tra mezzogiorno e le tre del pomeriggio, coincide con l’uscita delle scuole vicine e l’arrivo di nuovi ospiti. La zona è diventata un caos.Il tentativo di riconciliazione: grigliata in cortile e nuove promesseDomenica 18 maggio, in un tentativo di distensione, la direzione dell’ostello aveva organizzato una grigliata con i residenti. L’invito non è stato accolto con entusiasmo e la partecipazione è stata modesta. Tuttavia, l’incontro ha portato a qualche risultato: le ventole sono state finalmente inscatolate, riducendo parzialmente il rumore. Non solo: il regional manager per l’Italia, Francesco Siciliano, ha annunciato nuovi interventi. Saranno piantate barriere vegetali attorno all’impianto, e nella corte verrà realizzato un giardino accessibile anche ai vicini, con l’intento di restituire almeno in parte un senso di comunità.Siciliano ha poi voluto rassicurare i presenti: “Il nostro non è un ‘party hostel’. Dopo le dieci di sera, nessuna attività si svolgerà all’aperto e il personale di sicurezza garantirà il rispetto delle regole.” Un messaggio che ha suscitato cauto ottimismo, anche se resta forte la preoccupazione che, con l’arrivo dell’estate, il sistema venga spinto oltre l’attuale capacità, compromettendo ancora una volta la vivibilità della zona.Un dialogo ancora fragile“Il ronzio si è attenuato, ma persiste. E se alzeranno la potenza dell’impianto con il caldo, saremo punto e a capo”, commentano alcuni dei pochi residenti presenti all’incontro. Le parole del manager dell’ostello, che ha invitato i residenti a segnalare ogni nuovo problema, sono state accolte con prudenza. Dopo mesi di promesse disattese, la fiducia è comprensibilmente scarsa.Intanto, i cittadini continuano a chiedere interventi più incisivi, che vadano oltre i pannelli e le piante decorative. In un momento in cui la sostenibilità urbana è sempre più al centro del dibattito pubblico, molti si chiedono come sia stato possibile autorizzare l’installazione di un impianto così impattante in una zona residenziale così sensibile. E soprattutto: perché non siano stati adottati fin da subito sistemi più silenziosi, già ampiamente disponibili sul mercato.Il futuro della corteL’ex angolo di silenzio dietro via Mannelli non è più lo stesso. Se la promessa di un giardino condiviso potrà restituire almeno in parte il senso di comunità, resta ancora aperta la questione della compatibilità tra strutture ricettive di grandi dimensioni e la qualità della vita urbana. Il caso di Campo di Marte, diventato emblematico, pone una domanda più ampia: può un quartiere mantenere la sua anima residenziale in presenza di trasformazioni così radicali?La risposta, al momento, resta sospesa. Tra ventole che ronzano, trolley che invadono i marciapiedi e grigliate di riconciliazione, i residenti continuano a sperare che la loro voce venga finalmente ascoltata.

L’ora delle scelte: il tonfo di Venezia apre una crisi profonda

Pradè deluso, Palladino in discussione: la Fiorentina deve cambiare marcia

Il recente prolungamento del contratto di Raffaele Palladino sembrava aver gettato le basi per un finale di stagione in continuità. Ma la disfatta di Venezia ha subito incrinato quella che appariva come una rinnovata fiducia nel progetto. Al Penzo, i viola sono apparsi spenti, disorganizzati e ben lontani dall’essere la squadra ambiziosa di cui parlano società e staff tecnico. E adesso si apre ufficialmente la fase delle valutazioni.Una sconfitta che bruciaIl direttore sportivo Daniele Pradè ha affidato ai microfoni del sito ufficiale viola tutta la propria frustrazione per un’altra prestazione da dimenticare: “La Fiorentina non può perdere con il Venezia. Abbiamo lasciato otto punti nelle sfide con Monza e Venezia, sono cose da analizzare. Ne parlavo prima con il presidente e con il direttore generale Ferrari. Questa prova ci lascia amarezza e tristezza. Siamo una società fortemente ambiziosa con una proprietà forte e quindi bisogna fare risultato. Adesso ci aspettiamo di finire bene il campionato. Domenica contro il Bologna dobbiamo assolutamente vincere, con le mani o con i piedi”.Parole dure che fotografano un momento difficile. Non si tratta più di un inciampo isolato, ma di un trend preoccupante. Il nono posto in classifica è lo specchio di una stagione in chiaroscuro, ben lontana dai traguardi prefissati. La squadra non ha risposto come ci si attendeva, e salvo rare eccezioni, molti interpreti hanno mostrato un rendimento altalenante.Obiettivi mancati e futuro incertoA rendere ancor più pesante il bilancio stagionale ci sono le due eliminazioni che hanno segnato il percorso di Palladino: fuori dalla Coppa Italia per mano dell’Empoli e fuori dalla finale di Conference League, con un Betis superiore ma affrontato senza la necessaria lucidità tattica.Anche di fronte alla debacle di Venezia, l’allenatore non cerca scuse: “Non ci sono giustificazioni. Non siamo riusciti a recuperare energie mentali dopo l’uscita dalla Conference. Però la sconfitta è figlia di episodi. Il primo gol era da annullare per un tocco di mano. Poi c’è stato il nostro palo e sulla ripartenza il raddoppio. […] Se avessimo vinto a Venezia saremmo tornati in corsa addirittura per la Champions. Sappiamo che adesso contano le motivazioni e le energie. È stato un campionato difficile, con tanti momenti complicati. Ma i ragazzi hanno sempre dato tutto”.Un’analisi lucida ma che inevitabilmente non cancella dubbi e interrogativi. Se l’impegno non è mai mancato, allora è forse altrove che vanno cercate le cause di un’annata sottotono: nella preparazione, nella gestione, nella strategia. E con la sfida contro il Bologna all’orizzonte, non ci sarà più spazio per esitazioni.

I fiorentini e il vetro: quanto ne sanno davvero sulla raccolta e il riciclo?

Siamo bravi a raccogliere il vetro, ma lo facciamo nel modo giusto? La prova delle domande rivela molte sorprese

Quando gettiamo una bottiglia di vetro nella campana verde, compiamo un gesto che sembra semplice. Ma siamo sicuri di sapere esattamente cosa succede dopo? E soprattutto: siamo consapevoli di quanto sia importante eseguire correttamente la raccolta differenziata del vetro?Un recente convegno organizzato a Empoli, in una delle più importanti vetrerie italiane, ha acceso i riflettori su un dato che rende orgogliosa la Toscana: oltre il 95% del vetro raccolto nella regione viene riciclato localmente, grazie a una filiera corta ed efficiente. Un risultato straordinario che ci pone tra le eccellenze italiane.Ma, al di là delle cifre da record, quanto conoscono i cittadini – e in particolare i fiorentini – le regole per un corretto conferimento del vetro?Riciclo del vetro: un patrimonio da proteggereIl vetro è uno dei materiali più "circolari" che esistano: può essere riciclato all'infinito senza perdere qualità. Tuttavia, affinché il processo sia davvero virtuoso, è fondamentale che negli appositi contenitori finisca solo vetro da imballaggio, come bottiglie e vasetti.Oggetti apparentemente simili, come piatti in ceramica, pirofile in pyrex, specchi o cristalleria, non devono essere conferiti insieme alle bottiglie: contengono materiali diversi (come piombo o ceramiche) che rischiano di compromettere l'intero ciclo di riciclo.Non è un caso che il COREVE – il Consorzio Recupero Vetro – abbia lanciato la campagna “Bottiglia e vasetto: binomio perfetto”, per ricordare che solo questi due oggetti sono i protagonisti del corretto conferimento.1. Dove conferiresti una pirofila in pyrex? Sbagliato: Nella campana del vetro. Corretto: Nel residuo non differenziabile.Perché: Il pyrex, o vetro borosilicato, è un materiale trattato con componenti come il piombo per resistere alle alte temperature. Proprio per questa composizione chimica diversa, non può essere fuso insieme al vetro da imballaggio, rischiando di rovinare l’intero lotto in fase di riciclo.2. Dove conferiresti uno specchio rotto? Sbagliato: Vetro. Corretto: Residuo non differenziabile o ecocentro (per i grandi volumi).Perché: Gli specchi non sono vetro comune. Contengono uno strato di alluminio o argento sul retro, che altera la composizione chimica e impedisce il riciclo con le bottiglie. Se grandi, vanno portati agli ecocentri per lo smaltimento corretto.3. E una tazzina da caffè rotta o oggetti in ceramica? Sbagliato: Vetro. Corretto: Residuo non differenziabile o ecocentro.Perché: Ceramiche e porcellane non sono vetro. Sono materiali refrattari che non si fondono a temperature compatibili con quelle del vetro da imballaggio. Se entrano nel ciclo di riciclo del vetro, lo contaminano.4. Il servito di cristallo rotto dove lo butti? Sbagliato: Vetro. Corretto: Residuo non differenziabile.Perché: Il cristallo, anche se trasparente, è diverso dal vetro comune perché contiene ossido di piombo, che ne modifica la struttura chimica. Anche piccole quantità di cristallo nel vetro da riciclo possono compromettere il materiale ottenuto.5. Le lampadine dove si buttano? Sbagliato: Vetro. Corretto:A incandescenza: residuo non differenziabileA basso consumo e alogene: RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)Perché: Le lampadine, benché contengano vetro, sono dispositivi elettrici. Quelle a basso consumo possono contenere mercurio e vanno portate nei punti di raccolta RAEE. Le incandescenza non sono pericolose, ma nemmeno riciclabili come vetro.6. Conosci lo slogan di COREVE? “Bottiglia e vasetto: binomio perfetto.”Perché: COREVE vuole chiarire che solo il vetro da imballaggio – bottiglie, barattoli, vasetti – può essere conferito nella campana. Tutto il resto va altrove. È un modo semplice per ricordare cosa buttare... e cosa no.7. Il barattolo in vetro: togli il tappo prima di buttarlo? Sì, il tappo va tolto.Perché: Il tappo, solitamente in metallo o plastica, va conferito separatamente nella raccolta differenziata del suo materiale. Se lasciato attaccato, può interferire nei macchinari di separazione e abbassare la qualità del vetro riciclato.8. Di che colore è la campana del vetro? Verde.Perché: La campana per il vetro è universalmente verde in gran parte del territorio italiano, anche per motivi visivi legati al colore tipico delle bottiglie. Un segnale che aiuta il cittadino a riconoscere subito il contenitore giusto.9. Si possono conferire i rifiuti di vetro nel sacchetto di plastica? Sbagliato: Sì. Corretto: No, il sacchetto va tolto.Perché: La plastica è una contaminazione grave nel vetro da riciclo. I barattoli vanno buttati sfusi nella campana, mai dentro sacchetti (nemmeno quelli biodegradabili o compostabili).Un gesto quotidiano che fa la differenzaLa corretta raccolta differenziata non è solo una questione di decoro urbano o di senso civico, ma un gesto concreto per l’ambiente. Ogni tonnellata di vetro riciclato consente di risparmiare energia, materie prime e di ridurre le emissioni di CO₂.In Toscana il sistema funziona e dà risultati. Ora la sfida è quella di coinvolgere sempre più cittadini, rafforzare la conoscenza delle regole base e sfatare le false credenze che rischiano di compromettere una filiera d’eccellenza. Conoscere meglio come funziona il riciclo del vetro significa anche essere più consapevoli del proprio potere di cambiare il mondo, un vasetto alla volta.

Toscana regina del riciclo del vetro: il 96,5% viene effettivamente riciclato

Un modello industriale virtuoso che unisce pubblico e privato: risparmiate 480 tonnellate di CO₂ grazie alla filiera corta

La Toscana si conferma un esempio nazionale di economia circolare grazie al riciclo del vetro. Nel 2024, il 96,5% del vetro raccolto nella regione è stato effettivamente riciclato: un traguardo che fa della filiera toscana un’eccellenza italiana. Tradotto in numeri, si parla di oltre 110mila tonnellate di vetro avviate al riciclo.Il successo è il frutto di una sinergia industriale unica nel suo genere, che ha preso forma nel tempo tra soggetti pubblici e privati. Al centro della filiera troviamo lo stabilimento Zignago di Empoli, una delle maggiori vetrerie italiane; Vetro Revet, l’azienda che si occupa della preparazione del vetro da riciclare e della produzione del PaF (pronto al forno); e Revet, che gestisce più di 23mila contenitori sparsi in tutta la Toscana e che è a capitale prevalentemente pubblico, controllata da Alia Servizi Ambientali. A supportare e coordinare l’intero sistema, il consorzio nazionale Coreve e la Regione Toscana.«Con il nuovo Piano regionale dell’economia circolare – ha dichiarato l’assessora all’Ambiente della Regione Toscana, Monia Monni – la Toscana continua a spingere con forza sul miglioramento della raccolta quali-quantitativa del vetro e sul potenziamento della filiera industriale di riciclo. Stiamo migliorando le performance ambientali della gestione dei rifiuti nella nostra regione, credendo in un modello che valorizzi il gesto quotidiano della differenziazione compiuto dalle cittadine e dai cittadini all’interno di un processo virtuoso di recupero della materia che consenta anche di ridurre le tariffe».Un percorso virtuoso iniziato quindici anni fa e che, rispetto al 2010, ha portato a una crescita del 160% nella raccolta del vetro e del 505% nel quantitativo effettivamente riciclato.A sottolineare il ruolo fondamentale di Revet nel sistema è l’amministratrice delegata Alessia Scappini: «La vocazione industriale di Revet si misura dalla capacità di dare una seconda vita alla materia, individuando sbocchi o partnership attraverso l’innovazione di prodotto e di processo. Per la filiera del vetro ma anche per quella delle plastiche miste ci siamo riusciti e in questo scenario Revet ha assunto un ruolo fondamentale: da pioniere dell’economia circolare a punto di riferimento e modello industriale, così da contribuire in modo significativo al conseguimento della neutralità climatica italiana ed europea».Le scelte strategiche alla base di questo risultato sono state due, secondo il presidente nazionale di Coreve, Gianni Scotti: «Le chiavi di questo successo sono state due scelte strategiche che come Consorzio stiamo promuovendo in tutto il Paese: la prima riguarda il passaggio alla raccolta monomateriale che consente di aumentare l’effettivo riciclo. La seconda è proprio la filiera corta entro i confini regionali, che consente di abbattere l’inquinamento ambientale e sociale dei camion che devono trasportare il rifiuto da una regione all’altra. La Toscana è stata brava ma a onor del vero anche in altre regioni esistono filiere analoghe, penso per esempio alla Sicilia, dove la raccolta fa tutta capo a Trapani e sta funzionando benissimo».A confermare i benefici della filiera corta, l’analisi della carbon footprint e del ciclo di vita (LCA) realizzata da Ecolstudio e presentata da Ilaria Minardi al Museo del Vetro di Empoli. Secondo lo studio, in Toscana il modello di riciclo locale ha permesso di evitare 570mila chilometri di trasporto su gomma, equivalenti a una riduzione di 480 tonnellate di CO₂. Complessivamente, l'intero processo toscano ha fatto segnare una riduzione del 26% delle emissioni rispetto ai valori medi di una filiera di riciclo tradizionale.Del tema si è parlato anche nei giorni scorsi durante un evento pubblico che si è svolto proprio a Empoli, alla presenza di rappresentanti istituzionali, esperti universitari e protagonisti della filiera industriale, che hanno discusso i dati e gli scenari futuri del riciclo del vetro in Toscana.Un successo da imitare, quello toscano, che dimostra come la collaborazione tra istituzioni e imprese possa trasformare il rifiuto in risorsa, con vantaggi concreti per l’ambiente, l’economia e i cittadini.

Da Viale Redi a Lungo l’Affrico, lavori a rilento nei cantieri di Firenze

Residenti e automobilisti esasperati chiedono chiarezza e tempi certi

Continua a far discutere la situazione dei cantieri in alcune delle principali arterie cittadine, dove i lavori per il rifacimento degli spartitraffico sembrano procedere a rilento. In viale Redi, nel tratto tra via Doni e il cavalcavia San Donato, i mezzi e le attrezzature sono presenti ma fermi da diversi giorni, senza operai all’opera. Situazione analoga anche lungo l’Affrico/De Amicis, dove il primo segmento di spartitraffico risulta ancora recintato, nonostante necessitasse di un intervento ormai da molto tempo.Gli abitanti della zona lamentano i forti disagi generati dalla presenza di barriere e aree inaccessibili che rallentano il traffico, riducono i posti auto e rendono difficoltoso il passaggio di pedoni e ciclisti. «Non vedo quali giustificazioni possano spiegare simili ritardi», ha commentato, in modo critico ma lapidario, il capogruppo di Forza Italia a Firenze, Alberto Locchi, dopo un sopralluogo nelle stesse aree interessate dai lavori.Secondo le tempistiche previste inizialmente, i cantieri avrebbero dovuto completare buona parte degli interventi entro la fine della stagione invernale, per poi procedere con le rifiniture in primavera. Tuttavia, la realtà sul campo appare ben diversa, con rallentamenti e pause prolungate che suscitano l’insofferenza dei residenti e di chi percorre abitualmente queste strade.A fronte di una mobilità cittadina già gravata dai cantieri per l’estensione della linea tramviaria e da altri interventi di manutenzione ordinaria, è forte la richiesta di maggiore programmazione da parte del Comune per limitare al massimo il disagio quotidiano. Sono in molti a sperare in un’accelerazione rapida degli interventi, così da garantire la sicurezza e la fruibilità delle strade entro l’inizio della prossima estate. Nel frattempo, Locchi ha annunciato un’interrogazione urgente per sollecitare l’amministrazione a fornire spiegazioni sui ritardi e a indicare una data di fine lavori certa e affidabile.

Fiorentina-Atalanta, probabile formazione: Palladino punta sulla continuità per il rush finale

Il tecnico viola pronto a confermare l’undici delle ultime vittorie: pochi dubbi per la sfida di domenica

La Fiorentina vuole chiudere la stagione con slancio, e per farlo Raffaele Palladino sembra intenzionato a puntare sulla continuità. Dopo i successi contro Panathinaikos e Juventus prima della sosta, il tecnico potrebbe riproporre la stessa formazione anche nella delicata sfida di domenica contro l’Atalanta.Tra le due vittorie pre-pausa, l’allenatore viola ha effettuato un solo cambio: Pablo Marì al posto di Comuzzo in difesa. Una scelta dettata dall’esperienza, premiata dalla solidità mostrata contro i bianconeri.Anche contro la Dea, l’impianto tattico non dovrebbe cambiare: Kean e Gudmundsson guideranno l’attacco, con Adli e Folorunsho pronti a supportare dalla mediana. A centrocampo confermati Cataldi, Mandragora e Fagioli, che hanno garantito equilibrio e qualità nelle ultime due uscite.Sulle fasce spazio a Gosens e Dodô: il brasiliano non era al meglio fisicamente, ma la sosta potrebbe averlo rimesso in condizione. Davanti a De Gea, conferme per Pablo Marì e Ranieri, mentre resta aperto il ballottaggio tra Comuzzo e Pongracic per completare la linea difensiva.Con pochi dubbi e un’identità sempre più definita, la Fiorentina si prepara a una sfida cruciale in chiave Europa.

Le truffe dello specchietto sempre più frequenti a Firenze: come difendersi

Sotto attacco automobilisti e cittadini ignari: ecco le principali truffe stradali e come riconoscerle

Anche a Firenze la truffa dello specchietto è diventata una delle più frequenti sulle strade cittadine, mietendo sempre più vittime ignare. Lo scopo è semplice: estorcere rapidamente denaro ad automobilisti malcapitati, inducendoli a pagare sul momento una somma per un danno mai avvenuto.Il meccanismo della truffa La tecnica è collaudata: il truffatore fa credere al guidatore di aver accidentalmente urtato il suo specchietto retrovisore. La vittima sente un colpo secco e forte sulla propria carrozzeria, provocato intenzionalmente dal truffatore usando un bastone o una pallina, che genera l'illusione dell'urto.Dopo pochi minuti, il truffatore si avvicina, mostra un danno inesistente e chiede immediatamente un pagamento in contanti per evitare di coinvolgere le assicurazioni e aumentare il premio assicurativo. Spesso la richiesta iniziale è elevata (anche 250 euro o più), con toni intimidatori. Tuttavia, proponendo di chiamare la polizia o compilare un CID, il truffatore abbassa improvvisamente la cifra richiesta e tende ad andarsene rapidamente.Le varianti della truffaLa fantasia dei truffatori non si ferma qui. A Firenze e provincia sono state segnalate anche altre varianti di questa truffa:Variante dell’orologio: un pedone simula di essere stato urtato lievemente dall'automobilista, sostenendo di aver rotto il prezioso orologio al polso. L’orologio è sempre "in prestito", aumentando il senso di colpa nella vittima che accetta così di pagare un risarcimento immediato.Variante della fiancata strisciata: in fase di sorpasso, l'automobilista sente un rumore sordo, simile a quello di un piccolo sasso sulla carrozzeria. Poco dopo, viene fermato dal truffatore che segnala una presunta strisciata sulla fiancata dell'auto, invitandolo a pagare subito per evitare complicazioni assicurative.Truffa della gomma bucata: più recente ma già diffusa in città. Il truffatore buca la gomma dell'auto in sosta, spesso vicino a un bancomat o un supermercato, per poi derubare la vittima mentre è intenta a sostituire la ruota.Variante in movimento: mentre si guida, si viene affiancati da un'auto con due individui che segnalano un problema alla gomma. Quando ci si ferma per controllare e sostituire lo pneumatico, uno dei due offre aiuto mentre l'altro ne approfitta per rubare oggetti di valore dall'auto.Variante del falso straniero: recentemente i truffatori fingono di essere stranieri sostenendo che nel loro paese le procedure legali siano complicate e costose. Con questa scusa, richiedono cifre ancora più elevate, spesso superiori a 500 euro, insistendo per pagamenti immediati e senza traccia.Come difendersi Per evitare di cadere vittime di queste truffe, è fondamentale adottare alcune semplici precauzioni:Non lasciare mai oggetti di valore ben visibili in auto.Conservare il portafoglio in luoghi difficilmente raggiungibili.Diffidare di estranei che offrono aiuto in situazioni sospette.Non accettare pagamenti immediati in contanti.Proporre sempre di contattare la polizia locale o di compilare il modulo CID.Annotare il numero di targa dell’auto sospetta e comunicarlo subito alle forze dell’ordine.In caso di dubbi o sospetti, contattare immediatamente il numero di emergenza 112 restando al sicuro all'interno del proprio veicolo.Conoscere le dinamiche delle truffe è il primo passo per evitarle.

I frutti non si vedono... per ora: la Fiorentina e le sfide di Palladino

I rinforzi di gennaio non convincono. Folorunsho l'unica eccezione, Zaniolo e Fagioli chiamati a cambiare marcia. Contro il Lecce vietato sbagliare

La Fiorentina di Raffaele Palladino è ancora in cerca della sua identità. Gli infortuni di elementi chiave come Gudmundsson, Colpani, Adli e soprattutto Kean hanno complicato il lavoro dell’allenatore, che ora deve affidarsi ai rinforzi arrivati nel mercato di gennaio. Rinforzi che, però, non hanno ancora convinto.Le aspettative disatteseDovevano essere le pedine decisive per far decollare la squadra, ma al momento le nuove leve non hanno brillato. Zaniolo, Fagioli, Ndour, Pablo Marì: nomi importanti, chiamati per alzare il livello di una Fiorentina che solo pochi mesi fa si giocava la finale di Conference League. Eppure, sotto la gestione Palladino, il loro rendimento è stato fin qui al di sotto delle aspettative. Persino Jonathan Ikoné, ceduto al Como, è ancora il miglior marcatore della squadra in Conference con quattro reti, mentre altri protagonisti della scorsa stagione, da Biraghi a Quarta, passando per Sottil e Kouame, hanno lasciato Firenze tra malumori e polemiche.L’eccezione: Michael FolorunshoC’è però un’eccezione tra i nuovi innesti: Michael Folorunsho. Un giocatore che Antonio Conte aveva scartato a Napoli, ma che a Firenze si è ritagliato uno spazio importante. Arrivato per primo, è stato subito impiegato con continuità da Palladino, che lo ha visto come il perfetto sostituto dello sfortunato Edoardo Bove. E i numeri confermano il suo impatto: 7 presenze, 482 minuti giocati e una costante presenza in campo. Un solo neo: i quattro cartellini gialli che lo hanno già portato in diffida. Ma il suo dinamismo e la sua versatilità lo rendono un punto fermo della squadra. Anche nella disastrosa trasferta di Verona, Folorunsho è stato l’ultimo ad arrendersi, servendo l’unico cross per Kean, parato da Montipò. Corre, lotta, si adatta, spinge. Insomma, è lui l’unico acquisto di gennaio ad aver finora mostrato il giusto spirito.Zaniolo, il tempo stringeDiscorso diverso per Nicolò Zaniolo. L’ennesimo cambio di maglia non sembra avergli dato quella scossa che tutti si aspettavano. Palladino gli ha concesso già 162 minuti da titolare, ma il suo contributo è stato quasi nullo, soprattutto nelle partite contro Como e Verona, le peggiori della sua stagione. Firenze non ha ancora imparato ad amarlo e il tempo per conquistare la piazza stringe. Contro il Lecce, venerdì sera, sarà chiamato a dare risposte concrete. Per lui è un momento cruciale: se vuole guadagnarsi il riscatto dal Galatasaray e dimostrare di essere ancora un giocatore di alto livello, deve cambiare marcia. Con l’amico Moise Kean ai box, ora tocca a lui prendersi la responsabilità.Fagioli e gli altri: serve una svoltaAnche Nicolò Fagioli sta vivendo un momento complicato. La Fiorentina ha deciso di investire su di lui, credendo in un talento che la Juventus ha lasciato andare. Ma fin qui il centrocampista non ha trovato una collocazione precisa. Impiegato da trequartista contro il Como senza successo, è andato meglio da centrale, ma a Verona è partito dalla panchina. Stessa sorte per Cher Ndour e per il difensore spagnolo Pablo Marì, che Palladino aveva avuto al Monza. Entrambi hanno faticato nel loro debutto viola: Ndour ha perso un pallone sanguinoso, Marì è apparso poco sicuro al suo ingresso in campo al posto di Ranieri. Per lo spagnolo il tempo per adattarsi c’è, visto che non è nella lista per la Conference, ma per gli altri serve una reazione immediata.Vietato sbagliare contro il LecceOra, però, non c’è più tempo per le scuse. Venerdì sera al Franchi arriva il Lecce e per la Fiorentina e per Palladino sarà una partita da vincere a tutti i costi. Servono risposte, servono prestazioni convincenti e, soprattutto, servono punti. Perché il tempo delle attese è finito: o la squadra cambia passo, o il rischio di un’altra stagione deludente diventa realtà.

Campo di Marte, i residenti contro A&O Hostels: “Rumore continuo, siamo ostaggi delle ventole”

Dopo l’inaugurazione dell’ostello in via Mannelli, i residenti denunciano il frastuono costante dell’impianto di climatizzazione

Firenze, quartiere Campo di Marte. Tra il continuo via vai di auto, bus e treni che caratterizza via Mannelli, i residenti avevano trovato un piccolo angolo di serenità: il lato interno dei palazzi, affacciato su una corte dove regnavano il silenzio e i suoni della natura. Una rarità, per chi vive in una delle arterie più trafficate della città, a pochi passi dalla stazione ferroviaria.Quell'oasi di quiete, tuttavia, sembra ormai essere solo un ricordo. Da fine gennaio, infatti, l’inaugurazione della nuova struttura A&O Hostels, con le sue 121 camere e i 470 posti letto, ha stravolto gli equilibri della zona. In particolare, l'installazione di un potente impianto di climatizzazione nella corte interna del complesso ha portato scompiglio tra gli abitanti.Lì dove un tempo c'era un prato, ora si erge una distesa di cemento. Al centro, sono stati posizionati quattro doppi termoconvettori, otto ventole che lavorano ininterrottamente per garantire riscaldamento d'inverno e refrigerio d'estate all'ostello. Ma con loro se n'è andata la pace.“Il rumore è costante, giorno e notte. Anche con le finestre chiuse, percepiamo questa vibrazione sorda che non ci abbandona mai”, racconta Elena A., residente in uno stabile vicino. “Io lavoro da casa e ho bisogno di concentrazione, ma il ronzio continuo mi stressa e mi rende difficile mantenere la lucidità”.Non va meglio a chi sperava di trovare riposo tra le mura domestiche. Marco B., un altro inquilino, testimonia: “Da quando hanno acceso l'impianto, il mio sonno è compromesso. Mi sveglio più volte durante la notte, mi sembra di avere un motore accanto al letto. Ho provato a usare tappi per le orecchie, ma non basta”.Il disagio non si ferma al mero fastidio acustico. I residenti lamentano anche una svalutazione dei propri appartamenti. “Abbiamo comprato queste case per la tranquillità che offrivano nonostante la vicinanza ai trasporti. Oggi ci ritroviamo prigionieri di un rumore assordante. Chi vorrà mai vivere qui? Rischiamo di essere costretti a trasformare le nostre abitazioni in affitti turistici”, afferma Marco.Stanchi e preoccupati, dodici residenti del civico 121 hanno inviato una segnalazione ufficiale alla polizia municipale ambientale. Nella Pec hanno richiesto una verifica sulla legittimità e sulla conformità acustica dell’impianto. “Non vogliamo diventare ostaggi di questo frastuono. Abbiamo diritto al riposo e alla serenità nelle nostre case”, sottolineano i firmatari.Il timore più grande è che le emissioni sonore possano rientrare nei limiti di legge, notoriamente permissivi, e che quindi non ci siano margini per ottenere un intervento risolutivo. “Sarebbe assurdo, considerato che oggi esistono tecnologie silenziose e sistemi di ventilazione di ultima generazione, praticamente impercettibili”, aggiunge Elena.Dal canto suo, A&O Hostels ha riconosciuto il problema, pur senza fornire garanzie precise sui tempi di risoluzione. “Siamo consapevoli dei disagi causati dall'impianto e stiamo lavorando per installare dei pannelli fonoassorbenti che dovrebbero attenuare il rumore”, fanno sapere dalla direzione. Per i residenti, tuttavia, il tempo scorre lento, scandito dal sottofondo martellante delle ventole.

Fiorentina, aria tesa nonostante il sesto posto: Pradè alza la voce e richiama Palladino

La squadra viola resta in zona Europa, ma le tensioni interne crescono dopo il ko col Como e l’infortunio di Gudmundsson

La classifica sorride, ma il clima attorno alla Fiorentina è tutt’altro che sereno. I viola occupano il sesto posto, con quattro punti in più rispetto allo scorso anno, eppure il malumore serpeggia, alimentato dall’ultimo grave infortunio di Gudmundsson e, soprattutto, dalla bruciante sconfitta contro il Como.Tensione dopo il ko: Verona tappa decisivaIl pesante passo falso casalingo ha lasciato strascichi. La prossima trasferta a Verona assume ora un valore chiave per restare agganciati alla zona Europa. Il direttore sportivo Daniele Pradè, al termine del match, non ha nascosto la delusione, allineandosi al sentimento dei tifosi: “Speriamo sia stato solo un incidente. Il mercato dimostra le nostre ambizioni, non vogliamo un campionato anonimo”.Parole che risuonano come un messaggio diretto all’allenatore Raffaele Palladino, già finito sotto esame per l’andamento altalenante della squadra.Il monito di Pradè: troppe prestazioni sottotonoNon è la prima volta che Pradè interviene con toni decisi. Dopo il ko con l’Udinese aveva invocato più umiltà, mentre dopo la sconfitta col Napoli aveva parlato di “suicidio sportivo”. Anche dopo il passo falso col Monza, il ds aveva puntato il dito contro squadra e tecnico, lamentando la perdita di identità.Ora Palladino è chiamato a invertire la tendenza soprattutto contro le squadre di medio-bassa classifica, dove sono stati sprecati troppi punti. L’obiettivo resta chiaro: evitare un campionato anonimo. E le parole di Pradè risuonano come un avvertimento.

Al via la riqualificazione di via Lungo l’Affrico e viale De Amicis. I cittadini: “Finalmente”

Partiti i lavori da 1,48 milioni per sicurezza stradale e nuovi spazi verdi. Sei fasi in 12 mesi, marciapiedi e ciclabili rifatti, pini sostituiti con ligustri e mirto

Al via l'atteso intervento di riqualificazione e messa in sicurezza di via Lungo l'Affrico e viale De Amicis, a Firenze. I lavori, partiti lunedì 17 febbraio, interesseranno il tratto compreso tra il cavalcavia e viale Duse, con l'obiettivo di migliorare la viabilità, rifare i percorsi pedonali e valorizzare il parterre centrale alberato.L'intervento, della durata prevista di 12 mesi, si svilupperà in sei fasi, per un investimento complessivo di 1,48 milioni di euro. L'obiettivo principale è garantire la sicurezza stradale e la fruibilità degli spazi pubblici, oltre a restituire decoro e funzionalità a un'area molto frequentata dai cittadini.L'operazione prevede la rimozione di sette pini, le cui radici negli anni hanno danneggiato marciapiedi e carreggiata, creando rischi per la circolazione. Al loro posto, verranno piantati alberi di ligustro e siepi di mirto, scelti per la loro capacità di adattarsi meglio all'ambiente urbano e per contenere il rischio di nuovi danni alle infrastrutture.Saranno risistemati i marciapiedi e la pista ciclabile che attraversa il parterre centrale, danneggiati dalle deformazioni causate dagli apparati radicali degli alberi. Inoltre, verranno riorganizzate le aree di sosta senza ridurre il numero di posti disponibili e saranno creati nuovi spazi verdi per migliorare il benessere delle piante.Il progetto è stato accolto positivamente dai residenti e dalle istituzioni locali. "Aspettavamo da tempo questo intervento, la situazione era diventata insostenibile per chi percorre quotidianamente queste strade", commenta Riccardo, abitante della zona. Anche Laura, un'altra residente, esprime soddisfazione: "Finalmente avremo marciapiedi sicuri e un parterre centrale curato, che renderà l'area più vivibile per tutti".“Sono lavori attesi dai cittadini”, dice l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, “un intervento di riqualificazione straordinaria in una zona particolarmente vissuta e lungo una viabilità molto utilizzata. È un investimento del Comune necessario per la riqualificazione dell’area e al tempo stesso per la messa in sicurezza dell’asse viario, risaniamo il piano stradale, rifacciamo i percorsi pedonali e ciclabili e diamo nuova vita all’area verde centrale”. “Un intervento fortemente voluto dal Consiglio di Quartiere 2”, ha detto il Presidente del Q2 Michele Pierguidi, “in quanto viale De Amicis e via Lungo l’Affrico avevano veramente bisogno di essere rifatti”.Il cantiere sarà articolato in sei lotti per limitare i disagi alla circolazione e ai residenti, con ciascuna fase della durata di circa due mesi. Si partirà dal tratto tra il cavalcavia e via Fratelli Dandolo, per poi proseguire progressivamente fino a viale Duse. Queste le diverse fasi:la prima riguarda il parterre centrale nel tratto tra il cavalcavia e l’intersezione con via Fratelli Dandolo, con la sola previsione di restringimenti di carreggiata;a seguire la fase due tra via Fratelli Dandolo e via Gabriele D’Annunzio,la tre l’intersezione tra via D’Annunzio e viale De Amicis,la quarta tra l’intersezione con via D’Annunzio e viale Cialdini,la quinta tra viale Cialdini e via dei Falcucci,la sesta tra via dei Falcucci e viale Eleonora Duse.L'ampliamento degli spazi verdi attorno agli alberi favorirà la crescita sana delle nuove piante e ridurrà il rischio di futuri sollevamenti della pavimentazione. La sostituzione dei pini con essenze più compatibili rappresenta una scelta mirata a garantire la sicurezza nel tempo, senza sacrificare l'importante presenza del verde urbano.Con questo intervento, l'amministrazione comunale punta a restituire al quartiere un'area più sicura, accessibile e decorosa, migliorando sia l'aspetto estetico che la funzionalità delle infrastrutture pubbliche.

[GALLERY] Le Cascine sommerse: un problema di drenaggio mai risolto

Pozzanghere e viali impraticabili dopo ogni pioggia: i cittadini chiedono interventi concreti per risolvere un problema cronico di manutenzione e gestione del polmone verde di Firenze

Le Cascine, polmone verde e luogo simbolo per i fiorentini, si trasformano in un percorso ad ostacoli ogni volta che piove. A seguito di recenti precipitazioni, la situazione è tornata a far discutere, sia tra i frequentatori del parco che sui social network, dove le immagini di pozzanghere e allagamenti hanno acceso il dibattito. Ma perché questo problema sembra non trovare mai soluzione?Il sistema di drenaggio al collassoIl problema principale è la gestione delle acque meteoriche. L’attuale sistema di drenaggio, laddove presente, sembra del tutto inadeguato. Tombini ostruiti da foglie, terra e detriti impediscono il normale deflusso dell’acqua, causando l’accumulo di grandi pozzanghere che invadono i viali pedonali, le piste ciclabili e persino alcune aree verdi. Le foto scattate dopo le ultime piogge parlano chiaro: l'acqua ristagna per giorni, rendendo impraticabili alcune zone del parco.In alcune aree, come nei pressi della Facoltà di Agraria, pare addirittura che il drenaggio sia del tutto assente. Qui le pozzanghere non sono solo un disagio estetico, ma un vero problema per chi utilizza il parco per attività quotidiane, dallo sport alle passeggiate.Una manutenzione insufficienteMolti frequentatori del parco puntano il dito contro la scarsa manutenzione delle caditoie e delle infrastrutture esistenti. Il parco è ricco di alberi, e soprattutto in autunno, le foglie tendono ad accumularsi, bloccando gli scoli. Questo problema, però, non si risolve da solo: senza interventi di pulizia regolari, la situazione non può che peggiorare.Le discussioni sui social e le richieste dei cittadiniLe condizioni delle Cascine sono diventate oggetto di discussione anche sui social media, dove molti cittadini denunciano la mancanza di interventi risolutivi da parte delle istituzioni. In particolare, si sottolinea come la gestione di un’area così importante per la città dovrebbe essere una priorità.Le richieste dei cittadini sono semplici ma chiare: una manutenzione regolare e più efficiente del sistema di drenaggio e, dove necessario, l’implementazione di nuove infrastrutture per evitare che il parco si trasformi in un "laghetto" a cielo aperto. Chiariamoci, quello degli allagamenti è solo l’ultimo dei problemi legati alle Cascine, ma senza dubbio uno di quelli che si aggiungono nel rendere la situazione del parco fiorentino ancora più difficoltosa per i cittadini che ne vogliono fruire.

Dopo Folorunsho caccia a un altro centrocampista: Lovric e Fagioli tra le opzioni

Dopo Folorunsho, la Fiorentina punta a rinforzare il centrocampo: Lovric e Fagioli nel mirino. Intanto si valutano uscite e mosse per Luiz Henrique

La Fiorentina continua a muoversi sul mercato invernale con esigenze in crescita, soprattutto a centrocampo. Gli acciacchi di Cataldi hanno reso più urgente un ulteriore rinforzo in mediana, oltre a Folorunsho. Tuttavia, le difficoltà non mancano, soprattutto per le valutazioni economiche elevate dei giocatori nel mirino.Uno degli obiettivi iniziali, Frendrup del Genoa, è stato subito accantonato a causa della richiesta di 30 milioni da parte del club ligure. Anche la pista Matic (Lione) si è raffreddata per via dei costi elevati, inclusi quelli legati agli agenti. Nel frattempo, in attesa di definire l’arrivo di Pablo Marí dal Monza, la Fiorentina ha messo nel mirino un altro brianzolo: Bondo. Il suo nome era già stato considerato con l’arrivo di Palladino, ma strappare un secondo giocatore al Monza non sarà semplice.Tra le alternative spunta Lovric, già trattato in estate e ora disponibile per circa 15 milioni di euro. Un’altra ipotesi porta a Fagioli, in difficoltà alla Juventus e desideroso di rilanciarsi dopo il poco spazio concesso da Thiago Motta.Parallelamente al centrocampo, la Fiorentina monitora la situazione di Luiz Henrique, nonostante il Botafogo chieda 30 milioni per l’esterno offensivo. Intanto, il club viola dovrà gestire diverse uscite entro il 3 febbraio, a partire da Kayode. Con il Parma fuori dai giochi dopo la cessione di Coulibaly, la Roma resta in corsa, con Soulé e Zalewski tra i profili graditi. Tuttavia, sulla corsia sinistra il nome più apprezzato resta Spinazzola del Napoli..Per l’attacco, la priorità è trovare un vice Kean, ma prima serviranno cessioni. Kouame piace a Torino e Bologna, dove l’ex tecnico Italiano accoglierebbe volentieri anche Ikoné. La Fiorentina, però, punta a monetizzare, accettando solo trasferimenti con obbligo di riscatto. Le risorse ottenute potrebbero essere reinvestite, magari proprio per Luiz Henrique.

Monopattini in sharing a Firenze: tra comodità e degrado urbano

Monopattini elettrici abbandonati ovunque: inciviltà e mancanza di controlli aggravano la situazione

Il fenomeno dei monopattini in sharing ha rivoluzionato la mobilità cittadina, offrendo un’alternativa ecologica ai mezzi tradizionali. Tuttavia, la loro diffusione indiscriminata sta creando problemi di degrado urbano e disagi per pedoni e residenti. Il parcheggio selvaggio dei monopattini è sotto gli occhi di tutti: lasciati in mezzo ai marciapiedi, appoggiati ai muri dei palazzi o addirittura gettati a terra senza alcun rispetto per il decoro e la sicurezza pubblica.Inciviltà e mancanza di controlliLa responsabilità di questa situazione ricade principalmente sull’inciviltà di alcuni utenti, che abbandonano i mezzi ovunque, senza curarsi delle conseguenze. "Ogni mattina trovo almeno un monopattino davanti alla mia attività, spesso sdraiato sul marciapiede. È una situazione frustrante", racconta Matteo, titolare di un negozio nel centro storico.Anche i residenti sono esasperati. Lucia, che vive nei pressi di Piazza San Marco, denuncia: "Passeggiare con un passeggino o con una persona anziana è diventato impossibile. Trovi monopattini ovunque e devi continuamente fare lo slalom per evitarli".Ma se l’inciviltà degli utenti è un fattore determinante, a peggiorare la situazione è anche la mancanza di controlli efficaci. "Non c'è un vero monitoraggio, sembra che questi monopattini siano lasciati allo sbando. Servirebbero multe più severe per chi parcheggia in modo irresponsabile", sostiene Davide, un altro cittadino.La necessità di regole più rigideIl Comune ha più volte annunciato nuove regolamentazioni per contrastare il parcheggio selvaggio, ma finora i risultati sono stati scarsi. Le zone dedicate al parcheggio spesso non vengono rispettate e le sanzioni sembrano insufficienti a disincentivare il comportamento scorretto."Servirebbero stalli ben segnalati e il divieto assoluto di lasciare i monopattini in punti critici come gli incroci o i marciapiedi stretti", suggerisce Elisa, che lavora in un ufficio pubblico. "Se non si interviene, la situazione non potrà che peggiorare".Intanto, Firenze continua a fare i conti con un problema che riguarda tanto la mobilità quanto il decoro urbano. Riuscirà la città a trovare un equilibrio tra innovazione e rispetto degli spazi pubblici?

Il caso Gudmundsson: talento frenato dagli infortuni, il club aspetta il suo riscatto

Solo 370 minuti in Serie A per Gudmundsson: un talento che fatica a imporsi a causa degli infortuni

Solo 370 minuti in Serie A e 503 totali tra campionato, Conference League e Coppa Italia. Questo il bilancio di Albert Gudmundsson con la maglia viola, un talento su cui la Fiorentina ha investito molto ma che continua a essere condizionato da problemi fisici. Dopo il polpaccio e il bicipite femorale, ora è la caviglia a fermarlo. Eppure, quando ha giocato, ha dimostrato il suo valore, con tre reti pesanti contro Lazio e Milan.La Fiorentina ha puntato forte su Gudmundsson, acquistandolo in prestito oneroso per 8 milioni con diritto/obbligo di riscatto fissato a 17 milioni più 3,5 di bonus, una cifra che potrebbe renderlo l'acquisto più costoso della storia del club. Tuttavia, il suo impatto è stato intermittente e la squadra sente la sua assenza. Dopo due giorni di riposo, oggi si valuteranno le sue condizioni in vista del match contro il Monza.Sabato, contro il Napoli, si stava scaldando per entrare, ma un fastidio alla caviglia lo ha fermato all’ultimo momento. «Doveva entrare, ma ha sentito dolore durante uno scatto e si è bloccato» ha spiegato Raffaele Palladino, aggiungendo che il giocatore gli ha riferito di aver avuto un problema simile ai tempi del Genoa. L’allenatore continua a gestirlo con prudenza, consapevole della fragilità fisica che finora ne ha limitato il rendimento.Da quando è arrivato, Gudmundsson ha segnato tre gol in Serie A, uno in Conference League contro il LASK e uno su rigore in Coppa Italia contro l’Empoli. Intanto, si è tolto la soddisfazione di essere eletto miglior atleta islandese dell’anno, ma in viola deve ancora imporsi davvero. La Fiorentina lo aspetta, ma il tempo stringe.

Countdown per Folorunsho in viola: prestito con riscatto vicino alla chiusura

Nuovo rinforzo per il centrocampo viola entro l’Epifania

Il trasferimento di Michael Folorunsho dalla maglia del Napoli a quella della Fiorentina sembra ormai questione di giorni. Il centrocampista, che ha recentemente postato sui social un’emoji a forma di clessidra, ha lasciato intendere che il passaggio è imminente. L’accordo più probabile è un prestito con diritto di riscatto fissato intorno ai 9-10 milioni di euro, e la trattativa potrebbe essere definita entro l’Epifania, consacrandolo come il primo acquisto invernale dei viola.Folorunsho rappresenta un rinforzo versatile per il centrocampo della Fiorentina, con l’allenatore pronto a ritagliargli un ruolo su misura, come già fatto con altri giocatori in passato. L’intesa tra il calciatore e la società toscana è già stata raggiunta, mentre il Napoli attende solo di trovare un sostituto prima di dare il via libera definitivo.Le prossime ore saranno decisive, e non si esclude che le visite mediche possano essere programmate già a inizio settimana prossima, subito dopo la partita di sabato. A 26 anni, Folorunsho si prepara così a una nuova avventura, portando qualità e duttilità al centrocampo viola.

Addio a Biraghi e Quarta: la rivoluzione di Palladino apre le porte a una nuova leadership

La Fiorentina dice addio ai suoi leader storici e apre un nuovo capitolo con Palladino: verso una nuova leadership e identità di squadra

La Fiorentina si prepara a voltare pagina con una rivoluzione non solo tecnica ma anche emotiva, guidata da Raffaele Palladino. L'allenatore sta orchestrando un rinnovamento radicale che coinvolge figure chiave dello spogliatoio, da tempo vittima di un calo motivazionale aggravato dalle tre finali perse nell'ultimo anno. Dopo le partenze di Milenkovic, Gonzalez, Castrovilli, Bonaventura e Duncan durante il mercato estivo, ora è il turno di due pilastri storici: Cristiano Biraghi e Lucas Martinez Quarta.CAPITOLO CHIUSO. Entrambi simboli del ciclo Italiano, Biraghi e Quarta rappresentavano punti fermi sia sul campo che nello spogliatoio. Nonostante i tentativi iniziali di Palladino di reintegrarli con cambi di ruolo — Biraghi provato come centrale in una difesa a tre e Quarta testato come mediano — gli esperimenti non hanno dato i frutti sperati. Il terzino sinistro, capitano dal 2021, lascia la Viola con 266 presenze e 15 gol, mentre l'argentino, con 142 apparizioni e lo stesso numero di reti, chiude il suo percorso come leader secondario della squadra.NUOVA GENERAZIONE. L’uscita di scena dei due capitani storici obbliga la Fiorentina a individuare nuovi leader. Tra i candidati principali spicca Luca Ranieri, cresciuto nel vivaio e simbolo di dedizione. Tuttavia, non basterà solo lui: serviranno altre figure in grado di trascinare il gruppo. La logica adottata finora dal club, che tiene conto delle presenze accumulate, potrebbe favorire giocatori come Mandragora (116 presenze), Dodo (90) e Sottil (133).IL PESO DELL’ESPERIENZA. Alcuni giocatori, come il portiere Terracciano e l'esterno Ikoné, sembrano destinati a partire, mentre profili di esperienza internazionale come De Gea potrebbero rappresentare un valore aggiunto. L'obiettivo è chiaro: costruire una Viola 2.0, capace di affrontare le sfide future con una leadership rinnovata e un'identità solida. L’addio di Biraghi e Quarta segna dunque la fine di un’era, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo per la Fiorentina, pronta a ridefinire il proprio spogliatoio per tornare competitiva ad alti livelli.

Vacanza d’arte e bellezza a Firenze per la star di Hollywood Ana de Armas

La star di Hollywood esplora i tesori di Firenze: dalla Galleria degli Uffizi a Ponte Vecchio, tra arte rinascimentale e stile inconfondibile

La celebre attrice cubano-spagnola Ana de Armas, nota per il suo talento e la sua bellezza magnetica, sta trascorrendo una vacanza da sogno nella città d’arte per eccellenza: Firenze. La star di Hollywood ha condiviso con i suoi 11 milioni di follower su Instagram una serie di scatti che ritraggono i luoghi simbolo del capoluogo toscano, lasciando trasparire la sua meraviglia per le bellezze artistiche e culturali della città.Tra le foto pubblicate sul suo profilo, Ana de Armas ha mostrato Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio, che sembra averla particolarmente colpita. La star non ha mancato una visita alla prestigiosa Galleria degli Uffizi, dove si è immersa tra i capolavori di maestri come Botticelli, Michelangelo e Leonardo da Vinci.Non potevano mancare i simboli più iconici della città: il romantico Ponte Vecchio, e il David di Michelangelo, conservato presso la Galleria dell’Accademia. La sua esplorazione l’ha portata anche nella vibrante Piazza della Repubblica, con le sue iconiche giostre.La presenza di Ana de Armas a Firenze ha scatenato l’entusiasmo dei fan italiani e non solo, che l’ammirano non solo per il suo talento recitativo, ma anche per il suo stile raffinato. L’attrice è diventata famosa a livello internazionale grazie a film come Blade Runner 2049, in cui ha interpretato la misteriosa e affascinante Joi, e Cena con delitto - Knives Out, che le ha valso una nomination ai Golden Globe. Recentemente, ha incantato il pubblico con la sua interpretazione di Marilyn Monroe in Blonde, un ruolo che le è valso una candidatura agli Oscar come Miglior Attrice Protagonista.Durante questa pausa tra i suoi impegni cinematografici, Ana sembra aver trovato a Firenze una perfetta combinazione di relax e ispirazione artistica e culinaria. Le sue foto riflettono un autentico amore per l’arte e la cultura italiana, rendendo omaggio a una città che continua ad affascinare star internazionali e semplici turisti.Con i suoi post, Ana de Armas ha regalato ai suoi fan un viaggio virtuale attraverso una delle città più belle del mondo, ricordando ancora una volta come il fascino di Firenze non conosca confini. Non resta che attendere quale sarà la prossima tappa del suo tour italiano, o magari il prossimo ruolo che la porterà di nuovo sotto i riflettori di Hollywood.

Conference League: la Fiorentina in Portogallo per evitare i playoff e sognare gli ottavi

Problemi di viaggio, ma nessun alibi: Palladino chiede una prestazione perfetta

La Fiorentina si prepara a sfidare il Guimaraes nell'Estadio Dom Afonso Henriques (ore 21) con un duplice obiettivo: riscattarsi dopo la sconfitta contro il Bologna e conquistare il secondo posto nel girone per accedere direttamente agli ottavi di finale della Conference League. La vittoria permetterebbe ai viola di evitare i playoff, risparmiando due partite aggiuntive, e garantirebbe di non incontrare il Chelsea fino a un’eventuale finale.VIAGGIO TRAVAGLIATO. Il meteo ha complicato la vigilia: partenza ritardata da Pisa e arrivo a Guimaraes in tarda serata. Nonostante l’inconveniente, il tecnico Palladino non accetta scuse. La squadra dovrà scendere in campo concentrata per una prestazione convincente, fondamentale per mantenere vive le ambizioni europee.IL GIRONE. Con un punto, la Fiorentina sarebbe già qualificata agli ottavi (previsti dal 6 al 13 marzo), ma puntare alla vittoria è essenziale per insidiare il secondo posto attualmente occupato dal Guimaraes. I viola devono anche sperare che il Legia Varsavia non vinca con una goleada contro il Djurgarden, incroci che potrebbero cambiare le gerarchie del maxi girone.ASSENZE E FORMAZIONE. Il Guimaraes si presenta privo di giocatori chiave come Nelson Oliveira, leader offensivo, e Bruno Gaspar. La Fiorentina, dal canto suo, ha lasciato a casa Sottil e Cataldi per tonsillite, mentre Biraghi è fuori per scelta tecnica. Palladino dovrebbe schierare una formazione bilanciata tra titolari e riserve. Martinelli potrebbe difendere i pali, mentre Dodo sarà in campo, approfittando della squalifica in campionato. In attacco, probabile la presenza di Gudmundsson alle spalle di Kean.ATMOSFERA INFUOCATA. L’Estadio Dom Afonso Henriques sarà gremito con circa 30.000 spettatori, ma senza il supporto dei tifosi viola, ancora sotto squalifica UEFA. Alla Fiorentina servirà una prova di carattere per superare la bolgia portoghese e mettere al sicuro il passaggio del turno.

“Lasciato da un incivile! Ritiro in corso”. La Guerrilla Marketing di Alia Multiutility arriva anche nel territorio di Sesto Fiorentino

Associazioni in prima fila contro l'abbandono dei rifiuti. Originale strategia di comunicazione per attirare l’attenzione dei cittadini

Strategie di comunicazione originali, che partono dal basso e puntano a responsabilizzare i cittadini nella segnalazione di comportamenti scorretti, sono state messe in campo anche a Sesto Fiorentino. Protagonisti della mattinata, trascorsa a fianco degli ispettori ambientali di Alia Multiutility ed alla presenza dell’amministrazione comunale, sono stati i volontari delle associazioni “La Racchetta”, Auser e Associazione Comunale Anziani che hanno dato il loro prezioso contributo per ispezionare e verificare lo stato di cura delle postazioni interrate presenti nel centro cittadino. Vere e proprie azioni di ‘guerrilla marketing’, promosse per sensibilizzare i cittadini contro l’abbandono dei rifiuti, sono state effettuate in via della Chiesa, via Potente, via Corsi Salviati e in piazza IV Novembre dove ignoti avevano abbandonato, oltre a sacchetti di rifiuti non differenziati, un passeggino, una moto giocattolo, ma anche onduline da terrazzo e taniche contenenti liquidi non identificabili. Su questi materiali è stato apposto, dagli ispettori ambientali, un appariscente adesivo giallo e nero che rilancia il claim della campagna di Alia ‘Ritiro in corso. Lasciato da un incivile!’ e che ha richiamato l'attenzione di tanti cittadini che si sono soffermati per assistere alle attività in corso e chiedere informazioni. L’iniziativa è realizzata da Alia Multiutility che, accanto ad azioni che promuovono nuovi servizi di pulizia e coinvolgimento dei cittadini, pensa anche a forme diverse di comunicazione con l’obiettivo, in questo caso, di contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti, anche grazie all’apposizione di fascette adesive gialle e nere con una scritta che avvisa i passanti del fatto che quei rifiuti saranno presto rimossi. Azioni come quella svoltasi a Sesto Fiorentino mirano ad informare i cittadini e favorire un cambio di prospettiva, mettendo in evidenza i gesti incivili che costano alla collettività 20 milioni di euro all’anno. “Abbiamo scelto di effettuare azioni di comunicazione non convenzionale, ripartendo dalla piana fiorentina, contro gli atti incivili compiuti da chi lascia i rifiuti per strada, disinteressandosi della pulizia e del decoro del territorio - commenta il presidente di Alia Multiutility, Lorenzo Perra -. Siamo convinti che possano essere utili per tenere alta l’attenzione sulle tematiche ambientali e per ricordare che serve un impegno collettivo per scoraggiare comportamenti sbagliati”. “Chi abbandona i rifiuti commette un gesto di inciviltà i cui costi ambientali, sociali ed economici ricadono su tutta la collettività – afferma l’assessora all’ambiente del Comune di Sesto Fiorentino Beatrice Corsi –. Insieme ad alcune delle associazioni della nostra città abbiamo preso parte volentieri al lancio di questa iniziativa da parte di Alia, un’iniziativa originale ed efficace per accrescere la consapevolezza e stigmatizzare comportamenti inaccettabili. Ringrazio Alia e tutte le associazioni coinvolte, sia quelle hanno preso parte alla presentazione, sia le tante impegnate nella difesa e nella tutela del nostro territorio al fianco dell’Amministrazione”. L’iniziativa di ‘guerrilla marketing’ è inserita nel piano di lancio di Aliapp, l’applicazione di Alia scaricabile gratuitamente per sistemi iOs e Android, che permette ai cittadini di effettuare segnalazioni di vario genere (comprese quelle relative ai rifiuti abbandonati), prenotare un ritiro ingombranti al proprio domicilio, consultare i calendari di raccolta nelle aree in cui è attivo il servizio porta a porta, scoprire il punto di raccolta più vicino, richiedere un servizio commerciale e tanto altro.

“Diffusi dati errati e privi di fonte, noi sempre trasparenti e corretti”: Alia ribatte alle accuse

La Multiutility fiorentina chiarisce le accuse e ribadisce il proprio impegno per trasparenza, sostenibilità e crescita economica

In seguito alle recenti dichiarazioni del presidente della Commissione Controllo e Garanzia del Comune di Firenze, Alia Multiutility interviene per fornire una ricostruzione precisa della situazione economica e finanziaria dell’azienda, ribadendo il proprio impegno verso la trasparenza e la correttezza. "Le informazioni, i numeri e i documenti oggetto di recente diffusione, privi di fonte e in alcuni casi del tutto erronei, non rappresentano in modo veritiero la effettiva situazione economica e finanziaria della società", si legge nella nota ufficiale di Alia.La posizione di Alia sui bilanci e le pratiche contabiliNel comunicato Alia S.p.A., emittente di obbligazioni su mercati regolamentati, sottolinea che la divulgazione di informazioni non fondate, potenzialmente in grado di influenzare negativamente l’attività d’impresa e i mercati, è una pratica sanzionata dalla legge. La società evidenzia che i propri bilanci sono redatti secondo i principi contabili internazionali IFRS e certificati da Price Waterhouse Coopers, una delle principali società di revisione a livello globale.In risposta alle accuse di ricorrere a presunti “escamotage contabili”, Alia chiarisce che i criteri di contabilizzazione dei ricavi seguono pratiche comuni nel settore dei servizi pubblici, correlando costi e ricavi nell’anno di competenza. Inoltre, sottolinea che le norme emanate da Arera, autorità di regolazione per l’energia e l’ambiente, non incidono sulla redazione del bilancio aziendale.Crescita e solidità finanziariaLa Multiutility ha evidenziato dati economici positivi per il 2023 e il 2024, testimoniando una crescita costante della redditività del gruppo. "I dati relativi al 2023 e al 2024 mostrano una costante e significativa crescita della redditività del gruppo, a testimonianza della solidità del piano industriale e delle sue proiezioni. Tutte le business unit, a partire dal settore ambiente, sono su un sentiero di efficienza operativa grazie ad un piano di investimenti che ha realizzato e realizzerà infrastrutture rilevanti per la gestione ordinata dei servizi, affrancando così la Toscana dalla dipendenza da infrastrutture di terzi e contenendo le tariffe.  Il debito contratto dalla Società è stato prevalentemente impiegato a finanziare tali opere, incrementando significativamente il valore patrimoniale degli asset gestiti dall’impresa. Tra il 2021 e il 2024 il valore delle infrastrutture del Gruppo (asset concessorio) è aumentato da 210 a 1.248,5 milioni di euro (con il valore delle infrastrutture dell’ambiente passate da 210 a 424,5 milionidi euro). Sotto il profilo dell’indebitamento, nel periodo 2021-23 le principali multiutility italiane hanno registrato un rapporto tra debito e risultato lordo medio (PFN/EBITDA) compreso tra 2,9x e 3,7x. Nello stesso periodo il Gruppo ha registrato un coefficiente medio di 2,6x ponendosi tra i best performer delle utility italiane", si legge nella nota.Transizione ecologica ed efficienza dei serviziAlia ha ribadito che il proprio piano industriale è focalizzato su progetti che supportano la transizione energetica e ambientale, senza intraprendere acquisizioni di natura finanziaria. Questo approccio, concordato con gli azionisti, mira a garantire la massima efficienza nei servizi offerti ai cittadini e a promuovere la sostenibilità.Dialogo e rifiuto delle polemiche politichePur dichiarandosi aperta al confronto costruttivo, Alia respinge fermamente le interpretazioni “strumentali” delle sue scelte economiche e finanziarie, ritenendole non corrispondenti alla realtà. "Alia ribadisce - conclude il comunicato - che non intende prestarsi a polemiche politiche, mantenendo l’attenzione sul consolidamento del proprio ruolo di riferimento nel settore dei servizi pubblici locali".

Moise Kean: Protagonista della Fiorentina tra Gol, Errori e Futuro da Leader

Dalla sfida contro l’Empoli alle prospettive future, Moise Kean si conferma il perno dell’attacco viola, nonostante amarezze e momenti di gloria

In una fase cruciale della stagione, la Fiorentina si è stretta intorno a Moise Kean, il suo numero venti, che si conferma figura centrale nel percorso viola. La sfida di Coppa Italia contro l’Empoli ha messo in evidenza il carattere e il talento dell’attaccante: protagonista di una serata intensa, Kean ha brillato con il gol dell'1-1, dedicato a Edoardo Bove con un gesto significativo verso curva e telecamere. Ma la gioia è stata offuscata da un errore ai rigori, che ha condannato la squadra a un’amara eliminazione.Nonostante l’epilogo deludente, la stagione di Kean racconta un’altra storia: tredici reti con la Fiorentina, quattordici includendo quella segnata con la Nazionale a settembre, un risultato notevole per chi veniva da un anno senza gol.La partita contro l’Empoli è stata, in gran parte, una sfida personale tra Kean e il difensore Ismajli. Dopo averlo marcato efficacemente nello 0-0 di campionato al Castellani, Ismajli ha riproposto lo stesso copione: marcature serrate e interventi al limite del regolamento. Nonostante l’ostacolo, Kean ha saputo rispondere con la sua solita grinta: pressing continuo, sponde utili per i compagni e pericolosità nei duelli aerei, come dimostrato dal colpo di testa che ha sfiorato la traversa nel primo tempo.Il momento decisivo è arrivato al 60', quando Kean ha approfittato di un pallone non trattenuto dal portiere Seghetti per firmare il pareggio. Nel finale, complice l’uscita di Ismajli, l’attaccante ha trovato più spazi e sfiorato un altro gol con un’incornata neutralizzata dallo stesso Seghetti, protagonista di una parata decisiva.Kean ha mostrato grande sintonia con Lucas Beltran, con cui ha condiviso gran parte del match. Quando Palladino ha deciso di sperimentare, inserendo Gudmundsson e successivamente Kouamé, la Fiorentina ha optato per una formazione a due punte, una novità che potrebbe diventare un’opzione stabile in futuro. Con l’addio di Bove, i viola stanno ridefinendo il proprio assetto offensivo, ma è evidente che Kean rimanga il fulcro di ogni strategia.La serata che aveva visto Kean come assoluto protagonista si è conclusa nel modo più amaro. Dagli undici metri, il suo tiro alto sopra la traversa ha sancito l’eliminazione della Fiorentina, un errore che richiama alla mente il penalty fallito contro il Milan. I rigori restano una debolezza su cui l’ex Juventus dovrà lavorare per completare la sua crescita come attaccante completo.Nonostante l’eliminazione, la prestazione di Kean è stata un segnale chiaro: la Fiorentina può contare su di lui come leader tecnico e carismatico. Il suo spirito di sacrificio e la capacità di essere decisivo in momenti chiave lo rendono una figura fondamentale per il presente e il futuro della squadra.

Sfida in Coppa Italia: la Fiorentina pronta a reagire. Quarta, Sottil e Gud gli “eredi” di Bove

Fiorentina, emozione e speranza: Edoardo motiva la squadra da lontano. Ma lascia un vuoto da colmare nell’immediato

Una videochiamata tra il reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Careggi e il Viola Park ha segnato una svolta emotiva per la Fiorentina. Edoardo Bove, collegato con i suoi compagni, ha rassicurato tutti con un sorriso e un messaggio potente: “Giocate per me”. Parole semplici, ma cariche di significato, che hanno ridato forza e speranza a un ambiente provato. Il centrocampista romano, che ha conquistato Firenze per il suo carisma e la sua dedizione, si è dimostrato ancora una volta un leader, anche a distanza. Nonostante non possa essere in campo, è come se fosse accanto ai suoi compagni, pronto a spingerli verso nuove sfide.La giornata, però, non era iniziata sotto la stessa luce. La società viola, turbata dagli eventi, aveva seriamente preso in considerazione l'idea di chiedere il rinvio della partita contro l’Empoli. Un’ipotesi accolta con grande comprensione e spirito di solidarietà dagli avversari, ma che è stata superata grazie al messaggio di Bove. Il suo invito a guardare avanti ha cambiato il corso degli eventi, riportando la squadra al lavoro nel pomeriggio. Gli allenamenti sono ripresi al Viola Park, dove schemi e tattiche hanno gradualmente preso il posto dello sconforto iniziale.Da New York, il presidente Rocco Commisso ha vissuto la giornata con il fiato sospeso. Attraverso continui aggiornamenti dai suoi dirigenti, è rimasto vicino alla squadra e al giovane centrocampista. In serata, è riuscito a parlare direttamente con Bove, trasmettendogli un messaggio di affetto e incoraggiamento: “Ti voglio bene, ragazzo. Guarisci in fretta e torna presto!”. Parole che testimoniano il legame profondo tra Commisso, i suoi giocatori e il progetto che ha costruito a Firenze.Anche la tifoseria non ha fatto mancare il proprio sostegno. La Curva Fiesole ha reinterpretato la coreografia mostrata contro l’Inter, dedicata a Giovanni dalle Bande Nere, alla luce di quanto accaduto. “Edo incarna quello spirito guerriero che abbiamo voluto rappresentare. Ti aspettiamo a braccia aperte, ragazzo!”, hanno dichiarato i tifosi, dimostrando quanto il giovane centrocampista sia già diventato un simbolo per la città e la squadra.Ma sul piano tecnico, l’assenza di Bove pone nuove sfide per mister Palladino. Il centrocampista romano, grazie alla sua versatilità, era una pedina chiave in molteplici ruoli. Come esterno offensivo accanto a Colpani e Beltran, ha garantito dinamismo e creatività; come mediano al fianco di Cataldi o Mandragora, ha fornito equilibrio e solidità. Ora, Palladino dovrà riorganizzare l’assetto della squadra, cercando nuove soluzioni per mantenere l’efficacia del gioco viola.Un aiuto importante arriverà dal rientro di Gudmundsson, pronto a tornare in campo dopo un lungo stop. L’islandese, uno degli acquisti più significativi della scorsa estate, rappresenta una risorsa fondamentale per la Fiorentina. Con la sua velocità, la sua capacità di saltare l’uomo e il suo senso tattico, Gudmundsson offre una varietà di opzioni. La sua presenza consentirà a Palladino di sperimentare nuovi moduli, garantendo maggiore qualità in fase offensiva. Potrebbe agire sia come ala pura, dando ampiezza al gioco, sia come supporto ai trequartisti, permettendo alla squadra di mantenere una forte spinta creativa nonostante l’assenza di Bove. Il suo recupero non è solo una buona notizia, ma una necessità per affrontare un periodo fitto di impegni e continuare a competere ai massimi livelli.Oltre a Gudmundsson, anche Sottil sarà chiamato a dare un contributo cruciale. L’esterno offensivo, noto per la sua velocità e la sua capacità di attaccare gli spazi, potrebbe trovare più spazio nell’asse a tre alle spalle di Kean. Sottil ha dimostrato in passato di essere un giocatore capace di fare la differenza, soprattutto quando riesce a trovare la giusta continuità. Palladino dovrà lavorare su di lui per renderlo un punto di riferimento stabile, un’arma in più per aggirare le difese avversarie.A centrocampo, invece, si punta sul contributo di Quarta, che potrebbe essere schierato in una posizione più avanzata rispetto al consueto. La sua duttilità lo rende una scelta interessante, capace di unire qualità difensive e impostazione di gioco. Con Quarta in mediana, la Fiorentina potrebbe ritrovare quell’equilibrio necessario per garantire copertura difensiva e fluidità offensiva, due aspetti che Bove assicurava con naturalezza.La sfida contro l’Empoli, quindi, rappresenta un test importante non solo per il cammino in Coppa Italia, ma per il carattere e la capacità della squadra di reagire alle difficoltà. Con Gudmundsson pronto al rientro, Sottil motivato a dimostrare il suo valore e Quarta in una posizione chiave, Palladino ha a disposizione gli strumenti per affrontare le prossime settimane con fiducia. E la Fiorentina lo farà con un pensiero costante: vincere, non solo per avanzare nella competizione, ma per dedicare ogni successo al loro compagno Edoardo Bove, in attesa del suo ritorno in campo, con la sua maglia viola e il suo spirito indomito.

Alia: il materiale per la raccolta differenziata può essere ritirato nelle tabaccherie convenzionate

Perra: “Servizio gratuito, veloce e sostenibile”

Alia Multiutility, l'azienda che gestisce il servizio rifiuti in 58 Comuni della Toscana centrale, annuncia un’importante novità: a partire da questa settimana è possibile ritirare il materiale per la raccolta differenziata, oltre che presso i consueti sportelli territoriali, anche utilizzando la rete delle tabaccherie associate alla Federazione Italiana Tabaccai (Fit). Questo ambizioso progetto, che coinvolge il territorio di 42 Comuni, nasce con l'obiettivo di avvicinare sempre più Alia ai suoi utenti, offrendo una formula semplice, gratuita e veloce per il ritiro delle dotazioni necessarie.Grazie al nuovo servizio, i cittadini possono recarsi presso le tabaccherie aderenti e ritirare le dotazioni previste dal proprio rapporto contrattuale con Alia, in funzione della tipologia di utenza e di contratto: in particolare sacchi azzurri per gli imballaggi, sacchi sanitari per pannolini e pannolonie chiavette digitali. Attualmente hanno già aderito all’iniziativa 158 tabaccai.Per utilizzare questo servizio i cittadini devono semplicemente presentarsi nelle tabaccherie aderenti muniti di un documento di identità e del codice utenza, reperibile nella sezione account del proprio profilo su Aliapp o nella seconda pagina della bolletta cartacea. Questa nuova modalità di distribuzione rappresenta un'importante semplificazione per le famiglie, che possono così gestirecon maggiore efficienza la raccolta differenziata dei rifiuti.L’introduzione del nuovo servizio non solo amplia i punti di contatto fra Alia e i cittadini, ma rafforza anche il rapporto di fiducia e collaborazione. La possibilità di ritirare le dotazioni per la raccolta differenziata presso le tabaccherie facilita il rapporto con gli utenti, rendendo le interazioni più agevoli e immediate.“Siamo orgogliosi di lanciare questa novità, che sottolinea il nostro impegno verso una maggiore vicinanza ai cittadini e una gestione più efficiente e sostenibile dei rifiuti”, commenta Lorenzo Perra, presidente di Alia Multiutility. “Grazie alla collaborazione con Fit possiamo offrire un'opzione in più per il ritiro delle dotazioni, facilitando la vita quotidiana dei nostri utenti e migliorando il servizio complessivo. Questo progetto è un esempio concreto di come l'innovazione e la collaborazione possano portare benefici tangibili alla comunità”.“Se possiamo essere utili a facilitare la vita quotidiana dei cittadini, noi tabaccai siamo sempre ben lieti di farlo", sottolinea Mario Antonelli, presidente nazionale della Federazione Italiana Tabaccai (Fit). “D’altra parte, da decenni le tabaccherie non sono più normali negozi generalisti ma, soprattutto nei piccoli centri, veri e propri punti di riferimento per la cittadinanza. Per questo sono certo che il nostro coinvolgimento nella distribuzione dei sacchetti possa portare indiscussi vantaggi alle amministrazioni comunali, agli abitanti del territorio e, ancora di più, all’ambiente”.L'introduzione del servizio gratuito di distribuzione dei materiali presso le tabaccherie è parte di un piano più ampio di Alia per ottimizzare la gestione del rapporto con i cittadini, offrendo servizi più smart e più vicini alle persone. La vicinanza non è solo geografica, ma anche relazionale: Alia intende essere un punto di riferimento costante e facilmente accessibile per ogni esigenza legata alla gestione dei rifiuti. L'iniziativa mira a ottenere:• Maggiore accessibilità. Offrire ai cittadini più punti di ritiro sul territorio, riducendo ledistanze e i tempi di attesa. Questo aumento dei punti di contatto permette di fare operazioni in maniera più diretta e tempestiva.• Comodità e velocità. Semplificare le procedure per il ritiro delle dotazioni, rendendole più rapide e facilmente accessibili. Gli utenti potranno così gestire le loro necessità senza doversi recare presso gli sportelli territoriali, migliorando la propria esperienza complessiva.• Sostenibilità. Promuovere una gestione dei rifiuti più consapevole ed ecologica, incentivando la raccolta differenziata. Una migliore gestione dei rifiuti contribuisce a unambiente più pulito e sano, a beneficio di tutto la comunità. Il progetto, che si inserisce nella strategia di miglioramento continuo di Alia, è destinato a crescere ulteriormente, con l'adesione di nuovi tabaccai e l'estensione del servizio ad altri Comuni. L’elenco delle tabaccherie aderenti all’iniziativa è consultabile suwww.aliaserviziambientali.it. Questi i Comuni nei quali prende avvio il servizio, divisi per aree territoriali.Area fiorentina: Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Figline Incisa, Firenze, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, San Casciano Val di Pesa, Scandicci, Scarperia e San Piero, Signa.Area pratese: Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Prato, Vaiano.Area Pistoiese: Agliana, Chiesina Uzzanese, Larciano, Monsummano Terme, Montale, Montecatini Terme, Pieve a Nievole, Pistoia, Quarrata, Serravalle Pistoiese.Area empolese: Capraia e Limite, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Certaldo, Empoli, Fucecchio, Gambassi Terme, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Vinci.

Bagni pubblici in piazza Indipendenza: tra degrado e disservizi, la denuncia dei cittadini

Condizioni igieniche precarie, graffiti e sporcizia: residenti e commercianti di Firenze chiedono interventi urgenti per restituire decoro e funzionalità ai servizi essenziali

Lo stato di degrado dei bagni pubblici in piazza Indipendenza è diventato un problema crescente per i residenti e i turisti della zona. Numerose segnalazioni sono state raccolte nelle ultime settimane riguardo alle condizioni precarie delle strutture igieniche, che non solo non garantiscono un minimo di decoro ma rappresentano anche un rischio igienico per chi si trova costretto a utilizzarle.La denuncia è partita dai social: alcuni abitanti del quartiere hanno condiviso foto eloquenti, che mostrano lo stato di abbandono dei bagni pubblici della piazza. Graffiti sulle pareti, sporcizia accumulata e toilette sporche circondata da foglie e rifiuti hanno fatto il giro del web, suscitando indignazione e richieste di intervento immediato. È stata proprio questa denuncia pubblica a spingere Firenzedintorni.it a indagare più a fondo sulla questione, raccogliendo testimonianze di cittadini e commercianti della zona.Le testimonianzeAlcuni cittadini, esasperati, hanno espresso la loro frustrazione. “Vivo in zona da anni e questa condizione si trascina ormai da troppo tempo”, dichiara Gabriele B., residente del quartiere. “Non si tratta solo di un problema di decoro urbano, ma anche di salute pubblica. Non è possibile che una città come Firenze lasci abbandonare un servizio così essenziale”.Anche i commercianti della zona non nascondono il loro malcontento. Francesca R., titolare di un bar vicino alla piazza, aggiunge: “I turisti entrano continuamente nel nostro locale chiedendo di usare i servizi igienici perché i bagni pubblici sono impraticabili. Capisco il loro disagio, ma non possiamo sostituirci a un servizio pubblico”.Non mancano le preoccupazioni sul fronte turistico. Mario Longo, guida turistica che spesso accompagna gruppi nella zona, sottolinea: “La prima impressione conta, e un turista che vede una situazione del genere si porta dietro un’immagine negativa della città. Questo non è accettabile per una meta di livello internazionale come Firenze”.Le richieste dei cittadiniLa situazione dei bagni pubblici di piazza Indipendenza è solo uno dei molti segnali che indicano una scarsa attenzione alla manutenzione di strutture pubbliche essenziali. I residenti chiedono un intervento immediato per ripristinare la funzionalità e il decoro dei servizi igienici.Molti auspicano un sistema di manutenzione più frequente e una sorveglianza contro gli atti vandalici, che sembrano essere una delle principali cause del degrado. “Abbiamo bisogno di bagni pubblici funzionanti e puliti, e di un piano che garantisca che restino tali”, conclude Gabriele.Nel frattempo, però, piazza Indipendenza resta un simbolo di un problema più ampio, che tocca il rapporto tra Firenze e la cura dei suoi spazi pubblici. I residenti attendono risposte concrete, mentre i turisti continuano a scontrarsi con un’immagine della città che non corrisponde al suo patrimonio storico e culturale.

Via Romana, la strada delle saracinesche abbassate: tra abbandono e turismo assente

Da centro commerciale a strada fantasma: il paradosso del turismo a Firenze

Via Romana, storica arteria fiorentina, sta vivendo una crisi sempre più evidente. Dei suoi 620 metri, ben 47 sono occupati da negozi chiusi e locali vuoti, senza nemmeno un’insegna o orari che ne indichino una possibile riapertura. Negli ultimi anni, la situazione è peggiorata rapidamente: mentre gli appartamenti ai piani alti si trasformano in case vacanza, il commercio al dettaglio continua a declinare, incapace di attrarre visitatori. È emblematico che persino un bar dotato di doppia licenza – somministrazione e tabacchi – sia rimasto chiuso da mesi senza trovare acquirenti, nonostante il cartello “vendesi” appeso alla serranda.A oggi, lungo via Romana restano in attività circa 84 esercizi tra negozi, botteghe artigiane, bar e locali turistici, mentre oltre un terzo dei fondi è inattivo o chiuso stabilmente. L’accelerazione del fenomeno è stata particolarmente drammatica nel 2023: in un anno hanno chiuso una ventina di negozi, di cui ben dodici solo a dicembre. Nel 2024 le chiusure sono state più contenute, forse perché la maggior parte degli esercenti aveva già gettato la spugna.In mezzo a questa crisi, via Romana si sta trasformando: sebbene i negozi tradizionali chiudano, aumentano i ristoranti e le attività orientate al turismo. Nei pressi di piazza San Felice sono apparsi minimarket, negozi di souvenir e accessori, mentre altri fondi storici hanno abbassato la saracinesca per sempre, come nel caso del verduraio Boccalini, chiusura particolarmente sentita dai residenti. A pochi metri, operai sono al lavoro in un fondo che ospitava un elettricista: presto diventerà l’ennesimo ristorante.Nel tratto tra piazza della Calza e via del Ronco, il commercio è quasi inesistente. Due fondi sono stati riconvertiti in affitti brevi per turisti: un simbolo dell’attuale paradosso di via Romana, dove l’identità locale cede il passo al turismo di passaggio. Emblematici sono i dettagli di queste conversioni: uno degli appartamenti affittati espone ironicamente l’insegna “prestige”, mentre l’altro è dotato di una keybox per il check-in rapido, peraltro vandalizzato.Gli ultimi negozianti storici di via Romana osservano con rassegnazione il rinnovamento di via dei Serragli, gemella e un tempo meno prestigiosa, ma oggi completamente riqualificata grazie a lavori di rifacimento di asfalto, sottoservizi e marciapiedi. Via Romana, un tempo strada nobile, resta invece trascurata: marciapiedi dissestati, pulizia scarsa e interventi di manutenzione insufficienti sono all’ordine del giorno. I commercianti, ormai abituati a gestire anche le emergenze più pratiche, tengono a portata di mano strumenti per liberare le caditoie in caso di pioggia, temendo che le giornate di maltempo possano peggiorare ulteriormente la situazione.Mentre Firenze è presa d'assalto dai visitatori, via Romana è rimasta esclusa dai principali percorsi turistici. Al momento l'unico traffico che anima via Romana è quello dei veicoli. Auto, bus e caddy elettrici percorrono la strada incessantemente, e il loro ritmo lento crea ingorghi che intralciano anche i mezzi pubblici. Via Romana, un tempo un elegante centro cittadino, rischia oggi di rimanere un angolo trascurato, lontano dai benefici del turismo, e abbandonata all’affanno del traffico urbano.

Fiorentina: la squadra di talenti riscoperti che sta stupendo tutti

Sotto la guida di Palladino, la Fiorentina trasforma i giocatori "di scarto" in elementi chiave del suo successo

Uno degli aspetti più affascinanti della Fiorentina di quest’anno è la sua capacità di trarre il meglio da giocatori considerati "di scarto" dai loro club precedenti. Profili come Robin Gosens, Yacine Adli, Daniele Cataldi, Moise Kean e Edoardo Bove, spesso sottovalutati nelle squadre da cui provengono, hanno trovato nuova vita sotto la guida di Raffaele Palladino. Per i loro ex club erano cedibili senza rimpianti, ma nella Fiorentina hanno trovato l'ambiente giusto per rilanciarsi.GOSENS. Robin Gosens sembra aver ritrovato la forma dei tempi dell’Atalanta, martellando sulla fascia sinistra con una determinazione e una costanza che hanno sorpreso molti. La sua presenza è diventata fondamentale sia in fase difensiva che in quella offensiva, dimostrando quanto Palladino abbia visto giusto nel puntare su di lui.CATALDI E ADLI. In mezzo al campo, la coppia Cataldi-Adli ha ricalcato, per certi versi, il modello composto da Sensi e Rovella, che si era rivelato una formula vincente al Monza. Cataldi e Adli, apparentemente insospettabili, hanno dimostrato una sinergia e una capacità di visione del gioco che sono diventate la vera chiave di volta della Fiorentina. Il loro dinamismo e la capacità di gestire il possesso palla hanno trasformato il centrocampo in un reparto solido e creativo.BOVE. Edoardo Bove ha sfruttato al massimo la sua occasione di riscatto. Cresciuto nella Roma ma escluso dal progetto del club, ha risposto con prestazioni eccellenti, diventando addirittura un giustiziere dei suoi ex compagni. Nella sfida contro i giallorossi, si è guadagnato un rigore, ha fornito l'assist per il gol di Keane ha siglato il quarto gol con un’incursione che ricordava Dybala. Schierato come trequartista, ruolo insolito per lui, ha dimostrato una capacità di adattamento incredibile.KEAN. Tra i giocatori rivalutati da Palladino, Moise Kean è forse quello che più ha cambiato il proprio stile di gioco. La sua impazienza e i movimenti disordinati sono stati sostituiti da una sicurezza e una tecnica di un attaccante maturo. Giocando da destra, è diventato un punto di riferimento offensivo, grazie alla sua capacità di fare sponda e di attaccare la profondità, con uno stile che ricorda l’eleganza di Morata. Da promessa del calcio italiano a riserva, oggi è un titolare insostituibile.IL RISCATTO DELLE ‘RISERVE’. Questi ex “scarti” stanno dimostrando il loro valore con prestazioni che non lasciano spazio a dubbi. La Roma, impotente di fronte alla loro freschezza e determinazione, ha assistito a una lezione di calcio da chi, fino a poco tempo fa, era relegato in panchina. Ora, questi giocatori sono la spina dorsale di una Fiorentina che, partita in sordina, sta sorprendendo tutto il campionato.

Firenze, tra traffico e turismo: la sfida dei bus turistici

Il centro storico assediato dai pullman turistici: nuove misure in arrivo per alleggerire il traffico, ma i disagi per i fiorentini restano quotidiani

Firenze continua a fare i conti con il fenomeno dell'overtourism, un problema ben noto ai residenti che ogni giorno devono affrontare le complicazioni del traffico urbano, aggravato dall'afflusso costante di visitatori. Una delle zone più critiche è quella tra il lungarno della Zecca e lungarno Pecori Giraldi, dove i bus turistici spesso si accalcano in doppia e tripla fila, creando veri e propri blocchi stradali che paralizzano la circolazione. Questo tratto è diventato un nodo problematico, essendo uno degli ultimi punti di accesso ai piedi del centro storico per i mezzi turistici.La situazione è stata oggetto di aspre critiche nei giorni scorsi, soprattutto da parte del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Alberto Locchi, che ha condiviso immagini eloquenti del caos, raffigurando persino piccole auto che lottano per farsi strada tra i giganti dei pullman (foto in copertina). Non si tratta però di un evento eccezionale, ma di scene che si ripetono con una frequenza preoccupante. I numeri parlano chiaro: nel 2023 sono state rilasciate quasi 23.000 autorizzazioni ai bus turistici, una cifra che testimonia l'entità del problema.La nuova amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Sara Funaro, si è impegnata a trovare soluzioni concrete, proponendo di spostare i punti di sosta dei pullman ai margini della città e favorendo l'interscambio con la tramvia. Un primo passo in questa direzione è stato fatto con l'approvazione del progetto per un nuovo checkpoint a Firenze Sud, nella zona di Rovezzano, destinato a diventare un hub fondamentale per decongestionare il centro. Tuttavia, il percorso verso una soluzione definitiva è ancora lungo e complesso.Nel frattempo, l'assessore alla mobilità Andrea Giorgio ha lanciato un provvedimento per contrastare il caos dei bus in attesa di una riorganizzazione più strutturata. Nei giorni scorsi, durante un sopralluogo, è stato evidente come la presenza dei vigili urbani riesca temporaneamente a risolvere la situazione. Una pattuglia è intervenuta per allontanare i bus in doppia fila, invitando gli autisti a circolare fino a quando non si liberano i pochi stalli disponibili. Questo intervento ha portato, seppur per poco tempo, a una gestione più fluida del traffico, evitando l’accumulo di mezzi in sosta con i motori accesi e rispettando i tempi di fermata consentiti.Tuttavia, il problema persiste. A pochi metri di distanza, in viale Giovine Italia, i pullman che non riescono a trovare posto sul lungarno si parcheggiano in doppia fila, aggirando così le regole e continuando a congestionare la circolazione. Gli stessi agenti confermano che la soluzione non può essere solo temporanea o limitata alla sorveglianza locale. "Non possiamo essere ovunque", dichiara Francesco Passaretti, comandante della polizia municipale, che segnala l’esigenza di maggiori rinforzi.La soluzione a lungo termine sembra dunque risiedere nella combinazione di diversi fattori: l'introduzione di nuovi parcheggi esterni, un controllo più rigoroso dei permessi e l'attuazione dello "scudo verde", un sistema che consentirebbe di verificare automaticamente l'accesso dei bus privi di ticket, escludendo chi non è in regola e alleggerendo il traffico.Firenze, una città che vive del suo straordinario patrimonio culturale, deve dunque affrontare la sfida dell'equilibrio tra il suo fascino turistico e la qualità della vita dei suoi residenti, costretti a convivere con disagi ormai quotidiani. Le soluzioni promesse dalla giunta Funaro rappresentano un primo passo, ma la strada verso una gestione più sostenibile del flusso turistico sembra ancora lunga.

Fiorentina: Obiettivo Lecce, Palladino cerca soluzioni contro le piccole squadre

La squadra riprende gli allenamenti con l'incognita Kean e Pongracic. Colpani in cerca di riscatto

La Fiorentina torna in campo al Viola Park dopo i quattro giorni di riposo concessi dal tecnico Raffaele Palladino, per prepararsi alla delicata sfida contro il Lecce. Una gara che assume una rilevanza particolare, considerati i problemi che la squadra ha dimostrato contro le cosiddette piccole. Gli occhi sono puntati su Moise Kean, che sta recuperando da una lombalgia. Il suo rientro è ancora incerto, ma lo staff medico viola è fiducioso di poterlo schierare al Via del Mare. Meno ottimismo invece su Marin Pongracic, alle prese con un infortunio ai flessori della coscia sinistra. Il difensore spera di esserci, ma la sua situazione viene gestita con cautela.La stagione della Fiorentina, finora, ha mostrato un andamento altalenante: ottime prestazioni contro squadre di alto livello, come Lazio e Milan, ma difficoltà evidenti contro formazioni di bassa classifica. Il nuovo approccio di Palladino, basato su un baricentro più basso e ripartenze veloci, sembra funzionare meglio contro avversari che attaccano, ma va in crisi contro squadre più chiuse. È dunque necessario trovare una strategia più efficace per evitare di perdere punti preziosi, come accaduto nelle sfide contro Monza, Empoli e Venezia.Un giocatore chiave per la Fiorentina sarà Andrea Colpani, uno dei più utilizzati da Palladino. L’ex Monza ha mostrato solidità in campo, ma è ancora a caccia della sua prima rete stagionale. Domenica contro il Lecce potrebbe essere la sua occasione per sbloccarsi, e il suo contributo potrebbe rivelarsi fondamentale per risolvere le difficoltà offensive della squadra. Con il Lecce, la Fiorentina ha l’opportunità di dimostrare maturità e di non inciampare ancora contro le squadre meno quotate.

Kayode e Parisi: futuro incerto tra Fiorentina e un possibile trasferimento

I terzini viola tra aspettative e poca continuità in campo

La sosta, tra gli altri temi, ha portato a riflettere sulla situazione di due giocatori come Kayode e Parisi, intorno ai quali c’erano grandissime speranze e aspettative, ma che al momento restano seconde scelte sulle fasce, dietro a Dodô e Gosens. Entrambi i giocatori, pur dimostrando talento, stanno vivendo un periodo di difficoltà nella squadra viola e potrebbero valutare nuove opportunità già a gennaio.PARISI. Approdato alla Fiorentina a luglio dopo un’esperienza brillante all’Empoli e nella nazionale Under 21, Parisi sta trovando poche occasioni per dimostrare il suo valore. Con Italiano prima, e adesso con Palladino, l'esterno sinistro ha collezionato solo pochi minuti in campo. Il passaggio dall’ambiente di Empoli a Firenze, con una pressione e aspettative ben diverse, sembra aver frenato l'inserimento del difensore campano. Con diversi club di Serie A ancora interessati a lui, Parisi potrebbe considerare un trasferimento nella prossima finestra di mercato.KAYODE. Anche per Michael Kayode la situazione non appare semplice. Già durante l'estate, il terzino destro era stato corteggiato da diversi club della Premier League, tra cui Tottenham, Aston Villa, Newcastle e Bournemouth. Tuttavia, sia la Fiorentina che il giocatore stesso avevano scelto di proseguire insieme, con la società toscana che aveva fissato un prezzo di 30 milioni di euro per un eventuale trasferimento. Oggi, dopo aver totalizzato solo 158 minuti nelle prime dieci partite stagionali, Kayode potrebbe nutrire qualche rimpianto. È uno dei giocatori meno utilizzati della rosa, con solo Moreno che ha accumulato meno minuti. Anche per lui, come per Parisi, gennaio potrebbe rappresentare un momento decisivo per riconsiderare il futuro.CONFERENCE. Prima del mercato invernale, però, sia Kayode che Parisi avranno la possibilità di giocarsi le proprie carte in Conference League. Con cinque partite europee ancora da disputare, Palladino potrebbe decidere di dare maggiore spazio ai giocatori meno impiegati in campionato, come già accaduto nel match contro i The New Saints. Questa competizione potrebbe rappresentare una vera e propria occasione di riscatto per entrambi i difensori, permettendo loro di riconquistare fiducia e minuti in campo.

La doppia partita di Gudmundsson: in campo al Viola Park, in attesa del verdetto del tribunale domani

Doppia partita per Gudmundsson che domani è atteso dal verdetto del processo che lo vede coinvolto per “cattiva condotta sessuale”

L'attaccante della Fiorentina Albert Gudmundsson si trova a vivere una doppia sfida: da un lato, il campo, dove sta conquistando i tifosi viola a suon di gol; dall'altro, il processo in Islanda che lo vede coinvolto con l'accusa di "cattiva condotta sessuale". La sentenza è attesa per domani, tra le 14.30 e le 15.00 (ora italiana), e potrebbe rappresentare un punto di svolta per il futuro del giocatore. IL PROCESSO E LA SITUAZIONE LEGALE. Gudmundsson non sarà presente alla lettura della sentenza, poiché non è richiesta la sua presenza. Dopo aver preso parte all'udienza del 12 settembre scorso a Reykjavik, l'attaccante ha fatto ritorno in Italia, dove sta proseguendo regolarmente gli allenamenti al Viola Park durante la sosta delle competizioni. Qualunque sarà l'esito del verdetto, entrambe le parti avranno la possibilità di fare appello entro un mese. Una sentenza definitiva non dovrebbe arrivare prima di giugno 2025.L'intero procedimento è coperto da una rigida riservatezza, con l'udienza che si è tenuta a porte chiuse. Non si esclude la possibilità di un accordo tra le parti, ma finora non sono trapelate informazioni ufficiali. Intanto, Gudmundsson si concentra sul suo impegno in campo con la Fiorentina. L’IMPATTO SUL MERCATO. La società viola monitora attentamente la situazione legale del giocatore, poiché l'accordo con il Genoa prevede un prestito con diritto di riscatto. La deadline fissata dalla Fiorentina è il 15 giugno 2025. Se la sentenza definitiva dovesse arrivare prima di quella data, non ci saranno conseguenze particolari sull’accordo. Tuttavia, nel caso in cui si dovesse superare tale scadenza, la dirigenza potrebbe valutare la necessità di un nuovo tavolo di trattative con il Genoa, con il quale i rapporti sono ottimi. IL FUTURO IN NAZIONALE. La vicenda legale ha avuto conseguenze anche sul piano internazionale: l'Islanda ha sospeso le convocazioni di Gudmundsson in attesa del giudizio. Tuttavia, in caso di assoluzione, l'attaccante potrebbe tornare a indossare la maglia della sua nazionale, ritrovando così anche uno spazio nel panorama internazionale.

Casco in monopattino a Firenze: il Consiglio di Stato boccia definitivamente l'obbligo

Bocciatura definitiva del Consiglio di Stato. Ma la modifica del Codice della Strada è in Parlamento

Per la terza volta, l'iniziativa del Comune di Firenze di imporre l'uso del casco per chi utilizza i monopattini elettrici è stata respinta. Dopo i provvedimenti del 2020 e 2021 bocciati dal Tar, il Consiglio di Stato ha ora emesso una sentenza definitiva che conferma l'impossibilità per i Comuni di legiferare in materia.Secondo la normativa attuale, infatti, solo il Parlamento ha l'autorità di regolamentare l'uso del casco. Ad oggi, il codice della strada prevede tale obbligo solo per i minorenni.Intanto, è in discussione al Senato una revisione del codice della strada che potrebbe estendere l’obbligo di casco a tutti gli utenti di monopattini elettrici. La legge, già approvata dalla Camera, è in fase di esame e dovrebbe essere varata entro la fine dell'anno. Tuttavia, il dibattito politico è ancora aperto e l'iter legislativo non è concluso.La sentenza del Consiglio di Stato arriva in risposta all'appello del Comune di Firenze, che aveva riproposto nel 2021 una misura simile a quella già bocciata l'anno precedente. Il provvedimento prevedeva l'obbligo del casco per tutti i maggiorenni alla guida di monopattini elettrici sul territorio comunale a partire dal dicembre 2021.Tuttavia, il tribunale ha stabilito che l’intento di garantire la sicurezza stradale deve essere allineato con le leggi nazionali. I Comuni non possono imporre regolamenti che eccedano le competenze attribuite dal codice della strada, che non prevede il potere di imporre il casco per i monopattini.Con questa decisione, il Comune di Firenze perde definitivamente la sua battaglia legale, in attesa di nuove norme che solo il Parlamento potrà introdurre.

Fiorentina, prima vittoria in Europa: più fatica che spettacolo

Un successo agrodolce per Palladino, ma la squadra non conquista appieno i tifosi

Dopo un'ora di gioco sofferta, la Fiorentina riesce finalmente a sbloccare la partita e conquistare la prima vittoria europea sotto la gestione di Palladino. Il successo contro i gallesi del New Saints permette ai viola di rispettare il pronostico, ma non senza qualche difficoltà e molti interrogativi. I fischi piovuti sulla squadra al termine di un primo tempo deludente sono stati solo parzialmente riscattati da una prestazione che ha portato tre punti, ma non la piena convinzione dal punto di vista del gioco espresso.Il primo tempo ha rappresentato un manifesto delle difficoltà attuali della Fiorentina: un solo tiro in porta e un possesso palla sterile che ha trovato davanti un'ordinata difesa gallese. La squadra di Palladino sembrava incapace di trovare varchi o soluzioni efficaci, evidenziando una mancanza di idee nelle rare azioni offensive, spesso lente e prevedibili.Per scardinare la difesa avversaria, Palladino ha dovuto ricorrere a forze fresche e più incisive, gettando nella mischia i gioielli Kean e Gudmundsson, gli unici a dare la sensazione di poter costruire qualcosa di concreto. I titolari iniziali, come Beltran, Kayode, Ikoné, Parisi e Sottil non sono riusciti a cogliere l’occasione per dimostrare di meritare un posto fisso, lasciando ancora una volta l'impressione di non essere pronti per guidare la squadra. Anzi, sono proprio coloro che dovevano sfruttare la facile sfida di Conference per riscattare le critiche ricevute e il progressivo declassamento nelle gerarchie del tecnico.  Partiamo da Ikoné: il francese palla al piede avrebbe le capacità per andare anche da solo in porta, il problema è che come sempre non riesce a concludere l’azione. E troppo spesso irrita per errori grossolani, di sufficienza. Inizia sbagliando tutto lo sbagliabile, fino a quando non manda verso la porta Beltran con un bel filtrante. Migliora parzialmente nella ripresa, quando è lui a servire l’assist per il raddoppio e a sfiorare il tris con una bella serpentina. La sua prestazione però non è sufficiente.C’è poi Beltran, forse il peggiore della partita: torna titolare, ma ancora una volta fatica tantissimo a farsi vedere tra le linee. Un solo attacco alla profondità nel primo tempo, con il suo tiro che però viene deviato dal portiere.Insufficiente anche la prova di Sottil. A inizio estate sembrava potersi giocare il posto da titolare nella Fiorentina di Palladino, ma purtroppo le prestazioni e l’arrivo di giocatori di caratura superiori hanno cambiato le sue prospettive. Punta, taglia dentro e torna indietro. Oppure accelera ma crossa senza guardare i compagni. Risultato: è sempre inefficace. E alla sua sostituzione dagli spalti partono diversi fischi.E poi Parisi… Il mancino rischia di diventare anche lui un vero e proprio oggetto del mistero. Questa doveva essere la stagione del suo riscatto, ma la volontà di Palladino di prendere Gosens in chiusura di mercato dimostra che il tecnico in estate non è rimasto impressionato dall’ex Empoli, che dimostra di essere lontano parente di quello visto in maglia azzurra al Castellani. Tanta corsa ma poca lucidità, e anche la sua prestazione non lascia il segno.Nonostante la vittoria finale insomma, la Fiorentina non è riuscita a convincere fino in fondo. I gol che hanno garantito il 2-0 sono arrivati più per casualità — complice qualche rimpallo fortunato ed errori della difesa avversaria — piuttosto che come risultato di azioni offensive ben orchestrate. Chi sperava in una serata divertente e ricca di reti è rimasto inevitabilmente deluso.Questa partita avrebbe dovuto rappresentare un'opportunità per mostrare progressi e ritrovare fiducia, ma la prestazione dei viola è stata tutto fuorché esaltante. Restano comunque i tre punti e la speranza di migliorare, un mantra che, però, rischia di diventare sempre più scomodo per Palladino, la cui posizione sembra al momento non in bilico, ma non più in una zona di piena sicurezza.Domenica sera sarà il Milan l'avversario, e la Fiorentina dovrà necessariamente mostrare qualcosa di più per sperare di ottenere un risultato positivo. Al momento, la squadra non appare ancora convinta dei propri mezzi e del proprio gioco, con una mancanza di fluidità e sicurezza che continua a preoccupare tifosi e addetti ai lavori.A un mese e mezzo dall’inizio della stagione, il bilancio è tutt'altro che roseo. Se è vero che c’è ancora tempo per migliorare, è altrettanto vero che le opportunità per convincere una piazza esigente come Firenze stanno iniziando a scarseggiare. Per Palladino, è imperativo trovare soluzioni rapidamente e dare finalmente una svolta al percorso della squadra. La prossima partita sarà un importante banco di prova, non solo per misurare la crescita della Fiorentina, ma anche per verificare la direzione della gestione tecnica.

Kouame lancia un messaggio alla Fiorentina: “Dobbiamo giocare da squadra”

Le dichiarazioni dell’attaccante dopo Empoli-Fiorentina: ecco cosa deve cambiare la squadra di Palladino

Le dichiarazioni di Christian Kouame dopo Empoli-Fiorentina non sono passate inosservate, soprattutto per il tono deciso. In campo per la prima volta con la fascia da capitano al braccio, il giocatore ha ammesso: "Non me l'aspettavo ed è stato emozionante". Parole che faranno riflettere non solo la Fiorentina, ma anche il tecnico Palladino, poiché l'ammissione delle difficoltà offensive della squadra indica un problema di fondo. Kouame ha enfatizzato l'importanza di "giocare l'uno per l'altro", evidenziando un evidente malfunzionamento nell'intesa del gruppo.I DESTINATARI DELLE CRITICHE. I riferimenti di Kouame sembrano chiari: i nuovi acquisti Kean, Gudmundsson, e forse anche Colpani. Quest'ultimo, nel primo tempo, è stato spesso bloccato da Viti, senza riuscire a creare occasioni significative per i compagni. Kean e Gudmundsson hanno mostrato segni di nervosismo già dall'episodio del rigore contro la Lazio, e anche nella sfida contro l'Empoli sono apparsi tesi. Palladino dovrà intervenire per migliorare la coesione, dato che le tensioni hanno solo aggravato una situazione già complicata.RIMANDI AL PASSATO. In passato, sono stati Bonaventura e Biraghi a chiedere un cambio di rotta, e in entrambi i casi la squadra ha risposto positivamente. La speranza è che anche questa volta le parole di Kouame fungano da scossa. Tuttavia, la situazione attuale è diversa: il giovane allenatore ha appena iniziato il suo percorso, e la squadra necessita ancora di essere costruita e resa omogenea. Dopo la deludente prestazione di Empoli, come confermato dallo stesso Kouame, la Fiorentina deve ripartire, puntando a un riscatto già in Conference League e soprattutto contro il Milan.

Dodo: “Mai alla Juve. Sogno un trofeo e la chiamata del Brasile”

Il terzino brasiliano si racconta in un lunga intervista a La Gazzetta dello Sport: i sogni e gli obiettivi, oltre al rapporto con i compagni

Dodo, il giovane terzino brasiliano della Fiorentina, ha saputo conquistare il cuore dei tifosi viola non solo con le sue giocate, ma anche con gesti simbolici che testimoniano il suo legame profondo con la città. Già due volte, nell’aprile 2023 e nel maggio 2024, ha tinto i capelli di viola, un omaggio evidente ai colori del club. Non solo: ha chiamato il suo cane Viola e, come segno ulteriore del suo affetto, ha fatto nascere il secondo figlio, Filippo, a Firenze. Recentemente, ha anche dichiarato con fermezza: “Non andrò mai alla Juventus“, un’affermazione che ha ulteriormente consolidato il suo status di beniamino tra i tifosi fiorentini.Questa storia d’amore con la città e i suoi sostenitori va però oltre i gesti simbolici. In campo, Dodo si fa amare prima di tutto per la sua dedizione e instancabilità. Il terzino corre ininterrottamente, non si risparmia mai, e vuole arrivare sempre al massimo delle sue possibilità. Le sue prestazioni parlano chiaro: ha giocato tutte e sette le partite in calendario fino ad ora, dimostrando una costanza e un impegno che pochi possono vantare. Firenze ha trovato in Dodo non solo un campione, ma anche un simbolo di fedeltà e passione. E il brasiliano ha spiegato questo rapporto in un’intervista a La Gazzetta dello Sport: “Sto insieme ad Amanda da quando entrambi avevamo 15 anni. A 17 ho scoperto che sarei diventato papà di una bimba, Lindsey. A quel tempo giocavo a Coritiba. Avevo paura, ma la prima cosa che ho pensato è che avrei dovuto lavorare molto di più. Oggi ho due bambini. Siamo felici a Firenze e adoriamo questa città”.FIRENZE E LA FIORENTINA. “La Fiorentina mi ha abbracciato. Dopo essere andato via dallo Shakhtar, dove firmai per 5 anni, per la guerra, sono rimasto sei mesi in Brasile. Ho sofferto parecchio. Il club viola non si è mai fermato, mi ha sempre voluto con Pradè e Burdisso. Sognavo l’Italia e nel 2022 sono arrivato. Questa è la mia terza stagione. È cominciata bene”.LA FUGA DALL’UCRAINA. “Abbiamo vissuto momenti difficili. Non posso dimenticare quel viaggio da Kiev a Budapest. In un treno merci. Durò un’eternità, 16 ore. Eravamo 13 brasiliani allo Shakhtar. Un giornalista americano ci disse che era meglio andare. Prendemmo la macchina, la lasciammo non lontana dalla stazione e salimmo su quel treno. Dai vagoni abbiamo visto di tutto, qualcosa di tremendo”.I CAPELLI. “Spendo un bel po’. Me li fa il mio barbiere Federico. Che, prima dell’Empoli, mi ha proposto l’azzurro. Gli ho detto no, al massimo li rifacciamo viola”.ANCORA SU FIRENZE. “Sto vicino allo stadio, mi piace tantissimo girare per il centro storico. Adoro la carbonara e la bistecca alla fiorentina che se la gioca con la costela brasiliana, una carne che c’è solo da noi e ha una cottura lunghissima. Prendo sempre quelle due cose, mia moglie mi dice che sono monotono”.NO ALLA JUVE. “Assolutamente. Sono pronto a rinnovare, il contratto scade nel 2026. Il no alla Juve? Lo avevo promesso a Joe Barone”.TROFEO. “Anche a noi manca un trofeo, come a Commisso. È il sogno di tutti. Tre finale perse sono tante. Ci proveremo. Dobbiamo vincere, già a Empoli domenica, e alzare il livello. Vorremmo dedicarglielo. Lui sta insieme a noi e vicino a noi”.LE FINALI PERSE. “Tutte e due danno parecchio fastidio perché abbiamo sempre controllato e creato tante occasioni. Ora ci riproviamo sapendo che può succedere di tutto. Il playoff con gli ungheresi insegna che non ci si deve fidare di nessuno, ma anche che si può ribaltare una situazione come ci successe col Basilea in semifinale nel 2023”.VITORIA GUIMARAES. La Fiorentina chiuderà la prima fase della Conference League contro il Vitoria Guimaraes, dove Dodo ha giocato: “Da tenere d’occhio come tutte. So che non c’è più nessuno di quelli del mio periodo”.TERZINO O ALA? “Nasco terzino. A me piace attaccare, ma Paulo Fonseca in Ucraina mi disse che prima dovevo pensare a difendere e questo me lo ripeteva anche un esperto compagno in Brasile”.IDOLI. “Cafù e Roberto Carlos”.ALLENATORI. “L’allenatore a cui devo di più? De Zerbi allo Shakhtar ha iniziato a cambiare il mio modo di giocare. Non solo terzino, ma più attaccante e soprattutto più dentro il campo. Mi usava pure da mezzala. Poi me lo ha fatto fare Italiano che mi diceva che dovevo giocare come allo Shakhtar anche qui e ora Palladino che vuole il possesso, pure lui vuole attaccare, però chiede che stiamo tutti insieme dietro”.I NUOVI. “Kean vuole arrivare, lo vedo dalla sua faccia e stiamo diventando amici; Gosens porta l’esperienza, ha vinto e corre talmente tanto che corriamo tutti insieme a lui; Gudmundsson è stato baciato da Dio, ha avuto un dono. Ha qualità innata, è fortissimo. Però tutti ci hanno portato qualcosa”.L’INFORTUNIO E IL RECUPERO. “Ho lavorato duro col sorriso. Un recupero lampo in quattro mesi. E ho seguito un consiglio di Biraghi. Mi disse: ‘Non metterti da parte ora che sei infortunato, stai con noi’. Ho fatto arrivare fisioterapista e preparatore dal Brasile. E ora il Brasile lo sogno. Oggi ci saranno le convocazioni. Ho sempre sperato di giocare con alcuni amici e con Neymar”.

Fiorentina, vittoria sofferta contro la Lazio: la svolta con Gud e il cambio modulo

Dopo un primo tempo difficile, i viola cambiano marcia e conquistano i tre punti

Fiorentina, finalmente arriva la prima vittoria stagionale alla quinta giornata di campionato, seppur con sofferenza. Dopo un primo tempo difficile, segnato dal vantaggio della Lazio grazie a Gila, la squadra viola rischiava un’altra domenica da dimenticare. Ma nell’intervallo qualcosa cambia: Palladino rivoluziona la formazione e si affida a Gudmundsson, protagonista atteso. Con due rigori, il risultato si capovolge: da 0-1 a 2-1, ribaltando le aspettative di chi ormai vedeva la squadra in crisi.CAMBIO DI ROTTA. Il primo tempo aveva mostrato una Fiorentina spenta, con la Lazio che avrebbe potuto segnare più gol. Durante la pausa, Palladino decide per un cambio tattico cruciale: da una difesa a tre passa a una linea a quattro. La scelta si rivela vincente, e la squadra migliora subito. Kean sfiora il gol di testa e Colpani si avvicina al palo, prima che Gudmundsson realizzi il secondo rigore, portando orgoglio e tre punti decisivi.

Dal 30 settembre i cassonetti si apriranno solo con chiavetta e Aliapp

Procede la trasformazione del sistema di raccolta rifiuti per una città sempre più pulita e sostenibile

Firenze prosegue il suo ambizioso percorso verso la sostenibilità ambientale e la transizione verde, che nel capoluogo toscano sta portando risultati importanti.Il progetto “Firenze città circolare”, il piano di trasformazione del sistema della raccolta e conferimento dei rifiuti nella città di Firenze promosso dall’amministrazione comunale e da Alia Multiutility, per migliorare la qualità e la quantità dei materiali da avviare a riciclo o compostaggio ed incrementare le filiere dell’economia circolare, ha permesso, nel mese di luglio di avere una raccolta differenziata che ha raggiunto il 60% e adesso punta a toccare il 65%. AL VIA L’ULTIMO STEP. Da lunedì 30 settembre al via l’ultima fase del progetto, che prevede l'attivazione di tutte le elettroniche presenti sui contenitori digitali, a partire dalla zona delle Piagge, ad eccezione dell’area Unesco. A esclusione dei cassonetti per gli imballaggi in vetro, quindi, tutti gli altri contenitori dovranno essere aperti tramite la chiavetta A-pass oppure tramite Aliapp, la App di Alia scaricabile gratuitamente per sistemi Ios e Android.Per utilizzare la chiavetta è necessario premere il tasto presente sul singolo contenitore per attivarne lo schermo e poi appoggiare la placca di plastica che fa scattare il meccanismo di apertura.Per accedere ai contenitori a mezzo App è necessario scorrere il menù della sezione ‘Raccolta e spazzamento’ e cliccare su ‘Aprilo’ dove è possibile registrarsi con due diversi tipi di profilo, uno per i residenti e uno per i turisti.  ‘Aprilo’ con pochi click permette la registrazione, associando, per i residenti, la chiavetta digitale (A-pass) al proprio profilo utente e, dopo il primo accesso, agevola lo sblocco dei contenitori. Avvicinando lo smartphone al cassonetto, con il bluetooth attivo, e scansionando l’apposito simbolo presente sul contenitore digitale, il cassonetto si sblocca. A questo punto, attivando la pedaliera o il coperchio è possibile aprire il contenitore ed effettuare il conferimento.‘Con questo ulteriore passaggio che vedrà l’attivazione di tutti i cassonetti elettronici presenti in città, fuori dalla cerchia muraria Unesco – dice la vicesindaca e assessora all’ambiente Paola Galgani – rafforziamo gli obiettivi dell’amministrazione che sono il raggiungimento degli standard europei di raccolta differenziata e una maggiore equità contributiva per i cittadini. L’ultimo step partirà il 30 settembre dopo una campagna di comunicazione che sarà svolta anche porta a porta nelle strade interessate, e con il supporto del servizio aggiuntivo che prevede l’intervento degli operatori di Alia, in caso di non corretto conferimento dei rifiuti, in un arco temporale di 3-6 ore. Grazie all’impegno ed alla collaborazione dei cittadini vogliamo portare a termine il robusto piano di trasformazione e digitalizzazione della raccolta dei rifiuti per il raggiungimento degli obiettivi di Firenze città circolare’. Da aprile scorso, infatti, a Firenze, grazie ad Aliapp è possibile segnalare rifiuti abbandonati ed avere un servizio di ritiro immediato, in 3 ore all’interno del centro storico e in 6 ore in tutti gli altri casi, 7 giorni su 7, a qualunque ora, oltrechè richiedere un servizio di ritiro di carta e cartone anche al di fuori dello specifico calendario, all’interno della cerchia muraria cittadina. Fino ad oggi alla ‘Control Room’ di Alia sono pervenute oltre 3.700 richieste di rimozione rifiuti abbandonati; di queste il 95% è stato gestito con un tempo medio pari a 2 ore e 12 minuti, mentre soltanto il 5% è stato rimosso con tempistiche diverse dagli impegni assunti. “Un progetto importante ed un impegno di lungo periodo con l’obiettivo di valorizzare i rifiuti ed il loro recupero, che oggi trova conferma nell’andamento della raccolta differenziata, incrementata dal 53% del 2021 al 60% dei primi 7 mesi di quest’anno - commenta il presidente di Alia Multiutility, Lorenzo Perra - e nella evidente riduzione nella produzione del residuo non differenziabile, indice di maggiore attenzione e collaborazione dei cittadini. Adesso siamo allo step successivo in cui diventa ancora più importante la collaborazione di tutti, per affinare e regimentare al meglio la raccolta domestica dei rifiuti ed affermarla anche negli spazi pubblici, nelle aree verdi, nei parchi, nelle sedi di lavoro, ricordando sempre che il decoro urbano è un gioco di squadra e che la qualità della nostra vita passa anche attraverso un ambiente pulito e rispettato”.

Albert Gudmundsson, il nuovo volto della Fiorentina: pronto per il debutto contro la Lazio

Dopo un’estate turbolenta e il recupero fisico, Gudmundsson si prepara al debutto con grandi aspettative da parte di Palladino e Commisso

Albert Gudmundsson si prepara al debutto con la maglia della Fiorentina. L'attaccante islandese, arrivato dal Genoa durante l'estate, è al centro dell'attenzione al Viola Park. Sebbene l’esordio alla quinta giornata non fosse nei piani, sembra arrivare al momento giusto. La Fiorentina ha bisogno di una scossa, di ritrovare fiducia dopo un inizio di stagione difficile, mitigato solo dal passaggio ai gironi di Conference League contro il Puskas Akademia. In campionato, infatti, i tre punti raccolti in quattro partite non possono bastare.Gudmundsson potrebbe essere l'arma segreta di mister Palladino. Nonostante il focus rimanga sull’equilibrio tattico della squadra, fondamentale per ridare certezze ai viola, l’islandese ha la qualità necessaria per dare una svolta. La difesa a tre dovrà trovare i giusti interpreti e i movimenti corretti, ma una scintilla potrebbe accenderla proprio Gudmundsson, che in attacco potrebbe fare la differenza. La sua settimana procede bene: dopo il viaggio a Reykjavík (il processo legale darà il primo verdetto il 10 ottobre), ha ripreso ad allenarsi martedì con il gruppo. Il problema al polpaccio, ereditato dai tempi del Genoa, è ormai alle spalle, grazie anche al lavoro svolto con il preparatore e il fisioterapista della Fiorentina. Palladino ha avuto lunghe conversazioni con lui, e anche il presidente Commisso gli ha riservato attenzioni speciali negli ultimi giorni. Gudmundsson è consapevole delle aspettative che il club ha su di lui, dopo un lungo inseguimento da gennaio a luglio.Dal punto di vista tattico, l'inserimento non sarà complicato. Anche se la Fiorentina ha ancora delle lacune in altri reparti, il fronte offensivo sembra perfetto per le caratteristiche dell'islandese. Kean rimarrà il punto di riferimento in attacco, mentre Gudmundsson sarà a suo agio sia che giochi con due trequartisti alle spalle di Kean, sia che lo supporti più da vicino. La differenza sarà solo una questione di posizionamento: qualche metro più spostato sul centrosinistra o più centrale.L'islandese è pronto e sa che squadra e città aspettano con impazienza i suoi gol e le sue giocate, a partire dalla sfida contro la Lazio. Che inizi la partita dal primo minuto o dalla panchina, ciò che conta è che da domenica cominci ufficialmente la sua avventura in maglia viola.

Notte di spaccate a Campo di Marte: quattro attività commerciali colpite

Aumento dei crimini a Campo di Marte: i commercianti e i residenti chiedono più sicurezza

Notte di spaccate a Campo di Marte. Sono quattro le attività commerciali colpite: la bigiotteria/negozio di oggettistica La Tartaruga di viale dei Mille, la cioccolateria Donnamalina di via Pacinotti, il bar Moma di piazza Antonelli e il negozio di abbigliamento K13 di via Marconi. Guido Migliori, che dal 1978 gestisce La Tartaruga, insieme alla moglie Costanza Pierbattista racconta: “Grazie alle telecamere di sorveglianza abbiamo visto che erano in due, e sono entrati intorno alle 3.30. Sono gli stessi che hanno colpito anche le altre attività di zona”. Fortunatamente non sono soliti lasciare i soldi in cassa: “Hanno rotto la cassa, ma per fortuna non siamo soliti lasciarci molti soldi. Hanno portato via degli occhiali da sole, diverse collane e bracciali di bigiotteria da tre espositori completamente svuotati e quel poco di fondo cassa che c’era. Il danno principale è soprattutto quello della vetrina sfondata. Una vetrina peraltro rinforzata, veramente difficile da rompere”. Sul posto si è recata anche la polizia scientifica, che avrebbe isolato un’impronta digitale importante. Da capire se appartiene ai ladri, a qualche cliente o ai gestori stessi dell’attività, che domani andranno a depositare le proprie impronte in commissariato.Stessa sorte simile per la cioccolateria Donnamalina in via Pacinotti, poco distante, dove i ladri hanno spaccato un vetro e forzato la cassa. Anche in questo caso, i soldi in cassa erano pochi, ma i ladri hanno comunque rubato un iPad e un profumo.Il bar Moma, in piazza Antonelli, era sprovvisto di telecamere. A scoprire la vetrina rotta è stato l’incaricato di consegnare le paste, poco prima dell’apertura. Come spiega il titolare Emanuele Giovannoni: “Io avrei avuto il sabato libero, ma sono arrivato non appena mi ha chiamato. Erano dieci anni che non subivamo un furto, perché solitamente questa è una zona tranquilla. Comunque tenevamo solo pochi spiccioli in cassa. Oltre a quelli ci hanno rubato l’iPhone aziendale e 30 euro dagli spogliatoi. I danni principali sono stati la vetrina e tre bottiglie che si sono rotte dopo lo sfondamento. Oggi chiudiamo perché col vetro in queste condizioni non possiamo aprire alla clientela”. Fallito invece il tentativo di effrazione al negozio K13: i malviventi hanno infranto il vetro, ma non sono riusciti a entrare.Le spaccate di ieri notte sono solo gli ultimi episodi di un quartiere che, come già segnalato da commercianti e abitanti, non è più sicuro come un tempo. “Il quartiere non è mai stato così - dice Costanza Pierbattista de La Tartaruga -. Ormai il degrado qui è all’ordine del giorno. Spesso ci ritroviamo a pulire vomito e urina davanti alla nostra vetrina. Io sono anni che giro con una bomboletta di spray al peperoncino in tasca, la sera quando chiudo il negozio non mi sento sicura. Ringrazio il cielo che accanto a noi abbia aperto un bar, e la sera a chiusura c’è un po’ più di luce e movimento qui intorno”. Il marito denuncia la situazione anche nella vicina Ponte a Mensola, dove la coppia è residente: “Anche lì le cose non vanno meglio, tra insediamenti abusivi di rom e spacciatori che girano nel parco. Si continua a dire che il degrado in crescita sia solo una percezione, ma il Comune deve smettere di rimandare il problema e la responsabilità al Governo. Qui c'è un problema e va affrontato”. In mattinata alcuni politici locali hanno fatto visita alle attività colpite: tra questi i consiglieri comunali Alessandro Draghi (FdI), Guglielmo Mossuto (Lega) e Alberto Locchi (Forza Italia), il consigliere di Q2 in quota FdI Simone Sollazzo,  Francesca Marrazza di Ribella Firenze e il senatore di FdI Paolo Marcheschi. I commercianti hanno espresso angoscia per la piega che sta prendendo il rione. “Siamo esausti – dice Francesca Conti Turchi della farmacia del Pino, presidente del Ccn Pacinotti-Mille – La zona da dopo il Covid ha avuto un tracollo. È un continuo via vai di persone alterate che parlano da sole, ragazzini in monopattino sui marciapiedi e in contromano che insultano i passanti. Piazza Vasari è diventato un ritrovo fisso di persone moleste, in particolare sudamericani, che bivaccano e si ubriacano. Ci sono donne che si fanno la ceretta, uomini che portano direttamente dei materassi per improvvisare delle alcove. Quando ci saranno pure i lavori per la tramvia saremo morti”.  Costanza Piebattista critica anche la colpevole assenza in queste ore del presidente di quartiere Michele Pierguidi. Negli ultimi giorni Pierguidi viene anche criticato per una sua presunta dichiarazione sulla mancanza di problemi a Campo di Marte sul fronte sicurezza. “Non l’ho mai detto, ho detto che non c’è un problema di ordine pubblico, cosa bene diversa – precisa lui – Non sono lo sceriffo di Nottingham. Come Quartiere non abbiamo strumenti, se non quello di sensibilizzare le forze dell’ordine a effettuare più controlli. In città è aumentato sensibilmente l’uso di crack e questo si traduce in episodi come le spaccate di stanotte”. In una nota ufficiale, lo stesso esprime solidarietà ai commercianti colpiti: “Siamo preoccupati. L’escalation in questa ultima settimana evidenzia con chiarezza il collegamento con la crescita di spaccio e consumo di stupefacenti. Non sono furti con la firma di professionisti. Si tratta di ladri improvvisati, alla ricerca di quanto serve per acquistare una dose di crack, che può valere pochi spiccioli. Serve l’impegno di tutti, del mio, di quello di tutta l’amministrazione e di un dialogo costante con questore e prefetta per arginare e auspicabilmente sconfiggere questo fenomeno”. 

Campo di Marte: al via in autunno i lavori di riqualificazione tra via Lungo l'Affrico e viale De Amicis

Oltre un chilometro di percorsi ciclabili e pedonali saranno rifatti, con particolare attenzione alla sicurezza stradale e alla salvaguardia degli alberi

A breve a Campo di Marte si darà inizio ai tanto attesi lavori di riqualificazione dello spartitraffico tra via Lungo l'Affrico e viale De Amicis. Si tratta di un progetto che prevede il rifacimento di oltre un chilometro di percorso pedonale e ciclabile, compromesso ormai da anni dalle radici dei pini che hanno danneggiato il manto stradale.“I lavori sono necessari, la situazione attuale è troppo pericolosa — commenta Giorgio M., abitante della zona —. Sono qui da 30 anni e ho visto un costante peggioramento della strada”.I primi interventi sono già stati avviati in modo limitato nella zona di via Lungo l'Affrico, dove non è prevista la riqualificazione dell'aiuola centrale. Al momento si sta lavorando al ripristino della carreggiata e di alcune sezioni dei bordi dell’aiuola, in particolare da via Mamiani fino a via Cento Stelle. Tuttavia, l’avvio vero e proprio delle operazioni più importanti è atteso per l’autunno, probabilmente già da ottobre, quando sarà completata la procedura di assegnazione dei cantieri. Per ridurre i disagi alla viabilità e ai parcheggi, i lavori saranno eseguiti a tranche.Il progetto è suddiviso in otto lotti da circa 200 metri ciascuno, con un tempo stimato per il completamento dell’opera pari a un anno. Il tratto che subirà i maggiori cambiamenti sarà quello di viale De Amicis, tra via Campo d'Arrigo e viale Cialdini, dove le radici dei pini hanno causato danni rilevanti al manto stradale, alle piste ciclabili, ai marciapiedi e agli stalli per le auto. In questo tratto, la pavimentazione dissestata ha reso la circolazione particolarmente difficile, trasformando anche alcuni varchi di svolta in percorsi accidentati. L'intervento prevede anche la rigenerazione degli spazi verdi.Per quanto riguarda gli alberi, il Comune ha deciso di ampliare le porzioni di terreno intorno ai pini, in modo da favorire una migliore ossigenazione e un maggiore apporto di acqua alle radici, cercando così di evitare danni futuri. Le due corsie di marcia per senso non subiranno modifiche. Anche il numero di posti auto, secondo Palazzo Vecchio, dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato, nonostante un riassetto generale dell’area.La necessità di un intervento viene confermato anche da Loris Maci, gestore di un distributore di benzina nelle vicinanze, che afferma: “Non è raro che le persone inciampino a causa delle radici vicino alle pompe, e qualcuno ha perfino cercato di chiedere i danni a me”, spiega.Sarà necessario abbattere sette pini, considerati pericolosi per la pubblica sicurezza e responsabili di danni alle infrastrutture stradali. Questi saranno sostituiti con altrettanti esemplari di ligustro lucido, una specie ritenuta più adatta alla convivenza con le infrastrutture urbane. Parte dell'asfalto sarà sostituito da terreno vegetale, dove verranno piantate siepi di mirto per creare una separazione naturale tra la strada e le aree verdi.

Dov’è la vittoria? Cinque pareggi in cinque partite e difesa in difficoltà

La difesa non funziona, il Monza fa male ad ogni incursione (così come gli avversari precedenti). I primi voti sono insufficienti

Cinque partite, cinque pareggi e un gioco che fatica a decollare. Il pubblico fischia durante il primo tempo, ma esplode in un boato liberatorio quando la squadra evita una sconfitta che sarebbe stata pesantissima. La squadra di Palladino appare bloccata, timorosa e impantanata in un sistema di gioco che sembra non funzionare, creando più problemi che soluzioni soprattutto in fase difensiva.DIFESA INSTABILE.Il primo tempo è stato il riflesso della stagione finora: molti passaggi, nessun tiro in porta fino al 40’ e una difesa in difficoltà ad ogni attacco avversario. Contro Parma, Venezia e nelle due sfide con il Puskas Akademia erano arrivati quattro pareggi, con il passaggio del turno in Ungheria solo ai rigori. Nella quinta gara, la prima di settembre, arriva un altro pareggio contro il Monza (2-2). E pensare che il calendario sembrava più favorevole per i viola, impegnati a integrare nuovi elementi e adottare cambiamenti tattici significativi.PROBLEMI IN DIFESA. Con Gudmundsson ancora in tribuna, la squadra ha alternato diversi giocatori in campo, con alcuni appena arrivati e subito schierati, altri ancora fuori dal gioco e molti dubbi sulle loro prestazioni. Una difesa così organizzata non può reggere. Kean sembra lottare da solo: due grandi occasioni, un gol segnato, sempre pericoloso. Palladino si agita a bordo campo, tra incredulità e tentativi di riordinare le idee. Il mercato estivo ha portato nuove pedine e alcune alternative interessanti, ma la difesa rimane un punto debole. Le panchine di Pongracic e Quarta fanno riflettere sulle scelte tattiche. Al 96', il gol di Gosens su un perfetto colpo di testa da calcio d'angolo risolleva momentaneamente gli animi. Ora c'è la sosta, poi la sfida contro l'Atalanta. Gli esami per la squadra sembrano già conclusi e i primi giudizi sono tutt'altro che positivi.

The final countdown: servono almeno tre rinforzi in cinque giorni

Nell’ultima settimana di mercato, la dirigenza viola è chiamata a dare una svolta al mercato

Con soli cinque giorni rimasti alla chiusura del calciomercato, fissata per venerdì a mezzanotte, la Fiorentina è impegnata in una corsa contro il tempo per rafforzare la squadra su richiesta dell'allenatore Raffaele Palladino. Gli obiettivi principali includono l'aggiunta di almeno tre nuovi giocatori, uno per reparto, la definizione definitiva della situazione di Sofyan Amrabat, che nonostante le incertezze è già stato impiegato in campo, e il ridimensionamento della rosa.PRIORITÀ IN DIFESA. Il primo obiettivo è rinforzare una difesa che ha mostrato vulnerabilità evidenti nelle prime uscite. Tra i profili considerati c'è quello di Victor Lindelof del Manchester United, già noto per la sua esperienza, e Josip Sutalo dell’Ajax, seguito da tempo dal club viola. Un'opzione intrigante è quella di Andrea Carboni, già allenato da Palladino a Monza, il cui giovane età e le caratteristiche tecniche sembrano adattarsi perfettamente al modulo difensivo a tre voluto dall'allenatore.MOVIMENTI A CENTROCAMPO. Per il centrocampo, la dirigenza sta valutando Yacine Adli, mediano franco-algerino del Milan. Adli, 24 anni, è apprezzato per la sua capacità di gestire entrambe le fasi del gioco, qualità molto in linea con le esigenze tattiche di Palladino. Il suo cartellino è valutato intorno ai 15 milioni di euro. In alternativa, si considera anche l'argentino Cristian Medina del Boca Juniors, per il quale la Fiorentina sarebbe pronta a offrire 14 milioni di euro.SFOLTIMENTO E AMRABAT. Oltre a questi rinforzi, il club lavora anche per sfoltire la rosa, rendendola più gestibile e in linea con le ambizioni dichiarate all'inizio della stagione. Parallelamente, la situazione di Amrabat richiede una risoluzione chiara, visto che il giocatore, nonostante le voci di mercato, ha già partecipato alle competizioni ufficiali della stagione.

Fiorentina tra intrighi di Mercato: Gudmundsson in bilico, Nico Gonzalez tra Juventus e Atalanta

Gudmundsson e Nico protagonisti di trattative complesse

 La Fiorentina si trova nel bel mezzo di un mercato estivo pieno di incertezze, con le situazioni di Albert Gudmundsson e Nico Gonzalez che stanno creando una vera e propria tela di intrighi. Da una parte, il Genoa ha tentato in tutti i modi di trattenere Gudmundsson, ma di fronte alla sua ferma volontà di lasciare, ha deciso di congelare ogni trattativa con la Fiorentina fino a quando non troverà un sostituto adeguato. Questo stop improvviso ha portato Rocco Commisso a interrompere qualsiasi discussione con la Juventus riguardo a Nico Gonzalez, il cui desiderio di andare via, specialmente per giocare la Champions League, è stato ribadito con forza. In un colpo di scena, l'Inter ha mostrato interesse per Gudmundsson, proponendo al Genoa uno scambio con Marko Arnautovic, complicando ulteriormente la situazione per la Fiorentina. Daniele Pradè, direttore sportivo viola, ha iniziato a preoccuparsi, ma non ha ancora abbandonato l'idea di portare il talento islandese a Firenze. Nel frattempo, Nico Gonzalez, deluso dal veto imposto da Commisso, potrebbe comunque trovare un'altra destinazione oltre alla Juventus. L'Atalanta resta alla finestra, così come alcune squadre estere, rendendo il futuro dell'argentino ancora incerto. Mentre Nico ha ripreso ad allenarsi parzialmente in gruppo, resta difficile immaginarlo tra i convocati per la gara contro il Parma. Per quanto riguarda Sofyan Amrabat, il marocchino è deciso a trasferirsi al Manchester United, ma è disposto a rimanere alla Fiorentina se gli inglesi non presenteranno l'offerta giusta. In vista della partita di sabato, Amrabat è un forte candidato per una maglia da titolare. La Fiorentina è pronta a intervenire sul mercato dei centrocampisti: se Amrabat rimarrà, arriverà solo un rinforzo, con Edoardo Bove in cima alla lista dei desideri. In caso di partenza, invece, i viola cercheranno di acquistare due centrocampisti e un difensore centrale, con Valentini del Boca Juniors come obiettivo principale, se il club argentino si convincerà a cederlo immediatamente.

Fiorentina tra mercato e strategie: Gudmundsson in attesa, Gonzalez resta?

In un mercato estivo in continuo movimento, la Fiorentina punta a trattenere Nico Gonzalez mentre valuta le mosse per Albert Gudmundsson e Sofyan Amrabat. Rocco Commisso avrà l'ultima parola sulle trattative decisive

Il calciomercato della Fiorentina è in una fase delicata, con possibili sviluppi che potrebbero cambiare gli scenari in modo repentino. La situazione di Albert Gudmundsson è al centro dell'attenzione, con Daniele Pradè in attesa di una risposta dal Genoa. Il club rossoblù, infatti, ha tentato di ristabilire un dialogo con il trequartista islandese, cercando di riportarlo agli allenamenti dopo alcuni giorni di assenza, con l'obiettivo di renderlo nuovamente disponibile per mister Gilardino.Nel frattempo, la Fiorentina ha chiarito informalmente che non c'è nessuna trattativa in corso per la cessione di Nico Gonzalez, né con la Juventus né con altri club. Tuttavia, il futuro dell'argentino resta incerto, poiché il presidente Rocco Commisso sembra deciso a non lasciarlo partire. La situazione potrebbe evolvere rapidamente qualora arrivasse un'offerta irrinunciabile, ma al momento nessuno ha messo sul tavolo i 30 milioni richiesti dai viola. Gonzalez è considerato una pedina fondamentale da Palladino, soprattutto in vista delle prime partite ufficiali di agosto.Oltre alla questione Gudmundsson-Gonzalez, un'altra certezza riguarda Sofyan Amrabat. Il centrocampista marocchino continua ad essere oggetto di attenzione da parte di diversi club, ma l'unica offerta concreta potrebbe arrivare dal Manchester United. Le proposte dalla Turchia non sembrano destare grande interesse nel giocatore. La Fiorentina spera di trattenerlo, soprattutto perché la sua permanenza ridurrebbe la necessità di intervenire pesantemente sul mercato dei centrocampisti. Con Amrabat in rosa, basterebbe un solo rinforzo in mediana, mentre è ancora necessario trovare un vice per Kean.Con l'inizio del campionato ormai alle porte, il mercato della Fiorentina potrebbe subire un ultimo scossone. Il presidente Rocco Commisso, costantemente aggiornato dai suoi collaboratori, avrà l'ultima parola su eventuali mosse decisive. Non è escluso che possa presto fare ritorno a Firenze per seguire da vicino gli ultimi sviluppi.

Zanzare in città: la crociata di Alia e l'impegno dei cittadini

La guerra contro le zanzare continua, tra disinfestazioni e campagne social. Ma attenzione, il nemico è ovunque!

L’estate è arrivata e, come ogni anno, Alia è scesa in campo per affrontare il più piccolo, ma fastidioso, nemico della stagione: le zanzare. Questa volta, però, l’approccio è decisamente all’avanguardia, con disinfestazioni antilarvali che stanno trasformando caditoie e pozzetti in vere e proprie zone franche, lontane dalle grinfie delle zanzare. Più di 94.000 caditoie sono state trattate solo nella provincia fiorentina, con la speranza di riuscire a rendere la vita difficile a questi indesiderati insetti.Zanzare vs. Alia: Round 2024In 33 comuni della Toscana Centro, Alia sta combattendo questa battaglia su tutti i fronti. Dai 2.293 pozzetti di Barberino Tavarnelle ai 13.689 di Sesto Fiorentino, il messaggio è chiaro: le zanzare non passeranno! E se pensate che i numeri siano impressionanti, aspettate di sentire questo: ben cinque cicli di disinfestazione sono stati programmati da maggio a settembre, con un colpo finale previsto per ottobre.Una battaglia che richiede alleati: i cittadini!Ma attenzione, perché il campo di battaglia si estende anche nelle case e giardini dei cittadini. È qui che la guerra si fa personale. Alia, con una campagna social, ci ricorda che il 70% dei focolai si nasconde proprio nelle proprietà private. Ecco perché è fondamentale che tutti facciano la loro parte: eliminare anche le più piccole raccolte d’acqua, trattare pozzetti e tombini con larvicidi, e non dare tregua a sottovasi e bidoni abbandonati.Quindi, l’azienda invita ad armarsi di blister antilarvali e di buona volontà, e prepararsi a combattere questa guerra. Per qualsiasi dubbio o necessità, Alia è pronta a rispondere, sia tramite l’app Aliapp che con un call center dedicato. Le zanzare non hanno scampo, a meno che non vogliate offrirgli una vacanza all-inclusive nel vostro giardino! L’obiettivo è quello di rendere questa estate un po' meno ronzante!

“Qui sono stati rimossi rifiuti abbandonati da un incivile“: la nuova campagna di sensibilizzazione di Alia

Un costo per il decoro e la collettività. E parte la nuova, singolare, campagna

Firenze torna protagonista della campagna di Alia sul decoro urbano e contro l’abbandono dei rifiuti. Grandi calamite, rimovibili e riutilizzabili, con fondo giallo e scritta nera sono da oggi posizionate nel capoluogo toscano su postazioni stradali ed interrate per informare i cittadini che in quel luogo erano stati abbandonati impropriamente rifiuti per la cui rimozione sono intervenuti operatori di Alia. 'Qui sono stati rimossi rifiuti abbandonati da un incivile. Un costo per il decoro e la collettività’ con questo claim la nuova campagna si inserisce nel progetto di comunicazione avviato con le azioni di guerrilla marketing del maggio scorso e mira ad attenzionare ad ogni cittadino e turista l’impatto dell’inciviltà di pochi, che lasciano per strada ingombranti di vario genere ma anche sacchetti nei cestini pubblici o altro. Anche in questo caso l’azione vuole sensibilizzare i cittadini sul rispetto e la cura dell’ambiente urbano, incoraggiando un comportamento responsabile verso la gestione dei rifiuti e ribadendo i costi che la collettività deve accollarsi per il recupero degli stessi abbandonati ed il ripristino del decoro urbano. Grazie ad Aliapp, i cittadini possono effettuare segnalazioni di vario genere (comprese quelle di rifiuti abbandonati) indicando il luogo dell’abbandono ed allegando foto e ricevere feedback dal gestore in merito alla pratica aperta. In particolare, fino a oggi, sono pervenute alla ‘Control Room’ di Alia, solo per il comune di Firenze 2.700 richieste di rimozione rifiuti abbandonati attraverso la app. Considerando che nel capoluogo toscano è attivo un servizio di rimozione abbandoni e ritiro carta a cartone in 3/6 ore, il 92% del totale delle segnalazioni è stato gestito con un tempo medio pari a 2 ore e 30’’, mentre soltanto il 7,5% è stato rimosso con tempistiche diverse dagli impegni assunti (3/6 h appunto) o è ancora in corso di gestione vista la particolarità dei rifiuti oggetto di segnalazione, non rientranti nella categoria dei ‘rifiuti urbani’, dunque speciali o pericolosi per la cui rimozione la legge prevede una procedura necessariamente più complessa.  "Soltanto nell’ultima settimana abbiamo gestito 170 segnalazioni. Da oggi, con questi nuovi messaggi, evidenziamo ai cittadini il nostro impegno quotidiano e quanto i gesti incivili ricadano sul decoro e – ha commentato il presidente di Alia Multiutility, Lorenzo Perra- siano un costo per la collettività. Solo a Firenze, ogni anno, per raccogliere i rifiuti lasciati fuori dai cassonetti, ripristinare i contenitori vandalizzati e rimuovere gli abbandoni si stimano costi aggiuntivi per la collettività pari a circa 6 milioni di euro, inutili se ciascuno fosse più rispettoso dell’ambiente e del bene comune. Le nostre comunità sono sempre più attente alla qualità della vita e alla pulizia delle nostre città, lavoriamo ogni giorno per scoraggiare una minoranza che resiste al cambiamento. Abbiamo ormai da tempo Aliapp, un sistema efficace che consente ai cittadini di monitorare la qualità dell’ambiente ed essere di supporto al nostro lavoro operativo, e in tempi rapidi". "Invito, quindi – ha concluso Perra – i cittadini, i city user, i turisti, i mezzi di informazione che hanno a cuore il decoro dei nostri territori ad utilizzarla, per segnalazioni, per richiedere servizi, per avere informazioni, per consultare i calendari di raccolta; è gratuita, intuitiva e smart!". "Ho immaginato e fortemente voluto questo nuovo step della campagna contro il degrado, con uno strumento ben visibile e riutilizzabile, realizzato con un occhio sempre attento all’ambiente - ha dichiarato l’ad di Alia, Alberto Irace-. Combattere il degrado urbano è un impegno di civiltà che dobbiamo avere tutti! Ci sono gesti che non “costano” nulla e vengono fatti quasi senza pensare, in alcune occasioni; ecco noi vogliamo additare proprio quel comportamento di pochi alla moltitudine di cittadini e turisti che vivono Firenze, che devono avere ben chiaro che gli errori di qualcuno si pagano tutti, sia dal punto di vista ambientale e che economico".

A Friburgo test vero: stadio esaurito, Palladino cerca la sua Fiorentina titolare

Palladino cerca di trovare la sua Fiorentina titolare per affrontare l’avvio della stagione

Fra le amichevoli estive resta solo la sfida di oggi in Germania contro il Friburgo (fischio d’inizio alle 15.30, diretta tv su DAZN e radiocronaca su Radio Bruno), una gara da tutto esaurito nel nuovo Europa-Park Stadion (34mila gli spettatori attesi, con anche una rappresentanza di tifo viola tedesco ma anche da Svizzera e Lichtenstein) che si snoderà in tre tempi da 45’.Palladino in avvio sembra orientato a testare quello che potrebbe essere l’undici di partenza che tra una settimana esordirà in campionato: se in porta resiste il dubbio tra Terracciano e Christensen (entrambi in uscita), tutto lascia pensare che in difesa potrebbe essere escluso Ranieri, squalificato a Parma e destinato a far spazio a Biraghi nel ruolo di terzo centrale a sinistra.In mezzo al campo Barak e Mandragora viaggiano verso la maglia da titolare, con Brekalo e uno tra Sottil e Colpani alle spalle di Kean.

La Fiorentina di Commisso e i suoi gioielli: storie di addii e tensioni

Da Chiesa e Vlahovic fino a Nico, il rapporto dell'attuale dirigenza con i propri gioielli è sempre stato complicato

L'arrivo di Rocco Commisso alla guida della Fiorentina ha segnato un'epoca di grandi speranze, ma anche di relazioni complicate con alcuni dei suoi giocatori più talentuosi. Tutto ebbe inizio con Federico Chiesa nell'estate del 2019, un preludio a una serie di scontri che avrebbero caratterizzato gli anni successivi.IL CASO CHIESA. Federico Chiesa fu il primo a mettere in luce le difficoltà di gestione dei top player da parte della nuova proprietà. Nell'estate del 2019, il giovane talento desiderava trasferirsi alla Juventus, ma Commisso e il suo braccio destro Joe Barone non volevano presentarsi alla tifoseria con una cessione così significativa. Il famoso confronto a New York, sotto gli occhi dei giornalisti, culminò con la decisione di rimandare la partenza di Chiesa di un anno. Alla fine, però, anche lui lasciò la Fiorentina.TORREIRA. Un altro caso emblematico fu quello di Lucas Torreira. Il centrocampista uruguaiano, preso in prestito, non fu riscattato a causa di un conflitto tra il defunto direttore generale e il suo procuratore. Le questioni economiche prevalsero su qualsiasi altra motivazione, nonostante i tentativi di far passare la vicenda come una semplice incompatibilità con l'allenatore Vincenzo Italiano.LA SAGA VLAHOVIC. Anche Dusan Vlahovic visse una situazione di continua tensione. Il tira e molla per il rinnovo contrattuale, i botta e risposta con il suo agente e infine la cessione alla Juventus a gennaio, nel pieno della lotta per un posto in Champions League, segnarono un altro doloroso addio per i tifosi viola.LE ULTIME VICENDE. Non sono mancati i momenti difficili anche con altri giocatori di spicco. Le tensioni con Amrabat, ancora in corso, così come i dissapori con Castrovilli e Bonaventura, dimostrano che il clima non è dei più sereni.IL CASO NICO. La storia più recente riguarda Nico Gonzalez. Il giocatore argentino è al centro di trattative con Atalanta, Juventus e Atletico Madrid. Ha già espresso la sua apertura a una cessione, a condizione che l'offerta soddisfi sia le sue richieste economiche e di ambizioni che quelle della Fiorentina. La società valuta Nico tra i 35 e i 40 milioni di euro, una cifra che permetterebbe di andare alla ricerca di un sostituto adeguato.LA SOLUZIONE. In pole position per sostituire Gonzalez c'è Albert Gudmundsson. La Fiorentina ha già riavviato i contatti con i procuratori dell'islandese, puntando su un prestito con obbligo di riscatto tra i 20 e i 25 milioni di euro. Il giocatore ha dato il suo benestare all'operazione.Nel frattempo, il tecnico Palladino attende con impazienza rinforzi a centrocampo. La società sta cercando di accontentarlo, anche se il tempo stringe: mancano solo 15 giorni all'inizio del campionato, e il mister desidera lavorare con una squadra completa e pronta per le sfide future.

Alia, la pulizia strade e la raccolta rifiuti non vanno in vacanza! Ecco come funzionerà ad agosto

Ecco la guida completa per la raccolta rifiuti e la pulizia delle strade nel mese di agosto

Siamo in pieno agosto e, tra un tuffo al mare e un gelato in piazza, chi è rimasto in città si interroga su alcuni grandi dilemmi: ci sarà la pulizia delle strade? La raccolta dei rifiuti proseguirà regolarmente?Spoiler: Ferragosto porta qualche variazione al servizio, ma niente paura, abbiamo tutti i dettagli per voi! Ecco come funzionerà nei 58 comuni gestiti da Alia Multiutility.PULIZIA DELLE STRADE: SENZA INTERRUZIONII servizi di pulizia manuale e meccanizzata proseguiranno senza sosta per tutto il mese. Anche a Ferragosto, nei centri storici e nelle aree a forte interesse turistico, il decoro sarà garantito, così come nelle zone con eventi e mercati.FERRAGOSTO: GIORNO DI FESTA E DI CAMBIAMENTIIl 15 agosto, giorno di Ferragosto, il consueto ritiro di rifiuti ingombranti a domicilio andrà in vacanza. Chiusi anche tutti gli Ecocentri e gli Ecofurgoni, che di solito girano per il territorio per raccogliere rifiuti particolari. Unica eccezione: l'Ecofurgone al Macrolotto Zero di Prato in Via Cristoforo Colombo 73, sospeso dal 12 al 24 agosto.RACCOLTA PORTA A PORTA: CAMBIO DI PROGRAMMAPer chi vive nei comuni con servizio porta a porta, attenzione alle nuove date:- La raccolta prevista per il 15 agosto slitta a sabato 17 agosto.- Ma non tutti: a Fiesole, Figline Incisa V.no, San Casciano in Val di Pesa, Calenzano, Scandicci zona Castellare e Pescia (centro storico), il ritiro sarà domenica 18 agosto.Una nota positiva per i residenti del centro storico di Prato: la raccolta porta a porta continuerà anche il 15 agosto.CASSONETTI STRADALI: SERVIZIO RIDOTTOChi utilizza i cassonetti stradali, tenga presente che il 15 agosto il servizio sarà operativo solo al 50%. Meglio pianificare di conseguenza!RESTA INFORMATO CON ALIAPer chi vuole essere sempre aggiornato, il sito di Alia (www.aliaserviziambientali.it) e l'app Aliapp sono lì per voi! Troverete tutte le informazioni utili sui calendari di raccolta porta a porta e sui servizi attivi.

Fiorentina, mercato in movimento: Lucchesi verso Venezia e Tessmann si avvicina

Il centrocampista statunitense ha dato il suo consenso al trasferimento a Firenze

La Fiorentina ha vissuto una domenica intensa sul fronte del calciomercato, segnando progressi significativi nelle trattative con il Venezia. La soluzione per il prestito di Lorenzo Lucchesi è stata finalmente trovata, aprendo la strada all'acquisizione di Tanner Tessmann, talentuoso centrocampista classe 2001 attualmente impegnato con la nazionale statunitense alle Olimpiadi.LUCCHESI AL VENEZIA. Nelle ultime ore, i contatti tra Fiorentina e Venezia si sono intensificati, portando alla definizione del prestito di Lorenzo Lucchesi. Nonostante il tentativo dei lagunari di inserire un diritto di riscatto, la Fiorentina ha insistito per un prestito secco, confidando che Lucchesi possa diventare una colonna portante del futuro della squadra. Con numerose squadre di Serie B interessate, i viola hanno deciso di dare al centrale difensivo l'opportunità di crescere ulteriormente in Serie A. Il difensore raggiungerà Venezia nelle prossime ore per sostenere le visite mediche tra domani e mercoledì.TESSMAN IN AVVICINAMENTO. Per quanto riguarda Tanner Tessmann, il centrocampista ha espresso il suo pieno consenso al trasferimento a Firenze. Attualmente impegnato alle Olimpiadi, ha buone possibilità di avanzare con la sua nazionale. Nel frattempo, la Fiorentina sta cercando di chiudere l'affare rapidamente per evitare la concorrenza, dopo che una trattativa già chiusa con l'Inter è naufragata.Il Venezia chiede 7 milioni, mentre la Fiorentina ha offerto circa 5 milioni. Tuttavia, l'accordo sembra vicino, con la possibilità di chiudere la trattativa attraverso bonus o una percentuale sulla futura rivendita. Oggi sono previsti nuovi contatti per finalizzare l'accordo.PRIORITA’ E FUTURI OBIETTIVI. L'acquisto di un paio di centrocampisti è attualmente una priorità per la Fiorentina, con Tessmann che rappresenta un tassello importante in questo piano. Per il resto delle posizioni, ci sarà tempo per ulteriori valutazioni. In particolare, la situazione dei portieri (con le difficoltà di Terracciano e Christensen in Inghilterra) richiede attenzione, così come la scelta di un vice per Kean. Inoltre, si deciderà se anticipare l'arrivo di Valentini o aggiungere un centrale esperto a basso costo, come fu Mina lo scorso anno.

La Toscana ai Giochi Olimpici di Parigi 2024: un viaggio tra speranze e ambizioni degli atleti della nostra regione

Con 39 atleti, la nostra regione è la terza più rappresentata nella rappresentativa italiana

La Toscana si prepara a lasciare il segno ai Giochi Olimpici di Parigi, che si apriranno domani, 26 luglio, e si concluderanno l’11 agosto 2024. Da Angiolini a Zazzeri, passando per Fabbri, Iapichino e Paolini, la regione schiera un variegato alfabeto di atleti pronti a trasformare le loro speranze in medaglie.OBIETTIVI E PROSPETTIVE. Raggiungere il record di 16 medaglie di Atene 2004 sembra un sogno lontano, ma la possibilità di arrivare a una doppia cifra non è irrealistica. Dopo le 5 medaglie di Tokyo 2021, la Toscana punta a migliorare significativamente.LA SQUADRA TOSCANA. Con 39 atleti, tra cui 18 uomini e 21 donne, la Toscana è la terza regione più rappresentata, dietro Lombardia e Lazio. Firenze guida la delegazione con il maggior numero di atleti, seguita da Pisa.I VOLTI DELLA MEDAGLIA. Lorenzo Zazzeri (nuoto), Chiara Tabani (pallanuoto), Alice Volpi (scherma), Diana Bacosi e Gabriele Rossetti (tiro a volo): tutti già saliti sul podio olimpico e hanno buone possibilità di ripetersi.Larissa Iapichino (salto in lungo), assente a Tokyo per infortunio, a Parigi cerca la sua prima medaglia olimpica.Leonardo Fabbri (getto del peso), fiorentino e grande tifoso viola, dopo aver sfiorato la finale a Tokyo, punta dichiaratamente al podio.ALTRI PROTAGONISTI. Daniele Meucci (maratona), Claudio Stecchi (salto con l’asta) e Anna Bongiorni (velocista) sono tutti membri del contingente toscano di atletica.Jasmine Paolini e Lorenzo Musetti (tennis) sono pronti a competere sia in singolo che in doppio, e puntano a confermare l’ottimo momento del tennis italiano e toscano.Alberto Bettiol (ciclismo su strada) e Vittoria Guazzini (ciclismo su pista): cercano gloria sulle strade e piste francesi.NUOTO. Il nuoto vede la Toscana ben rappresentata con 9 atleti, tra cui il già citato Lorenzo Zazzeri e Leonardo Deplano. Sara Franceschi, con il bronzo mondiale nei 400 misti, mira a una medaglia alla sua terza Olimpiade. Nel nuoto di fondo, le speranze sono riposte in Ginevra Taddeucci e Giulia Gabbrielleschi.Nella pallanuoto, la presenza di Chiara Tabani, Giuditta Galardi, Caterina Banchelli e Lorenzo Bruni attende solo le convocazioni ufficiali.SCHERMA E TIRO AL VOLO. Guidato da Alice Volpi, il gruppo della scherma include atleti come Irene Vecchi, Pietro Torre, Gabriele Cimini e Filippo Macchi. Nel tiro a volo, Diana Bacose e Gabriele Rossetti, entrambi oro a Rio 2016, saranno accompagnati da Martina Bartolomei.CANOTTAGGIO. Prima esperienza olimpica nel canottaggio per Silvia Terrazzi.Con un mix di veterani olimpici e giovani talenti, la Toscana si prepara a vivere i Giochi di Parigi 2024 con grandi aspettative e ambizioni.

Attenzione, rifiuti in movimento! La campagna di Alia che nell’ultimo anno ha conquistato tutti

Compie un anno la campagna che, almeno una volta, ha strappato un sorriso agli automobilisti bloccati in coda

Quando pensate ai camion della spazzatura, forse l'ultima cosa che vi viene in mente è una campagna di sensibilizzazione stradale fatta con il sorriso. Ma Alia Servizi Ambientali SpA, poco meno di un anno fa, ha deciso di cambiare il gioco con la sua nuova campagna di comunicazione. Lo scopo? Sensibilizzare tutti - dai dipendenti ai cittadini - sull'importanza di rispettare le regole della sicurezza stradale, soprattutto quando ci sono di mezzo quei pesanti veicoli che raccolgono i nostri rifiuti e puliscono le strade.L'idea nasce non solo per aumentare la consapevolezza e la prudenza, ma anche come preludio all'installazione di nuovi sistemi elettronici di sicurezza sui mezzi di raccolta nelle province di Firenze, Prato e Pistoia. In pratica, un avviso a tutti di fare attenzione, perché anche i camion della spazzatura ora hanno una marcia in più in fatto di tecnologia.Ma Alia non si è fermata qui. La campagna, che ha raccolto tantissimi consensi, si è fatta notare con un tono leggero e spesso ironico, utilizzando segnaletica stradale in modo creativo per catturare l'attenzione. Segni grafici e testimonial d’eccezione del mondo animale si fanno portavoce dei messaggi – “Troppo vicino. La distanza è importante. Non parcheggiare troppo vicino ai cassonetti: così potremo vuotarli più velocemente e in completa sicurezza”, “Grazie per l’attesa. Il tuo minuto in coda salva l’ambiente. Andiamo via rapidamente”, “Porta pazienza. Ci basta qualche attimo del tuo tempo per avere una città pulita. Ci spostiamo appena possibile…”, “Furia? L’è un bel cavallo!” – che, con un linguaggio diretto ed a volte provocatorio per attirare l’attenzione, senza tuttavia mai banalizzare l’argomento affrontato, reclamano un po’ di spazio e richiedono collaborazione per mantenere una debita distanza e lavorare rapidamente e in completa sicurezza.In effetti, Alia vuole ringraziare i cittadini per la loro pazienza quando vedono un camion della spazzatura all’opera, ricordando che quel breve momento di attesa contribuisce a mantenere la città pulita e l’ambiente sano. E se un animale potesse parlare, direbbe lo stesso: testimonial del mondo animale, infatti, aiutano a trasmettere questi messaggi con un pizzico di ironia. Non è un caso se negli ultimi 12 mesi ci siamo ritrovati sui social fotografie di conoscenti e amici che immortalavano i camion della nettezza dietro ai quali si trovavano bloccati. Una grande operazione quindi anche di brand awarness, ovvero di conoscenza del marchio e miglioramento di esso agli occhi dell’utente, che spesso associa enti come Alia a disservizi.La campagna si rivolge a un pubblico variegato, con messaggi interni per i dipendenti di Alia, attraverso pannelli e locandine affisse negli uffici e nelle aree di sosta, e con contenuti per l’intranet aziendale. Ma anche il pubblico esterno non viene dimenticato: manifesti 70x100 nei 58 comuni gestiti, videoclip sui social e sulle principali emittenti televisive, oltre a banner su web e carta stampata, adesivi sui mezzi e sui cassonetti. Insomma, impossibile non notarla.Nicola Ciolini, vicepresidente di Alia Servizi Ambientali, sottolinea l'importanza della prudenza e della collaborazione tra cittadini e operatori: "Il servizio di raccolta dei rifiuti nelle nostre città impegna ogni giorno circa 1.000 mezzi. È un servizio pubblico fondamentale che garantisce pulizia e decoro nei nostri territori".E così, mentre i cittadini si sono abituati a vedere nuovi cartelli e adesivi, hanno anche iniziato a sorridere un po' di più nel vedere un camion della spazzatura. Perché, come ci ricorda Alia, un minuto di attesa può davvero salvare l'ambiente. E un sorriso, a volte, può fare molto di più.

Presentata la 9a edizione di 'Settembre Prato è Spettacolo'

Dai CCCP ai The Kolors, da De Gregori a Vecchioni fino alla serata Yoga Radio Bruno, tanti gli appuntamenti del festival pratese

È stato presentato questa mattina presso Il Garibaldi Milleventi di Prato ‘Settembre Prato è Spettacolo’, uno degli eventi musicali più attesi dell’anno per la regione. Organizzato da Fonderia Cultart in collaborazione con il Comune di Prato, la kermesse è giunta alla sua nona edizione.L’offerta è, come di consueto, estremamente eterogenea, così da poter venire incontro ai giusti musicali più disparati. Quella del 2024 è la prima edizione a seguito degli eventi alluvionali del novembre scorso. Il festival, come tutta la comunità, si interroga su quanto accaduto e su quali possono essere le azioni che ognuno - nel proprio ruolo - può attuare per prevenire e limitarne le conseguenze.Questi gli eventi in programma in Piazza Duomo:CCCP - Fedeli alla Linea Martedì 27 agosto 2024, ore 21.00Radio Bruno Estate (evento gratuito) Giovedì 29 agosto 2024, ore 21.00Panariello vs Masini - Il ritorno Sabato 31 agosto 2024 - ore 21.00Giulia Mazzoni - Live Concert Domenica 1 settembre 2024 - ore 21.00The Kolors Lunedì 2 settembre 2024 - ore 21.00Alborosie Martedì 3 settembre 2024 - ore 21.00Francesco De Gregori Mercoledì 4 settembre 2024 - ore 21.00Inoltre altri due eventi si terranno nella splendida cornice di Villa Guicciardini:Perturbazione + Nada Mercoledì 11 settembre 2024 Roberto Vecchioni Giovedì 12 settembre 2024"L’esperienza di questi ultimi nove anni ci dice che le persone hanno tanta voglia di ascoltare musica e di farlo in luoghi meravigliosi come quelli che noi tocchiamo - ha ricordato Francesco Fantauzzi, direttore artistico di Fonderia Cultart -. Le prevendite stanno andando molto bene quindi ci aspettiamo che diverse serate saranno tutte esaurite, così come successo nelle passate stagioni, e che la risposta sarà ottima non solo per il pubblico proveniente dalla Città Metropolitana ma anche da fuori regione”.“È un evento che ormai è diventato un punto di riferimento per la nostra città - ha detto la sindaca di Prato Ilaria Bugetti - e mi fa molto piacere perché è un festival che coinvolge le piazze, i teatri e i luoghi della città in maniera diffusa. È un festival della città che è tutto Made in Prato, che permette di far conoscere la nostra città ai turisti e a coloro che vogliono arrivare qui a soggiornare per qualche giorno. Speriamo che questa kermesse possa attirare sempre più persone, così come facciamo da anni”. ‘Settembre Prato è Spettacolo’ viene vista come un’occasione perfetta per unire la partecipazione ad un concerto ad una visita turistica della città che, nel mese di settembre, grazie ai  festeggiamenti per la festa patronale della Madonna della Cintola, (8 settembre), indossa il suo abito migliore ed offre ai visitatori una molteplicità di attrazioni che, rispettando la vera anima della città partono dalla tradizione per arrivare al punto più alto della contemporaneità.Durante tutta la durata del festival (27 agosto - 12 settembre) i partecipanti al festival possono usufruire di sconti e agevolazioni per trascorrere al meglio la permanenza in città. Sul sito del Festival sono elencate tutte le convenzioni per le riduzioni. È possibile accedere a prezzo agevolato ai seguenti musei: Museo di Palazzo Pretorio, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Museo del Tessuto, Museo Diocesano.Per coloro che vogliono soggiornare a Prato, grazie alla collaborazione di Federalberghi, sono previste le riduzioni del 15% sul prezzo delle camere degli hotel convenzionati (elenco in aggiornamento sul sito del Festival) e riduzioni per cene e aperitivi nei locali del centro in collaborazione con Confcommercio e Confesercenti.Informazioni e riduzioniPer informazioni: 0574-603376 (lun-ven ore 15-19) e sul sito www.settembreprato.it.Biglietti on line su ticketone.it e nei punti vendita Ticketone.Dal 27 agosto al 4 settembre sarà aperto il Punto Informazioni presso Il Garibaldi Milleventi, a pochi passi da Piazza del Duomo (ore 18 - 23). Sarà possibile chiedere informazioni sugli eventi e acquistare i biglietti. È possibile acquistare i biglietti la sera stessa dei concerti (salvo esaurimento posti).

Vranckx e Bijol i due obiettivi per difesa e controcampo. E in attacco Dallinga è il sogno

Ore di riflessione in attesa della presentazione di Kean. Thorstvedt più vicino di Colpani

Fare presto e bene spesso non è facile. Lo sa bene Daniele Pradè, che in questi primi giorni di luglio sta cercando di concludere le trattative per fornire a Palladino nuovi rinforzi per l'inizio della stagione. Tuttavia, è improbabile che qualcuno arrivi entro lunedì, quando l'unica nuova aggiunta (a fronte di sette partenze) sarà Moise Kean. L'attaccante effettuerà le visite mediche e firmerà il contratto con la Fiorentina nelle prossime ore, per poi mettersi a disposizione di Palladino.I rinforzi, soprattutto, sono attesi a centrocampo. In cima alla lista dei desideri c'è sempre il nome di Vranckx. Il corteggiamento dura da un anno, ma la Fiorentina non intende pagare i 12 milioni richiesti dal Wolfsburg. Da parte sua, il mediano belga è desideroso di tornare in Italia. Mentre l'interessamento del Napoli sembra essere solo un sondaggio, la Fiorentina ha offerto 6-7 milioni più bonus. Sebbene l'accordo sia ancora lontano, i dirigenti viola restano fiduciosi. In mezzo al campo, la Fiorentina sta lavorando su più fronti. Il nome di Bove è tornato a circolare: il giovane della Roma, lanciato da Mourinho, potrebbe rivelarsi utile. Al momento è solo un'idea. C'è poi Brescianini, per il quale si prospetta una nuova contesa con l'Atalanta, dopo quella persa per Zaniolo. Il centrocampista del Frosinone è un obiettivo di lungo termine per la Fiorentina, ma anche qui la domanda e l'offerta non coincidono, con Pradè che vorrebbe spendere meno dei 12 milioni richiesti. Resta da vedere fino a che punto si spingerà il club bergamasco.Per quanto riguarda la difesa, Jaka Bijol è un nome da tenere d'occhio. Conosce bene il campionato italiano e ha appena concluso un ottimo Europeo con la Slovenia. Il costo non è inferiore ai 15 milioni, poiché su di lui ci sono anche club della Premier League, oltre a Bologna, Napoli e Lazio. Sarebbe un investimento prezioso, poiché è specialista nel ruolo di difensore centrale di sinistra, posizione in cui Palladino necessita di un titolare.In attacco e porta, mancano un trequartista e un altro attaccante. Tra i primi, il sogno resta Colpani, ma è ormai noto che Pradè ha quasi in pugno Thorstvedt, giocatore versatile e interessante per completare il reparto. Tra le punte, Lucca è in standby, mentre Dallinga piace di più ma ha un costo maggiore. Per quanto riguarda i portieri, Christensen potrebbe andare in prestito, mentre la Fiorentina sta valutando Audero (più di Musso e Strakosha).

Giovani talenti e coraggio: il dilemma del calcio italiano e viola

Al netto di una rosa decimata, il ritiro del Viola Park servirà a Palladino anche per valutare i giovani rientranti dai prestiti

Nel panorama calcistico italiano, la questione del coraggio nel far giocare i giovani talenti locali è sempre attuale. Da una parte, ci sono coloro che sostengono che bisogna dare fiducia ai giovani calciatori italiani; dall'altra, c'è chi afferma che, quando i punti pesano, non si può puntare solo sui ragazzi. Questo dibattito si è riacceso dopo la recente delusione della Nazionale agli Europei. Tuttavia, la verità sembra risiedere nel mezzo, come molti allenatori amano sottolineare: "A me interessa che un calciatore sia bravo, non guardo la carta d'identità".LA FIORENTINA. Negli ultimi anni, poche società hanno contribuito al calcio italiano quanto la Fiorentina. Basta pensare a Federico Chiesa e Federico Bernardeschi, entrambi campioni d'Europa, o a Mancini, Kayode e Ranieri. Tutti questi giocatori sono cresciuti nel settore giovanile viola e hanno raggiunto grandi traguardi, sia a Firenze che altrove. La Fiorentina rappresenta dunque un serbatoio prezioso di talenti, con la speranza che il Viola Park renda questo vivaio ancora più produttivo.I GIOVANI VIOLA. Attualmente, a meno di una settimana dall'inizio del ritiro, ci sono otto giovani pronti a mettersi agli ordini di mister Palladino. Tra questi troviamo Christian Dalle Mura (22), Lorenzo Lucchesi (21), Pietro Comuzzo (19), Niccolò Pierozzi (22), Lorenzo Amatucci (20), Alessandro Bianco (21), Costantino Favasuli (20) e Filippo Distefano (20). IL FUTURO. Non tutti questi giovani faranno parte della rosa che affronterà la stagione. È più probabile che molti di loro vengano mandati a giocare altrove per fare esperienza. Tuttavia, Palladino valuterà attentamente ciascuno di loro durante la prima fase del ritiro. "Ho parlato anche con loro — ha dichiarato il mister — credo nei giovani, mi sono fatto raccontare tutto da Galloppa (allenatore della Primavera, ndr), li porteremo in ritiro".Ogni situazione è unica. Per esempio, nella difesa a tre, servono almeno cinque centrali, meglio sei. Dalle Mura sembra destinato a partire, mentre Comuzzo, dopo un anno in prima squadra, potrebbe chiedere di andare a giocare altrove. Lucchesi, reduce da un’ottima annata alla Ternana, potrebbe invece restare. Pierozzi, chiuso da Dodô e Kayode, è richiesto da club di prima fascia di Serie B, così come Favasuli, che dovrebbe trasferirsi in prestito al Bari.Il club pugliese è interessato anche a Bianco, ma la Fiorentina vuole fare riflessioni approfondite su di lui, avendo un centrocampo da ricostruire. Per Amatucci, invece, è più probabile un prestito, così come per Distefano, che ha attirato l’attenzione con 7 gol e 2 assist in 31 partite a Terni.LA SFIDA. La sfida tra valorizzare i giovani talenti e garantire risultati immediati è complessa. Tuttavia, società come la Fiorentina dimostrano che investire nei giovani può portare grandi soddisfazioni, sia a livello di club che nazionale. La speranza è che sempre più squadre seguano questo esempio, contribuendo a un futuro radioso per il calcio italiano.

La Fiorentina continua a spingere per Zaniolo. Palladino lo vuole in attacco “in coppia” con Gonzalez

Qualità, fantasia e imprevedibilità sono le caratteristiche della formazione che si muoverà alle spalle del futuro acquisto Kean

L'idea è quella di mettere Nico Gonzalez in coppia con Nicolò Zaniolo, alle spalle del futuro acquisto Moise Kean. Un attacco rivoluzionato, caratterizzato da qualità, fantasia e imprevedibilità. Con l'avvicinarsi della data di inizio raduno al Viola Park, fissata per l'8 luglio, il mercato della Fiorentina entra sempre più nel vivo. La trattativa che porterà Kean a Firenze, con un acquisto definitivo per 13 milioni di euro più cinque di bonus, è quasi conclusa, e ora un'altra negoziazione sta per raggiungere una svolta: quella per Nicolò Zaniolo, ex prodotto del vivaio viola e attualmente al Galatasaray, di ritorno dal prestito all’Aston Villa. Zaniolo è considerato il giocatore ideale per completare l'assetto d’attacco nel 3-4-2-1 di Raffaele Palladino. Nei piani dell'allenatore, Zaniolo e Gonzalez agiranno dietro la punta centrale, ruolo destinato a Kean, con Sottil e Beltran come ulteriori opzioni per quelle posizioni. Zaniolo, rapido e abile nell'uno contro uno, è capace di rientrare per calciare o trovare il cross perfetto per servire Kean al centro. Palladino intende rilanciare Kean, mettendolo nelle condizioni ideali per esprimere il talento che lo ha visto protagonista al PSG e in nazionale solo tre anni fa. L'investimento di 13 milioni per il suo cartellino non è trascurabile, e non è escluso che la Fiorentina faccia un ulteriore acquisto in quel settore del campo, considerando che Beltran è visto più come rifinitore che come prima punta. Quest'estate Beltran sarà impegnato nelle Olimpiadi di Parigi con la nazionale U23 argentina.Per quanto riguarda Zaniolo, questo fine settimana sarà decisivo, come scrive anche Repubblica. Il Galatasaray ha fissato le condizioni per la sua cessione: il club turco chiede 20 milioni, suddivisi in un prestito oneroso di tre milioni e un diritto di riscatto di circa 17 milioni, che può diventare obbligo a seconda delle presenze stagionali. La Fiorentina punta ad accelerare i negoziati per ottenere una risposta rapida da Zaniolo. Inizialmente si era pensato di includere Amrabat nella trattativa, ma al momento il marocchino, desideroso di rimanere in Premier League, è escluso dai discorsi. L'Atalanta rappresenta il principale ostacolo, poiché la prospettiva di giocare in Champions League e la possibilità di lavorare con Gian Piero Gasperini, noto per rigenerare talenti, attraggono Zaniolo. Tuttavia, la continuità offerta da Bergamo è ancora incerta. A Firenze, invece, Palladino costruirebbe l'attacco attorno a Zaniolo e Kean, due giocatori che si stimano anche fuori dal campo e che in nazionale hanno condiviso la stessa camera. La loro amicizia e affinità potrebbero essere fondamentali per ritrovare il feeling perduto con il gol, con le giocate e con quei palcoscenici di primo piano che desiderano tornare a calcare.

Amrabat, Brekalo, Sabiri e i giovani: la Fiorentina dovrà gestire più di 20 giocatori di rientro

Alcuni saranno venduti per far cassa, altri saranno valutati in ritiro. Occhio anche a Niccolò Pierozzi, Bianco e i giovani di Terni

A fine mese scadranno i contratti dei prestiti dei giocatori della Fiorentina sparsi in Italia e in Europa. Sono più di 20 i calciatori che faranno rientro a Firenze, alcuni per restare e altri per essere nuovamente ceduti. La dirigenza viola ha già le idee chiare su una buona parte di questi, mentre altri saranno valutati durante il ritiro estivo, come è stato per Luca Ranieri, inizialmente considerato un esubero e poi diventato un punto di riferimento nella stagione 2022-2023.I BIG. Tra i nomi di spicco c'è Sofyan Amrabat, che vorrebbe continuare la sua avventura al Manchester United, sebbene il club inglese non sembri intenzionato a trattenerlo. Il direttore sportivo Pradè è già in contatto con il Galatasaray per negoziare una possibile cessione in Turchia. Il contratto di Amrabat con la Fiorentina scade nel 2025. Un altro rientro significativo è quello di Josip Brekalo dall'Hajduk Spalato, il cui contratto con la Fiorentina scade nel 2026. Anche Abdelhamid Sabiri, il cui contratto termina nel 2026, rientra in squadra dopo non aver mai realmente iniziato la sua avventura in viola. Infine, Niccolò Pierozzi, con contratto fino al 2025, dovrà dimostrare il suo valore nonostante la concorrenza sulla fascia destra.GLI ALTRI. Tra i giocatori di rientro con esperienza in Serie A ci sono Bianco, Distefano, Amatucci e Dalle Mura. Bianco tornerà dalla Reggiana, dove ha lavorato con Roberto Goretti, ora nuovo direttore tecnico della Fiorentina, che potrebbe tesserne le lodi. Gli altri tre, insieme a Lucchesi e Favasuli, rientreranno dopo l'esperienza alla Ternana, una sorta di feudo viola. La Fiorentina dovrà anche decidere il futuro di altri giovani come Munteanu, Ferrarini, E. Pierozzi, Krastev, Gentile, Fiorini, Toci, Agostinelli, Guidobaldi, Dutu, Prati ed Egharevba, tutti pronti a tornare e a giocarsi le loro chance.

Centrocampo da rifare: Castrovilli in trattativa, Duncan vicino all’addio

La punta è l'obiettivo più discusso. Ma la Fiorentina deve ridisegnare anche il proprio centrocampo

Non solo il centravanti sarà un elemento chiave per le ambizioni future della Fiorentina. Il reparto offensivo è cruciale, ma anche il centrocampo necessita di una ricostruzione significativa. Al momento, l'unico giocatore sicuro di far parte della prossima stagione è Mandragora, sebbene nel calcio le certezze siano rare. La rivoluzione è in atto e, con la fine dei prestiti e le scadenze dei contratti, il centrocampo della prossima annata avrà un volto completamente nuovo. Alcuni nomi stanno iniziando ad emergere, come Brescianini del Frosinone, ma la maggior parte rimane ancora nascosta: il lavoro da fare sarà comunque profondo.L'entità di questa rivoluzione dipenderà anche dai colloqui con i giocatori che hanno terminato la stagione con la Fiorentina. Ad esempio, Duncan sembra destinato a lasciare il club dopo che gli incontri preliminari non hanno portato a un accordo.Più complessa è la situazione di Castrovilli. L'ex numero 10 ha vissuto anni turbolenti, tra gravi infortuni, trasferimenti sfumati (come quello al Bournemouth), visite mediche non superate e diversi interventi chirurgici. Dopo l'ennesimo ritorno nella parte finale della stagione, Castrovilli ha trovato felicità nella vita privata con la nascita del suo primo figlio, Brando, ma la sua carriera calcistica è stata segnata da alti e bassi, in particolare dal terribile infortunio subito nell'aprile del 2022 contro il Venezia.Fino a pochi mesi fa, le possibilità di un prolungamento del contratto con la Fiorentina erano quasi nulle, ma recentemente si sono leggermente incrementate. I primi contatti basati su un contratto breve e legato a bonus e presenze non hanno entusiasmato il giocatore. Castrovilli probabilmente si aspettava maggiore considerazione da parte della società, e l'esclusione dalla lista europea dopo il mercato di gennaio è stata un altro motivo di delusione.Nonostante queste incomprensioni, il rapporto con i compagni e i dirigenti rimane buono. Castrovilli, che potrebbe firmare con un nuovo club a parametro zero, è ancora un "free agent" in attesa di decidere il suo futuro. Alcune voci suggeriscono che le offerte ricevute non siano state all'altezza delle aspettative, ma è chiaro che Firenze è casa sua e che restare, a condizioni soddisfacenti, sarebbe per lui una scelta gradita.Nel frattempo, sono circolate voci di un interesse da parte di Roma, Lazio e Bologna, ma al momento non ci sono novità concrete. La prossima settimana è previsto un incontro, potenzialmente decisivo, in cui anche l'allenatore Palladino esprimerà il suo parere tecnico su Castrovilli. Dal suo ritorno in campo a Salerno il 21 aprile scorso, Castrovilli ha giocato sei partite, segnando un gol (contro il Verona) e fornendo due assist. Presto sapremo se queste saranno state le sue ultime apparizioni con la maglia viola.

Mori a FeD: “Una città che non si occupa degli ultimi fa fatica a occuparsi anche degli altri”

Il candidato con la lista civica di Sara Funaro parla delle priorità sulle tematiche sociali, che conosce bene

Chi ha lavorato negli ultimi anni con le persone emarginate a Firenze, ha inevitabilmente incontrato Marzio Mori. Come dirigente dell’area immigrazione e marginalità della Fondazione Solidarietà Caritas, Mori si è sempre posto in prima linea nell’accoglienza di profughi, minori stranieri non accompagnati e persone senza fissa dimora. Adesso ha deciso di candidarsi alle elezioni comunali, presentandosi con la lista civica di Sara Funaro. Di seguito quanto rilasciato a Firenzedintorni.it: “Io sono nato e cresciuto nell'ambito sociale, e mi sono sempre occupato di situazioni di grande vulnerabilità. Quindi di persone che vivono per strada, che arrivano da lontano e che si trovano in difficoltà. Per me la quotidianità è vivere in mezzo alla gente. Sono certo di conoscere gran parte delle persone che possiamo incontrare sulle nostre strade”.Quali sono le priorità sulle quali lavorare dal punto di vista sociale?“Il governo ragiona in tema di contrasto alla povertà con la misura dell’assegno di inclusione. Misura che, però, taglia fuori alcuni contesti. Penso a molte di quelle persone che vivono per strada. Il reddito di cittadinanza, seppur con aspetti da rivedere, era una misura maggiormente inclusiva. Il PNRR, nella Missione 5, ha stanziato risorse per la povertà estrema e l’housing first. Il Comune di Firenze sta lavorando e serve tempo per poter mettere a norma le strutture. Operiamo sui centri servizi (o one stop shop), luoghi dove chi si trova in povertà o senza dimora può recarsi e ricevere, in un unico luogo, una serie di servizi importanti: dall’assistente sociale, a percorsi di indirizzamento alla cura, alla residenza, alla possibilità di avere un luogo dove ricevere la corrispondenza o dove poter lasciare il bagaglio. Tutti aspetti che sembrano banali, ma che possono rappresentare un dramma quotidiano per chi vive in strada”.Un altro tema del quale ha parlato recentemente è la necessità di creare accoglienza estiva per i senza dimora.“Se consultiamo il sito fio.PSD, che è la Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora e che ha un respiro nazionale, troviamo l’elenco di coloro che vivono per strada e che muoiono quotidianamente. Purtroppo è un elenco molto lungo e, tra le cause di morte, il freddo è una delle ultime. Spesso ci concentriamo sul pericolo dell’inverno. Non è così. Dobbiamo intervenire su tutti quegli aspetti che rendono la vita in strada estremamente complicata. Dobbiamo dare delle risposte di sistema che siano il più possibile vicino alla storia delle persone. Con l’estate arrivano i grandi caldi insieme alla necessità di idratarsi e non stare sotto al sole... e anche di questo ci dobbiamo occupare. Perché una città che non si occupa degli ultimi, è una città che fa fatica a occuparsi anche degli altri.Sara (Funaro, ndr) ha sempre dimostrato di essere impegnata su queste tematiche e lo sarà sempre di più, con interventi moderni. Cambia il clima, cambiano le persone, cambia la società: studiando questi cambiamenti con attenzione, dobbiamo dare risposte che siano credibili, senza raccontare e raccontarci storielle”.Una vittoria del centrodestra potrebbe rappresentare il pericolo di regressione dal punto di vista del welfare?“Se il trend è quello che vediamo a livello nazionale... Ricordiamo che l’impostazione che questo governo ha dato alle misure di contrasto alla povertà è una misura di categoria e non universale, che esclude molte persone e le valuta. Da tecnico, da studioso, da chi vive fianco a fianco con le persone che sono ospitate in comunità, è chiaro che se questo viene applicato a livello totale non posso che trovarmi in completo disaccordo. L’eliminazione del reddito di cittadinanza, con tutto quello ha portato, ha creato alle persone fragili che vivono per strada e nei centri di accoglienza dei drammi difficili da sanare. E che, ribadisco, non sono stati colmati dall’ADI (Assegno di Inclusione, ndr)”.

A Cagliari con il turnover: ma per qualche big sarà una prova generale

Tra chi ha bisogno di riposare e chi ha invece necessità di mettere minuti nelle gambe Italiano sceglie la formazione anti Cagliari

Fiorentina prima il campionato e poi sarà finale di Atene. Ma intanto sotto con Cagliari dove per forza bisognerà fare i conti con il turnover anche se per alcuni potrebbe essere una sorta di prova generale. Su tutti, Bonaventura. Jack ha bisogno di mettere minuti nelle gambe, cercando di ritrovare la condizione migliore dopo i guai fisici recenti. Insomma, una Fiorentina 2, ma fino a un certo punto, visto che la linea offensiva prevede Kouame fin dal primo, insieme a Barak e Ikone, con Nzola al centro dell’attacco. Mediana con Arthur (per il brasiliano vale lo stesso discorso fatto per Bonaventura) e appunto Jack. La linea di difesa dovrebbe essere formata dal rientrante Kayode, con Milenkovic e Ranieri al centro e Parisi a completare la diga davanti a Terracciano.«Sono tutti disponibili – conferma l’allenatore -: tutto ciò sarà un problema e un pensiero in più per me. Biraghi ha preso solo una botta, sta bene. Ma ci tengo a dire che avere tutta la rosa con me è una grande soddisfazione». Tre punti, dunque, da prendere per non doversi giocare l’Europa nel turno di recupero del 2 giugno. E poi, vincere aiuta a vincere e soprattutto, aiuta a tenere alta la tensione. Ma con giudizio. Lo sa bene Italiano, che in questi tre anni ha saputo trovare il giusto equilibrio di un calendario, per fortuna, fitto di eventi e appuntamenti importanti.«Devo ancora valutare alcune cose – prosegue Italiano – , soprattutto lo stato fisico di alcuni giocatori: ci sono state gare molto ravvicinate per cui l’obiettivo è quello di dare minutaggio a tutti in questo periodo per far arrivare la rosa al meglio ad Atene. Ma per noi è fondamentale arrivare all’ottavo posto». Ecco perché la trasferta di Cagliari non può essere derubricata a ’scocciatura prima di Atene’. Assolutamente no. Errore che la Fiorentina non può e non vuole commettere. Soprattutto l’imperativo, anche per il 29, è di non commettere ingenuità che la Fiorentina paga sempre a carissimo prezzo.

Biti a FeD: “Promuoviamo il trasporto pubblico locale, ampliando l'orizzonte alla Città Metropolitana”

La candidata al consiglio comunale parla del tema dei trasporti e delle infrastrutture: “Strategico nella nostra visione”

Quello dei trasporti pubblici e della viabilità è un tema centrale non solo nell’attualità di Firenze, ma soprattutto nella campagna elettorale verso le prossime elezioni comunali. Firenzedintorni.it ne ha parlato con Caterina Biti, che a Palazzo Vecchio ha già ricoperto le cariche di consigliera comunale e assessora all'ambiente e presidente del consiglio comunale, prima di venire eletta in Senato con il PD nel 2018. Oggi Caterina vuole tornare a mettere la sua esperienza al servizio della sua città a fianco di Sara Funaro ed è per questo che ha scelto di candidarsi per il consiglio comunale. Queste le sue parole, in esclusiva ai nostri microfoni: “Il tema dei trasporti e delle infrastrutture è strategico nella nostra visione di città. Il Partito Democratico e Sara Funaro, con la coalizione che la sostiene, hanno un'idea di Firenze in cui viene promosso il trasporto pubblico locale, integrando trasporto su ferro e su gomma, ampliando l’orizzonte alla Città Metropolitana. In particolare, la rete tranviaria si è dimostrata opera funzionale e gradita ai cittadini e quindi la nostra scelta è di ampliarla e svilupparla ulteriormente.Da sempre le amministrazioni di Firenze si sono distinte per la capacità di recuperare e spendere risorse europee ed è così che abbiamo potuto garantire alla città un sistema di linee efficienti, sostenibili, che diminuiscono il traffico e che rendono Firenze una grande città in cui si vive meglio. C’è poi da lavorare di più e meglio sul miglioramento del trasporto pubblico su gomma, fondamentale per creare una rete capillare che permetta ai cittadini di raggiungere da ogni parte della città il trasporto su ferro. Inoltre l'ampliamento dell'alta velocità libererà i binari di superficie, permettendo di implementare i collegamenti tra Firenze, i comuni contermini e oltre”. SCUDO VERDE. “Lo scudo verde in questo momento è un tema problematico considerando quanti sono i cittadini della Città metropolitana che giornalmente arrivano in città per lavorare o accedere a particolari servizi e va spiegato meglio: deriva da norme ormai passate e che vedono oggi la loro applicazione. Pensare che risolva tutti i problemi però è fuorviante. Vietare non basta, occorre offrire alternative, creare possibilità che aiutino i cittadini a scegliere il trasporto pubblico o il trasporto su due ruote (come, per esempio, le piste ciclabili o il sistema di bike sharing che già abbiamo in questa città): se diamo servizi, i cittadini sceglieranno soluzioni che riducono il traffico, sono più economiche e contribuiscono a rendere la città più vivibile”.IL CENTRODESTRA E LA MOBILITÀ. “Il centrodestra vuole far fare passi indietro alla città da questo punto di vista. Quando ci si confronta con la destra e con il loro candidato non c'è mai una risposta su cosa vogliano fare col sistema di trasporto pubblico già ampiamente avviato e progettato.Criticano la tramvia, che è fondamentale in un sistema integrato gomma-ferro, ma allora come si muoveranno i cittadini di Firenze? Vogliamo scaricare tutto il traffico sulle strade? La risposta non la danno e non la sanno dare perché sanno perfettamente che da un sistema virtuoso non si torna indietro. La differenza tra la coalizione di centrosinistra e la destra è esattamente questa: noi sappiamo che abbiamo imboccato una strada che funziona, che piace ai cittadini e che rende Firenze più europea. Dall'altra parte c'è semplicemente un no senza alternativa. È forse una prospettiva all’altezza di una città come Firenze, che cresce nell’innovazione dai tempi della cupola del Brunelleschi? Io credo di no".

Mori a FeD: “Necessario un ente che coordini le esigenze di chi vuol vivere le Cascine”

La nostra intervista in esclusiva a Marzio Mori sul tema delle Cascine

Il parco delle Cascine sabato è stato teatro del duello elettorale sulla sicurezza. In mattinata il candidato sindaco di Firenze per il centrodestra Eike Schmidt ha presentato alle Pavoniere il piano «Torniamo alle Cascine». Nel pomeriggio poi la candidata del centrosinistra Sara Funaro  ha guidato un corteo di circa mille persone attraverso il parco assieme ai candidati al Consiglio Comunale e ai Quartieri e agli altri partiti della coalizione per un evento-festa dal titolo «Viviamo le Cascine!». Tra questi c’era anche Marzio Mori, uno dei capilista della lista civica che sostiene la candidatura di Sara Funaro. Proprio con lui Firenzedintorni.it ha parlato delle Cascine, un tema centrale non solo nella campagna elettorale ma più in generale nell’attualità di Firenze: “Quello di sabato è stato un evento molto bello. Le Cascine sono una porzione di città amata da tante persone. Il parco è frequentato dalle persone in tanti modi ed è chiaro che ciascuna di queste modalità deve essere vissuta in armonia con tutte le altre. È necessario quindi creare un Ente che coordini e armonizzi tutte le esigenze di chi vuol vivere il parco. Gli spazi dovrebbero essere pensati per creare relazioni positive tra le varie Comunità, relazioni attente ai bisogni di tutti senza trascurare spazi che potrebbero prestarsi a diventare luoghi di degrado ed illegalità.Credo vada fatta una riflessione rispetto a come anche le altre città metropolitane italiane ed europee hanno gestito i grandi spazi verdi, scoprire le esperienze virtuose e di successo adattandole alla nostra città. Dobbiamo evitare di avere luoghi trascurati o abbandonati perché rischiano di diventare spazi di degrado e di illegalità. L’aspetto della sicurezza è chiaramente un tema centrale, direi quasi ovvio, che non può essere bandiera di una sola parte politica ma argomento fondante di una scelta politica basata su uno studio attento del territorio coinvolgendo tutti coloro che hanno interesse a dare un contributo serio”.Uno dei temi affrontati da Sara Funaro è quello di più agenti che in questo momento il Ministero non sta fornendo. È la prima necessità?“Sara Funaro è da molto tempo che rappresenta questa necessità che però è rimasta inascoltata. In campagna elettorale, soprattutto, dobbiamo essere molto chiari e ricordare ai cittadini che esistono competenze istituzionale diverse. Ci sono le competenze del sindaco, che sono quelle di amministrare una città, e ci sono le competenze del Ministero dell’Interno, che sono quelle di garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. Sono convinto che le grandi città debbano avere organici adeguati rispetto alle forze dell’ordine con un’organizzazione che possa garantire una presenza capillare sul territorio ed una rapidità di intervento. E l’organico delle forze dell'ordine dipende dal Ministero dell’Interno”.Un presidio fisso alle Cascine potrebbe aiutare?“Un presidio fisso aiuta sempre, ma a mio avviso è l'inizio di un percorso. Nel momento in cui le persone iniziano tranquillamente a frequentare un ambiente, questo da marginale e periferico diventa centrale nella vita di una città. E probabilmente alcune criticità migliorano rapidamente. Pertanto è importante portare vita, attività, luce, legami e chiaramente anche presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine. Tutto questo insieme aiuta, mentre interventi slegati tra loro non risolvono il problema in profondità. È  necessario un intervento di sistema che coinvolga tutta la Comunità”.

Biti a FeD: “Costruire reti di sostegno e cura più capillari è la priorità in tema di politiche sociali”

La nostra intervista in esclusiva all'ex senatrice Caterina Biti, oggi candidata al Consiglio Comunale nella lista del PD

La candidata Sindaco Sara Funaro, che nel Comune di Firenze ricopre proprio la carica di Assessora al welfare, è da sempre molto attenta agli ultimi e alle politiche sociali. Un tema altrettanto centrale anche per Caterina Biti che - dopo aver ricoperto le cariche di Consigliera comunale, Assessora all'ambiente e Presidente del Consiglio a Palazzo Vecchio, oltre che di Senatrice con il PD nel 2018 - si candida per il Consiglio comunale, a sostegno proprio di Sara Funaro. Queste le sue parole in esclusiva ai nostri microfoni: Quali sono le priorità da attuare dal punto di vista delle politiche sociali?“Non lasciare nessuno da solo nel bisogno. Costruire reti di sostegno e cura più capillari possibile, anche immaginando figure che facciano da cerniera fra le varie Associazioni e il Comune di Firenze, quindi fra le istituzioni e tutta la rete del terzo settore. Le Associazioni sono strategiche e saranno l’interlocutore primario, prima di tutto per conoscere e di conseguenza intervenire. La legge sul Terzo Settore ha delle criticità, certo, ma anche dei punti di forza: su questi bisogna lavorare andando prima di tutto a creare co-progettazione e co-programmazione e tessere la rete capillare necessaria per intercettare più persone possibile. In questo modo vogliamo che il maggior numero di situazioni di sofferenza, di povertà, di fragilità, di difficoltà siano viste e conosciute e si mettano in campo tutte le azioni per poterle risolvere”.Peraltro in una regione come la Toscana e in una città come Firenze dove il terzo settore è in grande crescita e così come il numero delle organizzazioni…“Sì, la Regione Toscana e il Comune di Firenze hanno da anni tra le priorità l'attenzione all'altro, soprattutto quando è in situazioni di fragilità e di difficoltà. La cura, l’accoglienza, la vicinanza sono  valori  fondanti di Firenze, della nostra tradizione e anche del Partito Democratico: sono le nostre priorità sulle quali continuare a investire idee e risorse per migliorare. È ovvio che il rapporto è stretto tra comuni e Regione anche in questo senso. Con il Covid prima e il PNRR dopo, per esempio, ci siamo resi conto di quanto le strutture territoriali debbano essere implementate e rafforzate. O costruite laddove non ci sono. Parlando proprio delle risorse del PNRR, non possiamo non citare le ‘Case di comunità’ che saranno create, e che saranno veri e propri presidi che si prefiggono di tenere insieme sociale e sanitario, due aspetti spesso interconnessi. Questi luoghi saranno fondamentali per creare quella rete che si dovrà prendere cura di tutte le fragilità e le difficoltà: intercettare la ‘zona grigia’ sarà quanto mai essenziale, conoscere le situazioni in bilico e sostenere quelle persone sarà importante per non farle precipitare in condizioni di svantaggio e intervenire perché si rielevino verso una vita dignitosa. In questo modo una fascia di popolazione che rischia di necessitare assistenza  con un'attenzione particolare può fare quel passo in avanti che gli permetta di uscire da una situazione ‘borderline’ e di partecipare in tutto e per tutto alla costruzione di una comunità dove si sta meglio”.Un’altra delle categorie che ha grande necessità di assistenza è quella degli anziani, una categoria peraltro sempre in crescita. Recentemente a Novoli è stato inaugurata la prima struttura di senior housing, il Villaggio Novoli. Può questo tipo di strutture diventare un modello da replicare?“Sì, sicuramente. Il calo demografico e il conseguente invecchiamento medio della popolazione sono fatti noti che interessano tutto il Paese. Anche questo è un tema che dovremmo affrontare come politica e come istituzioni. Ci sono sempre più anziani e quindi persone che, seppur contribuiscano tanto alla vita anche della città, avranno bisogno di attenzione particolare. Quindi quello a cui fa riferimento è uno di quei modelli nuovi e non è l’unico - cito in più solo il Villaggio Montedomini - da esportare e da far crescere indubbiamente”.

Mori a FeD: “La sicurezza passa anche dal miglioramento del sistema carcerario”

La nostra intervista in esclusiva a Marzio Mori, uno dei capilista della lista civica a sostegno di Sara Funaro

Un tema molto dibattuto negli ultimi mesi è stato quello del grave stato di declino del sistema penitenziario regionale.Violenza e ingovernabilità nelle carceri toscane regnano sovrane. E Sollicciano viene definito come uno dei peggior carceri della nazione. Una struttura fatiscente, sovraffollata e segnata dalla carenza di personale.Di questo tema abbiamo parlato con Marzio Mori, uno dei capilista della lista civica che sostiene la candidatura di Sara Funaro come prossima sindaca di Firenze. Un tema, quello delle carceri, che conosce bene, perché ha una lunga ed onorata esperienza nell'ambito sociale ed è direttore dei servizi che si occupano di immigrazione, di marginalità e di carcere all'interno della fondazione Caritas.Quella delle Carceri in Italia, in questo momento, è senza ombra di dubbio un'emergenza e Sollicciano non fa non fa differenza in questo senso.“No, assolutamente. È una cosa abbastanza diffusa su tutto il territorio nazionale e alcune carceri della Toscana, fra cui Sollicciano, non fanno eccezione. In particolare, ci sono più persone della capienza possibile”.E in più ci sono lavori che non sono mai partiti e che continuano a essere rimandati, rendendo ancora più difficile la condizione dei detenuti all'interno della struttura.“Indubbiamente. Molti anni fa, quando lavoravo con i Padri Mercedari mi occupavo principalmente di carcere, ho avuto occasione di frequentare molti Istituti in Italia e anche potendomi così rendere conto della situazione. Ogni tanto si evoca la costruzione di nuove carceri per superare la situazione di sovraffollamento - cosa che peraltro ha poco senso come ricetta se non facciamo invece una riflessione seria sulle misure alternative. Molte delle carceri esistenti, con poche virtuose eccezioni, sono spesso obsolete, se non addirittura fatiscenti, sono sovraffollate e hanno altri innumerevoli problemi. E chiaramente questo contribuisce a far scontare la pena in condizioni pessime”.E questo oltretutto rende anche forse più difficile quello che è il percorso di recupero del detenuto…“Io ragiono da tecnico, sono abituato a portare dati a sostegno di ciò che dico. Si dovrebbe fare una riflessione su quella che è la giustizia riparativa, sulle misure alternative. Ricordiamo che Firenze è stata la patria di tutto questo, ha avuto uomini illustri che hanno tracciato la via, penso a Gian Paolo Meucci per quanto riguarda la giustizia minorile, Alessandro Margara e Mario Gozzini, che hanno legato il loro nome alle pene alternative. Per citare un articolo de il Sole24Ore di febbraio 2023, chi ha l’opportunità di accedere a misure alternative o opportunità di lavoro e formazione professionale ha un tasso di recidiva del 2%, contro un tasso di recidiva medio su base nazionale di circa il 70%. Il gap tra le due percentuali è talmente evidente che da solo basterebbe ma se vogliamo ampliare il ragionamento possiamo dire che limitare la recidiva nella commissione dei reati ha un effetto evidente anche sulla sicurezza, così tanto invocata da alcune parti politiche. Inoltre, così avrebbe piena attuazione anche il principio costituzionale del valore rieducativo della pena. Quindi possiamo dire che la giustizia riparativa e le misure alternative hanno un impatto positivo anche sul sovraffollamento delle carceri e devono rappresentare lo strumento principale per limitarlo”.In questo senso, vedrebbe di buon grado un intervento di investitori privati in supporto proprio del percorso formativo dei detenuti? “Sicuramente. Premetto che sono un grande sostenitore del settore pubblico; ci sono alcuni servizi come la sanità e la giustizia che devono essere amministrati e gestiti dal pubblico. È evidente che l’attività pubblica ha necessità di interventi privati per integrare il proprio intervento e arrivare laddove da sola non riuscirebbe, esempi in questo senso vengono dalla riforma del Terzo settore, che ha previsto gli istituti delle coprogrammazione e coprogettazione. Quindi la possibilità di avere percorsi professionali tramite imprese private o enti del Terzo settore rappresenta un’opportunità da promuovere."In una fase storica dove il tema della sicurezza è centralissimo non solo a Firenze ma in tutta Italia….“Assolutamente. Io credo che il tema della sicurezza sia caro a tutti perché a tutti piace vivere in ambienti accoglienti e sicuri. Si può dire tutto sulla sicurezza, ma tutto poi va argomentato, vanno portati i dati e vanno trovate anche strade che siano percorribili. Ripeto, non è costruendo carceri, non è con la sola mobilitazione dell’esercito che riusciamo ad avere le nostre città più sicure. Ma è costruendo legami sociali, costruendo comunità accoglienti, accendendo luci, organizzando eventi, portando cultura e aprendo strutture che possono accogliere i più deboli che facciamo promozione della sicurezza”.Tornando al tema Sollicciano, una recente visita dei deputati del PD Federico Gianassi e Debora Seracchiani ha acceso un’ulteriore luce sulle condizioni precarie della struttura. Ed è stata segnalata anche una carenza di agenti penitenziari. “Laddove si evidenziano grandi criticità c’è sempre il concorso di più cause, e Sollicciano ne è un esempio. La struttura è obsoleta, il personale sia di Polizia Penitenziaria che educativo e sanitario spesso è sottorganico, i detenuti sono più della capienza possibile solo per fare alcuni esempi. Quindi è chiaro che il sommarsi di tutte queste cose rende veramente difficile la vita all'interno per chi deve dare il suo apporto professionale e per chi deve scontare la pena. Questo modello di carcere è un modello sul quale dobbiamo necessariamente fare un ragionamento. In questi anni, ho potuto toccare con mano la sensibilità e l’attenzione della candidata sindaca Sara Funaro su questo tema nella sua veste di assessora, mi ha spesso segnalato situazioni complesse che sarebbe stato opportuno accogliere in comunità. In questo momento, per esempio, stiamo lavorando insieme all’amministrazione per dare risposta a un bisogno emerso sempre di più negli ultimi tempi che è quello delle donne in esecuzione penale esterna. Un lavoro portato avanti anche in collaborazione con il garante dei diritti dei detenuti del Comune”.Con la necessità il prima possibile anche di un intervento del ministero.“Assolutamente. La competenza del sistema carcerario dipende dal ministero della Giustizia e quindi è chiaro che i fondi, le linee guida, la politica di intervento e il numero degli operatori che stanno all'interno del carcere è un qualcosa che è competenza del ministero attraverso il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria. L'ente territoriale che ha il carcere sul proprio territorio (la Toscana è una regione con molti istituti penitenziari) non può incidere in modo profondo”.

Beltran ha messo fine alla maledizione rigori della Fiorentina?

Rapporto difficile coi rigori nel 2024 per la Fiorentina. Beltran ha interrotto quella che pareva divenuta una maledizione

Il rigore convertito da Lucas Beltran a Bruges segna un momento significativo per la Fiorentina, rappresentando il tredicesimo calcio di rigore tirato dai giocatori viola in questa stagione, considerando tutte le competizioni disputate. Se includiamo anche i rigori che hanno deciso le due partite di Coppa Italia contro Parma e Bologna, il totale dei tiri dal dischetto sale a 22.Uno dei dati più interessanti riguarda le performance della squadra nei rigori decisivi. Nei due confronti in cui la Fiorentina è stata costretta ai rigori, contro Bologna e Parma, tutti e nove i tiri dal dischetto sono stati trasformati con precisione, dimostrando una calma e una precisione impressionanti. Tuttavia, il quadro cambia quando si considerano gli altri rigori assegnati alla Fiorentina durante la stagione. Tra Serie A, Coppa Italia e Conference League, la squadra ha segnato solo 8 rigori su 13, mantenendo una percentuale del 62%.Quando si tratta dei rigoristi, diversi giocatori della Fiorentina hanno avuto l'opportunità di calciare dal dischetto nei tempi regolamentari. Gonzalez è stato il più attivo, trasformando 3 rigori ma sbagliandone 2, mentre altri come Bonaventura, Biraghi e Ikoné hanno avuto risultati altalenanti. Tuttavia, è interessante notare che durante i rigori contro Bologna e Parma, sono stati diversi giocatori a mettere a segno i gol decisivi.Il rigore segnato da Beltran a Bruges ha rotto una serie negativa di 4 rigori falliti consecutivamente dalla Fiorentina, che aveva alimentato preoccupazioni sul fronte della precisione dagli undici metri. Prima di Beltran, gli ultimi rigori segnati risalivano a Nzola contro l'Udinese. Questo successo potrebbe segnare una svolta positiva per la squadra di Italiano, specialmente in vista della finale di Conference League con l'Olympiakos, dove la possibilità di decidere il trofeo anche dai rigori è una reale eventualità.In sintesi, il rigore di Beltran rappresenta più di un semplice punto aggiunto al punteggio. È un simbolo di speranza per la Fiorentina, che potrebbe aver finalmente superato la sua maledizione dal dischetto, un fattore cruciale mentre la squadra si prepara per le sfide più importanti della stagione.

Sottil, il talento interrotto. E Italiano corre ai ripari

Solo tre esterni, nelle rotazioni il tecnico pensa a Castrovilli e Parisi. L’idea del 3-5-2

Una frattura scomposta della clavicola ha bruscamente interrotto il percorso in crescita di Riccardo Sottil. Un colpo duro, che priverà della possibilità di scendere nella fase cruciale della stagione. Il suo contributo alla Fiorentina, soprattutto durante la partita contro il Bruges, è stato evidente, coronato da un gol magistrale che ha attirato l'attenzione dell’UEFA, che lo ha coronato come il migliore di giornata. Ma ora, con la sua stagione terminata prematuramente, Sottil è costretto a guardare avanti dopo un intervento chirurgico per rimettere a posto la frattura.Il vuoto lasciato dalla sua assenza è tangibile, soprattutto alla luce delle sfide imminenti. La Fiorentina si trova ora a dover fare i conti con la mancanza di un elemento chiave nel momento più cruciale della stagione. Come affronterà Italiano questa situazione delicata, bilanciando l'obiettivo di presentare una squadra competitiva con la necessità di tutelare i restanti esterni?Una possibile soluzione potrebbe essere mantenere il consueto schema tattico 4-2-3-1, con una gestione oculata dei minuti per giocatori come Gonzalez e Kouame, che potrebbero alternarsi con Ikoné e Parisi. In alternativa, Italiano potrebbe optare per un cambio di modulo, passando al 3-5-2, un sistema già sperimentato in passato. Con questa formazione, Faraoni potrebbe entrare direttamente nel reparto difensivo a tre, permettendo di evitare di impiegare tutti e tre i centrali disponibili. Questo consentirebbe a giocatori come Kayode e Parisi di occupare le rispettive fasce laterali, mentre in attacco potrebbero agire Nzola e una seconda punta come Beltran o Barak.In entrambi i casi, la priorità per Italiano sarà quella di trovare un equilibrio tra competitività e tutela degli esterni rimasti, in modo da affrontare al meglio le sfide che attendono la Fiorentina.

Fiorentina, verdetto finale: affronta il Club Brugge con gli occhi puntati su Atene

Conference, domani l’andata dell’incrocio che vale l’ultimo atto. Appello della Fiesole: in 25 mila al Franchi

L'entusiasmo cresce nei giorni che anticipano la semifinale di andata della Conference League tra Fiorentina e Club Brugge. Domani sera (ore 21, al Franchi) i viola si giocano gran parte delle loro speranze di raggiungere la finalissima in programma il 29 maggio all’Aek Arena di Atene. Si rinnova l'appuntamento con la storia, con Vincenzo Italiano e la sua squadra determinati a riscattare il dolore dell'anno precedente, quando il sogno sfumò all'ultimo secondo contro il West Ham.Un contropiede, un'azione veloce nel cuore del campo, e tutto svanì. Ma quel percorso, segnato da quel momento, ha portato comunque a una crescita collettiva e mentale dei viola. Maturità, esperienza, carattere: sono le qualità che si vogliono mostrare contro il Club Brugge, spezzando una maledizione che persiste da 23 anni a Firenze, con la speranza che Atene possa porre fine a questo digiuno di trofei.Il ritorno di Rocco Commisso dagli Stati Uniti è atteso nelle prossime ore. Il patron viola, dopo la scomparsa di Joe Barone e il suo breve ritorno negli Stati Uniti, ha fatto ogni sforzo per essere presente a Firenze in vista di un finale di stagione carico di emozioni, dentro e fuori dal campo. Sarà al Franchi domani sera, circondato da uno stadio che gli ultras viola immaginano infuocato.Circa 25mila biglietti sono stati venduti, con la speranza che lo stadio possa riempirsi ancora di più per sostenere la Fiorentina verso la finale. Dopo l'uscita in semifinale di Coppa Italia, la Conference League ha acquisito maggiore importanza emotiva, e le speranze sono ora riposte principalmente in questa competizione.Italiano e la sua squadra hanno conquistato il primo posto nel girone senza dover passare dai playoff, mostrando una certa maturità anche negli ottavi e nei quarti di finale. Rispetto alla sfida con il Viktoria Plzen, stavolta la Fiorentina giocherà la prima gara in casa, un fattore che potrebbe fare la differenza.Italiano, che parlerà oggi pomeriggio in conferenza stampa al Viola Park dopo la rifinitura di questa mattina, cercherà di impostare la partita sull'esempio di quella vinta al Franchi contro l'Atalanta in Coppa Italia: massima attenzione, compattezza, qualità e concretezza in fase offensiva.Sarà fondamentale un buon approccio e la possibilità di ottenere un vantaggio per il ritorno, che si giocherà tra una settimana allo stadio Jan Breydel di Bruges. Italiano pensa a un modulo 4-2-3-1 con Terracciano tra i pali, Dodò, Milenkovic, Quarta e Biraghi in difesa, e alcune incertezze a centrocampo.In attacco, il punto di riferimento sarà Belotti, con Sottil, Barak e Kouame pronti a entrare in campo e dare il loro contributo. Domani sera, di fronte agli occhi di Commisso, Firenze rivivrà una notte europea con la speranza di un futuro ad Atene. Servirà una prestazione impeccabile per fare un passo decisivo verso la finalissima.

Fiorentina, campionato o coppa? I cambi di Italiano in vista della Juventus

Serve l'aiuto di tutti in questo finale di stagione

La Fiorentina dovrà prima o poi prendere una decisione: concentrarsi sul campionato o sulla coppa? Vincenzo Italiano ha sempre dimostrato di considerare tutte le partite importanti, senza mezzi termini. Tuttavia, col passare del tempo, la squadra viola dovrà decidere dove concentrare le proprie energie.L'obiettivo è l'Europa League, e la Fiorentina può raggiungerlo sia tramite la Coppa Italia che tramite la Conference League. Il campionato sembra essere ormai un obiettivo difficile, con la Juventus rappresentante l'ultimo spiraglio per l'accesso alle competizioni europee di rilievo.Per questo motivo, Vincenzo Italiano dovrà apportare continui cambiamenti nella formazione, cercando di schierare la migliore Fiorentina possibile. Terracciano è una certezza in porta, mentre il primo ballottaggio a destra è tra Kayode e Dodò, con Faraoni come carta da giocare nel secondo tempo. In difesa, dopo l'ottima prova contro l'Atalanta, Milenkovic e Ranieri si candidano per un posto da titolare. Martinez Quarta è disponibile, ma non al meglio. A sinistra, Biraghi torna titolare.A centrocampo, il caso di Arthur è al centro dell'attenzione. Anche se in buone condizioni, non viene schierato. Perché? È una scelta tecnica, afferma Vincenzo Italiano. Bonaventura mantiene quindi la sua posizione, con Mandragora ormai fondamentale, mentre Beltran sarà il trequartista. Barak, invece, potrebbe trovare spazio in Conference League. Sulla fascia destra, Nico Gonzalez viene confermato, mentre sulla sinistra Sottil sostituisce un affaticato Kouamè. In attacco, il solito "Gallo" Belotti. 

Riecco Dodo, 159 giorni dopo: un ‘nuovo acquisto’ per Italiano

Il brasiliano torna tra i convocati a poco più di 5 mesi dall’operazione al crociato. Spera di prendere minuti tra Torino, Maccabi e Roma

159 giorni. Tanto Dodo ha dovuto attendere prima di poter tornare tra i convocati della prima squadra, a oltre cinque mesi dalla lesione al legamento crociato destro che lo ha messo ko tutta la prima parte di stagione. L’annata del terzino brasiliano ripartirà oggi da Torino, dove l’ex Shakhtar si accomoderà in panchina dopo i 60’ di lunedì giocati con la Primavera, che presto darà spazio anche a Castrovilli. Per il match contro i granata mancheranno all’appello sia Christensen che, soprattutto, Martinez Quarta e Kouame: l’argentino, alle prese nei giorni scorsi con una colica, è stato dimesso giovedì dall’ospedale al termine di un ricovero durato ben quattro giorni ma presto riprenderà ad allenarsi in gruppo, mentre l’ivoriano – gravato dai postumi della malaria – effettuerà nel corso della prossima settimana i controlli programmati per poter ottenere l’idoneità agonistica necessaria per riprendere gli allenamenti. Per rivedere Kouame in campo, complici anche le fatiche della Coppa d’Africa a gennaio, servirà invece un po’ più di tempo.IL RECUPERO DI DODO. L’operazione eseguita a Villa Stuart il 27 settembre e poi una riabilitazione rapida al Viola Park, dove ha iniziato a pedalare sin dai primi d’ottobre. Un cammino difficile, non un calvario, poiché vissuto sempre col sorriso sulle labbra. In questi mesi Dodo è rimasto accanto alla squadra e soprattutto al suo “erede” sulla destra, quel Michael Kayode per il quale, parole dello stesso classe 2004, è stato come un fratello maggiore. Nel periodo ai box, il terzino ex Shakhtar è diventato ancor più un idolo della tifoseria viola, conquistata con stories e commenti sui social che manifestavano giorno dopo giorno dedizione alla causa e voglia di tornare il prima possibile. E lo ha fatto Dodo, tornando a tempo di record in gruppo in occasione della Supercoppa Italiana a Riyad, prima convocazione simbolica. A quarantacinque giorni dal viaggio in Arabia, adesso il recupero è completato e Dodo, che spera di mettere già qualche minuto nelle gambe tra Torino, Maccabi e Roma, sarà il nuovo acquisto per il finale di stagione.

Crolla il solaio ad una festa di matrimonio, 5 feriti. Dimessa la coppia di sposi

È successo in un ex convento vicino a Pistoia. Nessuno è in pericolo di vita

Un solaio di un ristorante a Pistoia dove era in corso il ricevimento per un matrimonio è crollato: cinque persone sono state portate in ospedale e, ha spiegato il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, subito arrivato sul luogo dell'evento, "tutti è stata offerta la possibilità di fare controlli negli ospedali. Ci teniamo a monitorare i codici rossi e gialli con la speranza che i feriti possano essere dimessi al più presto. E' già un sollievo sapere che nessuno è in pericolo in vita". Dimessi Paolo Mugnaini e Valeria Ybarra i due sposi 26enni che ieri hanno festeggiato il loro matrimonio. Il giovane, secondo quanto si apprende, sarebbe originario del fiorentino e residente a Scandicci mentre la moglie sarebbe di origine americana. Il matrimonio era stato celebrato poche ore prima nella parrocchia di San Bartolomeo in Tuto a Scandicci dove risiede anche la famiglia del 26enne.  La coppia di sposi è stata dimessa dall'ospedale dove erano stati condotti per accertamenti. Per loro, fanno sapere fonti sanitarie, solo qualche contusione e tanta paura. Tra i feriti in codice rosso arrivati ieri nel nosocomio pistoiese anche una donna incinta che non è in pericolo di vita ma che resta ricoverata in osservazione. Il crollo è avvenuto in un salone del primo piano dell'ex convento di Giaccherino, che da alcuni anni è adibito a ristorante. Alcuni invitati avevano già lasciato la festa, ma una sessantina di persone, soprattutto giovani, sono rimate all'interno del locale e stavano ballando, quando all'improvviso è avvenuto il crollo del pavimento del solaio. La voragine ha inghiottito i presenti che si sono ritrovati al piano terra, coperti dai detriti.Alcune decine di persone sono rimaste ferite. Sul posto sono subito arrivati i soccorsi con diverse ambulanze, i vigili del fuoco del comando provinciale di Pistoia, la polizia, i carabinieri e i vigili urbani. Non risultano vittime. Sul posto sono presenti molte squadre dei vigili del fuoco, per il momento solo del comando di Pistoia. Decine le ambulanze di Misericordia, Pubblica Assistenza e Croce Rossa arrivate e che in un continuo via vai stanno portando i feriti nei diversi nosocomi. Sul posto è arrivato anche il sindaco Alessandro Tomasi."Allertati tutti gli ospedali per il tempestivo soccorso e assistenza in modo da gestire più pazienti possibili. Oltre Pistoia, Prato, Lucca, Careggi e Cisanello, forza!", ha scritto Giani. Il procuratore della Repubblica di Pistoia, Tommaso Coletta, si è recato al ristorante dove c'è stato il crollo del pavimento in un salone al primo piano causando decine di feriti. I soccorsi sono in pieno svolgimento."Abbiamo visto lanciare tavoli, bicchieri, perché tutti erano impauriti, quando hanno sentito il forte rumore, noi siamo scesi passando vicino alla stanza dove era crollato il pavimento ed erano cadute le altre persone e c'era tantissima polvere, non si vedeva niente". È il racconto di Genny, una cameriera del servizio catering, che ha assistito al crollo del solaio all'ex convento di Giaccherino, (Pistoia), da alcuni anni adibito a ristorante e dove oggi era in corso un ricevimento per un matrimonio. "Eravamo io e una mia collega - prosegue - e abbiamo sentito urla e persone disperate che piangevano".