Gli attivisti manifestano davanti alla Regione Toscana: serve un incontro istituzionale per sbloccare i fondi e tutelare oltre cento animali sottratti ai macelli.

Una ventina di persone si sono riunite in presidio questa mattina davanti alla sede della Regione Toscana, a Firenze, per chiedere un incontro urgente con le istituzioni. L'obiettivo della manifestazione è salvare dallo sfratto l'associazione "Agripunk" di Ambra, una realtà situata nel comune di Bucine, in provincia di Arezzo. Il progetto è nato con il nobile scopo di riconvertire un ex allevamento intensivo di tacchine in un vero e proprio rifugio antispecista, dove gli animali possono vivere liberi e protetti.

La situazione è diventata critica lo scorso 22 maggio, quando il primo accesso dell'ufficiale giudiziario ha di fatto avviato le procedure esecutive per lo sfratto. All'interno della struttura di Bucine vivono attualmente più di cento animali, tra cui suini, bovini, ovi-caprini, equini e volatili. Si tratta di esemplari che, a causa delle gravi disabilità derivanti dal precedente sfruttamento negli allevamenti, non possono in alcun modo essere avviati alla macellazione e, al tempo stesso, non sono in grado di sopravvivere autonomamente alla vita selvatica.

Per cercare di risolvere la crisi alla radice, l'associazione ha aperto una trattativa con la proprietà per l'acquisto definitivo dei capannoni e, a supporto di questa iniziativa, ha lanciato una raccolta fondi nel corso del mese di maggio. Tuttavia, il supporto dei privati potrebbe non bastare. Una delle rappresentanti dei manifestanti ha spiegato che, a causa di varie controversie legali nate negli anni con il proprietario, l'ufficiale giudiziario sta premendo per l'abbandono dei capannoni.

La richiesta d'aiuto si rivolge quindi direttamente alla Regione Toscana per sanare un vuoto normativo. Gli attivisti fanno notare come esistano numerosi fondi e finanziamenti pubblici destinati sia agli imprenditori agricoli tradizionali sia ad altre tipologie di associazioni, ma l'attuale sistema esclude di fatto dai bandi le realtà di salvaguardia animale come Agripunk. L'incontro con i vertici regionali serve dunque a trovare una linea di finanziamento o una tutela istituzionale che possa garantire un futuro sicuro ai cento ospiti del rifugio.

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