Appello firmato da 160 associazioni e inviato anche a Giani e Federparchi. Netto no alle pale da 200 metri: «Danneggerebbero la biodiversità della montagna fiorentina».

Il progetto per la realizzazione di un grande parco eolico nel Comune di Londa finisce sul tavolo del Presidente della Repubblica. La Coalizione Tess, un network che riunisce oltre 160 associazioni, comitati territoriali e realtà civiche di tutta Italia, ha infatti inviato una lettera formale al Capo dello Stato Sergio Mattarella, al governatore della Toscana Eugenio Giani e al presidente di Federparchi Luca Santini, chiedendo il blocco dell'infrastruttura industriale e il contestuale riconoscimento dell'alto valore ecologico del crinale di Croce a Mori.

Secondo gli ambientalisti, in linea con quanto previsto dalla Strategia nazionale della biodiversità, l'area interessata rappresenta uno snodo naturalistico cruciale che collega direttamente il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi con la Consuma, Vallombrosa e il massiccio del Pratomagno. Trasformare questo crinale in un sito industriale, attraverso l'installazione di torri eoliche alte ben 200 metri che risulterebbero visibili perfino dal Monte Falterona, significherebbe compromettere irrimediabilmente la continuità di un prezioso corridoio ecologico, provocando una frammentazione del territorio dai risvolti pesantissimi per la fauna e la flora locali.

La battaglia della Coalizione Tess è supportata da un fronte istituzionale locale compatto. Nella missiva viene ricordato che Londa è una vera e propria porta d'accesso alla montagna fiorentina e che tutti gli undici sindaci della Comunità del Parco si sono già espressi con un parere nettamente contrario all'opera. Al no dei primi cittadini si sono aggiunti, nel tempo, la netta bocciatura da parte del consiglio dello stesso Ente Parco nazionale e le delibere contrarie dei Comuni limitrofi di San Godenzo, Rufina, Pelago e Reggello.

La coalizione conclude il proprio appello ribadendo che questa specifica porzione della provincia di Firenze deve essere protetta in modo assoluto. La tutela del crinale non serve solo a difendere l'ecosistema, ma è considerata una precondizione fondamentale per garantire lo sviluppo sostenibile, turistico e sociale di un comune montano che ha scelto di legare il proprio futuro alla conservazione dell'ambiente.

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