La battaglia sugli affitti brevi a Firenze si sposta sul terreno della Tari, la tassa sui rifiuti. Dopo le restrizioni introdotte dal Comune per contenere l'espansione delle locazioni turistiche, emerge infatti il tema dell'equità fiscale: oggi molti appartamenti destinati agli affitti brevi versano il tributo come normali utenze domestiche, indipendentemente dal numero di ospiti ospitati nel corso dell'anno.
L'attuale normativa nazionale non prevede una categoria specifica per le locazioni turistiche tra le utenze non domestiche. Alcuni gestori scelgono quindi di iscriversi alla categoria degli "alberghi senza cucina", ma Comune e Alia chiariscono che è comunque possibile applicare la tariffa domestica. Una situazione che, secondo molti osservatori, rischia di scaricare sui residenti parte dei costi legati ai rifiuti prodotti dal continuo ricambio dei turisti.
Da Palazzo Vecchio confermano che sono in corso valutazioni per individuare possibili soluzioni, senza escludere futuri interventi. Sul tema interviene anche Federalberghi Firenze, che chiede un riequilibrio delle tariffe. «Si tratta di attività imprenditoriali extralberghiere ed è giusto che, come per gli hotel, anche per le locazioni turistiche ci siano tariffe adeguate per la Tari, altrimenti si tratta di una concorrenza sleale. Ci sono alberghi che pagano fino a 200mila euro di Tari l'anno, mentre chi affitta casa paga forse meno di una famiglia. Questo è profondamente ingiusto», afferma il presidente di Federalberghi Firenze, Francesco Bechi. Il confronto resta aperto, tra la necessità di garantire regole uguali per tutti e quella di tutelare i residenti in una città sempre più segnata dalla pressione turistica. Lo scrive la Nazione.
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