Cna e Confartigianato contestano l'ipotesi del ticket per i mezzi pesanti. Intanto Fit-Cisl boccia anche il possibile aumento del biglietto di bus e tram

La nascita di Toscana Strade Spa, la nuova società in house che si occuperà della manutenzione e dell'ammodernamento della Fi-Pi-Li, apre il fronte dello scontro con il mondo dell'autotrasporto. Cna Fita Toscana e Confartigianato Trasporti Toscana contestano l'ipotesi avanzata dal presidente della Regione Eugenio Giani di introdurre in futuro un pedaggio per i mezzi pesanti. «La Fi-Pi-Li è un'opera pubblica e proprio per questo motivo non può essere un'unica categoria a finanziarla. Inoltre non siamo noi i responsabili principali delle cattive condizioni dell'infrastruttura, ma sicuramente ne siamo le prime vittime», dichiarano i presidenti Michele Santoni e Roberto Tegas.

Le associazioni condividono la necessità di cambiare passo nella gestione dell'arteria, ma respingono l'idea di attribuire ai tir il costo degli interventi di manutenzione e potenziamento. «L'arteria è un collegamento essenziale per raggiungere importanti poli produttivi, logistici e commerciali della Toscana. Le nostre imprese la utilizzano per garantire servizi indispensabili all'economia regionale e alla vita quotidiana dei cittadini». Restano inoltre dubbi sulla sostenibilità giuridica di un pedaggio selettivo, con possibili criticità anche sotto il profilo costituzionale. Tra gli interrogativi aperti c'è anche quello relativo all'eventuale coinvolgimento degli autobus nel nuovo sistema tariffario.

Il pedaggio per i mezzi pesanti dovrebbe contribuire, insieme alle risorse regionali e ai proventi derivanti da autovelox e pubblicità, a finanziare ulteriori interventi sulla superstrada. Ma le critiche non si fermano qui. Marco Stella, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, attacca la proposta: «Non è tassando il mondo del trasporto merci che si risolvono i problemi di una strada regionale sulla quale sono stati spesi decine di milioni negli ultimi cinque anni, senza che disagi e code siano diminuiti».

Sul fronte del trasporto pubblico, intanto, Fit-Cisl boccia l'ipotesi di un aumento del biglietto di bus e tram da 1,70 a 2 euro per compensare il rincaro di carburante ed energia. «Sarebbe una grande ingiustizia sociale», afferma il sindacato, che invita la Regione a utilizzare le risorse derivanti dall'addizionale Irpef per riequilibrare il contratto di servizio, senza gravare sui cittadini che scelgono i mezzi pubblici in modo responsabile. Secondo Fit-Cisl, rincarare il costo del trasporto locale andrebbe in direzione opposta rispetto alle politiche di incentivazione all'uso del tpl adottate negli ultimi anni. Lo scrive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies