La legge Valditara sull'educazione sessuo-affettiva nelle scuole e il consenso informato dei genitori "è un tema spinoso, che ovviamente va sviscerato nel modo giusto, tre parole non bastano. Sicuramente la consapevolezza e il coinvolgimento dei genitori è sempre fondamentale. Di fatto, questo è un modo per rendere corresponsabili le famiglie" e per "metterle anche a conoscenza in maniera diretta di tutte le cose che si fanno" a scuola. Così il direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Toscana, Luciano Tagliaferri, a margine di una conferenza stampa, commenta il ddl Valditara, diventato legge la scorsa settimana, che vieta i progetti di sessualità all'asilo e alle elementari, mentre alle medie e alle superiori serve il consenso scritto preventivo dei genitori.
"La responsabilità dell'educazione prima di tutto è delle famiglie, la scuola non può pensare di essere il luogo principale", "io credo nella famiglia, credo che le famiglie abbiano il diritto, ma anche il dovere di corresponsabilizzarsi", sottolinea Tagliaferri. "Ciò è importante, poi i meccanismi spiccioli possono essere affinati, ma questo è un altro tema. Però - conclude - assolutamente sì, le famiglie devono essere coinvolte pienamente nel processo educativo della scuola".
"La responsabilità dell'educazione prima di tutto è delle famiglie, la scuola non può pensare di essere il luogo principale", "io credo nella famiglia, credo che le famiglie abbiano il diritto, ma anche il dovere di corresponsabilizzarsi", sottolinea Tagliaferri. "Ciò è importante, poi i meccanismi spiccioli possono essere affinati, ma questo è un altro tema. Però - conclude - assolutamente sì, le famiglie devono essere coinvolte pienamente nel processo educativo della scuola".
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