Noury: "Informazione ha atteso che la pronunciassero persone di religione ebraica"

Le violazioni dei diritti umani nei contesti di guerra, specialmente nella Striscia di Gaza sono state al centro dell'incontro 'Hind Rajab e gli altri crimini internazionali', questo pomeriggio nella sede della Regione Toscana, promosso dalla Rete Firenze città operatrice di pace.
Tra i partecipanti Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. Su Gaza "nel nostro Paese la parola genocidio è stata rimossa, è stata tolta dal tavolo, o meglio non c'è mai andata - ha detto -. Buona parte dell'informazione italiana ha atteso che la pronunciassero persone di religione e cultura ebraica per sentirsi legittimati a usarla anche anche loro", citando David Grossman, il rapporto di B'Tselem e Anna Foa, "così da poterla liberare da tutta una serie di catene, di pesi, di strutture che la rendevano impronunciabile". Per Noury "se vogliamo che gli organi della giustizia internazionale agiscano", "anche noi dobbiamo attivare una serie di strumenti e uno di questi è l'uso delle parole".
Lo scrittore e attivista Dyab Abou Jahjah, cofondatore della Hind Rajab Foundation, ha sottolineato che "cerchiamo giustizia, non vendetta. Abbiamo paura per il futuro delle nostre società e dei nostri figli, non solo in Palestina, ma in tutto il mondo. Facciamo anche un lavoro di umanizzazione delle vittime, perché i palestinesi sono trattati come numeri e invece vogliamo dire che queste storie contano". Per Micaela Frulli, professoressa di diritto internazionale all'Università di Firenze, "è fondamentale che l'Ue sospenda l'accordo di associazione con Israele, che all'articolo 2 prevede come clausola il rispetto dei diritti umani". E poi passare alle sanzioni. Tuttavia "quelle mirate contro Ben Gvir servono a poco", "ci portano fuori strada rispetto alle responsabilità che il governo israeliano ha nel suo complesso".
Filippo Pelagatti, anestetista e rappresentante di Sanitari per Gaza, ha ricordato commosso la sua esperienza nella Striscia con Emergency: "Ero in ospedale quando il 24 marzo del 2025 un drone israeliano ha colpito il Nasser Complex Hospital, uccidendo cinque persone recuperate in una camera dell'ospedale, colpevoli di condividere la stanza con quello che era l'obiettivo di dell'attacco".
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