Conclusi i primi tre chilometri del passante sotterraneo dell'Alta Velocità. A inizio luglio la cerimonia per l'arrivo alla nuova stazione, mentre Giani guarda già al completamento dell'opera entro il 2030

Le talpe Iris e Marika sono ormai arrivate alla stazione Belfiore, segnando un passaggio decisivo nella realizzazione del passante sotterraneo dell'Alta Velocità di Firenze. Dopo aver scavato circa tre dei sette chilometri complessivi previsti dal progetto, le due frese sono pronte al cosiddetto "sfondamento", un momento simbolico che dovrebbe essere celebrato entro i primi giorni di luglio alla presenza delle istituzioni, dal ministro alle autorità locali.

Le due talpe raggiungeranno il grande camerone della futura stazione progettata da Norman Foster, scavato fino a 25 metri di profondità sotto il livello stradale. La struttura, lunga 400 metri e larga 50, sarà caratterizzata anche da un sistema di illuminazione naturale, integrato da quella artificiale. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha rivendicato il ruolo avuto nel rilancio dell'opera, ricordando come nel 2022 i lavori fossero fermi da anni e circondati da forti dubbi sulla loro effettiva realizzazione.

Superata senza particolari criticità la fase più delicata del cantiere, il secondo tratto di scavo prenderà il via tra settembre e ottobre. Il nuovo percorso partirà da via Circondaria e proseguirà verso Firenze Nova e via Panciatichi, fino al collegamento con la linea esistente sotto Monte Morello. L'obiettivo è completare le ulteriori due gallerie entro l'autunno del 2028, mentre la conclusione della nuova stazione Belfiore resta fissata al 2030. Parallelamente proseguono le riflessioni sul futuro urbanistico dell'area e sul People Mover che collegherà Santa Maria Novella alla nuova infrastruttura. Lo scrive la Nazione. 

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