Il presidente valuta le dimissioni e annuncia un ridimensionamento dell'attività agonistica: "In questi anni speso oltre un milione di euro tra battaglie legali e impianti chiusi"

Oltre un milione di euro di spese accumulate negli anni tra contenziosi legali, perizie tecniche, corsi sospesi e impianti chiusi. È il conto pesantissimo che oggi grava sulle spalle della Rari Nantes Florentia e che spinge il presidente Andrea Pieri a mettere in discussione il proprio futuro alla guida dello storico club fiorentino. «Non posso più sostenere questo peso», ammette senza nascondere di stare valutando l'ipotesi delle dimissioni.

Le difficoltà economiche avranno inevitabili ripercussioni anche sul piano sportivo. «Taglieremo l'attività agonistica di livello. Questo è l'anno zero e non so se sono disposto ad andare avanti», spiega Pieri, annunciando un ridimensionamento complessivo del progetto. Una situazione che, sottolinea il presidente, non nasce oggi: «Da due anni chiedo aiuto al Comune, ma i miei appelli sono rimasti inascoltati». Da qui l'appello rivolto direttamente a Palazzo Vecchio, chiamato a farsi carico di una vicenda che ha segnato profondamente la società.

La Rari Nantes ricorda infatti di essere riuscita a restare in piedi nonostante il lungo terremoto giudiziario che aveva messo a rischio persino la sede sul Lungarno Ferrucci. «Se oggi l'impianto è ancora in piedi è grazie alle battaglie legali portate avanti dal presidente e dalla società, che ha continuato a prendersene cura a proprie spese», si legge nella nota diffusa dal club. Superata l'emergenza, però, la richiesta è chiara: non basta un semplice ringraziamento. «Il peso di tredici anni di battaglie è rimasto sulle nostre spalle. Chi pagherà il conto?», è la domanda che la Rari Nantes Florentia rivolge ora alle istituzioni. Lo scrive la Nazione. 

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