Alla Fortezza da Basso debutta il progetto speciale del designer sudcoreano. Un'installazione d'impatto mostra la metamorfosi di trentaquattro cappotti lasciati all'aperto per cento giorni.

Pitti Uomo accende i riflettori sulla sperimentazione più radicale ed ecologica della moda contemporanea ospitando il progetto speciale firmato JiyongKim. Alle porte di Seul, nel suo laboratorio creativo, il giovane designer sudcoreano ha messo a punto una tecnica che sta scardinando i tradizionali processi di finitura tessile. Si tratta del sun-bleached, un procedimento unico nel suo genere che prevede l'esposizione prolungata degli abiti alla luce diretta del sole e all'azione degli elementi atmosferici per diversi mesi. Questo approccio innovativo, che trasforma il tempo e il meteo in veri e propri strumenti di sartoria, è valso a Kim una pioggia di riconoscimenti internazionali, posizionandolo tra i finalisti del prestigioso Lvmh Prize e portandolo oggi a Firenze come uno dei protagonisti assoluti dell'edizione numero centodieci del salone della moda maschile.

La filosofia del brand sudcoreano rifiuta categoricamente l'idea dell'abito come un elemento statico e immutabile nel tempo. Al contrario, per JiyongKim il vestire è un concetto fluido che evolve e si trasforma insieme all'ambiente circostante. Il processo del sun-bleach permette alle forze della natura di plasmare la materia tessile in totale libertà, imprimendo sul tessuto segni, sfumature e venature cromatiche che risultano uniche, biologiche e strutturalmente irripetibili. La mostra temporanea allestita all'interno della Fortezza da Basso invita i visitatori a compiere un viaggio concettuale ed estetico, spingendoli a riscoprire la bellezza e l'alto valore artistico nascosto dietro le tracce sbiadite, invecchiate o logorate dal tempo, elementi che nel sistema moda industriale vengono solitamente scartati o considerati privi di pregio.

L'installazione fiorentina cattura lo sguardo dei buyers e della stampa internazionale grazie a una sequenza straordinaria di trentaquattro cappotti disposti in ordine cronologico. Il percorso espositivo documenta la progressiva decolorazione solare dal giorno zero, ovvero il momento iniziale in cui il tessuto è ancora intonso, fino al giorno cento dell'esposizione all'aperto. Attraverso lo studio dei cambiamenti registrati a intervalli regolari di due o tre giorni, l'installazione rende visibile agli occhi del pubblico la graduale, implacabile e poetica mutazione impressa dalla luce naturale della terra. Accanto a questo esperimento visivo, il designer ha svelato in anteprima a Firenze la sua nuova collezione per la Primavera/Estate 2027, una linea fortemente focalizzata su tessuti estremamente leggeri e traspiranti studiati per le stagioni più calde, tagli e silhouette sperimentali, trame materiche uniche e capi caratterizzati dalle sue inconfondibili sfumature nate dall'abbraccio tra la stoffa e il sole.

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