L'Unione Europea approva il regolamento sulle Tecnologie di Evoluzione Assistita. Il presidente Vincenzini e i ricercatori Brambilla e Pezzotti: "Superato l'approccio restrittivo del secolo scorso, ora più tutele contro gli stress climatici".

L’Accademia dei Georgofili di Firenze ha accolto con grande entusiasmo l'approvazione da parte dell'Unione Europea del nuovo regolamento sulle Tecnologie di Evoluzione Assistita, note con l'acronimo Tea. Il provvedimento comunitario è volto a regolamentare in modo chiaro la coltivazione, il commercio e il consumo di queste biotecnologie agrarie. L'istituzione fiorentina ha definito questo passaggio come un evento storico e di portata epocale per il comparto, che aprirà una fase transitoria di due anni utile a predisporre tutti gli atti operativi e le linee guida necessarie a indirizzare il mondo dell'agricoltura all'interno dell'Ue. Sulla questione è intervenuto il presidente dell'Accademia, Massimo Vincenzini, il quale ha evidenziato con soddisfazione come la politica, sebbene con un certo ritardo, abbia finalmente recepito le pressanti istanze provenienti dal mondo scientifico e dalle stesse imprese agricole. Queste nuove tecniche genetiche sono infatti considerate essenziali per sviluppare in tempi rapidi varietà vegetali capaci di resistere ai crescenti stress climatici e ai patogeni emergenti, permettendo al contempo al sistema produttivo di affrontare la serrata concorrenza sui mercati globali.

I vertici dei Georgofili hanno espresso un profondo orgoglio per il traguardo raggiunto, ricordando come l'Accademia si sia spesa in prima linea negli ultimi anni attraverso la redazione di numerosi documenti scientifici a favore delle Tea, nonché tramite l'organizzazione di convegni e dibattiti tematici. Il presidente Vincenzini ha inoltre annunciato che il prossimo evento dell'istituzione focalizzato sulle Tecnologie di Evoluzione Assistita si terrà il primo luglio; un appuntamento che, alla luce della svolta di Bruxelles, permetterà finalmente di affrontare l'intera questione da un punto di vista inedito, marcatamente più operativo e orientato sia al presente sia al futuro della produzione agricola.

La strada per arrivare a questo quadro normativo è stata tuttavia lunga e tortuosa, e ha visto alcuni scienziati pagare un prezzo molto alto a causa dei ritardi legislativi e del clima di scontro ideologico. L'Accademia ha voluto ricordare le vicende di due propri membri, i professori Mario Pezzotti e Vittoria Brambilla, i cui campi sperimentali pubblici erano stati presi di mira e devastati da gravi atti vandalici in tempi recenti. Nello specifico, la ricerca sperimentale sul riso resistente al fungo del brusone condotta dalla professoressa Brambilla a Mezzana Bigli, in provincia di Pavia, era stata distrutta nel giugno del 2024, mentre le viti resistenti alla peronospora del professor Pezzotti erano state devastate nel febbraio del 2025 a San Floriano Valpolicella, nel veronese.

Il definitivo via libera europeo rappresenta dunque un riscatto fondamentale per il mondo della ricerca agraria, come confermato dalle dichiarazioni degli stessi scienziati coinvolti. Il professor Mario Pezzotti, ordinario di Genetica Agraria presso l'Università di Verona, ha sottolineato come la comunità scientifica attendesse questo quadro normativo da ben dodici anni, precisando che ora l'agricoltura disporrà degli strumenti di miglioramento genetico più moderni per perseguire la precisione e la sostenibilità richieste dal futuro. Sulla stessa linea la professoressa Vittoria Brambilla, docente dell'Università di Milano, che ha definito la giornata del voto europeo come memorabile, poiché archivia definitivamente l'approccio restrittivo ereditato dal secolo scorso nei confronti della genetica vegetale e rimette la ricerca scientifica pubblica nelle condizioni di sostenere efficacemente l'agricoltura italiana e le sue produzioni d'eccellenza.

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