Il carcere minorile Meucci di Firenze ospita attualmente 25 ragazzi a fronte di una capienza di 17 posti, con un tasso di sovraffollamento che raggiunge il 141%. È uno dei dati emersi durante l’audizione della procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, Roberta Pieri, davanti alla Quarta Commissione consiliare di Palazzo Vecchio. Un quadro che, secondo quanto emerso nel confronto, riflette le difficoltà di un sistema che fatica a dare risposte adeguate al crescente disagio giovanile.
Al centro delle criticità segnalate dalla procuratrice c’è l’assenza di una comunità filtro, una struttura in grado di valutare, attraverso un’équipe multidisciplinare, il percorso più adatto per ciascun minore prima dell’inserimento nelle comunità educative. A Firenze questo ruolo era svolto dalla Comunità Trilly, chiusa dopo un incendio e mai sostituita. «Il minore, spesso con disagi psichici o dipendenze da alcol e droga, finisce in una comunità inadeguata, scappa e la Procura è costretta a chiedere l’aggravamento della misura», ha spiegato Pieri, evidenziando come i continui trasferimenti compromettano ogni progetto educativo.
Sul tema è intervenuto anche il capogruppo di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi, che punta il dito contro il mancato sviluppo di moduli filtro sanitari e socioeducativi già individuati dal Coordinamento nazionale delle comunità per minori. Secondo Palagi, il ritardo accumulato dalla Regione Toscana rappresenta oggi il nodo politico principale della vicenda.
La procuratrice ha inoltre sottolineato le particolari fragilità dei giovani coinvolti nel circuito penale minorile, molti dei quali hanno alle spalle percorsi di migrazione, sfruttamento e traumi. «Non è possibile trattare questi ragazzi con gli stessi strumenti pensati per chi ha avuto un’infanzia completamente diversa», ha osservato. Tra le criticità evidenziate anche il passaggio di alcuni giovani dal sistema minorile a quello degli adulti, con il rischio di interrompere percorsi educativi e di reinserimento già avviati.
Per affrontare l’emergenza, la Quarta Commissione propone la creazione di un tavolo istituzionale permanente che coinvolga Comune di Firenze, Regione Toscana, Tribunale e Procura per i Minorenni, Istituto degli Innocenti e strutture di accoglienza. Un coordinamento che potrebbe rappresentare il primo passo per costruire una risposta condivisa a un fenomeno che, sempre più spesso, si traduce in percorsi di marginalità e detenzione. Lo scrive la Nazione.
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