La sentenza riguarda i 698 immobili residenziali del quartiere. Per i giudici la clausola inserita nei contratti di compravendita è vessatoria. FdI: «Si apre una nuova fase»

Una sentenza destinata a incidere profondamente sulla gestione del quartiere San Donato, a Novoli. Il Tribunale di Firenze, con una decisione depositata l’11 giugno, ha dichiarato nulla per vessatorietà la clausola contenuta nei contratti di compravendita degli immobili residenziali che prevedeva l’adesione automatica al Consorzio Sandonato Est.

La clausola era stata inserita negli atti in attuazione delle convenzioni stipulate tra il Comune di Firenze e Immobiliare Novoli Spa nell’ambito del recupero dell’ex area Fiat. A promuovere il ricorso sono stati alcuni residenti, assistiti dall’avvocato Francesco Fameli, che hanno contestato la legittimità dell’obbligo di adesione all’ente incaricato della gestione e manutenzione delle aree comuni.

Secondo quanto stabilito dal giudice, la nullità della clausola comporta la fuoriuscita dal Consorzio dei proprietari dei 698 immobili a uso residenziale presenti nell’area. Una conseguenza che potrebbe rendere impossibile il perseguimento delle finalità del Consorzio stesso, fino a determinarne l’estinzione.

La sentenza individua inoltre una diversa modalità di gestione delle parti comuni, che non passerebbe più attraverso il Consorzio ma tramite un supercondominio regolato dalle norme del Codice civile. Un cambiamento significativo che introdurrebbe criteri decisionali differenti, fondati non solo sui millesimi di proprietà ma anche sul principio del voto per teste, aumentando così il peso dei singoli proprietari nelle decisioni collettive.

Sulla vicenda intervengono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Angela Sirello e Matteo Chelli, che parlano di una decisione capace di aprire una nuova fase per il quartiere. «È il riconoscimento della bontà di una battaglia che abbiamo sposato sin dall’inizio a sostegno dei residenti, ritenendo del tutto illogico, assurdo e iniquo che i costi di gestione di aree ormai a tutti gli effetti pubbliche ricadessero su di loro, peraltro senza che neanche potessero vantare un peso sostanziale in sede decisionale», dichiarano.

I due esponenti dell’opposizione chiamano infine in causa l’amministrazione comunale. «Il rischio di contenziosi con Palazzo Vecchio ora è estremamente alto. Che ne pensa la sindaca Sara Funaro, che in campagna elettorale aveva promesso di trovare una soluzione?», chiedono. Lo scrive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies