Sanzione da 63 euro a un viaggiatore che utilizzava il titolo ferroviario su un mezzo di Autolinee Toscane. Multa annullata, ma emerge un problema sulla validità degli abbonamenti tra Firenze e Mugello

La chiusura della ferrovia Faentina per lavori riaccende le polemiche tra i pendolari del Mugello. A far discutere è il caso di un abbonato Trenitalia che, dopo aver utilizzato un autobus di Autolinee Toscane per rientrare a casa, si è visto contestare una multa da 63 euro per assenza del titolo di viaggio.

L’episodio è avvenuto martedì pomeriggio su una corsa lungo la via Faentina. Il passeggero, titolare di un abbonamento ferroviario sulla tratta San Piero a Sieve-Firenze, aveva scelto di utilizzare il bus dopo la sospensione della linea ferroviaria dovuta ai lavori programmati da Rfi fino al 1° luglio. Convinto di poter viaggiare gratuitamente grazie alle indicazioni ricevute dalla Regione Toscana, si è però visto contestare dal controllore la mancanza del biglietto da 3 euro previsto per il servizio.

Nel verbale è stata riportata anche la spiegazione fornita dall’utente: «La Regione Trasporti mi ha detto che potevo viaggiare gratuitamente su questo bus con l’abbonamento del treno a causa della soppressione della linea ferroviaria Faentina». Dopo le proteste, Autolinee Toscane ha riconosciuto l’errore, spiegando che la sanzione era stata emessa a causa di una comunicazione incompleta ai controllori sulla validità dei titoli ferroviari. La multa sarà quindi annullata.

La vicenda, però, ha fatto emergere un problema più ampio. Secondo quanto chiarito successivamente da Autolinee Toscane, gli abbonati alla Faentina possono utilizzare gratuitamente i bus soltanto nel tratto compreso tra Firenze e Caldine, e non fino alle località del Mugello come molti pendolari ritenevano dopo le comunicazioni ricevute nei mesi scorsi.

A sollevare la questione è stato il comitato “Mugello attaccati al treno”, che già ad aprile aveva chiesto alla Regione di consentire l’utilizzo dei bus di linea come alternativa ai treni durante il periodo di chiusura della ferrovia. In una risposta inviata il 17 aprile, la Regione aveva comunicato che le richieste avanzate dai pendolari erano state recepite integralmente.

«Confidiamo che si tratti di un disguido o di un errore di comunicazione facilmente risolvibile – commenta il portavoce del comitato, Massimo Rossi – altrimenti si rischia di compromettere il rapporto di collaborazione costruito negli ultimi mesi con la Regione». Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore regionale ai Trasporti Filippo Boni, che ha assicurato ulteriori verifiche: «Farò approfondimenti e cercherò una soluzione».

Una situazione che alimenta il malcontento dei pendolari della Faentina, già alle prese con l’ennesima interruzione della linea ferroviaria e con disagi che, tra ferie anticipate e spostamenti in auto, stanno pesando sulla quotidianità di chi ogni giorno viaggia tra il Mugello e Firenze. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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