Stop alle costruzioni più alte attorno a San Salvatore e San Lorenzo. Ridimensionato il progetto da 35 appartamenti contestato da residenti e parroco

Colpo di scena a Badia a Settimo, dove la Soprintendenza di Firenze ha avviato la procedura per l’apposizione di un triplo vincolo paesaggistico sull’area che circonda l’antica Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo. Il provvedimento, già efficace pur in attesa della conclusione dell’iter amministrativo, punta a tutelare la prospettiva e il contesto paesaggistico del complesso monumentale e rischia di modificare profondamente il progetto edilizio privato che prevede la realizzazione di 35 nuovi appartamenti nel centro della frazione di Scandicci.

Il vincolo individua tre diverse aree di tutela. La zona più ampia, compresa tra l’abbazia e l’Arno, manterrà una destinazione agricola senza possibilità di nuove edificazioni. Nella zona B1, che interessa direttamente la lottizzazione contestata, gli edifici non potranno superare i tre piani fuori terra, mentre nella zona B2 il limite scende a due piani. Una decisione che accoglie almeno in parte le preoccupazioni espresse negli ultimi anni da circa 300 residenti e dal parroco don Carlo Maurizi, contrari alla costruzione di palazzine ritenute troppo impattanti sul profilo storico dell’abbazia.

A rendere nota la novità è stata la sindaca di Scandicci, Claudia Sereni, che ha espresso soddisfazione per la tutela del complesso monumentale ma anche sorpresa per il mancato coinvolgimento preventivo del Comune. «L’abbazia rappresenta un bene storico, culturale e identitario di straordinario valore per la nostra comunità», ha dichiarato, sottolineando però come un confronto istituzionale più tempestivo sarebbe stato auspicabile vista la portata delle conseguenze urbanistiche del provvedimento.

Resta ora da capire quali saranno gli effetti concreti sul cantiere già avviato dalla società Gestioni Immobiliari Settimo. L’azienda avrà 80 giorni di tempo per presentare osservazioni e memorie alla Soprintendenza, mentre la decisione definitiva spetterà alla Commissione regionale per il Patrimonio culturale entro 120 giorni. Nel frattempo il futuro della contestata lottizzazione resta appeso all’esito del procedimento. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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