Da 44 a 53 luoghi individuati dal Comune tra parchi, biblioteche e sedi dei Quartieri. Il test sul campo evidenzia però temperature elevate e aperture limitate nei fine settimana

Il Comune di Firenze ha ampliato la rete dei rifugi climatici, passati da 44 a 53 punti distribuiti tra biblioteche, parchi e sedi dei Quartieri. Tra le nuove aree inserite figurano il giardino Nicholas Green alle Cascine, il parco dell’ex Campeggio Michelangelo, piazza Oberdan, piazza delle Medaglie d’Oro e le sedi istituzionali dei cinque Quartieri cittadini. L’obiettivo è offrire spazi ombreggiati e accesso all’acqua per aiutare i cittadini a fronteggiare le ondate di calore.

Un test effettuato in alcuni dei luoghi indicati dal Comune ha però evidenziato diverse criticità. Nel centro storico il giardino di Borgo Pinti, uno dei pochi rifugi presenti nell’area Unesco, è risultato chiuso nel fine settimana. Nel vicino giardino di piazzale Donatello, nonostante l’ombra degli alberi, il termometro continuava a segnare tra i 38 e i 39 gradi. Situazione simile anche in altri spazi verdi cittadini, dove il sollievo dal caldo è apparso limitato.

Le maggiori difficoltà riguardano soprattutto gli spazi al chiuso. Biblioteche e sedi dei Quartieri, dotate di aria condizionata, rappresentano infatti i rifugi più efficaci ma spesso sono accessibili solo in orario feriale. Durante weekend, festività e nei periodi di chiusura estiva molte strutture restano chiuse, riducendo notevolmente le possibilità di trovare un luogo fresco. Intanto le previsioni annunciano un ulteriore peggioramento delle temperature, con punte fino a 40 gradi e allerta rossa confermata per il fine settimana. Lo scrive la Nazione. 

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