Con l’arrivo delle temperature da bollino rosso, la vita dei rider fiorentini non cambia, anzi spesso diventa ancora più difficile. Lo racconta Zulqarnain Haider, 34 anni, originario del Pakistan, che ogni giorno sale in sella alla sua bici e lavora fino a 14-16 ore, dalle prime ore del mattino fino a tarda sera. Il caldo, spiega, non ha portato alcun beneficio economico: in città ci sono meno persone e quindi meno ordini, costringendo i rider a restare connessi più a lungo per raggiungere uno stipendio adeguato.
A differenza di quanto accade in alcune regioni italiane, dove le piattaforme sospendono le consegne nelle ore più calde, a Firenze i rider continuano a lavorare anche con temperature vicine ai 40 gradi. Il sistema di pagamento resta prevalentemente a cottimo, con compensi che oscillano tra i 2 e i 4 euro lordi a consegna. Tempi di attesa, spostamenti e spese per mezzi e manutenzione restano quasi interamente a carico dei lavoratori, che spesso dipendono esclusivamente da questo impiego per il proprio sostentamento.
Per compensare il calo delle richieste, molti fattorini allungano ulteriormente i turni e lavorano senza giorni di riposo. Zulqarnain, che collabora con due diverse società di food delivery, riesce a guadagnare circa 2.000 euro al mese, dividendosi tra le due piattaforme. Intanto cresce il ruolo della Casa Rider, il progetto promosso da Cgil, associazioni e Comune di Firenze che offre assistenza e servizi gratuiti ai ciclofattorini: in un anno ha già registrato oltre mille accessi, diventando un punto di riferimento per chi ogni giorno affronta caldo, traffico e precarietà sulle strade cittadine. Lo scrive la Nazione.
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