Le piscine fiorentine fanno sempre più fatica a restare a galla. Dopo l’appello lanciato dalla Rari Nantes Florentia, che ha denunciato una situazione economica sempre più complessa dopo anni di battaglie legali, pandemia e rincari energetici, anche la Firenze Pallanuoto torna a chiedere interventi concreti. Il presidente Cipriano Catellacci parla di una vera e propria «crisi di sistema» che coinvolge gli impianti natatori comunali e mette a rischio l’attività sportiva.
La situazione è resa ancora più difficile dall’esplosione dei costi delle utenze. Catellacci spiega che per la piscina Isolotto la spesa per il gas è passata da circa 30mila a 72mila euro l’anno. Una crescita che ha già costretto la società a ridimensionare i propri programmi: «Noi i tagli li abbiamo già fatti. Non facciamo più la Serie A perché non possiamo più permettercela». Secondo il presidente, una possibile soluzione potrebbe arrivare dalla revisione delle concessioni comunali, prevista dai contratti in presenza di eventi straordinari come quelli che hanno colpito il settore negli ultimi anni.
Sul tema interviene anche l’assessora allo Sport Letizia Perini, che conferma l’esistenza di tavoli di confronto con le società sportive. «Laddove sarà possibile farlo, lo faremo sicuramente. Ci sono tavoli aperti per studiare questa situazione. Gli impianti natatori sono quelli più energivori e il colpo più duro è arrivato dopo il Covid. Essendo strutture pubbliche, manteniamo i costi delle utenze molto bassi e continueremo a fare la nostra parte». Perini, però, sottolinea che il problema non può essere affrontato soltanto dai Comuni: «Deve essere fatto un ragionamento da Governo e Federazione. Non può ricadere solo sulle spalle dei Comuni. Alcuni aiuti per la gestione potrebbero arrivare anche dalla Regione, che ha competenza sulla sanità pubblica e utilizza molto questi impianti per attività riabilitative». Lo scrive la Nazione.
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