Firenze si prepara a vivere il momento più atteso della festa del patrono San Giovanni Battista: i tradizionali fochi d’artificio che questa sera, alle 22, illumineranno il cielo sopra l’Arno. Dodici postazioni di lancio, distribuite in tre diversi settori al Piazzale Michelangelo, daranno vita a uno spettacolo di circa trenta minuti curato, per il 48esimo anno consecutivo, dalla ditta Mazzone di Roccalbegna. A donare i fochi alla città è anche quest’anno la Fondazione Cr Firenze.
Alla vigilia dell’evento, il presidente della Società di San Giovanni Battista, Claudio Bini, scherza su una delle tradizioni più radicate tra i fiorentini: il confronto con l’edizione precedente. «Speriamo di poter dire anche stavolta che sono stati più belli dell’anno scorso», afferma. Bini ricorda come la tradizione dei fochi affondi le proprie radici nei festeggiamenti del solstizio d’estate e sia stata tramandata nei secoli, conoscendo un particolare sviluppo durante l’epoca medicea. Dagli anni Venti del Novecento lo spettacolo si svolge dal Piazzale Michelangelo per consentire a un pubblico sempre più ampio di assistere all’evento.
Il 2026 rappresenta inoltre un anno speciale per la Società di San Giovanni Battista, che celebra 230 anni di attività. Per l’occasione è stata allestita una mostra nell’ex monastero di Santa Maria degli Angeli, visitabile fino a fine agosto, che ripercorre la storia dell’associazione attraverso documenti, opere e cimeli. Oggi la Società conta circa 300 soci e guarda al futuro con l’obiettivo di coinvolgere nuove generazioni. «Vogliamo inserire giovani che possano continuare a custodire e promuovere le tradizioni della città», sottolinea Bini, rilanciando il valore di una comunità che da oltre due secoli accompagna i festeggiamenti del patrono di Firenze. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














