Uffizi e caldo, Cgil: “Serve ammodernare il sistema di climatizzazione. La direzione ha fatto il possibile”
Il sindacato interviene dopo lo stop alla vendita dei biglietti e gli ingressi contingentati decisi per le criticità all’impianto di condizionamento della Galleria
24Giu202617:44
“Occorre rimodernare ed ampliare il sistema di condizionamento all'interno delle Gallerie degli Uffizi, ma anche alla Galleria dell’Accademia, al Bargello e nelle altre sedi culturali”. È quanto afferma la Fp Cgil, intervenendo dopo i problemi registrati oggi agli Uffizi a causa del sovraccarico dell’impianto di climatizzazione, in una giornata segnata dal caldo estremo e dal codice rosso per l’emergenza caldo.
Il sindacato, con Giovanni Golino, sottolinea la necessità di gestire l’emergenza anche attraverso misure organizzative: “Dobbiamo gestire la contingenza e questo deve essere supportato da strumenti quali la contingentazione degli ingressi, perché l’eccessiva presenza dell’utenza aumenta il calore e i tassi di umidità nelle sale”.
Per la giornata odierna la direzione delle Gallerie degli Uffizi ha infatti deciso di interrompere la vendita dei biglietti e limitare gli accessi, proprio per ridurre il carico sulle sale e consentire ai tecnici di intervenire sull’impianto.
Secondo la Cgil, inoltre, è necessario che il personale accompagni i visitatori in modo equilibrato all’interno degli ambienti più frequentati, distribuendo gli afflussi nelle diverse aree del museo.
“Queste misure organizzative – spiega il sindacato – le chiediamo alle Gallerie degli Uffizi e a tutte le strutture della cultura fiorentina. Va comunque detto che oggi la direzione delle Gallerie, attraverso i propri dirigenti, ha fatto il possibile per ovviare a questa gravosa condizione”.
Sul tema è intervenuto anche Maurizio Magi della Filcams Cgil, che richiama l’attenzione sulla sicurezza: “Le difficoltà registrate agli Uffizi a causa del sovraccarico dell’impianto di climatizzazione richiamano ancora una volta la necessità di garantire condizioni adeguate di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e aperti al pubblico”.
“L’emergenza caldo – conclude Magi – non può più essere considerata un evento straordinario: servono investimenti, manutenzione e programmazione”.
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